Lotta alla violenza sulle donne: "Codice rosso" è legge

Entrerà in vigore il 9 agosto la Legge in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (L.19 luglio 2019, n. 69 pubblicata sulla G.U. n.173 del 25 luglio 2019), il cosiddetto “codice rosso antiviolenza".  

Il relativo disegno di legge è stato proposto dai Ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ed approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 novembre 2018, con l’obiettivo di garantire una maggiore tutela alle vittime di maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni, commessi in contesti familiari o nell'ambito di relazioni di convivenza, assicurando la tempestività dell’adozione degli interventi cautelari o di prevenzione. Un “codice rosso”, quindi, da attribuire a questi casi proprio come succede negli ospedali con i pazienti più gravi.

“Introduciamo un sistema di prevenzione che faccia in modo che le denunce per maltrattamento, per violenza domestica, per violenza di genere abbiano una corsia di assoluta urgenza, una corsia preferenziale, e siano affidate a personale altamente qualificato” ha detto il Presidente del Consiglio Conte nella conferenza stampa seguita alla riunone del Consiglio, tenuta insieme ai ministri Bonafede e Bongiorno.

Il provvedimento apporta alcune modifiche al Codice di procedura penale, consentendo di adottare provvedimenti “protettivi o di non avvicinamento” in tempi rapidi per preservare la incolumità delle vittime di violenza.

Tra le novità, l’introduzione di una corsia preferenziale per lo svolgimento delle indagini, che saranno più rapide, mentre, per reati commessi in contesti familiari o nell'ambito di rapporti di convivenza, le pene saranno più severe; vengono introdotti i reati di revenge porn, sfregi al viso e matrimoni forzati, con aumenti di pena per i reati di violenza sessuale e stalking.
La legge stabilisce che la polizia giudiziaria dovrà comunicare al Pubblico ministero le notizie di reato relative a maltrattamenti, stalking, violenza sessuale e lesioni aggravate compiute all’interno del nucleo familiare o tra conviventi; la vittima dovrà essere ascoltata dal magistrato entro massimo tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato. Nel caso venga accertata la violenza, il responsabile potrà essere condannato ad una pensa detentiva dai tre ai sette anni; la pena potrà essere aumentata fino alla metà se la violenza è avvenuta davanti ad un minore, ad un disabile o ad una donna incinta, o se l’aggressione è armata. Sono state aumentate le pene per chi commette stalking o violenza sessuale. 

Viene resa obbligatoria la formazione specifica per gli operatori di polizia, dell’arma dei carabinieri e del corpo di polizia penitenziaria affinché acquisiscano le cognizioni necessarie a trattare i casi di violenza domestica e di genere.

Pubblicato il: 28 Novembre 2018
Aggiornato il: 26 Luglio 2019