Intervento del Presidente Conte al convegno "Il diritto patrimoniale - Una rivisitazione: le revisioni”

Venerdì, 14 Giugno 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al convegno "Il diritto patrimoniale - Una rivisitazione: le revisioni”

Gentile Prorettore Chiappetta Caiola, Presidente Gentili, caro Aurelio, illustri maestri – vedo dei maestri del diritto civile – vedo molti colleghi e vedo anche tanti giovani studiosi

Inutile dire che sono anche un po’ emozionato, dopo tanti appuntamenti ufficiali essere qui con voi a introdurre in qualche modo e intervenire al convegno nazionale dell'associazione civilisti italiani, di cui mi onoro di far parte - sono stato sospeso presidente ma congelato ma spero poi di essere riammesso quanto prima - è un'occasione di confronto tra illustri studiosi del diritto civile e il fatto che ci siano anche molti giovani voglio dire ci fa, ci fa ben pensare sul fatto che comunque nuove energie saranno dedicate a risolvere problemi interpretativi che semmai coloro che hanno qualche anno in più non riusciranno a trovare, a risolvere.

Ricordo la lettera famosa di Stendhal quando scrisse degli appunti sulla codificazione a Balzac in cui invitava a consegnare come un'opera di codificazione quella che garantisce unità certezza dell'ordinamento giuridico rispetto alla legislazione speciale. Noi abbiamo una sensibilità diversa, siamo forse un po’ più avveduti nel nostro tempo sappiamo che forse neppure l'opera del codice civile della codificazione può assicurare unitarietà e certezza del diritto in un contesto in cui ormai siamo l'ordinamento giuridico è caratterizzato da policentrismo normativo, da sovrapposizioni di fonti. Sul piano interno sperimentiamo non solo la dialettica tra codice civile e leggi speciali ma c'è anche una dialettica tra legislazione statale - legislazione regionale, poi c’è una dimensione euro unitaria che chiaramente si integra con l'ordinamento nostro interno offrendo agli interpreti grande estro per poter lavorare a questa opera di armonia e poi c'è anche la dimensione quella sovranazionale più in generale internazionale.
 Oggi noi siamo avveduti del fatto che -  il saluto anche al Presidente Mammone -  siamo avveduti del fatto che la legge, al terzo di legge, viene il tempo e nello spazio e non può essere impostatizzato evidentemente il momento in cui il legislatore lo ha concepito né come ci hanno insegnato l'ermeneutica, la filosofia del linguaggio, la semiologia, può un significato essere definito una volta per tutte perché evidentemente è affidato alla sensibilità degli interpreti. Però c'è un tempo, ne siamo consapevoli, in cui anche l'interpretazione quella più evolutiva, quella diciamo affidata al massimo estro degli interpreti, non è più sufficiente e bisogna intervenire.

E ben consapevole delle responsabilità che mi sono assunto nel proporre qualche mese fa, di concerto con il Ministro di giustizia, ho proposto un disegno di legge delega - quello che è stato citato dal Presidente Gentili - quello per la revisione del codice civile e a questo disegno so che saranno dedicate importanti relazioni che potranno costituire peraltro un utile punto di riferimento sin dal passaggio nelle aule parlamentari, perché c'è ancora la possibilità di integrare quella proposta di ulteriori criteri principi direttivi, e poi ovviamente le vostre riflessioni potranno costituire un'utile base di riflessione per l'attività successiva quella delle elaborazioni dei decreti legislativi delegati. 

Chiaramente la scelta è stata una scelta molto chiara direi dal punto di vista proprio metodologico pur nella consapevolezza di un dibattito molto ricco sulle modalità con cui intervenire, ne avevamo anche ragionato insieme. Codici per settori, affidarsi alla prospettiva esclusiva dei codici di settore? affidarsi alla prospettiva di un codice per principi anche autorevolmente sostenuta, oppure intervenire con la tecnica e la metodologia della revisione dei codici attuali. Alla fine assumendomene tutta la responsabilità abbiamo deciso come Governo di intervenire secondo quest'ultima abbracciando quest'ultima opzione, quella della revisione del codice civile.

Ovviamente cosa ci dobbiamo riproporre. Ragionevolmente di offrire alla luce dei principi dei criteri direttivi delle soluzioni che siano più rispondenti ai bisogni nelle prassi, che tengano conto della elaborazione, che sin qui pervenuta che si è sedimentata nella luce quindi degli interventi dottrinali degli incitamenti dottrinali  e delle soluzioni poi offerte dalla giurisprudenza, e tenendo conto ovviamente  - se mi permettete però - stiamo parlando sempre di una struttura che vuole presentarsi come armonica, unitaria, cercando sempre di tener presente il valore della coerenza sistematica, coerenza sistematica che in un contesto oggi sempre più per certi versi anche slabbrato nella legislazione appare, come dire, delle volte anche un mito difficilmente realizzabile e perseguibili perché ormai l'oscurità della legge lo scadimento anche del linguaggio normativo è un tema che ci coinvolge tutti in un dibattito che ormai al centro della discussione di questi anni.

