La Task Force Brexit a Palazzo Chigi

Per seguire e coordinare le attività inerenti la Brexit e, in particolare, il negoziato sull’accordo di recesso e sul quadro delle future relazioni tra l’Ue e il Regno Unito e le misure di preparazione e di emergenza per ogni scenario, incluso quello di un recesso senza accordo, il Governo italiano ha istituito a Palazzo Chigi una Task Force per la Brexit.

I preparativi italiani si iscrivono nel contesto del piano collettivo europeo e hanno l’obiettivo principale di garantire, anche con misure legislative:

  • la tutela dei diritti dei cittadini italiani che vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che vivono in Italia,
  • la tutela della stabilità finanziaria e della continuità operativa dei mercati e dei settori bancario, finanziario e assicurativo (sia localizzati in Italia, sia nel Regno Unito), anche al fine di evitare rischi di liquidità e di garantire certezza delle transazioni, nonché la protezione di depositanti, investitori e assicurati,
  • la promozione di un’adeguata preparazione delle imprese e la gestione di emergenze relative ad alcuni ambiti settoriali come, ad esempio, trasporti, dogane, sanità, agricoltura, ricerca, istruzione e altri settori in cui dovessero essere necessari interventi.

Per il caso di un’uscita senza accordo e in linea con le indicazioni dell’Ue, il Governo italiano ha adottato lo scorso anno il c.d. Decreto Brexit (DL 25 marzo 2019, n.22 convertito in Legge del 20 maggio 2019 n.41) per assicurare la stabilità finanziaria e integrità dei mercati, la tutela dei diritti dei cittadini britannici residenti in Italia, nonché il rafforzamento della rete consolare nel Regno Unito e dell’assistenza nei confronti della comunità italiana ivi residente.  

Le misure condizionate si sono rese necessarie a causa della persistente incertezza sulle modalità di uscita del Regno Unito dall’UE a partire dal marzo 2019 ma non saranno più necessarie dopo la ratifica dell’accordo di recesso da parte britannica e dell’UE.

Le riunioni della Task Force

Decima riunione (27/01/2019)

Durante la riunione sono stati discussi gli ultimi sviluppi del dossier Brexit in vista dell’uscita del Regno Unito dall’Ue il 31 gennaio 2020 e dell’avvio del periodo di transizione al 31 dicembre 2020. Nel corso della riunione è stato sottolineato come sia importante che - durante la transizione - cittadini, imprese e tutti i soggetti pubblici interessati dalla Brexit si preparino all’uscita del Regno Unito anche dalle regole europee il 31 dicembre 2020. 
È stato, inoltre, ribadito l’impegno italiano a sostegno del Capo negoziatore dell'Ue, Michel Barnier, nei negoziati con il Regno Unito relativi alla futura relazione che preveda un Accordo di Libero Scambio, una cooperazione di sicurezza e un livello di mobilità per i cittadini all’altezza della profondità degli scambi tra Italia e Regno Unito. 

Nona riunione (01/10/2019)

Durante la riunione sono stati discussi gli ultimi sviluppi del dossier Brexit in vista del Consiglio europeo del 17-18 ottobre 2019 e sono state esaminate le misure di messa in sicurezza in caso di uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea (il c.d. “no deal”), a tutela di cittadini e imprese. È stato ribadito l’impegno italiano a sostegno del Capo negoziatore Barnier per trovare un’intesa sul cd. “backstop” irlandese, garantire un recesso con accordo ed evitare il “no deal”. È, tuttavia, importante che cittadini, imprese e tutti i soggetti interessati dalla Brexit siano già pronti a qualsiasi scenario incluso quello, poco auspicabile, di un’uscita senza accordo.

Ottava riunione (10 giugno 2019)

Durante la riunione sono stati discussi gli ultimi sviluppi del dossier Brexit in vista del Consiglio europeo del 20-21 giugno 2019 e sono state esaminate le misure di messa in sicurezza in caso di uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea (il c.d. “no deal”). Da parte italiana, è stata recentemente approvata la legge di conversione (n. 41 del 20 maggio 2019) del decreto-legge Brexit (n. 22 del 25 marzo 2019). 
È stato ribadito l’impegno italiano per garantire un recesso con accordo ed evitare il “no deal”. Nondimeno, alla luce degli ultimi sviluppi nel Regno Unito, è importante che cittadini, imprese e tutti i soggetti interessati dalla Brexit utilizzino i mesi di proroga al 31 ottobre 2019, concordati dal Consiglio europeo del 10 aprile 2019, per prepararsi a qualsiasi scenario incluso quello, poco auspicabile, di un’uscita senza accordo.

