Brexit, l’Accordo di Recesso e la Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni

Dopo circa un anno e mezzo di lavoro tra i negoziatori dell’Unione europea e quelli britannici, il 25 novembre 2018 il Consiglio europeo straordinario “art.50” (a ventisette) ha dato il via libera all’Accordo di Recesso per l’uscita del Regno Unito dall’UE e approvato la Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni.

L’Accordo di Recesso regolamenta le modalità di uscita del Regno Unito dall’UE su alcuni temi di fondamentale importanza: diritti dei cittadini, regolamento delle questioni finanziarie, periodo transitorio, governance dell’Accordo, questione irlandese e tutte le altre questioni legate all’uscita (tra cui indicazioni geografiche, beni immessi nel mercato, protezione dei dati personali, ecc.).

La Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni pone le basi per un partenariato profondo e ambizioso con il Regno Unito dopo la Brexit.

L’intesa recepisce pienamente le priorità italiane, a partire dalla tutela dei diritti dei cittadini e dalla protezione delle indicazioni geografiche, per arrivare al regolamento delle pendenze finanziarie britanniche nei confronti del bilancio UE e alle prospettive di un partenariato economico e di sicurezza profondo e ambizioso tra l’UE e il Regno Unito dopo la Brexit.

Dopo i problemi della ratifica britannica sulla prima intesa siglata tra l'UE e i negoziatori britannici nel novembre 2018, al Consiglio europeo del 18 ottobre 2019, l’UE e il Regno Unito hanno trovato una nuova intesa sull’accordo di recesso e sulla dichiarazione sul quadro delle future relazioni. Oggetto della revisione è stato soprattutto il protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord e gli adeguamenti tecnici agli articoli 184 e 185.

L’accordo di recesso che va ratificato dall'Unione europea e dal Regno Unito prima della data di uscita (al momento prevista il 1° febbraio 2020, a meno che l’accordo di recesso non venga ratificato prima, a novembre o a dicembre 2019, con uscita rispettivamente il 1° dicembre 2019 o il 1° gennaio 2020), consente di gestire il recesso del Regno Unito dall’UE (un processo senza precedenti) in modo ordinato e in termini chiari per cittadini ed imprese, prevedendo anche un periodo transitorio al 31 dicembre 2020. 

 

 

 

 

Pubblicato il: 11 Settembre 2019
Aggiornato il: 4 Novembre 2019

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