Intervento del Presidente Conte al decennale di ItaliaCamp

Sabato, 1 Febbraio 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al convegno per il decennale di ItaliaCamp, presso l'Aeroporto Leonardo da Vinci. 

Presidente Zingaretti, Sindaco Montino, illustri ospiti che ci avete ricevuto, illustri presenti, Presidente Catricalà, dottor Letta, un saluto poi particolare a Fabrizio, al dottor Sammarco.

È una bella occasione questa di poter partecipare a questo evento celebrativo, i primi dieci anni di attività ItaliaCamp, una realtà ormai affermata, riconosciuta e oggi ne abbiamo avuto una concreta testimonianza nel panorama nazionale, riconosciuta da parte di attori pubblici, imprenditori privati, da parte dei cittadini.

Ieri ci avete ricordato, avete avuto anche un passaggio molto importante e questo conferma anche la vostra sensibilità istituzionale, siete stati ospito del Presidente della Repubblica.

Ecco, sapere che questa associazione nasce da un cenacolo, in tarda sera, una venina di giovani laureati, animati dal desiderio di costruire non soltanto il proprio futuro ma anche di offrire un futuro migliore anche ad altri e all’Italia, questo è fonte di particolare apprezzamento da parte mia, è motivo di particolare apprezzamento e fonte anche di incoraggiamento. Sono infatti questi gli esempi che dobbiamo valorizzare, nella prospettiva di una virtuosa sinergia tra pubblico e privato e, tra istituzioni, aziende, università ed enti della ricerca; tra giovani più adulti e giovani giovani.

Ancor di più, è fonte di speranza constatare che questo vostro esperimento è nato in una fase cruciale di vita di giovani, alcuni giovani, alcuni già laureati, come ci è stato raccontato, altri in procinto di laurearsi, è una fase molto particolare di vita. È una fase in cui si assiste a quella transizione tra università, scuola e mondo del lavoro, è una fase di grandi opportunità, di grandi incognite, è una fase di grande vulnerabilità e anche di grandi incertezze per quanto riguarda i destini di vita personale, di vita professionale.

I giovani in questa fase della transizione dalla scuola, dall’università al mercato del lavoro risultano esposti a rischi di marginalità socio-economica molto elevata, a causa del prolungamento dell’inoccupazione, del susseguirsi di occupazioni instabili e quindi vivono sulla propria pelle anche dell’asimmetria tra aspirazioni, competenze acquisite e semmai o disoccupazione, inoccupazione o prospettive di occupazione scarsamente qualificata, scarsamente retribuita e quindi poco riconosciuta.

In questo contesto è risultata vincente la vostra voglia e direi il vostro atteggiamento di sperimentare con coraggio percorsi innovativi rispetto a percorsi a sentieri già definiti, il desiderio quindi di scoprire, di innovare, l’incontro, lo scambio, il desiderio di connettersi con la propria comunità, con le proprie realtà piu innovative.

Avete creato un laboratorio creativo in tutti questi anni, ho letto un poco la vostra storia, non vi conoscevo ma da quando poi me ne ha parlato il dottor Letta ho iniziato un poco a conoscervi più da vicino. L’investimento sociale in istruzione, formazione, supporto tecnico a voci imprenditoriali nuove. Avete realizzato un virtuoso matching tra università e impresa, tra aspirazioni e opportunità, tra risorse e nuovi bisogni della società. Siete un bell’esempio.

