Conte al centenario di Confagricoltura

Venerdì, 31 Gennaio 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al centenario di Confagricoltura.

Presidente Giansanti, grazie per l’intervento, grazie per l’invito, saluto tutti gli amici di Confagricoltura, 100 anni é un appuntamento importante, quindi tantissimi auguri, un secolo di vita, complimenti.

Gentili ospiti, mi rivolgo anche a voi, questa occasione è anche un’occasione di riflessione sullo stato dell’agricoltura italiana, su quello che voi potete continuare a fare come già fate egregiamente e su quello che può fare anche il governo. E’ forse questo il modo migliore per celebrare i 100 anni dalla fondazione di Confagricoltura. Il titolo di questo appuntamento è importante, identità e futuro; è significativo perché individua due poli concettuali, operativi, per il rilancio della crescita del nostro paese.

L’identità, il futuro. L’identità è l’identità nostra, italiana, il tratto qualificante del nostro successo produttivo, del nostro successo commerciale in tutto il mondo, e lei ha sottolineato come il comparto complessivo agroindustriale è in questo momento un pilastro della nostra economia, anche in termini di export. E quindi ne dobbiamo essere tutti consapevoli, ne deve essere consapevole chi vi parla, ne deve essere consapevole l’intero sistema paese, perché chi riesce a raccogliere e trasformare e a far conoscere le nostre eccellenze agricole sui mercati nazionali e internazionali, chi riesce a diffondere sulle tavole di tutto il mondo l’italianità del nostro vino, del nostro olio, dei nostri prodotti caseari, di tutta la nostra produzione, filiera alimentare, deve ricevere il plauso, l’apprezzamento concreto da parte di tutto il sistema Italia.

Il futuro poi è l’orizzonte che abbiamo davanti, orizzonte temporale ma non solo. Molteplici sono le sfide che siamo chiamati ad affrontare. Per vincerle non ci può essere one man show, non ci può essere un presidente, per quanto avvertito, di un’associazione di settore. Non ci può essere un comparto che lavora per quanto quotidianamente si spossa spendere in termini di energie, di fatica, di dedizione, di impiego di risorse, non ci può essere neppure un solo presidente del consiglio o solo il governo nella sua interezza, occorre un sistema paese; quello che io rilevo sempre, ormai ho una certa esperienza, è che laddove riusciamo a conseguire dei risultati, laddove riusciamo a spiegare più efficacemente la nostra azione  è perché dietro c’è una sinergia, un coordinamento di tutte le responsabilità e di tutte le attività. La vostra vocazione quotidiana a tramandare la tradizione del saper fare italiano, rendendola compatibile con l’imprescindibile esigenza di modernizzazione, di proiezione globale che è evidentemente connessa all’export, mi rende sinceramente orgoglioso di poter dare una mano a voi, a tutto il paese e a tutti i cittadini; e di poter rappresentare il paese in tutti i consessi internazionali.

Come anche ha voluto rimarcare lei, Presidente Giansanti, l’economia si ritrova ad affrontare una doppia sfida, sul piano interno perché il paese sconta un ritardo più che ventennale, sulla crescita della produttività rispetto ai principali partner, in particolare parlo di quelli europei che sono i nostri più diretti concorrenti; Al contempo c’è anche un ampliamento del divario, tra le nostre aree, dei redditi pro-capite, fra struttura, qualità di vita, nord – sud, in particolare aree urbane e aree interne; questo divario che si allarga trasversalmente in varie latitudini ci fa male. Noi dobbiamo crescere come sistema paese globalmente, perché il meccanismo delle interdipendenze, non può pensare, indurci a credere che cresce un’area del paese e possa, cresciamo tutti, dobbiamo crescere tutti insieme in modo coordinato.

Poi sul piano internazionale la dinamica della crescita globale – lei lo ha detto, lo ha ricordato, lo sappiamo – è segnata dalle tensioni commerciali. Dobbiamo gestire un processo di riforma, abbiamo atteso troppo, Il WTO, il commercio internazionale andava riformato prima. E’ impensabile avere all’interno di questo sistema un paese come la Cina, che è entrato come paese emergente e continua ad avere uno status di paese emergente, una follia.

