Golden Power

Al fine di salvaguardare gli assetti delle imprese operanti in ambiti ritenuti strategici e di interesse nazionale, con il decreto-legge 15 marzo 2012 n. 21 (convertito con modificazioni dalla legge n. 56 dell’11 maggio 2012), è stata disciplinata la materia dei poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché in alcuni ambiti ritenuti di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni.

Con il decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 (convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172) l’esercizio dei poteri speciali è stato esteso ai settori cosiddetti ad alta intensità tecnologica.

Il decreto-legge n. 21 del 2012

Rispetto alla normativa previgente (il decreto-legge n. 332/1994), il decreto-legge n. 21 del 2012 segna il passaggio da un regime di golden share a un sistema di golden power. Esso consente l’esercizio dei poteri speciali con riguardo a tutte le società che svolgono attività di rilevanza strategica e non più soltanto nei confronti delle società privatizzate. Opera, inoltre, a prescindere dalla titolarità in capo allo Stato di partecipazioni nelle imprese strategiche. Stabilisce, da ultimo, i limiti e le condizioni per l’esercizio dei poteri speciali e, tramite il rinvio ad appositi decreti regolamentari, gli ambiti nei quali essi operano, nonché le relative procedure.

La “minaccia di grave pregiudizio” per gli interessi pubblici viene valutata dal Governo tenendo conto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza. I poteri di intervento riconosciuti al Governo, diversi a seconda dei casi e da esercitare sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, sono sostanzialmente i seguenti:

  1. veto all’adozione di delibere societarie o all’acquisto di partecipazioni;
  2. imposizione di prescrizioni e condizioni.
     

Difesa e Sicurezza nazionale

L’articolo 1, comma 4 del decreto-legge n. 21 del 2012 prevede che le imprese che svolgono attività di rilevanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale sono tenute a notificare alla Presidenza del Consiglio dei ministri un’informativa completa su determinate delibere o atti societari, al fine di consentire il tempestivo esercizio dei poteri speciali da parte del Governo.  

L’articolo 1, comma 5 del decreto-legge n. 21 del 2012 prevede che chiunque acquisisce una partecipazione in imprese che svolgono attività di rilevanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale è tenuto a notificarlo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Se l’acquisizione ha ad oggetto azioni di una società ammessa alla negoziazione nei mercati regolamentati, la notifica deve essere effettuata qualora l’acquirente venga a detenere, a seguito dell’acquisizione, partecipazioni superiori a determinate soglie fissate dalla legge.  

Con il d.P.C.M. 6 giugno 2014, n. 108 sono state individuate le attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale. 

Energia, Trasporti, Comunicazioni ed Alta intensità tecnologica

L’articolo 2, comma 2 del decreto-legge n. 21 del 2012 prevede che debbano essere notificati alla Presidenza del Consiglio dei ministri una serie di delibere, atti e operazioni poste in essere da società che detengono attivi strategici nei settori dell’energia, dei trasporti, delle comunicazioni.    

L’art. 2, comma 5 del decreto-legge n. 21 del 2012  prevede che venga notificato alla Presidenza del Consiglio dei ministri anche l’acquisto da parte di un soggetto esterno all’Unione europea di partecipazioni in società che detengono attivi strategici in detti settori, di rilevanza tale da determinare l’insediamento stabile dell’acquirente nella società. 

Con il d.P.R. 25 marzo 2014, n. 85 sono stati individuati gli attivi di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e procedure

Con il d.P.R. 19 febbraio 2014, n. 35 e con il d.P.R. 25 marzo 2014, n. 86 sono state individuate le procedure per l’attivazione dei poteri speciali, rispettivamente, nei settori della difesa e della sicurezza nazionale e dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Il Presidente del Consiglio coordina lo svolgimento delle attività propedeutiche all’esercizio dei poteri speciali.

A tal fine, con d.P.C.M. 6 agosto 2014, è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Gruppo di coordinamento interministeriale all’interno del quale siedono rappresentanti della Presidenza stessa e componenti designati dai Ministeri interessati.

Con lo stesso d.P.C.M. 6 agosto 2014 è stato individuato il Dipartimento per il coordinamento amministrativo quale ufficio responsabile delle attività di coordinamento, delle attività propedeutiche all’esercizio dei poteri speciali e delle attività istruttorie.  


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