E i progetti che avete realizzato, sono progetti molto concreti, alcuni sono stati ricordati, sicuramente mi ha colpito molto il concorso promosso “La tua idea per il Paese”, avete dato vita a una serie di iniziative innovative nel campo del business e anche della policy pubbliche. La iniziativa una “S.r.l per tutti” è stata effettivamente un punto di svolta per quanto riguarda il nostro ordinamento delle società commerciali, il fatto di aver introdotto, promosso l’introduzione, di una “S.r.l. semplificata”, il fatto di avere dal 2011 al 2018 dato vita a nuovi soggetti, 233mila nuovi soggetti commerciali, che si sono avvalsi quindi di queste semplificazioni, di questa, diciamo, concezione molto più snella dell’agire economico è un fatto, quindi è un ruolo, un contributo importante alla nostra realtà imprenditoriale di cui bisogna darvene atto, tanto più in un contesto molto difficile, perché ricordiamo che il tutto è avvenuto quando ormai si era in piena crisi finanziaria, dal 2008 a oggi, la crisi finanziaria più lunga dal Secondo conflitto mondiale a oggi.

Un’altra bella iniziativa è stata quella “Dottorato in Apprendistato”, che permette di coniugare il contratto di apprendistato con la formazione accademica di livello più elevato, al fine di sviluppare un progetto di ricerca di comune interesse tra università e azienda, quindi connettere alta formazione, innovazione e lavoro, secondo una strategia che si è rivelata anch’essa molto efficacie, e che si rivela molto efficace, anche per quanto riguarda il mio angolo di osservazione, per rilanciare la crescita del Paese.

Poi ci sono dei progetti caratterizzati… più caratterizzati sul piano territoriale, mi ha colpito anche “Fast Accademy” nella realtà brindisina, percorsi di apprendimento innovativi, pratiche di emersione del talento, della creatività dei ragazzi più giovani, al fine di contrastare l’abbandono scolastico, la povertà educativa e il disagio sociale.

Ci avete annunciato un nuovo progetto, che sicuramente sarà anch’esso vincente per Lecce e qui il genius loci ha fatto capolino in modo smaccato ed evidente, beh io vi sfido pubblicamente, abbiamo creato col Governo, con le forze di maggioranza un cantiere per Taranto pochi chilometri di distanza, cimentatevi anche in questo cantiere perché è un cantiere su cui come primo responsabile di Governo non ho parlato solo di “Governo”, ho parlato di “sistema Italia”, quindi ben vengano le vostre sensibilità, ben venga la vostra creatività, ben venga la vostra premura per iniziative imprenditoriali ad alto impatto sociale.

Le politiche educative, è questo un po’ il messaggio che ci consegnate, devono essere al centro dei sistemi più avanzati di welfare pubblico e privato in quanto permettono di agire preventivamente contro i rischi di devianza ed emarginazione sociale, quindi tutti i progetti che consentono, intravedono lo sviluppo di competenze artistico-creative dei giovani, sono strategici per il nostro futuro, sono in particolar modo da apprezzare quelli connessi alla rigenerazione di spazi urbani, paesaggi, paesaggi periferici sia urbani e sia del nostro Paese e quando noi ragioniamo di rilancio del Sud dobbiamo essere consapevoli che, se è vero che il sud richiede un piano articolato, un piano strutturato, ci sono tante aree del Centro e del Nord, che io stesso ho frequentemente visitato, che sono delle aree disagiate a rischio emarginazione, a rischio abbandono, aree montane, aree periferiche, anche nel Centro e nel Nord, l'Italia è una sola e io quando ragiono di rilancio di aree parlo di rilancio dell'intera nazione.

Oggi l'infrastruttura artistica, l'infrastruttura culturale può giocare davvero un grande ruolo, rilevante nelle strategie di umanizzazione dello sviluppo urbano e ricordiamoci anche che le città del terzo millennio non possono essere trasformate o costruite solo sulla base di valori strumentali dell'economia senza considerare anche, ma oggi è stato detto egregiamente, i valori intrinseci indipendenti all'uso della bellezza dell'armonia quindi valori tipicamente umani.

Ci ha confortato, ci ha confortato il report 2019 di Us News World che si dice che l'Italia ha un primato culturale. L’Italia il Paese che esprime la maggiore influenza culturale al mondo, possiamo essere fieri, orgogliosi di questo primato ma per alimentarlo coltivarlo, per conservarlo abbiamo dobbiamo nutrirlo, nutrirlo con impegno, con energia, con sagacia.

