Sabato, 13 Aprile 2019

Lettera del Presidente Conte a La Gazzetta del Mezzogiorno

Gentile Direttore, è la quinta volta che vengo in visita in Puglia in questi primi dieci mesi di Governo. È la regione in cui sono nato. Mi sono dovuto allontanare per compiere gli studi universitari e poi per ragioni lavorative, ma quando ritorno, ritrovo forte il senso delle mie radici.

Non torno, però, solo per un legame affettivo con questi territori. La spinta viene soprattutto dall'attenzione costante che il mio governo ha deciso di dedicare a tutto il Mezzogiorno, nella consapevolezza che se riparte il Sud, riparte l'Italia.

Sentiamo con forza sulle nostre spalle la responsabilità di fare in modo che queste parole non rimangano solo declamazioni di principio, ma si traducano in azioni concrete mirate a realizzare obiettivi di governo.

Il Suo giornale svolge un importante ruolo di stimolo verso le Istituzioni locali e nazionali. Domenica scorsa ho letto con interesse un suo editoriale, in cui tra le altre cose ha affrontato il tema della «fiducia», senza la quale - ha scritto - «nemmeno il legislatore più lungimirante potrebbe rianimare un'economia col fiatone».

Condivido questa sua riflessione. In questi mesi di governo ho lavorato molto insieme ai miei ministri a singoli provvedimenti, per realizzare importanti riforme, e a molte altre iniziative che continueremo a realizzare nei prossimi mesi. Ma le maggiori energie fisiche e mentali le ho spese proprio per il perseguimento di un obiettivo fondamentale: ricostruire la fiducia tra le persone, tra i cittadini e le istituzioni.

Il lungo ciclo avverso della crisi economica, il più grave dalla Seconda guerra mondiale, ha drammaticamente disperso proprio questo fattore essenziale per lo sviluppo. Come ho già in altra occasione osservato, soprattutto le generazioni più giovani, più istruite di quelle che le hanno precedute, hanno subito un traumatico crollo delle loro aspettative e si sono trovate a vivere un tempo di precarietà, anche esistenziale, che ha fiaccato - senza spegnerlo del tutto - quel sentimento proattivo, che è il motore dei processi evolutivi, delle grandi trasformazioni, delle quali proprio i giovani sono protagonisti.

Per ricomporre quelle ferite, per riparare un tessuto sociale sfibrato e piegato dalla crisi, abbiamo subito posto in essere gli interventi a più rilevante impatto sociale, come Reddito di Cittadinanza e Quota 100, allo scopo di invertire con urgenza quel processo di progressivo arretramento - fino all'accesso ai beni primari - dei diritti sociali di ampie fasce della popolazione. Le abbiamo ritenute pre-condizioni fondamentali proprio per favorire il pieno recupero della fiducia, sulla quale si costruiscono i più ambiziosi processi di sviluppo sociale.

L'attenzione al Sud è stata ed è costante. Dal primo giorno ci siamo impegnati per ridurre il gap infrastrutturale con il Nord e del reddito pro-capite. Abbiamo sempre impostato le nostre politiche per il Mezzogiorno con un approccio di serietà e concretezza.

Questo significa sbloccare le opere ferme da anni, dare sostegno ai Comuni nella definizione di progetti fondamentali per lo sviluppo del territorio, incentivare le assunzioni e ridare ossigeno al tessuto produttivo locale rispettando le diversità e le rispettive vocazioni.

Partiamo da strumenti di cui già disponiamo, ma che fino a oggi sono rimasti inutilizzati e, dunque, non hanno avuto la possibilità di conseguire gli effetti per i quali erano stati pensati e predisposti.

Servono progetti sostenibili e innovativi. Ma, soprattutto, serve «fare sistema». L'Italia deve evitare frammentazioni, la logica dei «compartimenti stagni», dobbiamo fare gioco di squadra.

I Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) che via via stiamo attuando per le Regioni del Sud, rispondono proprio a questa logica. In Puglia ho avviato personalmente il primo Cis di questo Governo, quello destinato alla Capitanata. Abbiamo già avviato il Tavolo con le Istituzioni locali e torneremo a riunirci il 24 aprile. Nel giro di pochissime settimane, daremo il via libera ai primi progetti per tutta l'area di Foggia. Stessa cosa abbiamo già fatto per il Molise, per la Basilicata, per l'area di Cagliari.

Questi contratti di sviluppo si tradurranno in investimenti, cantieri, lavoro, sostegno alle imprese. Tutto questo significa contribuire al rilancio della crescita economica e dello sviluppo sociale di un'area che presenta ancora tante, troppe difficoltà.

In Sicilia abbiamo riavviato i cantieri della strada statale che collega Agrigento e Caltanissetta.

Presto tornerò in Calabria, una Regione che sconta gravi problemi in materia di sanità pubblica, ma che presenta grandi margini di riscatto, come conferma il rilancio del Porto di Gioia Tauro, sostenuto da tutto il Governo.

Voglio ricordare, infine, la «Centrale di progettazione» che entrerà in funzione a breve, con la quale avremo una sorta di nuovo genio civile, con ingegneri e architetti che affiancheranno e sosterranno le Pubbliche amministrazioni, in particolare i piccoli Comuni che hanno difficoltà nelle progettazioni. Analogo intervento stiamo già portando avanti con il ministro del Sud Lezzi sui fondi europei e con l'Agenzia per la coesione territoriale quale fondamentale supporto per la definizione dei relativi progetti.

Questo è il momento di accelerare, di liberare tutte le potenzialità di cui dispone il Paese e, in particolare, il Sud.