Intervento del Presidente Conte al Consiglio Confederale nazionale Uil

Sabato, 4 Luglio 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Consiglio Confederale nazionale Uil, presso il Roma Convention Center “La Nuvola”

Saluto veramente con un pensiero di sincera gratitudine il Segretario generale uscente, Carmelo Barbagallo, che abbiamo appena sentito, grazie davvero per il cammino fatto insieme in questi due anni. Sei anni sono tanti, due anni li abbiamo percorsi - direi - insieme, confrontandoci costantemente, e grazie davvero per l’atteggiamento disponibile che lui ha avuto insieme ovviamente agli altri Segretari generali delle altre… della Cisl, saluto Annamaria Furlan, e anche della Cgil, saluto Maurizio Landini, e ovviamente i migliori auguri e auspici per il nuovo lavoro che attende Pierpaolo Bombardieri, un’eredità importante e anche qui un cammino insieme di confronto. Saluto ovviamente i Ministri, la Ministra Catalfo, il Ministro Gualtieri, il Ministro Provenzano, e saluto tutti i gentili Ospiti. Io vi ringrazio molto, mi ha fatto molto piacere ricevere questo invito presso il vostro Consiglio Confederale nazionale, e come dicevo, questa è un’occasione per condividere un momento, una riflessione, perché abbiamo avuto tanti tavoli di lavoro, ci siamo confrontati in tantissime occasioni sin dal mio primo mandato come Presidente del Consiglio.

Poi in particolare durante le settimane dell’emergenza epidemiologica, rispetto alla quale non possiamo permetterci di abbassare la guardia ma dobbiamo ovviamente adesso affrontare la situazione senza vivere nel terrore, con la necessaria serenità di chi conosce questo nemico invisibile, di chi si è attrezzato per reagire in modo più efficace ma, dicevo, questa situazione d'emergenza ci ha fatto capire una cosa forse ancora di più ha posto al centro dei nostri pensieri in ruolo del lavoro e l'importanza che riveste nella vita di ciascuno di noi.

Nelle settimane del lockdown siamo stati costretti a chiudere molte filiere produttive, a sospendere tantissime attività, ecco, è stata una decisione che non è mai stata presa nella storia repubblicana, una decisione che ci ha sfidato tanto come donne e uomini di Governo, dal punto di vista giuridico, economico, socialem anche morale.

È stata una decisione che abbiamo ritenuto inevitabile con conseguenze drammatiche, scelte che hanno inciso profondamente sulla dimensione di vita, sull'esistenza di ciascuno di noi. Senza il lavoro di coloro che peraltro hanno operato nel campo della sanità, della logistica, dell'agricoltura, dei servizi essenziali, il Paese non avrebbe potuto attraversare questo guado. Ecco perché anch'io rinnovo, a nome di tutti gli italiani, i sentimenti di più profonda gratitudine a chi si è sacrificato in modo particolare anche lavorando con grande esposizione al rischio durante questo periodo.

Ecco, in questo contesto, devo riconoscere a tutte le forze sindacali, avete svolto un ruolo fondamentale per la tutela delle lavoratrici, della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, per la definizione anche delle principali misure di sostegno della nostra economia. Penso, ed è stato ricordato da Carmelo Barbagallo, al protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che il Governo con le parti sociali hanno siglato lo scorso marzo, quando la rapida diffusione del virus ci ha costretto a operare queste restrizioni anche di libertà fondamentali, di attività essenziali del Paese a quel punto, ecco, che occorrevano istruzioni chiare, istruzioni condivise per poter applicare e garantire adeguati livelli di protezione alle persone che restavano sul posto di lavoro.

Io ricordo dei giorni drammatici, in cui non avevamo ancora adottato le misure e giustamente in fabbrica non si entrava perché non ci si sentiva sicuri e questo non è assolutamente accettabile. Il vostro ruolo è stato fondamentale. Barbagallo ha ricordato le 18 ore filate di lavoro, dove con molta pazienza, con grande attenzione e sollecitudine ma con grande determinazione abbiamo lavorato per definire applicando un metodo di lavoro condiviso ed efficace che ci ha consentito di attraversare una fase importante e superare una fase importante tutelando e quindi a beneficio di tutti i cittadini.