Ecco perché, ed è stato anche ricordato, delle volte mi sorprendo a ragionare di nuovo umanesimo nuovo umanesimo significa peraltro ottemperare a quello che il disegno della nostra Carta Costituzionale, che pone al centro comunque l'uomo, la dignità dell'uomo, il valore integrale della persona umana.

È molto bella anche quella call pubblica che avete lanciato, da questo punto di vista, “La scuola dell'umano”, un progetto appunto che ci ricorda come la formazione integrale della persona costituisca l'investimento più redditizio possibile, soprattutto in una società che diventerà sempre più digitalizzata. Quindi la crescente automazione dei processi, l'incremento della potenza degli strumenti infotelematici, la diffusione e l'imperante dominio degli algoritmi ci devono sempre avvertire che la dimensione umana, i valori il valore della dignità dell'uomo, deve essere preservata ed è un'insidia questa forse la più temibile del nostro tempo.

Quindi le sfide da vincere non sono solo sul piano dell'innovazione tecnologica ma anche sul piano della centralità del ruolo dell'uomo in questa costante evoluzione tecnologica. Ricordo peraltro che grandi rinascimenti della storia anche il nostro rinascimento che è così apprezzato ancora oggi in tutto il mondo sono stati generati da momenti di crisi, crisi epocali. generati dallo scatto di menti giovani, menti curiose, ma attenzione menti che hanno studiato il passato, menti che, come è stato detto, sono state molto attente e hanno mostrato piena consapevolezza della tradizione storica hanno messo in comune idee conoscenze esprimendo in tutti i campi una pervasiva capacità di innovazione, di guardare anche con occhi nuovi la realtà circostante, la comunità circostante, la comunità in cui vivevano. E nonostante la crisi dell'ultimo decennio il nostro Paese ha tante energie, tante risorse per continuare a essere all'avanguardia nella progettazione, nella sperimentazione, nell'innovazione, dobbiamo innanzitutto garantire ai nostri ragazzi il diritto di costruire qui il proprio futuro in Italia, ogni giovane che lascia il nostro Paese, una ferita aperta nell'intera comunità nazionale, soprattutto se questo trasferimento all'estero e senza ritorno, io dico sempre che viaggiare per migliorare le proprie conoscenze e le competenze è sicuramente un vantaggio per chi viaggia e per chi rimane, ma questi trasferimenti all'estero senza ritorno sono una ferita che non si può colmare. Dobbiamo quindi invertire la tendenza e riagganciare la frontiera tecnologica mondiale ma investendo nell'istruzione nella formazione continua. Dobbiamo sempre metterci tutti nella condizione di continuare ad apprendere, il filosofo Eric Hoffer recitava: “In un'epoca di forte cambiamento, chi vuole imparare erediterà il futuro, chi è imparato si ritroverà preparato a vivere in un mondo che non esiste più”.

Ecco centralità della persona, della comunità, riscoperta, rigenerazione dei luoghi periferici spazi dismessi, educazione, ricerca, sostenibilità, soprattutto innovazione, queste sono delle direttrici strategiche dei vostri progetti ma anche della nostra azione di Governo non posso quindi non sottolineare una certa consonanza, non posso che apprezzare la vostra sensibilità anche sul piano delle politiche pubbliche, per noi è estremamente importante essere in sintonia con le energie giovani del Paese, alle quali abbiamo l'obbligo di offrire sostegno, supporto attraverso politiche adeguate di investimento, abbiamo iniziato a farlo con questa manovra economica, continueremo a farlo con l'agenda 20-23. Sicuramente al centro di questa agenda, che si dispiegherà già dalla settimana prossima, abbiamo posto formazione, ricerca, innovazione, incentivi alle imprese, abbiamo… dovremo creare le premesse per un più discorso incontro tra pubblico e privato in modo da rilanciare la crescita economica ma nel segno dello sviluppo sostenibile. Quindi avremo un piano strutturale, vi assicuro, per le università, non ci accontenteremo più di programmare anno per anno nonostante il nostro orizzonte sia il 2023 consegneremo a chi verrà dopo di noi un piano quinquennale. Le università e gli enti di ricerca hanno necessità di programmare, abbiamo raccolto nel confronto con loro tante indicazioni, siamo consapevoli che dobbiamo creare un arco temporale di programmazione che sia quantomeno di medio periodo. Abbiamo poi annunciato che, ma questo è questione di qualche giorno, inseriremo un emendamento nel Milleproroghe, che è in sede di conversione, per un piano straordinario per l'assunzione di 1600 nuovi ricercatori.

