Dichiarazioni alla stampa del Presidente Conte

Giovedì, 2 Maggio 2019

Buon pomeriggio a tutti. Ho convocato questa conferenza stampa per il caso Siri.

Sin da quando il caso Siri è sorto mi sono posto un interrogativo: come può il Governo del Cambiamento affrontare nel modo più giusto questo caso?

Sono partito proprio questa formula: “cambiamento”. Per me non è mai stata una formula retorica. Governo del Cambiamento significa Governo che ha promesso e si impegna a realizzare buone pratiche di governo tutelando fino all’estremo, sempre e comunque, gli interessi dei cittadini, senza fermarsi a interessi di parte, di potentati, lobby economiche, o anche interessi esclusivi a un singolo partito, a una singola formazione politica.

La fiducia è un elemento chiave di questa esperienza di governo. La fiducia è un elemento per proseguire una strategia di governo. Fiducia, innanzitutto, dei cittadini nelle istituzioni, fiducia anche degli investitori e delle istituzioni finanziarie nella nostra realtà di mercato, fiducia del Parlamento nel Governo, fiducia nei confronti del Premier da parte degli stessi membri del Governo e fiducia del Premier in ciascun componente del suo Governo: ministri e sottosegretari. 

Questo è un approccio – tengo a precisarlo - che lo trovo completamente “differente” rispetto alla correnti semplificazioni che offrono una divisione manichea tra un approccio giustizialista, secondo cui anche un semplice avviso di garanzia dovrebbe essere sufficiente a creare una macchia che impedisce a un politico di proseguire nel suo mandato, rispetto ad un approccio garantista, secondo cui dovrebbe valere il principio della presunzione di innocenza anche per chi riveste funzioni pubbliche, con la conseguenza che addiruittura solo una sentenza passata in giudicato potrebbe giustificare una interruzione dell’incarico. 

Io ritengo che la Politica con la “P” maiuscola debba rifuggire questi opposti “ismi” e debba rivendicare la capacità di discernere caso per caso, assumendosi la responsabilità di valutare la singola situazione senza astratti apriorismi. Deve farlo con coerenza e trasparenza, perché solo così la Politica può preservare la sua nobile funzione che è quella di perseguire il bene comune alimentando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. 

Vengo al caso specifico. Queste sono le premesse che mi hanno portato alla soluzione del caso e ci tenevo a rappresentarle.

Io ho incontrato il sottosegretario Armando Siri lunedì sera. Ho avuto con lui in tarda sera un lungo colloquio – un paio d’ore di colloquio - nel corso del quale egli si è reso disponibile a fornirmi alcuni dettagli sulla vicenda giuridica che lo vede coinvolto.
Questo incontro, l’avevo preannunciato, l’ho ritenuto necessario anche al fine di prendere una decisione ponderata e mi è sembrato doveroso innanzitutto confrontarmi con il diretto interessato e ascoltare anche le sue ragioni.

Vengo alla decisione. 

Ho sempre rivendicato per questo Governo un alto tasso di “etica pubblica”, che significa assicurare che la condotta dei singoli membri del Governo sia sempre orientata al perseguimento del bene pubblico, con piena trasparenza di operato. 

Nel caso di specie, il sottosegretario Siri si è prestato a raccogliere l’istanza di un imprenditore che chiedeva l’approvazione di una norma che avrebbe favorito - per così dire - retroattivamente alcune sue attività imprenditoriali che si erano già concluse. Questo passaggio lo voglio chiarire. È normale - e non mi meraviglio -ricevere suggerimenti per l’introduzione di nuove norme o di modifiche normative da parte di associazioni di categoria e di vari stakeholders. 

Come Governo però abbiamo la responsabilità di discernere e valutare in particolare se queste proposte hanno, come propriamente le norme giuridiche, il carattere della generalità e astrattezza e quindi perseguono l’interesse generale o se invece sono norme che avvantaggiano il tornaconto di singoli imprenditori.