È un metodo che ha trovato poi applicazione anche con la stipula del protocollo per l'anticipo della Cassa integrazione, coinvolgendo anche Abi, e anche per l'adozione di numerosi provvedimenti contenuti per il lavoro inseriti nel Cura Italia, Liquidità, Rilancio definite all'esito di una profonda condivisione con tutte le parti sociali. Penso anche al blocco dei licenziamenti, all'erogazione di indennità per diverse categorie di lavoratori autonomi, lavoratori dello spettacolo, agricoli, domestici, all'aumento a 30 giorni dei congedi di cui possono fruire i genitori dipendenti del settore privato con figli minori di 12 anni. Penso alla proroga dei sussidi per disoccupazione Naspi e Discoll, penso all'estensione della Cassa integrazione per tutti i dipendenti del privato, una misura che purtroppo sappiamo ha scontato dei profondi ritardi soprattutto per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga, anche a causa di complicazioni amministrative che hanno coinvolto più livelli istituzionali, ivi comprese le regioni.

E siamo ancor più consapevoli e determinati a intervenire per riformare anche istituti che si sono rivelati, anche per la stratificazione del corso del tempo, particolarmente farraginosi, con la Ministra Catalfo siamo d'accordo di rivedere... anche perché effettivamente anche il meccanismo della Cassa integrazione ordinaria, straordinaria, quella residuale, fis, fondo agricolo, fondi bilaterali... insomma un meccanismo che richiede, come dire, una manutenzione, una revisione in termini anche di maggiore efficacia ed efficienza.

Consapevole poi di questa complessità e anche farraginosità di alcuni meccanismi, il Governo è intervenuto, come sapete, con il decreto Rilancio per semplificare la procedura, per introdurre la possibilità di anticipo dell'INPS del 40% per le Casse integrazioni a pagamento diretto, sappiamo che ci sono ancora difficoltà per esempio per le aziende plurilocalizzate, dove occorre evidentemente, essendo dislocate in varie regioni, ancora la procedura è un po' lenta.

C'è stato uno sforzo straordinario però dobbiamo esserne consapevoli e voi che conoscete bene la realtà di questo Paese, conoscete bene la situazione in cui eravamo, lo avete compiuto con noi. Uno sforzo straordinario a tutti i livelli, anche della Pubblica amministrazione per gestire un grandissimo numero - oltre 11 milioni di richieste - gestite in pochissimo tempo, anche con piattaforme digitali che semmai non erano state approntate per rispondere in tempi così brevi a richieste così numerose. È stato uno sforzo incredibile e uno sforzo che ancora ci vede impegnati nel monitorare, vigilare la situazione affinché non si ripetono ulteriori ritardi, si risolvano le criticità che restano.

E questo però ci esorta a essere ancora più incisivi nell'azione di Governo, nella semplificazione, nella sburocratizzazione di questo Paese. Ecco, tutto questo come lo chiamiamo? Voi sapete che io sin dall'inizio, quando vi ho ricevuto a Palazzo Chigi, vi ho ricevuto subito con grandissima disponibilità e ricordo che forse eravate abituati… Carmelo Barbagallo lo ha ricordato, a un atteggiamento diverso, vi siete quasi sorpresi quando vi ho detto subito vediamoci subito a Palazzo Chigi, iniziamo a lavorare insieme.

Vi ho detto anche e forse anche lì vi ho sorpreso, dopo i primi incontri, questo però non è per me il metodo della concertazione, la concertazione lasciamola a una stagione del passato, agli anni Novanta, concertazione in termini di codecisione, non dobbiamo prenderci in giro, il dialogo funziona se è un dialogo chiaro, diretto, autentico, se vogliamo dar dei nomi, è il metodo della “condivisione”. “Condivisione” significa confronto aperto, franco, costante, autentico. Significa disponibilità a porre in discussione anche le proprie convinzioni, i propri punti di vista, le proprie posizioni, significa disponibilità ad arricchirli nel confronto, a superare le proprie posizioni, significa raccogliere con attenzione autentica il vostro contributo ma significa anche distinzione di ruoli, significa anche - ed è successo - che il Governo comunque ha ritenuto, alcune volte, di mantenere ferma la propria posizione nel confronto, semmai rafforzandola, modificandola ma significa anche assunzione di responsabilità da parte di chi, come il Governo, deve prendere decisioni.

