Intervento del Presidente Conte al convegno “Dal Sud per l’Italia: cultura, economia, innovazione. Quale futuro?"

Martedì, 18 Giugno 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al convegno “Dal Sud per l’Italia: cultura, economia, innovazione. Quale futuro?” a Villa San Felice di Monteforte.

Saluto i Presidenti delle Regioni, entrambi, saluto il Sindaco, con cui ci siamo visti poco fa, il Procuratore, vedo tantissime Autorità, i Magnifici Rettori, rivolgo un saluto collettivo a loro e a tutti gli ospiti.  

Il cerimoniale mi fa delle occhiatacce, siamo in ritardo pazzesco, ma voglio dedicare a questo incontro, sono molto grato per l’invito che ho ricevuto dal Presidente Salvatore, mi congratulo perché oggi si rende pubblico questo restauro, un lavoro raffinatissimo e complimenti per l’impegno riposto, a lei e a tutti gli altri partecipi per questa pregevole iniziativa.

Il titolo che mi è stato rappresentato “Dal Sud per l'Italia, cultura, economia, innovazione. Quale futuro?" è un titolo che potrebbe impegnarci qualche giornata, e, gli interventi che mi hanno preceduto lo dimostrano. È un seminario che ci potrebbe tenere qui impegnati a lungo, è un po' difficile sintetizzare qualche riflessione e condividerla con voi.

Il Sud in realtà più che un’indicazione geografica è anche un topos, io parlo a Napoli, in una città caratterizzata per un ceto intellettuale molto raffinato ed elevato, storicamente direi anche attualmente.

Un topos che non è certo solo geografico, un topos culturale che ha una valenza politica, come una valenza politica queste ripartizioni in genere hanno, quindi Sud si oppone a Nord. Ma se ragioniamo di valenze politiche dovremmo chiamare in gioco anche un’altra distinzione delle valenze politiche che spesso si oppone est - ovest , come pure nel 55 quando ci fu la Conferenza di Bandung venne fuori il Terzo mondo, anche quella una prospettiva non tanto geografica ma con una chiara valenza politica.

Il Sud: in realtà queste raffigurazioni, rappresentazioni sono molto relative, molto relative perché noi siamo in questa sala è questo che guardiamo su questo è un soffitto, ma se ci ponessimo al piano superiore sarebbe un pavimento. Allora il Sud dipende da come lo rappresentiamo noi stessi, come lo guardiamo, a quale stato di soggezione ci abbandoniamo o a quale voglia di riscatto e di rilancio ci affidiamo.

Io che viaggio tanto, quando penso che sono meridionale mi sento nordico; ho viaggiato per tanti paesi dell'Africa, sono stato in Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, sono stato in Ciad e Niger, nel Corno d'Africa e guardano a lui e al mediterraneo come alla culla della civiltà ancora, sono stato in Medio Oriente, mediterraneo allargato.

Da poco ho lavorato per offrire nuove opportunità al nostro Paese, abbiamo ricevuto in Italia il Presidente Xi Jinping, poi sono stato ad aprile al secondo forum sulla Belt And Road a Pechino e parlando con loro non mi sentivo nel sud del mondo, mi sentivo come il terminale delle rotte storiche della Via della seta, come il terminale naturale di questa nuova prospettiva di connettività infrastrutturale, stiamo parlando delle innovazioni digitali più avanzate che si prospettano oggi, a cui si sta lavorando e per i prossimi decenni e il nuovo millennio e mi sentivo al centro del mondo.

Quindi voglio dire che il concetto del Sud è molto relativo, qui c'è una realtà ricca, c'è stata sempre una realtà ricca dal punto di vista culturale, c'è stata sempre una realtà ricca dal punto di vista del sentimento sociale, del sentimento di umanità come è stato detto, c'è stata sempre una capacità incredibile di guardare con grande generosità e rispetto dell'altro e questa forse è la più grande ricchezza della vita, questa capacità di approcciare tutti i problemi anche quelli economici senza mai eccedere sempre al primato della finanza di cui oggi si parla tanto.

Oggi non solo si parla tanto di economia che caratterizza un po' le nostre vite, ma addirittura si isola un aspetto dell'economia, la finanza, diventa come dire la mitologia della finanza, e allora dal sud può partire il riscatto, perché il Sud ha tutte le carte in regola per restituire la ricchezza della vita, la ricchezza di guardare agli altri, di rispettare gli altri, per rifondare quello di cui parlavo oggi, questo nuovo umanesimo a cui sono molto legato.