In questo caso la norma non avrebbe introdotto incentivi per attività imprenditoriali future. Voglio essere ancora più chiaro: non avrebbe offerto, rispetto agli imprenditori che si accingono a svolgere attività, una parità di chance, avrebbe offerto invece vantaggi retroattivi, una sorta di sanatoria, per gli imprenditori che si fossero ritrovati nella condizione di avere svolto in passato alcune determinate attività. Insomma, per dirla in breve, la norma non era generale e astratta e non disponeva per il futuro.

Ecco, per queste ragioni io ho valutato la necessità, l’opportunità di dimissioni da parte del sottosegretario Siri. 

Ho letto una sua dichiarazione, che è pervenuta poco fa, in cui lui preannuncia che si dimetterà entro quindici giorni dal momento in cui incontrerà e verrà ascoltato dai Magistrati. Però io credo che la vicenda giudiziaria, il procedimento giudiziario avrà un suo corso, la vicenda politica ha delle altre connotazioni che ho riferito in premessa. Noi dobbiamo essere credibili e responsabili in questi passaggi fondamentali. Le dimissioni o si danno o non si danno. Dimissioni future che vengono ricollegate a iniziative, collegate poi specificatamente ad attività giurisdizionali, ad attività dei giudici non credo abbiamo molto senso. Questo lo dobbiamo sia per la chiarezza dell'azione di governo, trasparenza dell'azione di governo, che per rispetto delle Istituzioni. Aggiungo peraltro che, come esperienza di avvocato, è chiaro che eventuali dichiarazioni spontanee che l'interessato potrà rendere, ragionevolmente non potranno segnare una svolta rispetto a questa fase preliminare di indagini.

Ecco perché per questa ragione porrò, assumendomene tutta la responsabilità politica, all'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri la mia proposta di revoca della nomina a sottosegretario del senatore Siri.

Questa proposta - attenzione - di revoca non comporta che io mi voglia ergere a giudice del caso. Questo compito spetta ai magistrati. Le mie valutazioni sono più ampiamente politiche e sono ricollegate alle responsabilità che mi spettano quale massima Autorità di Governo. 

Attenzione ancora. Questo non vuol dire che Armando Siri sia colpevole per il fatto di corruzione di cui è attualmente indagato. Siri, tengo a precisarlo a tutti i cittadini, è coinvolto in indagini preliminari e gli elementi sin qui emersi non giustificano che sia sottoposto a una gogna mediatica. Qui scatta il principio di civiltà giuridica e invito tutti, anche gli organi di stampa a evitare un processo mediatico sommario. Anzi, approfitto dell’occasione per esprimere vicinanza non solo a lui ma anche alla sua famiglia, a sua moglie, a sua figlia ventiquattrenne, perché in questo momento stanno sicuramente condividendo con il marito e con il papà questo sofferto passaggio.

Però il piano della vicinanza personale e il principio di civiltà giuridica della presunzione di innocenza non impediscono affatto, non precludono affatto la soluzione che ho individuato: Siri farà un passo indietro in ragione dei fatti che gli sono stati contestati, della oggettiva gravità di questi fatti - stiamo ragionando di una accusa di corruzione - ancorché allo stato non risultano provati,  e – aggiungo - della oggettiva difficoltà di poter attendere alle attività istituzionali dovendo concentrarsi sulle necessarie attività difensive.

Concludo con un invito.

Invito il partito di appartenenza del Sottosegretario, la Lega, perché comprenda che questa soluzione non significa condanna di un suo esponente e non si lasci guidare da una reazione corporativa ma si lasci ispirare da una più complessiva e superiore valutazione del superiore interesse.

Invito anche l’altra formazione politica, il Movimento5stelle, affinché non approfitti di questa soluzione per cantare una vittoria politica che così impostata rischierebbe di finire per calpestare i diritti della persona.

Se mi permettete, invito anche voi, rappresentanti degli organi di informazione, a lasciare alla magistratura il compito di istruire e, se del caso, celebrare i processi e a trattare questo caso col necessario equilibrio e cautele nel rispetto dei diritti della persona.

Infine, mi rivolgo a tutti i cittadini italiani. Vi invito tutti a nutrire fiducia nella politica, a continuare a nutrire fiducia nella politica, soprattutto quando la Politica si sforza di assumere in modo coerente, in modo trasparente le proprie responsabilità.

Grazie