E questo ci ha portato anche, nell'ambito di questo confronto, ci avete fatto anche degli scioperi, non mi sono mai lamentato, il Governo non si è mai lamentato, li ha accettati, l'ultimo ce l’avete fatto sulla scuola, dove ci fate molto penare, dove l'attenzione del Governo è massima, dove il confronto forse è ancora più serrato che in altri comparti ma anche lì nel rispetto delle posizioni. E il Governo risponde quando da ultimo, forse anche in virtù, diciamolo, della vostra sollecitazione, il Governo ha deliberato di stanziare un ulteriore miliardo, oltre a quelli che erano stati già stanziati per non rischiare di doverci ritrovare a settembre ad avviare un anno scolastico senza garantire la massima sicurezza anche ai nostri alunni e ai nostri figli.

È un progetto, adesso, quello che ci aspetta, un progetto nuovo, adesso dobbiamo affrontare una nuova fase, il Governo ne è pienamente consapevole, è una fase che non meno importante di quella che abbiamo attraversato e qui occorrono idee chiare, coraggiose, anche qui condivise, che permettano all'Italia di ripartire rimuovendo innanzitutto gli ostacoli strutturali che questo Paese ha conosciuto e per cui è stato frenato negli ultimi anni. Dobbiamo ridefinire - io ho detto reinventare il Paese - dobbiamo ridefinire insieme un modello di sviluppo che si è rivelato foriero di diseguaglianze reddituali, territoriali e di genere, che rischiano peraltro - e ne siamo tutti consapevoli e ne dobbiamo essere tutti consapevoli - di essere amplificate a seguito del Covid-19.

Proprio ieri, non vi è sfuggito, l'Istat ha certificato nel suo rapporto annuale che l'epidemia ha maggiormente colpito le persone più vulnerabili in termini di reddito e istruzione, che i rischi occupazionali saranno proporzionalmente maggiori per alcune categorie: donne e giovani. Anzi, mi permetto di sottolineare come ritengo molto bella iniziativa di Bombardieri con Go Beyond, quella iniziativa che dedica attenzione i giovani.

Siamo determinati a combattere, con ancora più determinazione, il rischio che questi divari si acuiscano e lavoriamo affinché si consolidino sempre di più i fattori di coesione del Paese; quella coesione che cittadini poi hanno saputo dimostrare - l'intera comunità nazionale ha saputo dimostrare - e che è stata la nostra àncora di salvezza nelle settimane più buie del lockdown.

Da tempo avevamo contezza degli effetti - anche negativi ovviamente - delle tre grandi transizioni che investono una società: transizione demografica, transizione digitale, transizione climatica.

Attenzione: la pandemia sarà un ulteriore acceleratore di questi cambiamenti e sul mondo del lavoro avrà anche effetti che andranno ben oltre il breve periodo. Dobbiamo farci trovare preparati.
In questo quadro il Governo ha definito un Piano di Rilancio. Siete stati ascoltati tra i primi a Villa Pamphjli; voi siete venuti e l'avete toccato con mano: non era una semplice passerella non fosse altro per le ore che vi abbiamo dedicato e che ci siamo reciprocamente dedicati.

Un Piano di Rilancio che potrà far leva anche sulle risorse rese disponibili dal progetto Next Generation Eu, proposto dalla Commissione Europea, su cui siamo impegnati per giungere in tempi più rapidi possibili a un esito positivo dei negoziati.

Il nostro Piano, che abbiamo elaborato in questo ciclo di incontri che abbiamo chiamato Progettiamo il Rilancio, è basato su alcuni chiari obiettivi strategici: infrastrutture più sicure ed efficienti; transizione ecologica; investimento nella ricerca, nella formazione; modernizzazione della Pubblica Amministrazione; azione di potenziamento e di sostegno delle filiere produttive e una complessiva riforma del nostro ordinamento giuridico e, in particolare, del nostro sistema fiscale. Sono obiettivi che riteniamo prioritari nell'azione di Governo e che avevamo già individuato, perché questo Governo nasce già alla base con questi obiettivi. Però adesso li abbiamo affinati meglio alla luce dell'esperienza di Governo già compiuta e li abbiamo anche ulteriormente definiti alla luce delle emergenze che abbiamo affrontato e che stiamo affrontando.

