Piano Sud 2030, sviluppo e coesione per l'Italia

Ridurre i divari tra cittadini e tra territori è la vera opportunità capace di creare sviluppo, riprendere a investire attivando potenziali di crescita e innovazione inespressi e fornire opportunità di lavoro buono, in particolare per i giovani e le donne.

Il Sud vive da troppi anni in condizioni di persistente emergenza sociale.

Il progressivo disinvestimento nel Sud del Paese ha determinato un indebolimento del «motore interno» dello sviluppo, con conseguenze negative per tutto il Paese, che ha visto indietreggiare in Europa anche le regioni più sviluppate del Centro-Nord.

Per uscire dalla crisi, l’Italia ha bisogno di una prospettiva di sviluppo e coesione. Non tutto può e deve essere delegato alla politica di coesione europea finanziata con i Fondi strutturali. Abbiamo la necessità di attivare la leva nazionale della politica di coesione.

C’è bisogno di recuperare credibilità e fiducia nelle politiche di sviluppo e coesione. La credibilità che deriva dalla capacità di realizzare gli interventi programmati e di produrre cambiamenti tangibili e miglioramenti nella vita dei cittadini. La fiducia nella costruzione di un Sud che, nel prossimo decennio diventi la grande opportunità per un Paese che vuole ritrovare ruolo e collocazione internazionale.

Il Piano Sud 2030presentato il 12 febbraio 2020 a Gioia Tauro dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai Ministri del Sud e della Coesione territoriale Giuseppe Provenzano e dell'Istruzione Luzia Azzolina,  prova a fare tutto questo, individuando le risorse da attivare e le missioni da perseguire, i bisogni da affrontare e le opportunità da cogliere, le prime azioni con cui intervenire e i risultati da raggiungere, le procedure da migliorare e i processi da monitorare, gli strumenti da utilizzare e i soggetti da coinvolgere.

 

Pubblicato il: 15 Febbraio 2020
Aggiornato il: 15 Febbraio 2020

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