Intervento al 3° Dialogo economico di alto livello Italia-Asean

Giovedì, 6 Giugno 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto a Hanoi, in Vietnam, alla terza edizione del Dialogo economico di alto livello Italia-Asean, organizzato dall'Associazione Italia-ASEAN e da TEH-Ambrosetti.

Rivolgo un caloroso saluto al Vice Primo Ministro Dũng, al Presidente Vu Tien Loc, presidente della Camera di Commercio ed Industria locale, e al Sindaco di Hanoi Chung e a tutte le Autorità vietnamite presenti.

Rivolgo un caloroso saluto a tutti gli ospiti. Senza nulla togliere agli altri, permettetemi di rimarcare anche come la numerosa presenza della comunità, della business community italiana, rimarca un reale interesse per questo dialogo tra l'Italia e i Paesi membri di questa comunità dell'ASEAN.

E rivolgo anche qualche ringraziamento, se mi permettete, al managing partner dottor Valerio De Molli, di TEH-Ambrosetti, che ovviamente ha consentito la realizzazione di questo evento, e al Presidente Enrico Letta dell’Associazione Italia-ASEAN. 
Come è stato detto e ricordato, il Presidente Enrico Letta avuto la possibilità in passato di ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri italiano e quindi ha avuto anche lui, come io adesso, l'onore di poter servire il proprio Paese al massimo livello, nel più alto ufficio.

E permettetemi infine anche un ringraziamento all'Ambasciatore Antonio Alessandro perché considero questa visita un grande successo per il sistema Italia e sicuramente, dietro una visita di successo come questa, c'è anche ovviamente la fattiva operosità dell'Ambasciatore locale. Quindi grazie ancora Ambasciatore Alessandro.

Dicevo. Il numero e il livello delle aziende presenti qui oggi – molte giunte appositamente dall’Italia – confermano il successo di questa iniziativa, e anche il crescente interesse dei nostri operatori economici per l’area ASEAN e, se mi permettete vista anche la mia presenza, del Governo italiano. 

È stato detto anche dal Presidente Letta, sì qui si fa sistema e noi oggi facciamo sistema dimostrando ai vari livelli istituzionali e economici che c'è un reale interesse a lavorare insieme verso il perseguimento di un obiettivo comune.

Il processo di integrazione dell’ASEAN rappresenta un contributo importante per la stabilità e la prosperità della Regione e del mondo. 

L’Italia crede fermamente nell’esigenza di un multilateralismo efficace. Nessun Paese, nel contesto di sfide globali, può agire isolato. La globalizzazione ormai l’abbiamo studiata, l’abbiamo sviscerata in tutti i suoi aspetti; ha portato crescita, ha portato progresso in molte aree del mondo, ma anche molti scompensi, molte tensioni. Questi ultimi non sono stati affrontati con la dovuta consapevolezza negli ultimi anni. È necessario quindi lavorare insieme per una risposta strutturata ed efficace alle sfide globali.

L’ASEAN è uno degli esperimenti di integrazione regionale di maggior successo. In quanto tale, rappresenta – direi - un valore aggiunto per la comunità internazionale, soprattutto oggi, in un mondo alla ricerca di soluzioni condivise per tanti problemi comuni.

Rispetto ai suoi inizi, parliamo ormai del lontano 967, la sua rilevanza è cresciuta sotto ogni profilo, tanto che oggi si parla – e direi a ragione – del “miracolo ASEAN”: una regione, pensate, di quasi 650 milioni di abitanti (quasi l’8% della popolazione mondiale) che costituisce un’area economica – ed è stato detto più volte prima di me - di eccezionale dinamismo, con una crescita media del Pil che più o meno si inquadra intorno al 5%. I dieci Paesi ASEAN offrono un contributo chiave alla stabilità e alla crescita mondiale. L’avvio della “ASEAN community” nel dicembre 2015 ha segnato una tappa importante per lo sviluppo e la crescita del Sud Est asiatico, ma direi anche che ha offerto un grande contributo alla stabilità e alla crescita rispetto al resto del mondo.

L’Italia desidera contribuire attivamente a questo percorso, a questa storia di successo, nello spirito di amicizia e di partenariato che ci unisce. Siamo la terza economia dell’Eurozona, la seconda base manifatturiera d’Europa, con una naturale vocazione all’esportazione. Il dottor De molli ha sintetizzato molto bene nelle sue schede gli elementi forti, molto radicati, che ci caratterizzano come una delle economie leader addirittura nel mondo e noi guardiamo quindi all’ASEAN come a un partner indispensabile.

Nel 2018 l’interscambio dell’Italia con l’ASEAN ha segnato un totale di 16,4 miliardi di euro, con un aumento del +2,2% rispetto all’anno precedente. Esso è nel complesso ben bilanciato, riflettere la complementarità tra i nostri sistemi economici. In questi anni abbiamo peraltro assistito ad un sensibile incremento delle nostre esportazioni, trainato dal settore delle machine utensili e ad una buona performance delle importazioni. 

Nel 2017 lo stock di investimenti italiani nei Paesi ASEAN era di quasi 5 miliardi di euro, mentre i Paesi ASEAN hanno investito complessivamente in Italia circa 1 miliardo di euro. 

Possiamo e dobbiamo sfruttare il grande potenziale inesplorato. Non solo in termini di interscambio commerciale, ma anche con il consolidamento di iniziative congiunte e con una maggiore cooperazione industriale, puntando sui rispettivi vantaggi comparati. 

