Informativa del Presidente Conte al Senato

Mercoledì, 24 Luglio 2019

Informativa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Senato della Repubblica.

Senatori, se oggi sono qui davanti a voi è in ragione del mio ruolo, e del fatto che nutro profondo rispetto per le attribuzioni che il nostro sistema costituzionale riconosce a quest’Aula e per le alte funzioni di cui è investito ciascuno di voi.

Non mi sono mai sottratto all’interlocuzione con il Parlamento e credo non vi sarò sfuggito, stavo parlando del profondo rispetto che nutro nei confronti di quest’Aula, non mi sono mai sottratto – dicevo – all’interlocuzione con il Parlamento, e non vi sarà sfuggito che nelle occasioni che sin qui mi sono state offerte di intervenire in quest’Aula, ho sempre cercato di protrarre la mia presenza al fine di poter ascoltare anche le vostre repliche. Il confronto tra Governo e Parlamento non lo considero un molesto orpello del nostro sistema democratico ma la vera essenza della nostra forma di Governo. Da questo consesso ho ricevuto la fiducia che mi ha investito dell’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri e a questo consesso, siate pur certi, tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata dal mio incarico.

Da molti anni assistiamo, e non riguarda solo questo aspetto la produzione legislativa, a una trasformazione profonda degli equilibri istituzionali che sta maggiormente avvantaggiando il potere esecutivo. Ritengo necessario compiere insieme ogni possibile sforzo per avviare una inversione di questo indirizzo.

Ho in diverse occasioni ribadito la mia determinazione a interloquire quanto più possibile con le Camere, certo del contributo di metodo e di merito che ciascun parlamentare può offrire all’individuazione delle soluzioni più adeguate. Ho incontrato, in questi diversi mesi, membri del Parlamento, tra cui anche alcuni Presidenti di Commissione, che mi hanno restituito il disagio di un’interlocuzione faticosa con il Governo, suscettibile a tratti di alterare il fisiologico esercizio delle funzioni legislativa, ispettiva e di controllo che spettano alle Camere. Ho assicurato loro, e intendo ribadirlo solennemente, davanti a quest’Aula, il mio personale impegno per migliorare il dialogo tra Governo e Parlamento, un impegno che farò tutto il possibile perché sia tradotto in comportamenti conseguenti. Il confronto tra Governo e Parlamento, perché sia serio ed efficace, non può svilupparsi in direzione univoca, oggi sono qui non solo per assolvere al dovere di informazione che grava sul Governo ma anche per raccogliere eventuali indicazioni che vorrete farmi pervenire. Nei giorni scorsi alcuni hanno inteso attribuire alla mia pronta adesione alla richiesta di riferire al Senato un significato singolare. Alcuni hanno finanche ipotizzato che questa adesione celasse il mio personale intento di rimarcare prese di posizioni distinte all’interno della compagine di Governo. È una lettura che mi ha molto sorpreso e voglio essere chiaro su questo punto. Non posso presagire se questa mia informativa sarà in grado di soddisfare appieno l’urgenza di essere informati avvertita dai gruppi parlamentari che hanno sollecitato questa richiesta, confido tuttavia che anche in ragione dell’attenzione mediatica che si accompagna a questo mio intervento otterremo un risultato niente affatto trascurabile. L’interlocuzione tra chi vi parla e voi che interverrete in replica contribuirà a rinsaldare la fiducia dei cittadini nelle nostre rispettive istituzioni, questa interlocuzione contribuirà a rassicurarci tutti sulla solidità e l’efficacia dei più elevati presidi di garanzia previsti dalla nostra Costituzione.

Veniamo adesso agli elementi di fatto, e alle circostanze che rivelano ai fini dell’oggetto dell’informativa. Iniziamo dalle notizie che riguardano il Signor Savoini. Sulla base delle informazioni disponibili alla Presidenza del Consiglio, posso precisare che il Signor Gianluca Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali in qualità di consulente o esperto per componenti di questo Governo. Il medesimo risulta tuttavia presente in una missione ufficiale a Mosca, avvenuta nei giorni 15 e 16 luglio 2018, al seguito del Ministro degli Interni e Vice Presidente Salvini, come più specificamente chiarirò nel proseguo.