Io sono un uomo del Sud, quando parlo del Sud so di che cosa parlo, e considero il Mezzogiorno uno scrigno che per varie ragioni storicamente è stato tenuto così chiuso limitandone il potenziale, ma dentro ci sono tanti talenti che si predispongono in modo molto avanzato per imprimere un indirizzo ben preciso anche nel campo dell'innovazione.

Alla fine non dobbiamo pensare che la Apple Academy sia un miracolo, non è un miracolo è un incrocio virtuoso di una realtà che qui è plurisecolare, la Federico II che lavora da anni per tirare fuori, favorire la crescita di talenti, favorire il più alto tasso di istruzione e diffonderlo in tutto il Sud, in tutto il meridione, dove poi questo talento si incrocia con un’azione di supporto delle istituzioni locali.

Qui riconosco sicuramente la grande avvedutezza nel saper spendere i fondi strutturali europei, lo dicevo oggi appunto durante l'incontro alla Developer Academy, e si incrocia ovviamente con le opportunità offerte da una grande compagnia. Ma io oggi ho detto incontrando i manager, il top management della Apple, guardate voi state offrendo una grande opportunità a questo territorio ma è una spilla che vi appuntate sul petto voi, perché questo è un biglietto da visita per voi.

Può sembrare strano che il Presidente del Consiglio, anziché inchinarsi, e predisporsi ai più sentiti ringraziamenti, cosa che ho fatto, abbia invece rivoltato la questione, perché vedete facevo questa considerazione: io ho viaggiato tanto e anche negli Stati Uniti, so che loro hanno dei bellissimi campus con erba perfetta, delle strutture meravigliose con investimenti megagalattici, però la ricchezza che viene restituita, quando io oggi sono stato a San Giovanni a Teduccio e vedere in quest'area deserta o comunque degradata, dove ormai ci sono fabbriche abbandonate, costruzione ormai emarginate da tempo dal tessuto sociale, produttivo, economico, vederle recuperate e adesso integrate, pensare quindi che questi ragazzi da tutto il mondo vengono e anziché stare sull'erba sdraiati, nel campus perfetto, isolato dal centro del circuito urbano, possono mescolarsi, possono affacciarsi, entrare un piccolo negozietto, possono prendere una pizza al taglio e contaminarsi con la realtà così ricca anche di persone, io sono convinto che questi ragazzi, quando rientrano dopo la pausa, possono cogliere qualche idea molto più innovativa rispetto a quella che coglierebbero isolati in un campus assolutamente perfetto nel loro Paese.

Allora ringrazio ancora le Autorità, ho ringraziato il Rettore perché questa è un'iniziativa davvero che segna una prospettiva di riscatto dell'intero Sud, abbiamo bisogno di queste iniziative è il segreto è fare sistema, lavorare insieme, perché pensare vedete, che possa venire il singolo imprenditore, possa ancorché con qualche, come dire, entratura iniziale poi possa realizzare un progetto sostenibile, se lavora da solo, è assolutamente qualcosa che non ci porta da nessuna parte. Bisogna creare anche forme di partenariato pubblico-privato innovative, bisogna integrare questi progetti nella nostra realtà.

Capozza ha già ricordato questi Contratti istituzionali di sviluppo, come sono nati questi Contratti istituzionali di sviluppo, innanzitutto dalla conoscenza dei territori, quindi nascono in aree particolarmente disagiate. In Puglia qualcuno ha pensato, forse, malignamente, "ma lui è della provincia di Foggia e allora lì il contratto istituzionale della Capitanata", no perché è una provincia che rispetto alle altre del pugliese sta marciando con molta più difficoltà, ci sono interi borghi ormai disabitati.