Settima riunione (5 aprile 2019)

Durante la riunione del 5 aprile sono stati discussi gli ultimi sviluppi del dossier Brexit in vista del Consiglio europeo straordinario del 10 aprile 2019 e sono state esaminate le misure di messa in sicurezza in caso di uscita senza accordo del Regno Unito dall'Unione Europea (il cosiddetto "no deal"). È stato ribadito l'impegno italiano per garantire un recesso ordinato ed evitare il "no deal".  
Ciononostante, nel contesto di perdurante incertezza nel Regno Unito e di fronte ad un probabile scenario di recesso senza accordo, sono state finalizzate le misure di preparazione e di emergenza del Governo italiano. In particolare, sono state adottate o in fase di finalizzazione 19 norme dell'Unione Europea in diversi settori (dal trasporto aereo al cambiamento climatico, dal programma Erasmus+ ai servizi finanziari).
A livello nazionale è stato approvato il decreto-legge 25 marzo 2019, n.22 sui servizi finanziari e i diritti dei cittadini ed è stato avviato un piano operativo di assistenza e informazione alle imprese nei principali punti interessati dal commercio tra Italia e Regno Unito (porti, aeroporti, snodi logistici). 
È stato, infine, aggiornato il documento a cura della task force Brexit "Prepararsi al recesso senza accordo del Regno Unito dall'Unione Europea", con tutte le informazioni utili sulle conseguenze di una Brexit senza accordo settore per settore. 

Sesta riunione (8 febbraio 2019)

Dopo gli interventi a tutela dei diritti dei cittadini e della stabilità nel settore dei servizi finanziari in caso di recesso senza accordo del Regno Unito dall’Ue (il cd. “no deal”), sono stati discussi anche i piani di emergenza per limitare e gestire le conseguenze di un “no deal” sul commercio tra Italia e Regno Unito. È proseguito, in particolare, il lavoro sui temi relativi ai controlli di frontiera (dogane, requisiti sanitari e fitosanitari, interventi su porti e aeroporti, indicazioni geografiche e settore agroalimentare e altri prodotti industriali) e sull’assistenza e l’informazione alle imprese. 
L’entrata in vigore dell’accordo di recesso concordato nel novembre 2018 ai sensi dell’art. 50 del Trattato sull’Ue resta la modalità migliore per gestire in termini chiari e ordinati l’uscita del Regno Unito dall’Ue e porre le basi per un forte partenariato futuro. Nondimeno, alla luce dell’incertezza nel processo di ratifica dell’accordo a Londra, proseguono nei ventisette Stati membri dell’Ue i preparativi anche per lo scenario, poco auspicabile, di un recesso senza accordo.

Quinta riunione (25 gennaio 2019)

Si è svolta a Palazzo Chigi la riunione della task force Brexit, presieduta dall’Ambasciatore Pietro Benassi, con una delegazione di esperti della Commissione europea, guidata dalla Vice Segretario Generale della Commissione europea, Céline Gauer.
Durante l’incontro sono state discusse le misure di preparazione e di emergenza in caso di recesso senza accordo del Regno Unito dall’Ue (il cosiddetto ‘no deal’). Tra le misure preparate dal Governo italiano e discusse durante la riunione: la messa in sicurezza dei diritti dei cittadini, interventi nel settore dei servizi finanziari, le indicazioni geografiche e il settore agroalimentare, la preparazione di imprese e infrastrutture (porti, aeroporti, dogane) e misure nel settore dei trasporti, del mercato interno, dell’ambiente, dell’istruzione e della ricerca e della cooperazione giudiziaria civile e penale.
 

Per saperne di più

Pubblicato il: 11 Settembre 2019
Aggiornato il: 30 Gennaio 2020

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