In occasione della visita del Presidente Putin in Italia, il 4 luglio 2019, il Signor Savoini ha partecipato all’evento che si è svolto il pomeriggio dello stesso giorno, il cosiddetto Forum di dialogo delle società civili coordinato dall’Ispi e dal Forum Italia-Russia e tenutosi presso la Farnesina. Come ormai noto, il Signor Savoini è stato invitato anche alla cena che la Presidenza del Consiglio ha offerto al Presidente Putin la sera del 4 luglio a Villa Madama. Tutti i partecipanti al suddetto Forum di dialogo delle società civili sono stati invitati a partecipare alla cena. Le verifiche effettuate a cura degli Uffici della Presidenza del Consiglio hanno evidenziato che al Forum svoltosi al pomeriggio alla Farnesina, il Signor Savoini ha partecipato su richiesta del Signor Claudio D’Amico, dell’Ufficio del Vice Presidente Salvini a Palazzo Chigi. Il Signor D’Amico, che ha l’incarico di consigliere per le attività strategiche di rilevo internazionale nell’ambito dell’Ufficio di diretta collaborazione del Vice Presidente del Consiglio, Senatore Matteo Salvini, ha sollecitato l’invito del Signor Savoini al Forum delle società civili facendo contattare per iscritto i funzionari che fanno parte del mio Gabinetto diplomatico. I miei funzionari non hanno ritenuto di sindacare questa richiesta, in quanto il Signor Savoini era stato presentato come Presidente dell’Associazione culturale Lombardia-Russia, e aggiungo anche vorrei sottolineare che era un momento pregresso rispetto alla diffusione della notizia relativa all'avvio delle indagini penali a cura della Procura di Milano.

È questa la ragione per cui miei funzionari hanno trasmesso questa richiesta di invito per i seguiti direttamente agli enti che coordinavano l'organizzazione del Forum, in particolare, li ho già menzionati, all’Ispi e alla Presidenza del Forum Italia-Russia.

Confermo che la partecipazione al Signor Savoini all'evento del pomeriggio ha comportato il suo automatico invito alla cena e questo trattamento è stato riservato a tutti i partecipanti al Forum. La Presidenza del Consiglio non ha avuto ulteriori contatti che abbiano riguardato il Signor Savoini all'infuori di quello appena descritto e riassunto.

Quanto al Signor Claudio d'Amico, confermo che conserva l’incarico poco prima indicato, è un incarico che gli è stato conferito in data 7 settembre del 2018 dal Vice Presidente Salvini con effetto retroattivo a far data dal 29 agosto 2018, ed è un incarico che terminerà alla data del giuramento del nuovo Governo o alla cessazione dell'incarico del Vice Presidente.

In aggiunta alle informazioni sopra riassunte, chiarisco che la visita a Mosca del 17 e del 18 ottobre 2018 del Ministro all'Interno Vice Presidente Salvini è stata organizzata direttamente al Ministero dell'Interno. Tale visita è consistita nella partecipazione del Vice Presidente Salvini all'Assemblea Generale 2018 di Confindustria Russia, cui risulta abbia partecipato anche il Signor Savoini. Gli eventi, gli incontri successivi all'evento organizzato da Confindustria Russia hanno rivestito carattere privato. Per completezza di informazione e il Vice Presidente Salvini è stato, l’ho anche anticipato, presente a Mosca anche nelle giornate del 15 luglio 2018, in coincidenza con la finale della Coppa del Mondo di calcio, e 16 luglio 2018 per incontri con le controparti russe in particolare con il Ministro dell'Interno della Federazione Russa Kolokoltchev, con il Vice Segretario Generale Averyanov e con il Vice Segretario Generale aggiunto al Consiglio per la sicurezza nazionale Venediktov. In quell'occasione fu notificata alle controparti russe la composizione della delegazione italiana per il tramite della nostra Ambasciata a Mosca su indicazione del protocollo del Ministero dell'Interno. La delegazione ufficiale, oltre al Signor Claudio D’Amico, comprendeva quindi anche il nominativo del Signor Savoini.
Queste sono le informazioni acquisite dalla Presidenza del Consiglio e che sono in grado di riferirvi. Non ho ricevuto informazioni dal Ministro competente.

