Nuovo Coronavirus, che cos'è

Il 31 dicembre 2019 la Cina ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota, poi identificata come un nuovo coronavirus (2019- nCoV) , nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. I casi si sono verificati nella larghissima maggioranza nella Repubblica popolare cinese. Pochi casi sono stati segnalati in altri Paesi, inclusa l’Italia, in gran parte in soggetti provenienti negli ultimi 14 giorni dalle zone colpite.

Come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all’interno dell’Unione Europea è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata. 

I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia.

La via di trasmissione più frequentemente riportata è quella a seguito di contatti stretti e prolungati con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. 

Al momento non esiste un trattamento specifico per la malattia causata dal nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace.

Il 2 febbraio, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, i virologi dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, sono riusciti, primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell’infezione.
La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è stata depositata nel database GenBank, ed anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale.

L’isolamento virale permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia per valutare eventuali mutazioni. In generale, l’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l’efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare e potenziare eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali.

Provvisoriamente chiamato 2019-nCoV, il nuovo coronavirus è stato poi classificato dall’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che lo ha denominato Sars-CoV-2 ed è con questo nome che lo European Centre for Disease Prevention and Contro (ECDC) si riferisce al nuovo coronavirus sul suo sito. Inoltre, l'11 febbraio l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha annunciato di aver individuato il nome per la malattia da Sars-CoV-2, che è stata denominata ufficialmente COVID-19.
COVID-19 è l'acronimo di Co (corona); Vi (virus); D ('disease', malattia) e 19 (l'anno di identificazione del virus).

Nel nostro Paese è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus e sono stati attivati controlli e screening sotto il coordinamento della task force del Ministero della Salute.

Il Ministero ha inoltre realizzato un sito dedicato e attivato il numero di pubblica utilità "1500".

L'Istituto Spallanzani (INMI) rende noto un bollettino medico alle ore 12 circa di ogni giorno sulle condizioni di salute dei casi confermati di COVID-19 e sui test dei contatti monitorati.

Per saperne di più

Pubblicato il: 3 Febbraio 2020
Aggiornato il: 19 Febbraio 2020

Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri