Nuovo Coronavirus, il rientro degli italiani all'estero

Dopo il provvedimento di sospensione dei voli dalla Cina, la Farnesina ha deciso di costituire un’unità operativa speciale – sotto il coordinamento dell’Unità di Crisi - con i Ministeri della Salute, della Difesa, delle Infrastrutture e con l’ENAC per agevolare tutte le procedure relative agli italiani all'estero.

In stretto coordinamento con la Protezione Civile e con gli altri dicasteri per il tramite del  Comando Operativo di vertice Interforze (COI) sono stati organizzati nei giorni scorsi i voli dedicati al rientro dei cittadini italiani bloccati a Wuhan, la città cinese maggiormente colpita dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus. A bordo dei velivoli militari è stato impiegato personale medico, infermieri e adeguato equipaggiamento sanitario per fronteggiare possibili casi di infezione e per garantire un trasporto sicuro.

La Difesa, oltre a dare in supporto il vettore aereo ed il personale medico specializzato dell'Esercito e dell’Aeronautica Militare, ha predisposto il necessario sostegno all’operazione grazie all’utilizzo dell’Aeroporto di Pratica di Mare come Entry Point dove, in breve tempo, sono state predisposte tutte le strutture logistiche necessarie alle operazioni di sbarco e al controllo sanitario dei passeggeri in totale sicurezza, rischierando presso l’aeroporto militare anche il Team specializzato per la decontaminazione del personale e del velivolo.

Il primo volo, avvenuto il 2 febbraio, ha riportato in Italia i 56 connazionali (di cui sei bambini) bloccati a Wuhan, in Cina, a seguito della crisi sanitaria. Il volo è stato organizzato dall’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e operato dal Comando Operativo di Vertice Interforze del Ministero della Difesa. Il trasferimento è stato eseguito secondo le indicazioni del Ministero della Salute, fornite dall’Istituto “Spallanzani” per questo tipo di operazioni, per garantire la sicurezza dei passeggeri che, per la necessaria sorveglianza sanitaria, all’arrivo sono stati trasferiti in una idonea struttura messa a disposizione dall'Esercito, all'interno della "città militare" della Cecchignola (alla periferia sud di Roma). Alla Cecchignola infatti sono stati allestiti circa 100 posti letto suddivisi in miniappartamenti per le esigenze dei differenti nuclei familiari.

Il 9 febbraio, sempre un velivolo dell’Aeronautica Militare è decollato da Brize Norton, in Inghilterra, con otto italiani, rientrati da Wuhan, ed è poi atterrato a Pratica di Mare. I connazionali, dopo i primi controlli medici, sono stati trasportati con mezzo militare presso l’ospedale militare del Celio, dove trascorreranno un periodo di sorveglianza sanitaria a cura del personale medico dell’Esercito, come previsto da protocollo sanitario.

Il 15 febbraio è arrivato in Italia Niccolò, l’ultimo dei nostri connazionali che hanno chiesto di fare rientro in patria. Il diciassettenne, che a causa della febbre era rimasto bloccato per due volte in Cina, è stato trasportato a bordo di un velivolo dell'Aeronautica, allestito per garantire il trasporto in bio-contenimento. A bordo, Niccolò è stato monitorato da un team sanitario interforze che lo ha poi affidato, una volta atterrati a Pratica di Mare, al personale specializzato dell'Ospedale Spallanzani, dove è attualmente ricoverato.

Mercoledì 19 febbraio è atterrato in Giappone un aereo militare con il personale medico e i materiali necessari ai controlli sanitari per il test del Coronavirus a cui sono stati sottoposti gli italiani che si trovavano a bordo della nave da crociera Diamond Princess. I 19 connazionali risultati negativi agli accertamenti sanitari sono rientrati in Italia il 22 febbraio con un veivolo dell’Aeronautica Militare, e sono stati sottoposti, così come indicato dal Ministero della Salute, a un periodo di quarantena di quattordici giorni presso il centro sportivo della Cecchignola.

 

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Pubblicato il: 19 Febbraio 2020
Aggiornato il: 24 Febbraio 2020

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