Piano Sud 2030, una nuova politica territoriale: la prossimità ai "luoghi"

All base del Piano Sud 2030 c'è una nuova politica territoriale, in grado di rispondere alla dimensione nazionale della coesione territoriale. Ridurre le distanze tra Nord e Sud e tra centri e periferie, aree urbane e aree interne, provando a restituire protagonismo ai luoghi marginalizzati dalle politiche pubbliche, attraverso:

  • la riduzione del divario tra aree urbane e aree interne, con il rilancio della SNAI
  • la rigenerazione dei contesti urbani, anche nelle città medie
  • promozione del patrimonio culturale quale strumento di connessione sociale e e nuovo volto dell’Italia interna nel mondo
  • il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie quale valore economico e sociale
  • il protagonismo della cittadinanza attiva per l’innovazione sociale, la rigenerazione dei luoghi e lo scambio di buone prassi

Il rilancio della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI)

Occorre un forte rilancio della SNAI, passando dalla fase di sperimentazione alla strutturazione di una vera e propria politica nazionale. Non solo servizi (scuola, salute, mobilità) ma anche
prospettive di sviluppo. La Legge di Bilancio 2020 ha stanziato:

  • 90 milioni di euro per una politica per il sostegno e l’attrazione delle attività economiche, artigianali e commerciali nel triennio 2020-22,
  • 200 milioni a regime a partire dal 2021 che si affiancano alla riserva prevista nel nuovo ciclo di programmazione 2021-27. 

L’isolamento delle aree interne va spezzato sia sul fronte digitale (Banda Ultra Larga, Borghi del futuro – Min. Innovazione) che sul fronte dell’accessibilità per il turismo sostenibile (Percorsi di "mobilità lenta" e 100 Borghi dell’Appennino meridionale - MIBAC).

Le azioni di rilancio della SNAI seguiranno i seguenti criteri:  

  • estensione alle aree interne finora escluse, salvaguardando il metodo partecipativo di perimetrazione e la promozione di forme associative tra i Comuni,
  • introduzione di un sistema di premialità basato sui risultati,
  • semplificazione del processo di definizione delle strategie d’area,
  • rafforzamento del Comitato Tecnico Aree Interne,
  • potenziamento del partenariato.

Rigenerazione dei contesti urbani 

Il Piano Sud 2030 vuole affrontare le sfide legate alla povertà nelle città, concentrando la propria azione nelle periferie e a sostegno della popolazione più vulnerabile.

La rigenerazione dei contesti urbani passa due direttrici specifiche: 

  • la transizione ecologica delle città (Cantiere Taranto)
  • la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale (CIS Matera) 

In collaborazione con il MIBACT, è previsto il recupero e la riqualificazione di quattro centri storici a Napoli, Cosenza, Taranto e Palermo da attuare mediante CIS.

Dal punto di vista delle risorse, la sperimentazione del PON Città Metropolitane sta producendo esiti positivi, innovazioni sociali e amministrative; viene inoltre riconfermato il PON METRO nel periodo 2021-27, con due innovazioni:

  • maggiore impegno e adeguati investimenti sui temi ambientali
  • ulteriore azione mirata per il miglioramento della qualità della vita nelle periferie e aree marginali non solo nelle Città metropolitane ma anche in città medie

Progetti bandiera, una visione del Sud al 2030

Le politiche di coesione hanno bisogno di trasformare i luoghi con riconoscibilità. Non si parte da zero: il Grande Progetto Pompei è best practice in Europa.

Con il Ministero dei Beni e le attività culturali e il turismo si stanno immaginando grandi progetti su: Area UNESCO di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, Parco archeologico di Sibari e il Museo della Sibaritide, Acquario mediterraneo a Taranto.

Si propongono concorsi internazionali di idee per ciascuna regione, ad esempio: un Museo NO-MA (No Mafia), presidio culturale sul ruolo antimafia politica e sociale; il Food for life, un centro di ricerca e trasferimento tecnologico nella filiera agroindustriale
 

Pubblicato il: 15 Febbraio 2020
Aggiornato il: 15 Febbraio 2020

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