Tali direttrici strategiche si concretizzeranno in progetti specifici: fra questi ad esempio ricordo la riforma e la semplificazione degli ammortizzatori sociali; ho già citato il ricorso ai contratti di espansione, alla staffetta generazionale; l'istituzione di un salario minimo; la lotta senza quartiere alla contrattazione pirata; la detassazione dei rinnovi contrattuali; la creazione di un documento unico di regolarità contributiva su appalti, subappalti per il costo del lavoro; il contrasto al caporalato; la lotta senza quartiere al lavoro nero. Dovranno trovare anche ampio spazio le misure volte a favorire la rimodulazione dell'orario di lavoro anche in vista di un ricorso, che abbiamo scoperto sempre più frequente, allo Smart Working, destinato a trasformare spazi, tempi, relazioni di lavoro. E un primo passo in questa direzione è stato compiuto con il Fondo nuove competenze inserito nel Decreto Rilancio, che favorisce la possibilità di rimodulare l'orario di lavoro attraverso percorsi formativi. L'investimento nelle persone, nella loro capacità di inventare e reinventarsi costantemente, resta la chiave di volta per riattivare la crescita, lo sviluppo sociale, in un mondo in continuo cambiamento.

Quello che l'Italia ha vissuto fino ad oggi, possiamo dirlo, è un ventennio perduto - lo dimostrano la stagnazione della produttività, l'ampliamento dei divari Nord-Sud, un ascensore sociale ormai bloccato, la crescita degli investimenti pubblici e dei redditi che è rimasta al palo - ed è per questo che stiamo invertendo questa linea di tendenza.

Ricordo che proprio in questo periodo di emergenza abbiamo rimodulato col Ministro Provenzano i Fondi europei, i fondi strutturali.  Abbiamo impiegato già 5,4 miliardi, dobbiamo assolutamente invertire una linea di tendenza che ci vede assolutamente fragili, incapaci nella spesa per investimenti. 

Non dobbiamo perdere la fiducia: l'Italia ha grandi energie. Ha un potenziale enorme enorme da liberare per ricostruire il futuro e il Governo è pronto a raccogliere questa sfida, mettendo in campo una strategia di breve medio e lungo periodo. Non vi sarà sfuggito leggendo le proposte del nostro Piano di Rilancio che alcuni progetti sono di immediata applicazione, altri nel breve periodo; ma quel piano di rilancio è molto ambizioso perché abbraccia anche una prospettiva temporale più ampia e lunga.

Ed è importantissimo quello che stiamo facendo in queste ore. Con il Decreto Semplificazioni - lo approveremo all'inizio della prossima settimana - introdurremo misure volte a dare nuovo impulso agli investimenti, senza far venir meno i controlli più rigorosi. Anzi stiamo mettendo a punto controlli ancora più efficaci, per assicurare maggiore trasparenza, per assicurare il contrasto ancora più efficace alle infiltrazioni mafiose. Vogliamo rafforzare i presidi di legalità, ma dobbiamo essere anche coraggiosi: non possiamo pensare che per la preoccupazione di episodi e sacche di illegalità questo Paese non debba più correre. Si tratta quindi di un intervento per dare impulso alla ripresa su cui non è ammissibile esitare. 

Questo è il momento del coraggio. Pur con tutte le cautele del caso, dobbiamo osare per restituire fiducia a tutti ai nostri cittadini, ai nostri lavoratori, alla nostra economia.

E un'altra priorità su cui siamo già al lavoro è quella della riforma fiscale. Una riforma fiscale organica manca da 50 anni nel nostro Paese. Col Ministro Gualtieri siamo d'accordo: la settimana prossima, a Chigi, partirà il tavolo della riforma fiscale.

Adesso inizierà un tam tam giornalistico: dopo la prima riunione e il rilancio di questo tavolo ci verrà chiesto “Allora cosa avete deciso?”. Una riforma fiscale non si fa in una riunione, non si fa in pochi giorni. Bisogna farla bene, ma il Paese ne ha assoluto bisogno.