Il Gargano, che era, ed è ancora, una meravigliosa risorsa naturalistica è stato abbandonato nel corso degli anni rispetto invece allo sviluppo turistico che sta avendo il centro e il sud della Puglia, allora in quest'area ecco che si interviene, ma come si interviene? Non si chiede a qualche imprenditore di avviare le nuove attività imprenditoriali, non è così che funziona, non è così con un incentivo economico che si può risolvere il problema. Allora si raccolgono tutti i sindaci locali, tutti i rappresentanti degli enti locali, i rappresentanti delle associazioni di categoria, tutti gli esponenti del mondo produttivo sociale economico, si pone intorno un tavolo e si dice dobbiamo cercare, dovete cercare di elaborare progetti utili per questo territorio, voi lo conoscete, non pensate che possa venire lo stato centrale a fornirvi una capacità progettuale dovete voi sforzarvi.

La prima volta, ho i testimoni qui presenti, sono rimasti tutti sconcertati e la riunione è stata pressoché muta o comunque si è sviluppato una comunicazione univoca parlavo solo io, c'è stato un silenzio assordante. La seconda volta hanno iniziato a parlare loro, la terza volta hanno mandato qualche centinaio di progetti dal nulla che avevano concepito originariamente.

Oggi noi abbiamo la difficoltà di selezionare i progetti, la responsabilità di selezionare i progetti che recuperano dei borghi antichi, itinerari enogastronomici, cioè tutto quello che in un contesto anche di sinergie in un sistema integrato può rilanciare quel territorio, rispettando la vocazione di quel territorio, l'identità culturale, oltre che sociale ed economica di quel territorio.

Lo stesso nel Molise, che è stato ancora più sorprendente, quasi 400 progetti, pensate, allora sì, ha senso il finanziamento. Allora ha senso il supporto economico, ma perché si crea un sistema integrato e si confida quindi che quei progetti potranno essere sostenibili da tutti i punti di vista – sostenibilità finanziaria, economica, ambientale – e quindi potranno veramente segnare un rilancio di quel territorio.

Stiamo facendo lo stesso per la Basilicata, lo stesso per la provincia di Cagliari, ma ci estenderemo, completeremo – è stato detto dal dottor Capozza, che cercheremo di recuperare tutta la dorsale appenninica; Calabria, non parliamo della Calabria di quanto sostegno ha bisogno; anche qui, della Campania; potremo intervenire a dosare alcuni di questi interventi; in Sicilia.

E questa è la strada che concretamente il Governo da parte sua può fare, poi per carità, abbiamo fatto tante altre cose, abbiamo fatto tante altre cose, si può pensare che potevamo fare di più e noi potevamo fare di più e faremo di più, tanto è vero che nella “fase due” si è parlato tanto sui giornali – “Ma che cosa vi siete detti” – ma ovviamente, dopo questa campagna elettorale, che ha impegnato severamente i miei compagni di viaggio, ho detto: “Noi dobbiamo rilanciare la nostra azione di Governo”; siamo po’ distratti perché gli impegni elettorali ovviamente è un impegno che è diventato soprattutto nelle ultime settimane assorbente, adesso dobbiamo assolutamente la nostra azione di Governo. E tra i tavoli delle riforme io ho chiesto e ottenuto di creare un tavolo per il piano Sud, qui dobbiamo in termini più sistematici, ancor più sistematici, cercare di rilanciare il Sud rispetto alle varie iniziative che abbiamo già stanziato. E quindi, al di là delle degli ingenti investimenti anche predisposti per contrastare il dissesto idrogeologico, per le tante misure messe già in atto per rilanciare il piano di sicurezza infrastrutturale, al di là delle partite delle Zes, delle Zone economiche speciali, dobbiamo realizzare un piano di investimenti ancora più corposo, che non sia un piano assistenziale, qualcuno ha criticato anche nel dibattito pubblico ovviamente le nostre misure di protezione sociale, beh, insomma, il fatto che ancora oggi l'Istat ci diffonde delle classifiche in cui ci dice che nel Sud è concentrata la povertà assoluta – pensate – il 10 per cento delle famiglie, mentre al Nord è il 5,8 e al centro e il 5,3. Il Sud è in una situazione di sofferenza, quindi pensare di ragionare solo strumento sul piano degli investimenti, della manutenzione, del rilancio delle infrastrutture, senza considerare le situazioni che soffrono le condizioni di povertà assoluta delle famiglie non è pensabile, non sarei un bravo decisore politico, non sarei stato e non lo sono sicuramente, forse non lo sono però è chiaro che non posso trascurare dall'alto le mie responsabilità, persone che così diffusamente vivono in condizioni di povertà assoluta.