In quanto protagonista e a un tempo responsabile della politica internazionale sin qui seguita dal mio Governo, ritengo doveroso fornire alcune precisazioni. Le posizioni assunte dal Governo, in particolare nei confronti della Federazione Russa, risalgono a un chiaro confronto tra le due formazioni politiche che hanno dato vita al contratto di Governo, alla base della redazione di questo contratto – lo sapete, è cosa pubblica – un intenso confronto tra due distinte forze politiche e già questo peculiare modus procedendi ha offerto ampie garanzie di una posizione politica maturata nei confronti della Federazione Russa secondo un percorso lineare pienamente trasparente.

Non solo, mi permetto di aggiungere che il fatto che alla Presidenza del Consiglio sia stato chiamato il sottoscritto, persona terza rispetto alle due formazioni politiche di maggioranza, ulteriore elemento che contribuisce a far sì che la sintesi dell'indirizzo politico di Governo, anche su questo versante di politica internazionale, sia scaturita in condizioni di piena garanzia. Questo attiene però al piano che potremmo definire delle premesse teoriche, se guardiamo alla dinamica dell'attuazione di indirizzo di politica internazionale, abbiamo la riprova che sul versante dei rapporti con la Federazione Russa e con riguardo a tutte le connesse implicazioni, la nostra linea è stata coerente, ragionevole mai indebitamente condizionata da fattori per turbativi, suscettibili di comportare una deviazione rispetto ai nostri interessi nazionali. Anche sulla base di tutte le mie risultanze di ufficio, quali emergono dalle specifiche attribuzioni, responsabilità che su di me gravano in materia di tutela della sicurezza nazionale, non risulta evidenziato alcun elemento allo stato che sia tale da farmi dubitare circa un indebito scostamento a opera di uno o più membri del Governo dalla linea più sopra riassunta.

La nostra linea di politica internazionale e la nostra collocazione non sono state mai guidate dalle relazioni che singole forze politiche hanno potuto intrattenere sul piano bilaterale o anche multilaterale con forze politiche di altri Paesi, che abbiano o meno responsabilità di Governo in questi altri Paesi. La nostra posizione sulla Russia, in particolare, è stata determinata dai nostri interessi nazionali, così come definiti dal Governo nella sua collegialità, interessi che tengono conto anche necessariamente della nostra appartenenza alla Nato e all'Unione europea. La politica internazionale è stata poi affidata massimamente a circa 40 missioni, che io stesso ho effettuato all'estero, a plurimi incontri che ha avuto a Roma ospitando omologhi stranieri, oltre che a numerose missioni effettuate dal Ministro degli esteri Moavero Milanesi.

Ovviamente i singoli ministri nelle materie di competenza hanno contribuito ad alimentare i rapporti di scambio internazionale in ambito bilaterale e multilaterale ma la mia costante presenza all'estero e nei forum internazionali, tra cui il G7, due G20 l’Assemblea generale dell'Onu, vari Consigli europei, ha consentito di mettere a punto, anche sul fronte della politica internazionale, la sintesi necessaria a dirigere e a coordinare una coerente politica generale di governo.