Abbiamo tanti progetti che in questo momento sono sul tavolo e che aspettano di essere tradotti misure concrete. Un pilastro di questo confronto sarà il Green New Deal, come sapete abbiamo già stanziato 4 miliardi di euro per creare un apposito fondo dedicato alla transizione energetica, alla decarbonizzazione, all'economia circolare che permetterà di sviluppare appunto nuove energie tra pubblico e privato al fine di incentivare l'innovazione verde.

Ci rendiamo conto che il sistema produttivo ha bisogno di tempo, il modo migliore per orientarlo in direzione di un'Italia più verde è quello di creare meccanismi incentivanti senza penalizzare chi stenta ovviamente a riconvertire le proprie strategie imprenditoriali ma dobbiamo dare un segno univoco a tutti dell’Iitalia che vogliamo progettare, dell'Italia che vogliamo realizzare.

Un altro pilastro sarà la semplificazione, la semplificazione significa riordino del quadro regolatorio, chiaramente farraginoso come sapete voi amministratori locali e come sperimentate voi imprenditori significa semplificazione amministrativa e inaccettabile che il nostro quadro regolatorio sia stato concepito dalla parte pubblica rivendicando spazi per gli uffici pubblici, per i pubblici poteri, perdendo di vista però quello che l'angolo visuale di chi è chiamato a svolgere una concreta attività economica, un cittadino che ha bisogno ovviamente di rivolgersi alla pubblica amministrazione per ottenere un permesso, un'autorizzazione. Dobbiamo rivederlo, abbiamo già predisposto dei disegni di legge delega, lavoreremo a questi per riformare l'intero quadro ordinamentale in funzione delle esigenze dei cittadini e delle imprese ad avere chiarezza certezza dei tempi e semplificazione dei passaggi. Sicuramente è una delle riforme più difficili, succederà questo, ne siamo consapevoli, ormai lo possiamo dire non sanno più di primo pelo, succederà che quando andremo a semplificare avremo tantissime resistenze da parte degli uffici pubblici, ciascuno rivendicherà il proprio spazio, quando andremo a contrasto fare a cancellare quella quello spazio temporale 60 giorni per rispondere scriveremo 30 ci saranno tantissime resistenze di chi sceglierà ci dirà che è impossibile con i mezzi a disposizione rispondere in tre in 30 giorni ma siamo molto determinati e consapevoli che questa è una delle riforme più significative che potremo consegnarvi, anche a futura memoria, per consentire la leva della crescita economica con, dico io, con un investimento minimo con risorse finanziare modestissime.

Dobbiamo anche accelerare in generali processi, migliorare la capacità di spesa. Abbiamo ogni tanto, purtroppo, il pubblico deve rimodulare la spesa, non siamo capaci di spendere in modo efficace ecco perché dobbiamo semplificare anche i procedimenti interni e dobbiamo alleggerire il carico fiscale che grava sull'intera filiera dei processi produttivi, ridurre i tempi di pagamento dei crediti che le imprese vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni, dobbiamo abbreviare i tempi della giustizia. La giustizia è un servizio offerto ai cittadini e anche questo deve essere un servizio che, sicuramente con le necessarie garanzie, deve essere offerto in tempi certi e brevi.