Quindi questa istituzione andava riformata già da tempo, adesso ci stiamo lavorando, a fatica, arriviamo in ritardo ma dobbiamo preservare il carattere multilaterale di questi strumenti; e soprattutto lavorare sul piano negoziale perché è chiaro che questa attenzione, queste spinte protezionistiche generano reazioni contro le azioni, qualcuno momentaneamente se ne avvantaggia ma io lo dico sempre, lo dico molto chiaramente anche agli amici americani, alla fine saremo tutti perdenti perché su un comparto si può vincere, su un altro si perde; non è così che possiamo affrontare la sfida del multilateralismo, la sfida dell'economia globale.

In questo scenario, è uno scenario complesso, complicato, il governo per il 2020 ha ritenuto di definire una manovra economica, lo sapete, e mi fa piacere che sia stato rimarcato, sia stata rimarcata una qualche vostra soddisfazione, mi accontento perché per quello che era lo scenario, credetemi, è stato veramente difficile portare a compimento questa manovra economica.

Ci lavoreremo ancora; abbiamo, come sapete, portato a termine dopo aver neutralizzato le clausole di salvaguardia, sarebbe stata un incremento dell'IVA che ci avrebbe fatto molto male, molto male; è stato il nostro primo obiettivo però di lì poi siamo riusciti a costruire una serie di ulteriori interventi, di misure che non riescono a restituire appieno un disegno complessivo, il disegno di politica economica e sociale che vorremmo realizzare; non avevamo strumenti anche finanziari adeguati, risorse finanziarie adeguate, però è chiaro che abbiamo iniziato a dare dei segnali di quello che poi vogliamo; agenda 20-23. Abbiamo avviato un green new deal, su quello potremo lavorare insieme e mi fa piacere che voi rimarchiate come l'agricoltura è legata alla terra, le buone pratiche dello sviluppo sostenibile derivano da lì, possiamo recuperare una tradizione e coniugarla con l'innovazione, abbiamo ridotto il cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, potenziato gli investimenti per gli enti territoriali, offerto dei significativi già segnali di voler sostenere le famiglie soprattutto quelle più numerose, per poter conciliare i tempi di vita e tempi di lavoro.

Dobbiamo lavorare e fare molto di più; nel campo agricolo abbiamo disposto l'esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, che varrà per il 2020; nonché la deduzione del 50 per cento di tali redditi anche per il 2021.

Abbiamo istituto un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero in favore di iniziative condotte da imprenditori, da imprenditrici agricole, un fondo per la competitività delle filiere agricole volto a sostenere lo sviluppo e gli investimenti nelle filiere, un fondo per l’agricoltura biologica, nuovi contributi, questi a fondo perduto, per l’innovazione tecnologica in agricoltura. Abbiamo anche incrementato il sostegno alla strategia nazionale per le aree interne, stanziando ulteriori 200 milioni per il prossimo triennio. 

Sono di sicuro interesse credo per tutti voi anche gli strumenti incentivanti del Piano transizione 4.0, penso al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, in ricerca e in formazione 4.0, nonché le agevolazioni disponibili per la partecipazione per esempio a manifestazioni fieristiche internazionali di settore. Sono consapevole che queste misure non sono ancora quelle che voi meritate. Sono consapevole di questo. Raccolgo la suggestione del Presidente Giansanti che ci esorta peraltro a strutturare, ce lo siamo già detti, un dialogo sempre più serrato, sempre più fitto tra imprese e istituzioni. 

La ragione della mia presenza qui oggi, in una giornata molto impegnativa, tra un po' mi vedete schizzare perché sta arrivando tra qualche minuto il Presidente argentino, è la prima visita che fa qui in Europa Fernandez. Dicevo dobbiamo coltivare questo dialogo e sicuramente penso che anche lo stesso tavolo del vino proposto dalla Ministra Bellanova sia stato un buon esempio che possiamo riprodurre, replicare in altri ambiti dei vostri settori di operatività.

Ieri dicevo con le forze politiche ci siamo ritrovati insieme per iniziare questo confronto, confronto perché adesso temporale ma ho detto che non possiamo differire il raggio anche temporale del nostro intervento, dobbiamo partire subito. Siamo consapevoli che questa prospettiva che abbiamo davanti ci consentirà di dosare misure di immediato impatto e altre anche invece di più ampio disegno riformatore, che semmai si dipaneranno nell'arco anche pluriennale. Ci sono varie urgenze e da questo punto di vista quindi potremo lavorare insieme sin dai prossimi giorni con la Ministra Bellanova, con le altre forze politiche, per individuare misure efficaci di sostegno a colture tradizionali, biologiche, soprattutto per aree considerate marginali, cosiddette aree marginali, delle aziende agricole giovanili, della ricerca, per lo sviluppo in agricoltura, per un uso sempre più efficiente sostenibile dell'acqua, del suolo, per diffondere ancor più efficacemente, puntualmente l'agricoltura di precisione.