Anche a questo scopo, negli ultimi anni abbiamo organizzato diverse iniziative dirette a diffondere una migliore conoscenza reciproca delle opportunità di cooperazione. L’evento di oggi, giunto alla sua terza edizione, è un ottimo esempio di quel che stiamo cercando di fare quindi ringrazio davvero gli organizzatori nel perseguire questa direzione.

Guardiamo poi con grande interesse alle iniziative di connettività tra l’ASEAN e l’Europa. È evidente la centralità di infrastrutture, porti e logistica quali vettori per lo sviluppo economico. La crescente interconnessione tra le nostre regioni rappresenta una priorità per l’Italia, storicamente e geograficamente al centro delle rotte terrestri e marittime tra Asia ed Europa.

Oggi la connettività euroasiatica rappresenta una grande opportunità per l'Europa e per l’Asia, in termini di flussi di merci e di investimenti. Ma essa pone anche delle sfide, sfide che dobbiamo affrontare insieme.  

Siamo infatti convinti che la connettività, per realizzare al meglio il proprio potenziale a favore di tutti i Paesi coinvolti, debba necessariamente svilupparsi in un quadro condiviso di principi, valori, regole e criteri, che forniscano un chiaro perimetro di azione e consentano, come dire, di coordinare tutte le iniziative.

Si tratta dei principi e valori peraltro delineati con chiarezza nella Strategia dell’Unione Europea sulla connettività euro-asiatica, che deve diventare un punto di riferimento e lo è già per l’Italia in materia. 

Sinergie e collaborazione troveranno un ambiente propizio per svilupparsi in una cornice di inclusività e trasparenza, nel rispetto dei migliori standard di qualità. La sostenibilità in ogni sua dimensione, quindi economica, fiscale, sociale, ambientale deve rimanere il nostro principio guida, in aderenza agli obiettivi dell’Agenda 2030 che ispirano la comunità internazionale nei suoi sforzi di promuovere lo sviluppo globale. 

Accanto alla connettività fisica, vi è anche la connettività umana, cioè lo scambio di conoscenze, lo scambio tra persone.

L’istruzione, la cultura, la ricerca, il turismo e la mobilità di studenti e ricercatori contribuiscono a una rete di sapere comune, facendo da vero e proprio catalizzatore per lo sviluppo della connettività fisica e per il miglioramento di quella istituzionale. Anch’io durante le mie visite ufficiali cerco sempre di rimarcare l’importanza di questo aspetto. Ieri durante la visita con l’incontro bilaterale con il Presidente Phuc ci siamo scambiati un po' di dati. Abbiamo per esempio un migliaio di studenti vietnamiti che studiano italiano. Abbiamo detto che dobbiamo incrementare questo numero perché incrementare questo numero significa creare una base di interesse reciproco tra i nostri paesi e quindi creare le migliori premesse e quindi anche per incrementare flussi e le relazioni economico-commerciali. Allo stesso modo abbiamo operato una ricognizione degli scambi culturali tra centri di ricerca, tra università. Ci sono scambi, oltre cento scambi, un numero cospicuo ma si può fare sempre di più.  

La messa in opera dell’ampio Master Plan ASEAN in materia di infrastrutture sostenibili, innovazione digitale, logistica e mobilità offrirà una solida base su cui costruire ulteriormente la nostra collaborazione.

Sarebbe però limitativo e mi avvio a conclusione considerare l’ASEAN solo per la sua dimensione economica. L’ASEAN è un attore essenziale anche attenzione per l’architettura di sicurezza regionale e per la prevenzione dei conflitti.

Al di là degli aspetti strettamente bilaterali dei nostri rapporti, l’Italia sostiene con convinzione, in seno all’Unione Europea, il rafforzamento della cooperazione bi-regionale sul piano economico e commerciale, anche attraverso lo sviluppo di una rete di accordi di libero scambio e in particolare per quel che riguarda i rapporti bilaterali, nel quadro cioè Unione europea – Vietnam sapete che stiamo per finalizzare un accordo di libero scambio. Adesso nel mese di giugno ci sono delle residue questioni di ordine tecnico ma siamo ormai in dirittura di arrivo.  Ma dobbiamo anche estendere questo sviluppo dei rapporti a nuovi ambiti, quali la messa in opera dell’Agenda 2030, la sicurezza regionale, fondata sul rispetto del diritto internazionale, e anche estenderlo alla lotta al cambiamento climatico.

La lotta al cambiamento climatico, nello specifico, è un impegno che sicuramente ci unisce. L’Europa e il Sud Est Asiatico sono ugualmente esposti alle conseguenze delle temperature in crescita e egualmente possono trovare nell’azione volta alla mitigazione di tali fenomeni delle importanti opportunità di sviluppo economico, tecnologico e sociale. Un fenomeno come il cambiamento climatico, che mette in pericolo la vita e il benessere della nostra generazione, delle future generazioni, richiede risposte comuni, che non possono che muovere e radicarsi nella piena e rapida attuazione degli Accordi di Parigi. 

Per concludere, dunque, l’ASEAN e l’UE insieme possono offrire un modello di integrazione regionale che può costituire anche uno straordinario volàno per la pace e per lo sviluppo sostenibile.

Siate sicuri che l’Italia continuerà a fare la sua parte per lo sviluppo di questo partenariato strategico, nell’interesse reciproco dei nostri cittadini e delle nostre imprese. 

Concludo con un augurio di buon lavoro a tutti i partecipanti al Forum e se mi permettete rivolgo pubblicamente un sentito ringraziamento al Primo Ministro Phuc per la calorosa accoglienza che mi è stata riservata dalle Istituzioni e dal popolo vietnamita in occasione di questa mia prima visita in questo straordinario Paese.

Grazie.