E io lo dico sempre, una delle riforme che mi renderà sempre più orgoglioso sarà quello del reddito di cittadinanza e reddito di cittadinanza significa: persone che non avevano i soldi per comprarsi una protesi –ho avuto delle lettere io, eh, ho una documentazione, dei riscontri documentali – non avevano i soldi per comprarsi una protesi ortopedica, non avevano i soldi per comprarsi un paio di lenti per gli occhiali da vista, un signore mi ha scritto: “Erano sei anni che non mangiava una bistecca”; e questo mi rende orgoglioso. Poi possiamo fare tutte le discussioni più sofisticate, possiamo anche pensare che è una riforma che va fatta bene, ci stiamo lavorando, continueremo a sorvegliarla perché sul piano applicativo si possa coniugare al modello della formazione, al recupero al circuito lavorativo degli interessati, dei destinatari, i beneficiari ma è chiaro che la stabilità sociale, la sopravvivenza delle persone, quando si hanno delle responsabilità politiche delle mie al primo posto o comunque di pari passo rispetto al piano di rilancio.

Oggi, dicevo, che il Governo non vuole assolutamente quindi arretrare per quanto riguarda il rilancio del Sud. Rilancio del Sud, non c'è una ricetta che può funzionare, c'è un'attenzione costante e una visione strategica che vorrei lanciare al Sud, il riscatto del Sud è affidato innanzitutto ai meridionali, è affidato ai meridionali perché è chiaro che, se in quella concessione relativa ci si avverte nella periferia del mondo non si va da nessuna parte, bisogna pensare di stare su, al piano superiore e non al piano inferiore. Quindi il modo migliore per costruire il rilancio del Sud è la massima determinazione, la passione e l'impegno dei meridionali stessi, e lo dico da meridionale. E in più, ovviamente, è una visione strategica da parte di tutti, da parte di chi ha una responsabilità a livello statale, da parte da chi ha una responsabilità a livello locale dobbiamo coniugare gli sforzi e lavorare a delle sinergie integrate.

Io oggi dicevo, lanciavo, ma… lanciavo così una provocazione ma quando lancio le provocazione le spingo fino in fondo, dicevo, incontrerò… il Ministro Di Maio sta lavorando alla crisi ad esempio dalla Whirlpool, incontrerò tra poco i lavoratori e poi incontreremo anche la proprietà, diremo loro che a Napoli se hanno trovato, incontrato dei problemi, delle difficoltà, che poi ci dovranno spiegare meglio evidentemente in termini di competitività produttiva, immagino, per questo stabilimento, spiegheremo loro che Napoli è anche la Napoli della Apple Academy, diremo che ci sono 380 giovani cervelli, talenti, che stanno lavorando, ogni giorno lavorano per tirar fuori dalle nuove app, per favorire meglio e accelerare i processi integrativi anche produttivi, li mettiamo a lavorare per loro, e diremo che non devono andare altrove, perché la ricchezza che offre Napoli non la troveranno altrove e cercheremo di convincerli perché possano rimanere qui ma non, come dire, contro la loro volontà, confido che potremo persuaderli che qui c’è uno sviluppo produttivo che si preannuncia già oggi, non domani, già oggi in fase particolarmente avanzata e che può competere non solo a livello nazionale, perché oggi sono come è stato ricordato dalle punte di innovazione tecnologica dei settori anche qui in Campania, oltre che in Sud, che non hanno nulla da invidiare rispetto ad altre realtà del Paese, ma che sono addirittura punte di eccellenza che ci rendono orgogliosi anche nella sfida globale, nella sfera complessiva.