La definizione delle priorità strategiche di questa agenda di governo non può peraltro farci dimenticare le urgenze del vostro settore, per le quali dobbiamo ottenere dei risultati immediati da subito, da domani mattina. Lei ha ricordato la Brexit. lo sarò martedì a incontrare il premier Boris Johnson ed è chiaro che questa visita, questo bilaterale, avrà al centro anche questa fase di transizione che si apre.

Adesso abbiamo un lasso di tempo sino a fine anno che non è molto esteso, non c'è tanto tempo per lavorare a un serio, efficace accordo di libero scambio. La posta in gioco è molto alta e lei lo ha sottolineato. Il Regno Unito oggi è il quarto mercato di sbocco mondiale per quanto riguarda esportazione di cibo, bevande, è un volume di affari che supera i 3 miliardi di euro.

Siamo certi quindi e dobbiamo fare in modo che il Regno Unito resti un nostro interlocutore privilegiato, strategico, per fare questo quindi dobbiamo lavorare innanzitutto sul piano europeo ma li abbiamo un ottimo negoziatore, Barnier, che sino a adesso ha seguito, molto attentamente, anche le nostre indicazioni, ha raccolto molto efficacemente anche le nostre premure, abbiamo bisogno di un accordo commerciale, come dice Barnier, zero tariffe, zero quote, zero dumping. Ma non sarà facilissimo perché i britannici, gli interlocutori britannici sono ovviamente molto agguerriti, dobbiamo trovare un equilibrio tra l’esigenza di tutela delle nostre produzioni da eventuali intese che Londra farà con Paesi terzi e ovviamente dobbiamo promuovere la vendita nel Regno Unito. Parleremo di tutto questo, e chiederemo conto ai nostri amici inglesi di questa tradizionale amicizia che ancora l’Ambasciatrice britannica Jill Morris ha voluto ricordare ieri, quindi chiederemo che alle parole seguano i fatti.

Poi c’è il problema dei dazi con gli Stati Uniti, ovviamente stiamo lavorando già da tempo, noi confidiamo sempre sulle armi della politica e della diplomazia, lo avete visto in tutti gli scenari, noi possiamo un attimo essere oscurati solo dal rumore delle armi ma se si tratta di diplomazia, se si tratta di spendere tutte le energie, tutta l’influenza politica, il potenziale che esprime il sistema Paese non ci risparmiamo mai. Evidentemente c’è una guerra in corso, abbiamo già sofferto per i dazi imposti per quanto riguarda aiuti pubblici ad Airbus e Boing, che non ci riguardavano direttamente, per altro, abbiamo rappresentato agli amici americani che qui i nostri tradizionali rapporti meritano una testimonianza di attenzione e confidiamo di poter scongiurare un aumento dei dazi che ci farebbe molto male. Continueremo a lavorarci e per esempio mi ha sorpreso che negli Stati Uniti ho saputo che a gennaio hanno acquistato, faccio un esempio per tutti, c’è stato un incremento incredibile del 10 per cento per quanto riguarda il vino Barolo, Brunello di Montalcino in previsione dell’incremento evidentemente dei dazi, la paura, il timore che possano arrivare ulteriori dazi, un incremento dei prezzi. E proprio ieri mattina, per altro, la Ministra Bellanova ha incontrato il Segretario di Stato degli Stati Uniti dell’agricoltura e in quella sede ha ulteriormente ribadito l’importanza di un approccio cooperativo che possa beneficiare tutti sottolineando anche varie, anticipando delle forme di cooperazione dei nostri Paesi nella ricerca e nell’innovazione agroalimentare.