Per quanto riguarda i temi più specifici abbiamo richiamato la vostra attenzione, e quindi vi stimoliamo a riflettere, sulla riforma del Libro Primo del codice civile in particolar modo associazioni e fondazioni, enti oggi che si chiamano no profit, nella consapevolezza che, sì ci sono stati degli interventi sul codice civile che hanno un po’ diciamo aggiornato quei profili di disciplina che apparivano più o meno in linea con la nostra sensibilità con i nostri tempi ma di fatto ci troviamo di fronte a una legislazione che si è sviluppata per li rami soprattutto affidata alle leggi speciali degli anni novanta e poi da ultimo al codice di settore.

Di fatto questa legislazione come dire sì è decodificata, questa disciplina si è decodificata senza una reale armonia con le norme del codice civile quindi qui effettivamente riteniamo ci possano essere degli interventi per ritornare a un’armonia e restituire quindi centralità alle previsioni codicistiche.
Per quanto riguarda il Libro Secondo, beh voi siete consapevoli e molto avveduti del dibattito ormai avviato da anni, in particolar modo alcune norme ci appaiono, che sono scolpite dal codice civile, ci appaiono vetuste.

Per quanto riguarda la tutela, quelle in particolare sulla tutela dei legittimari, nella piena consapevolezza però che occorre anche come dire armonizzare questa istanza, questa esigenza, con l'esigenza di certezza nella tutela dei terzi contraenti con l'erede istituito e ovviamente sarà anche un'occasione per rivedere in termini più generali e fare un discorso più sistematico, un intervento più sistematico, per la regolazione dei patti successori.

Ancora il diritto dei contratti, il diritto dei contratti potrà essere sicuramente inciso per quanto riguarda un principio che direi, sia alla elaborazione teoriche sia alla prassi applicativa, ormai segnalato come ineludibile quello delle sopravvenienze, la regolamentazione delle sopravvivenze in modo ancor più efficace mi permetto di richiamare la vostra attenzione sulla esigenza forse di un rimedio normativo generale volto a preservare l'equilibrio negoziale tra i contraenti anche al di là di quei rimedi che sono già presenti attualmente nel codice civile.

Poi ancora abbiamo il procedimento di formazione del contratto e quindi potrebbe essere, come abbiamo segnalato, nei principi e nei criteri direttivi, potrebbe esserci un'attenzione a disciplinare più compiutamente il tema delle informazioni di rilievo che possono essere fonte di responsabilità contrattuale e quello anche delle nullità negoziali.

Poi ancora il tema delle garanzie del credito questa è un'altra materia che si è sviluppata nelle varie previsioni speciali e che meriterebbe di un intervento come dire unificatore e che dia il senso di una disciplina unitaria riportata nel codice civile.
Non mi soffermo sul tema della disciplina del risarcimento del danno non patrimoniale ma qui sicuramente possiamo studiare la possibilità di intervenire per cercare di adeguare questa disciplina, che ovviamente quella codicistica ormai è una disciplina come dire poco indicativa diciamo così rispetto a una ricchissima elaborazione che si è sviluppata in linea e in armonia con i principi costituzionali, e forse è il caso dovendo intervenire di richiamare anche questa sensibilità ormai che si è sviluppata sul piano normativo ed è testimoniata dalle molteplici applicazioni giurisprudenziali anche nel tessuto del codice civile.

Poi c’è ancora la disciplina dei contratti socialmente tipici. A distanza di tanti anni credo sia opportuno vagliare la possibilità di recuperare nel testo del codice civile una serie di schemi tipologici che si sono sedimentati nella prassi e hanno raggiunto una tale configurazione anche alla luce del vaglio giurisprudenziale che ne suggerisce semmai il recepimento sul piano legislativo in questo caso codicistico.

Insomma sono tantissime le prospettive di intervento. In questo contesto anche noi, confido, operando questa scelta, avendo scelto questa opzione di rivedere il codice civile, potremmo avere un codice riammodernato che ritorni al centro delle nostre riflessioni e che offra qualche segnale di maggiore certezza; sono consapevole ovviamente che la certezza è rimessa all'interpretazione e, come dire, al fatto che si sedimentino poi successivamente delle univoche interpretazioni, comunque interpretazioni fortemente indicative, e quindi non è rimessa solo a un testo legislativo ma è chiaro che dobbiamo anche sforzarci, come hanno fatto altri ordinamenti giuridici, di offrire anche agli investitori, agli operatori economici che saranno chiamati - ci auguriamo, sempre più spesso - a intervenire qui in Italia, il senso di una disciplina uniforme, di una disciplina che risponda alle stanze della prassi ma offra anche delle soluzioni sistematicamente sostenibili.

Siamo tutti consapevoli che non si può possedere la verità se non nella forma di doverla cercare ancora, allora il mio auspicio è quello di percorrere questa strada, di percorrerla insieme a tutti voi, affinché la nostra teoria si faccia pratica del compito di plasmare la legge in armonia con i valori di cui siamo portatori, tutti intendo dire, la società in questo momento storico grazie.