Sulla sfida della crescita economica dello sviluppo sostenibile si giocherà la nostra credibilità di Governo a questa sfida sono chiamate tutte le forze della maggioranza che sono sicuro sosterranno con lealtà questa intrapresa comune, questa ampia azione riformatrice che porremo in essere ItaliaCamp è la testimonianza di come la sinergia tra impresa, ricerca, innovazione possa produrre risultati significativi, la partecipazione di importanti soggetti pubblici, imprenditori privati, ai vostri progetti dimostra che fare impresa promuovendo processi di sviluppo sociale possono rivelarsi di grande impatto economico, con un ritorno positivo per l'intero sistema Paese.

Istituzioni quindi aperte, collaborative e connesse con la società è quello che chiedete, perché sono quelle che aprono spazi nuovi, piattaforme di conoscenza dove si discute concretamente di come migliorare le cose.

Ed è stato detto da Sammarco, è stato evocato il concetto di serendipità, è un concetto molto suggestivo e giustamente ci ha ricordato che il progresso della conoscenza anche scientifica ha abbracciato, si è dipanato anche lungo i sentieri della serendipità ma attenzione serendipità non è la ricerca casuale, non è la scoperta di chi vede cadere dal cielo un qualcosa tra le mani, che non pensava di ottenere; è un concetto più elaborato, è un concetto che presuppone ingegno, curiosità, ricerca, creatività, applicazione. E poi può succedere, come forse già successo a voi, come ci dicevate, che nel ricercare qualcosa con ingegno applicazione uno fa delle scoperte ad esempio che non sospettava inopinate, ancora più prestigiose ancora più rilevanti di quelle che poteva immaginare.

“Fare insieme”, mi piace molto questa cifra della vostra mission, non è solo un moltiplicatore questo di risorse e attività, “fare insieme” è il valore aggiunto per sviluppare tessuto, coesione sociale, interazione tra istituzioni e cittadini.

Il mio Governo seguirà questa strada perché il nostro programma non può essere attuato, è troppo ambizioso per essere attuato senza il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, sociali, privati, tutti coloro che vogliono lavorare per la crescita dell'Italia. La presenza oggi di tanti giovani curiosi, di tanti giovani creativi e anche dei vertici di alcune delle più importanti aziende dei rappresentanti anche nelle istituzioni mi conforta nella prospettiva di poter contare sul contributo di tutti e, vedete, nessuno vince da solo, nessuno vince innanzitutto se pensa a traguardi personali, ma nessuno vince seppur pensando a traguardi collettivi pensa, è convinto di potercela fare da solo.

Avremo bisogno del prezioso contributo di tutti e il Presidente Zingaretti ci ha consegnato una bella espressione, che a me piace molto: “etica della collaborazione”. Vedete, perché nella collaborazione c'è una dimensione morale, etica quando ci si siede intorno a un tavolo e si mettono a parte egoismi, missioni personalistiche, tornaconti personali e si cerca tutti insieme di lavorare per il bene collettivo, di afferrare… perché delle volte anche difficile afferrarlo e della discussione che emerge l'obiettivo è il bene comune, quando ci si predispone a questa finalità ebbene si abbraccia anche una dimensione morale e io dico che l'etica della collaborazione evoca il tempo della responsabilità, tempo della responsabilità anche qui non individuale, una responsabilità collettiva, che deve vederci tutti partecipi di questa comune intrapresa che poi, se ci pensate, è la più stimolante la più affascinante che ci si adatta da vivere, cioè quella di poter realizzare, progettare, realizzare migliori condizioni di vita per noi, per tutti i cittadini, di migliorare l'Italia rendendola più verde, più inclusiva, più equa. Ecco quello che, e finisco, consegno a voi, l’augurio che consegna a voi, giovani di ItaliaCamp, è che un giorno, non domani ma ragiono di anni di là da venire, possiate fermarvi, guardarvi indietro, come dicono i francesi “à rebours”, e scoprire che avete dato un contributo al vostro Paese ben più incisivo, ben più efficace di quello che mai avreste sognato. Grazie.


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