Poi il quadro dei rapporti con i partner europei, nell’ambito del sistema europeo. Noi abbiamo notificato alla Commissione la proposta italiana di etichettatura nutrizionale dei prodotti nutrizionali, nutrinform battery, a noi piace questa idea, riteniamo sostenibile questa proposta rispetto alla francese nutri-score. Nutri-score non riesce a restituire anche la qualità della nostra dieta mediterranea, qui non si tratta solo di difendere dei prodotti italiani, la nostra produzione agroalimentare, qui si tratta di rispecchiare uno stile di vita anche e delle abitudini alimentari che il mondo ci invidia, per cui siamo famosi nel mondo. Quindi in difetto, in assenza di comprovate ragioni scientifiche noi non possiamo accettare che ci venga imposto un meccanismo di etichettatura che possa svantaggiare i nostri prodotti.
Ancora, il Governo sta lavorando, stiamo lavorando intensamente anche per il prossimo quadro finanziario pluriennale, di ritorno – sarà una giornata martedì molto intensa – perché di ritorno di ritorno dall’Inghilterra, da Londra incontrerò Charle Michel, il Presidente del Consiglio europeo, mi fermerò a Bruxelles, e incontrerò anche la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Con loro lavoreremo appunto allo stato di avanzamento sul quadro finanziario pluriennale e dobbiamo assolutamente evitare che ci siano… ecco, noi stiamo lavorando perché dobbiamo evitare che prevalga una proposta al ribasso, abbiamo bisogno di un quadro finanziario ambizioso, perché come ho già anticipato alla Presidente Ursula von der Leyen, è ambizioso il tuo programma, pensando anche al Green New Deal e non solo. Quindi dobbiamo essere ambiziosi anche sul piano finanziario e non possiamo in nessun modo permetterci di mortificare i settori cruciali della politica agricola comune ma neppure ovviamente le politiche di coesione.
Il nostro compito, quindi, com’è il compito di ogni Governo che voglia perseguire un buon governo, pratiche di buon governo, è quello di tutelare, di consentire che la buona impresa possa spiegarsi. E ovviamente non mi è sfuggito il contenuto del vostro Manifesto, che avete sottoscritto insieme ad altre importanti realtà associative, alcuni dei temi cruciali che avete ricordato e avete richiamato in questo Manifesto sono obiettivi che troveranno spazio, ve lo assicuro, all’interno dell’agenda di Governo 20-23, la riduzione del carico fiscale, il rilancio della infrastrutturazione sociale, dell'occupazione giovanile, la promozione della sostenibilità, ci lavoreremo e sono disponibile a lavorarci insieme per le proposte concrete che ci farete pervenire. Ma, più in generale, quel che mi piace nel Manifesto è l'attenzione complessiva che dedica alla persona: intesa nella sua dimensione integrale, alla persona e alla comunità come obiettivo delle politiche pubbliche. Ecco, ragionare in chiave di benessere equo e sostenibile. Io ho creato, presso la Presidenza del Consiglio, una Cabina di regia su benessere equo e sostenibile, questo ci permetterà di affrontare con maggiore consapevolezza, maggiore lungimiranza, con più efficacia e visione strategica problemi, temi complessi come quello del rapporto tra transizione ecologica e settore agricolo senza generare alcun conflitto tra sostenibilità ambientale e sostenibilità socio economica; puntando sugli investimenti, sugli incentivi in grado di premiare i comportamenti virtuosi, perché l'ideale è premiare i comportamenti virtuosi senza penalizzare quelle pratiche che ancora stentano ad adeguarsi ai principi di sostenibilità, questo è l'ideale, in modo da poter dare a tutti anche l'agio, la possibilità, di orientarsi progressivamente alle pratiche virtuose.

Ecco, il contrasto ai cambiamenti climatici, tutto questo diventerà un'occasione anche, io dico sempre, di ulteriore lavoro, di maggiori chance di occupazione, di sviluppo, perché, vedete, la competizione si sta orientando sempre in questa direzione, con grande attenzione anche allo sviluppo sostenibile, quindi il fatto di non riuscire a innovare di non riuscire ad adeguarsi a queste prassi rischia nell'immediato di continuare a poter, come dire, lucrare in una logica di guadagno ma in prospettiva rischia di esiliarci dal mercato, quindi è questa la vera sfida della competitività. Quindi tutelare la buona impresa agricola genera un principio che oltrepassa i confini di un settore specifico, significa aver cura dell'Italia, dei nostri piccoli centri, dei nostri grandi centri, della qualità del nostro paesaggio, del nostro cibo ma anche della nostra identità, della nostra tradizione ma anche del nostro futuro, significa in fondo, se ci pensate, avere cura di noi stessi ed è un obiettivo che il Governo non può non porsi e che perseguirà col massimo impegno. Grazie.


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