Il Sud ha bisogno anche per completare del contrasto alla corruzione e una determinazione quindi un'attenzione che non possiamo… un livello di attenzione che non possiamo mai abbassare, noi il Presidente De Luca ha parlato della riforma, poi fermo restando che alcune questioni di dettaglio il Presidente del Consiglio è sempre disponibile, lei chiede un incontro mi viene a trovare, ecc. non ha bisogno… di un convegno tale per porre quesiti poi più specifici, però per riprendere in dettaglio la questione, ha toccato un punto molto nevralgico, perché è chiaro che quando si vanno a fare delle riforme ci si scopre il fianco, non si accontenta mai nessuno. Io però ho sempre detto, e lo dico anche da giurista, nel momento in cui mi sono insediato ero già consapevole della inadeguatezza dell'attuale disciplina per quanto riguarda dai contratti pubblici, gli appalti; allora dal primo giorno, ho iniziato a lavorare per questo obiettivo, consapevole che abbiamo un settore, quello delle costruzioni che da anni, che da anni, è assolutamente è andato giù, ed è un settore in sofferenza, basti pensare che tra le prime quindici imprese in Italia nove sono: chi in amministrazione straordinaria, chi sotto ristrutturazione e chi addirittura è in concordato preventivo, se non in procedure concorsuali vere e proprie altre procedure fallimentari e allora è chiaro che è un settore in forte difficoltà, quella disciplina attuale non va assolutamente bene però bisogna lavorare con metodo, non è così semplice perché lei parlerà con 100 esperti nel settore, avrà 100 opinioni diverse.

Noi abbiamo raccolto, pensate, dal primo agosto al 15 settembre nel sito del Ministero delle infrastrutture abbiamo aperto una call, abbiamo avuto 2000 risposte suggerimenti di modifica, quindi non è importante arrivare subito ma arrivarci bene. Però ho sempre avuto consapevolezza che quella è una disciplina che non poteva essere toccata se prima non si dava un segnale molto forte a tutta la società, di qui l'anticorruzione, di qui lo spazza corrotti noi rinforziamo le maglie della disciplina anticorruzione, offriamo strumenti investigativi ancora più, diciamo così, pervasivi ed efficaci alle forze che indagano dopo di che possiamo intervenire a snellire alcune procedure e siccome siamo consapevoli che una riforma organica richiede tempo, di qui lo sblocca cantieri che anticipa alcune misure.

Non è ancora la riforma organica che vogliamo, però il Paese non può attendere quindi abbiamo introdotto alcune misure. Poi lo dico da giurista ogni riforma non è un problema vedete di scelta astratta tra questa o quella norma, bisogna vedere anche come le norme si sedimentano e vengono attuate, quindi occorre anche attendere un pò di tempo per vedere; la norma non è quella che sta scritta nel testo di legge ma quella che applicano i giudici, quindi bisogna vedere i giudici come la interpretano e allora occorre una fase attuativa, verificare e monitorare per vedere come nella dimensione effettiva e concreta quelle norme vengono applicate, che criticità offrono.

Lei può prendere i migliori giuristi metterli intorno a un tavolo le diranno sempre questo. Ecco stiamo quindi rilanciando questo piano di investimenti, poi c'è il decreto crescita che introduce tante nuove misure.

Il Governo è ben concentrato per cercare di creare tante opportunità in particolare al sud. Il bonus sud per esempio, con riduzione di contributi previdenziali a carico delle imprese che assumono disoccupati under 34 o anche over 34 che non lavorano da almeno 6 mesi e tante altre misure sono state concepite proprio specificamente per il sud. Ma nel piano per il sud avremo una strategia più integrata e interventi più sistemici.

Concludo: io ringrazio tutti i presenti perché nei vostri interventi avete restituito il senso di un sistema Paese che è fortemente determinato a operare un rilancio, un rilancio del nostro tessuto produttivo, nel nostro tessuto sociale e questo vale per tutti vale per gli accademici che hanno parlato, vale per presidente del Cnr che ha ricordato il loro progetto con l'Eni ad esempio che coinvolge ben quattro regioni del sud, io sono stato inaugurare il primo progetto nel Salento, che ha ricordato anche il nuovo cento per la valorizzazione del patrimonio culturale qui a Napoli.

Ma questo riguarda anche lei Presidente Salvatore che dal suo punto di vista ad esempio so della sua iniziativa per fornire borse di studio a studenti meritevoli, ognuno può fare la sua parte, io ho da fare una gran parte ne sono consapevole.

Ma vorrei dire che ci sono e non permetterò assolutamente con tutte le mie forze, questa è la promessa che vi faccio, non potrò permettere che siano tenute in ostaggio le nostre ricchezze, tante delle quali sono concentrate qui a sud, non potrò quindi mi darò sempre con la massima determinazione mi impegnerò affinché non siano assecondati sentimenti ti sfiducia e di rassegnazione rispetto alle tante sfide che ci attendono. Grazie.


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