Mai nessuna forza politica che sostiene la maggioranza avrebbe potuto avere la concreta possibilità, considerate queste premesse, di poter imprimere un indirizzo di politica internazionale in ragione dei rapporti intrattenuti con singole forze politiche di altri Paesi. Su questo sono stato sempre molto attento. Ciascuna forza politica è libera ovviamente di coltivare rapporti, anche in via esclusiva, con singoli partiti politici di altri Paesi, di apparentarsi con gruppi politici transnazionali, ma personalmente mi sono sempre adoperato affinché interessi che per definizione sono di parte, fossero severamente vagliati al filtro dei bisogni dei cittadini italiani e degli interessi nazionali e su questo sarò sempre intransigente.

Sin dal G7 che si è tenuto in Canada nel giugno 2018 ho chiarito che per l'Italia, guidata da un governo che pure aspirava al cambiamento, la nostra azione si sarebbe mossa nel solco della nostra appartenenza a tali consessi. Ancora di recente, sia in forma bilaterale e sia in conferenza stampa in occasione della visita del Presidente Putin, ho rammentato la lineare trasparente posizione del Governo italiano assunta con riguardo al regime delle sanzioni.

Ho sostenuto in concreto in assoluta trasparenza questa posizione nei tre Consigli europei a cui ho preso parte, nel corso dei quali sono state rinnovate le sanzioni settoriali nei confronti della Federazione russa che come è noto si ripetono su base semestrale. Rivendico dunque la forza argomentativa, la linearità di azione di questo nostro indirizzo di politica internazionale.

Questo punto vedete è molto importante. Questa forza e trasparenza mi hanno consentito, ci hanno consentito di essere sempre coerenti davanti a tutti gli interlocutori internazionali, non ho mai dovuto mutare posizione né davanti ai nostri tradizionali alleati, primo fra tutti gli Stati Uniti, né davanti ai miei omologhi dell'Unione europea, né con gli altri attori globali.

Questa coerenza di posizione, questa linearità di azione contribuiscono alla credibilità del sistema Paese che ha un valore che dobbiamo tutelare con tutte le nostre forze.

Vengo alle conclusioni: la vicenda che è all'origine di questa informativa appare ora sottoposta al vaglio della procura di Milano che sta indagando per valutare la fondatezza di eventuali ipotesi di reato. Non conosciamo quali elementi siano stati acquisiti agli atti, né di quali conseguenze sarà passibile l'indagine in corso. Il piano delle azioni e delle valutazioni che spettano al governo è, dico una cosa ovvia, distinta completamente distinta dalla specifica iniziativa assunta dalla procura di Milano.

Sicuramente allo stato non vi sono elementi tali che possano incrinare la fiducia che nutro in tutti i componenti del Governo. Quanto agli indagati è ormai noto che tra essi vi sia il signor Savoini, non essendo stati conferiti a quest'ultimo incarichi ufficiali o rapporti di collaborazione formali con membri di Governo… ho fatto una premessa sul rispetto che nutro nei confronti di voi e di quest'aula capisco che il rispetto può anche non essere reciproco chiederei di concludere.

Dicevo che il piano delle azioni, delle valutazioni che spettano al governo è ovviamente completamente distinto dalla specifica iniziativa assunta dalla procura di Milano, sicuramente allo stato non vi sono elementi tali che possano incrinare la fiducia che nutro nei confronti di tutti i componenti del Governo.

Quanto agli indagati ormai è noto che c'è anche il signor Savoini e non essendo stati conferiti a quest'ultimo incarichi ufficiali o rapporti di collaborazione formali con membri di governo, non vi sono neppure le premesse per l'adozione di eventuali provvedimenti di interruzione del rapporto, vi è però un motivo di cautela di cui tenere conto. Mi adopererò perché tutti i miei ministri e tutti gli altri membri del governo vigilino col massimo rigore, affinché negli incontri governativi a livello bilaterale siano presenti solo ed esclusivamente persone accreditate ufficialmente, che in ragione dei doveri di ufficio siano tenute al vincolo della riservatezza, questo per avere la massima garanzia che le informazioni riguardanti le attività di governo siano a tutti i livelli gestite e veicolate con la massima cura e il pieno riserbo.

Grazie per l'attenzione.