Pubblicità legale: Certificazione Family Audit, secondo avviso nazionale a favore di 50 organizzazioni pubbliche e private

28 Aprile 2015

Il Dipartimento per le politiche della famiglia ha pubblicato oggi, 15 aprile 2015, un Avviso rivolto alle organizzazioni pubbliche e private di tutto il Paese che desiderino ottenere il marchio di qualità Family Audit.

 

Si tratta di un marchio che certifica la natura family friendly di organizzazioni private e pubbliche, che intendano impegnarsi per migliorare le proprie politiche di gestione delle risorse umane e l’organizzazione del lavoro, orientandole alle esigenze familiari del personale.

Questo secondo Avviso - che fa seguito a quello già pubblicato dal Dipartimento nel 2012- è finalizzato a diffondere la conoscenza di questo importante strumento di conciliazione famiglia-lavoro, ideato dalla Provincia autonoma di Trento e promosso su scala nazionale dal Dipartimento per le politiche della famiglia, come previsto dalI’Intesa stipulata nel 2014 tra le due amministrazioni suddette, oltre che dal Piano nazionale per la famiglia.

Tra le nuove candidature che perverranno, saranno selezionate 50 organizzazioni, le quali potranno intraprendere il percorso di certificazione ed acquisire il marchio grazie al cofinanziamento del Dipartimento e della Provincia autonoma di Trento.

L’Avviso, infatti, permetterà di coprire parte delle spese offrendo la possibilità di un servizio di consulenza ed accompagnamento degli auditors Family Audit, a costi ridotti rispetto a quelli di mercato.
L’Avviso è rivolto alle aziende, al no profit e agli enti pubblici. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 31 maggio 2015.

Entro tale data, le candidature - redatte esclusivamente secondo il modello qui allegato (A) - dovranno pervenire al Dipartimento tramite:

Le organizzazioni che saranno ammesse al processo di certificazione, compileranno per accettazione l'Allegato B (documento di attivazione del processo Family Audit).
Per ulteriori informazioni, rivolgersi alla dott.ssa Francesca Petrossi, f.petrossi@palazzochigi.it