Brexit, l’Accordo di Recesso e la Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni

Dopo circa un anno e mezzo di lavoro tra i negoziatori dell’Unione europea e quelli britannici, il 25 novembre 2018 il Consiglio europeo straordinario “art.50” (a ventisette) ha dato il via libera all’Accordo di Recesso per l’uscita del Regno Unito dall’UE e approvato la Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni.

Dopo i problemi della ratifica britannica sulla prima intesa, il 17 e il 18 ottobre 2019 il Consiglio europeo ha approvato i nuovi testi dell'Accordo di recesso del Regno Unito dall'UE e della dichiarazione politica che definisce il quadro delle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito
Oggetto della revisione è stato soprattutto il protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord e gli adeguamenti tecnici agli articoli 184 e 185.

L’Accordo di Recesso regolamenta le modalità di uscita del Regno Unito dall’UE su alcuni temi di fondamentale importanza: diritti dei cittadini, regolamento delle questioni finanziarie, periodo transitorio, governance dell’Accordo, questione irlandese e tutte le altre questioni legate all’uscita (tra cui indicazioni geografiche, beni immessi nel mercato, protezione dei dati personali, ecc.).

L’intesa recepisce pienamente le priorità italiane, a partire dalla tutela dei diritti dei cittadini e dalla protezione delle indicazioni geografiche, per arrivare al regolamento delle pendenze finanziarie britanniche nei confronti del bilancio UE e alle prospettive di un partenariato economico e di sicurezza profondo e ambizioso tra l’UE e il Regno Unito dopo la Brexit.

L’accordo di recesso, che dovrà essere ratificato sia dall'Unione europea che dal Regno Unito entro il 31 gennaio 2020, prevede anche un periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2020, ma prolungabile su accordo tra le parti una sola volta, per un periodo massimo di altri due anni) durante il quale:

  • il diritto Ue continuerà ad applicarsi al Regno Unito e al suo interno,
  • l'Ue tratterà il Regno Unito alla stregua di uno Stato membro, salvo per la partecipazione alle istituzioni e alle strutture di governance dell'UE. 

Il periodo di transizione darà a amministrazioni, imprese e cittadini il tempo di adeguarsi e l'Ue e il Regno Unito avranno il tempo di negoziare le relazioni future.

La Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni pone le basi per un partenariato profondo e ambizioso con il Regno Unito dopo la Brexit. 

La modifica principale della Dichiarazione politica riguarda il futuro delle relazioni economiche tra l'UE e il Regno Unito, aspetto per il quale il Regno Unito ha optato per un modello basato su un accordo di libero scambio. 

La Dichiarazione prevede, infatti, l'impegno comune da parte dell'UE e del Regno Unito a negoziare un accordo di libero scambio ambizioso, senza dazi né contingenti tra l'UE e il Regno Unito. 

La Dichiarazione afferma che impegni per la parità di condizioni (level playing field) dovranno garantire una concorrenza aperta e leale. La natura esatta di tali impegni sarà commisurata all'ambizione dei futuri rapporti e terrà conto dell'interconnessione economica e della prossimità geografica del Regno Unito. È stato, inoltre, inserito un impegno delle parti alla non regressione degli impegni in materia ambientale, sociale e del lavoro e un richiamo ai principi ed agli impegni previsti nell'ambito dell' Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

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Pubblicato il: 11 Settembre 2019
Aggiornato il: 23 Dicembre 2019

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