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Comitato nazionale per la bioetica

   
I Pareri del Comitato



Parere del comitato nazionale per la bioetica sull'eticità della terapia elettroconvulsionante
22 settembre 1995


Nel febbraio 1995 veniva rivolto al CNB, da parte del Consigliere del Comune di Roma Athos De Luca (Capogruppo dei Verdi) un invito a formulare un parere in merito alla terapia elettroconvulsivante (ECT): in particolare ci veniva richiesto se ritenessimo opportuno auspicare una sospensione cautelativa della pratica di questa terapia. La richiesta era corredata da un voluminoso dossier, contenente materiale di documentazione di sicuro interesse.

Nella seduta plenaria del 17 febbraio 1995 il Comitato, seguendo una prassi consolidata da anni, dava mandato a uno dei propri gruppi di lavoro, quello dedicato allo studio dei problemi bioetici che nascono dal trattamento del malato psichiatrico, di istruire adeguatamente il tema. Il gruppo, diretto dal Prof. Schiavone e composto dai Proff. Barberio Corsetti, Coghi, Gaddini De Benedetti, D'Agostino, Danesino, De Cecco, Mathieu, Pinkus, Romanini, ha svolto il proprio lavoro molto alacremente, alternando lo studio della cospicua letteratura scientifica in materia all'audizione di esperti particolarmente qualificati, quali i Proff. Kemali (Ordinario di Psichiatria all'Università di Napoli), Petiziol, (Libero docente di Psichiatria all'Università di Napoli e Presidente della Società Italiana di Psichiatria Sociale), Vella (Ordinario di Clinica Psichiatrica presso l'Università di Roma "La Sapienza" e Presidente.della Società Italiana di Psichiatria), che si sono generosamente posti a disposizione del Comitato (cosa di cui li ringraziamo vivamente). Altri esperti -ai quali va parimenti la nostra gratitudine- sono stati contattati per via epistolare e hanno fornito risposte scritte a specifici quesiti loro sottoposti.

Dopo numerosi incontri, tutti caratterizzati da grande e amichevole franchezza nello scambio delle idee, il gruppo di lavoro ha assolto al mandato ricevuto e ha redatto una bozza di parere -elaborata in particolare grazie ai decisivi apporti dei Proff. Schiavone e Gaddini De Benedetti- che è stata distribuita a tutti i membri del CNB e sottoposta a discussione nella seduta plenaria del 14 luglio 1995. Da questa seduta è emersa l'esigenza di mettere ancor meglio a punto l'ordine delle argomentazioni: il Prof. Pinkus si è accollato generosamente questo ulteriore onere redazionale ed ha riscritto il testo del parere che è stato nuovamente distribuito agli inizi di settembre a tutti i membri del CNB. In tal modo è stato possibile riprendere il dibattito nella seduta plenaria del 22 settembre 1995, seduta ricca di vivaci e profondi interventi da parte di tutti i partecipanti e in particolare dei colleghi Barni, Cattorini, Piazza, Stammati. Si è così giunti all'approvazione unanime del parere che viene pubblicato in questo fascicolo e che viene sottoposto all'attenzione dei lettori.

Diversamente da altri documenti del CNB questo è particolarmente breve; ma non per questo meno meditato e approfondito dei precedenti. Si è deciso di offrire al lettore solo le valutazioni strettamente bioetiche della terapia elettroconvulsivante, senza farle accompagnare, come è stato fatto in altri documenti elaborati dal nostro Comitato, da illustrazioni di carattere strettamente tecnico-scientifico e da valutazioni sociologiche e giuridiche. La ragione di questa scelta dipende dal fatto che il gruppo di lavoro dedicato ai problemi bioetici del trattamento del malato psichiatrico non ha affatto con questo testo esaurito la propria attività: questo parere contiene alcune anticipazioni -peraltro tutte già rigorosamente vagliate- di tematiche bioetiche che verranno ulteriormente approfondite e che vedranno la luce in forma compiuta ed esauriente al più presto.

Il tema cui è dedicato questo Parere del CNB è particolarmente arduo e controverso e la formulazione stessa del parere -a chi la legga attentamente- ne rende pienamente ragione. In poche altre circostanze il CNB si è mosso con tanta circospezione e ha vagliato i singoli termini adoperati nel documento con tanto rigore. Il voto unanime che sorregge questo testo è indice anche dell'attenzione con cui esso è stato letto e soppesato da ciascun membro del Comitato. Chi scrive si augura che i lettori (anche coloro che eventualmente non saranno convinti dalle nostre argomentazioni) sappiano accogliere queste pagine con il rispetto con cui il CNB ha preso in considerazione le molteplici, complesse e spesso antinomiche prospettive che si dividono il campo in questa materia. Il Presidente Francesco D'Agostino.

Sintesi e raccomandazioni

Investito del problema dell'opportunità di una sospensione cautelativa della terapia elettroconvulsivante (ECT) il CNB è giunto alle conclusioni che qui si riassumono brevemente. Premesso che: - il parere che viene dato va collocato nel contesto dell'insieme delle valutazioni etiche e delle considerazioni scientifiche che sono alla base delle riflessioni che il CNB intende proporre come contesto bioetico adeguato per lo sviluppo di una più globale visione bioetica dei problemi attinenti la psichiatria; - esaminate attentamente le posizioni scientifiche nei riguardi della terapia elettroconvulsivante, e le argomentazioni espresse dalle più autorevoli fonti sia internazionali che nazionali; - acquisito il parere di esponenti qualificati della psichiatria italiana, sia mediante audizione verbale che attraverso pareri scritti e dopo approfondita discussione svoltasi prima in gruppo di lavoro, poi in seduta plenaria; - pur auspicando la prosecuzione della "ricerca di vie alternative" ad una terapia "storica" come la terapia elettroconvulsivante (cogliendo però anche le perplessità, espresse con analoga autorevolezza, sulla approssimatività ed i limiti sia dello stato attuale della psicofarmacologia che delle psicoterapie), - nel contesto delle considerazioni che seguono e delle raccomandazioni che vuol offrire innanzitutto agli operatori psichiatrici, ai pazienti e alle loro famiglie, come pure all'intera collettività, - il CNB, allo stato attuale, e richiamando la particolare rilevanza etica dei principi generali in materia di consenso informato, ritiene che non vi siano motivazioni bioetiche per porre in dubbio la liceità della terapia elettroconvulsivante nelle indicazioni documentate nella letteratura scientifica.

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