Il nostro intervento fiscale procederà lungo tre direzioni: la semplificazione, il contrasto all'evasione fiscale e anche tramite la promozione dei pagamenti digitali e l'aumento dei redditi disponibili in favore di chi lavora, di chi produce.

Permettetemi anche di ricordare che il governo ha lanciato un primo non trascurabile segnale con il taglio del cuneo fiscale, entrato in vigore proprio questa settimana: 16 milioni di lavoratrici e lavoratori avranno una busta paga un po' più pesante già a luglio. E questa misura noi l'abbiamo voluta rendere strutturale.

Accanto a questa necessaria riforma, come anticipavo, dobbiamo perseguire in progetti di riforma che abbiamo già disegnato. Aiutateci anche voi a sostenere tutte le forze politiche, le forze parlamentari; fate capire l'importanza a tutti noi di riformare la giustizia civile, la giustizia penale, per rendere più attrattivo il nostro Paese.

Un investimento l'abbiamo già programmato - e in parte realizzato - senza precedenti nella sanità, così nella scuola, nella ricerca. Dobbiamo aggiornare le competenze della Pubblica amministrazione. Abbiamo bisogno di competenze digitali, abbiamo bisogno di rafforzare i nostri istituti tecnici-professionali, abbiamo bisogno di introdurre discipline Stem, di cui il Paese ha bisogno per competere più efficacemente.

Dobbiamo ridefinire gli incentivi fiscali a favore delle grandi priorità del futuro, come gli investimenti verdi, digitali, e dobbiamo sostenere le filiere più colpite in questo momento - penso tra tutte all’automotive e al turismo. 

È un'agenda molto ambiziosa, ma proprio perché ambiziosa siamo consapevoli che non la potremo mai realizzare con le nostre sole forze; non la potremo realizzare in solitudine. Dobbiamo avere l'umiltà di riconoscerlo. Crediamo fermamente che per poterla realizzare sarà necessario il vostro apporto. Dovremo lavorare fianco a fianco con tutte le forze sane del Paese e tra queste forze ci siete voi.

Cinquant’anni fa veniva approvato lo Statuto dei lavoratori: è stata una grandissima conquista. È stata una grandissima conquista perché questa legge ha rafforzato i principi fondativi del patto repubblicano ed è stato possibile compiere questo fondamentale passo grazie al vostro apporto, all’apporto del sindacato.
Sono molte le differenze che separano il mondo del lavoro odierno da quello dell'epoca, molte altre ne emergeranno alla luce delle trasformazioni che vivremo riguardo a tempi, luoghi, sistemi di organizzazione, di retribuzione. Il nostro compito tuttavia non può essere quello di subire il cambiamento, lo dobbiamo governare forti della nostra tradizione, del patrimonio inestimabile di diritti che sono stati conquistati a prezzo dei sacrifici e delle battaglie combattute, in particolare nel secolo scorso, dai lavoratori riuniti nelle grandi organizzazioni del lavoro come la vostra, come le vostre.

Ecco, siamo ben consapevoli dei nostri doveri e siamo ben consapevoli del fatto che abbiamo degli obiettivi ambiziosi da raggiungere.

In questi giorni, non vi sarà sfuggito, c'è un chiacchiericcio quotidiano, un bla bla costante e continuo, che spesso affiora anche sulle pagine giornali, soprattutto nei titoli, che ci descrive come un Governo attendista, un Governo che è incapace di prendere decisioni risolute. La realtà dei fatti dice il contrario: questo Governo di fatto ha assunto decisioni che mai sono state prese nella storia repubblicana; questo Governo si è assunto la responsabilità anche di apparire a tratti e di essere descritto ingiustamente come illiberale. Fa ridere che questo Governo sia definito in questi termini. Noi abbiamo preso decisioni ferme e risolute e siamo pronti a prenderle nell'interesse del Paese anche nel futuro. Noi siamo quelli dei protocolli di sicurezza più solidi e intransigenti. L'avete ricordato. Noi siamo quelli, e lo vedrete a inizio settimana, della semplificazione più coraggiosa che sia stata fatta nel nostro Paese. Noi siamo quelli del Piano di Rilancio più ambizioso che sia stato mai illustrato.

Grazie 
 


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