La violenza sulle donne è #lapartitaditutti, al via la campagna e nuova indagine Ipsos sulla percezione della disparità di genere

24 Novembre 2018

I nuovi dati dell’indagine IPSOS sulla percezione in Italia
Spadafora, “al lavoro su un piano operativo concreto, stanziati 33 milioni per il 2019. Presto un fondo ad hoc per le vittime.”

“Il precedente governo ha lasciato un piano strategico antiviolenza che era un libro dei sogni, senza esplicitare quali azioni concrete intraprendere e con quali fondi finanziarle. Per dare concretezza a quel piano, l’attuale governo ha istituito una Cabina di Regia che lo scorso 21 novembre ha preso atto della prima bozza di interventi, che avranno una natura flessibile e dinamica”. In occasione della giornata internazionale della violenza sulle donne, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità e ai Giovani, Vincenzo Spadafora, lancia la campagna #lapartitaditutti che vede come testimonial le pallavoliste azzurre Paola Egonu e Cristina Chirichella, accompagnata da un’inedita indagine Ipsos sulla percezione della disparità di genere in Italia.

“Chiariamo innanzitutto che nella legge di Bilancio non sono stati apportati tagli ai fondi per la lotta alla violenza di genere, se non una quota minima del 2,7% operata dal MEF su tutte le amministrazioni, come ogni anno. Presto, dunque, alle Regioni saranno erogati i 20 milioni di euro stanziati nel 2018 per i Centri antiviolenza, mentre nelle previsioni di bilancio del 2019 il Dipartimento per le pari Opportunità può contare su oltre 33 milioni di euro, di cui una parte andrà per legge alle Regioni e che mi auguro successivamente di incrementare ulteriormente. Sia ben chiaro però – avvisa Spadafora -  che la restante parte dei fondi non sarà destinata a bandi generici, come avvenuto nel recente passato, ma a iniziative concrete”.  

“Sono molto colpito dal dato dell’indagine Ipsos sull’altissimo tasso di sfiducia degli italiani negli strumenti di contrasto alla violenza e anche da quell’83% degli intervistati che vede con favore la creazione di un fondo per le vittime. Per questo motivo – afferma Spadafora - ritengo che una delle destinazioni concrete di parte dei fondi del 2019 sarà per un fondo ad hoc, equo e duraturo, in favore delle vittime. Difatti, gli indennizzi previsti dal fondo istituito nel 2016 non ha garantito alcun effettivo sostegno economico alle donne che hanno subito violenza. Come seconda iniziativa, pensiamo di favorire l’istituzione di strutture di accoglienza per il pronto intervento, con un primo supporto legale, in tutte le Regioni, dove ospitare le donne vittime di violenza nella fase intermedia che va dalla decisione di denunciare alla presa in carico da parte dei centri antiviolenza. Per cambiare serve il contributo di ciascuno di noi perché la lotta alla violenza è la partita di tutti”.

La nuova indagine Ipsos: sfiducia al 71% negli strumenti di contrasto

Se dall’ultima indagine Istat, datata 2015, era emerso che in Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, è vittima di violenza, a fornire una fotografia sulla percezione della disparità di genere in Italia è una inedita indagine realizzata da Ipsos, con un focus sulla violenza di genere (v.allegati con sintesi indagine ipsos e tabelle). Ebbene, su un campione di 1.300 intervistati, il 57% ritiene che del tema violenza sulle donne si parli troppo poco e ben il 71% è convinto che lo Stato non utilizzi strumenti o misure per combattere la violenza sulle donne. Una percezione, questa, per molti versi disallineata rispetto alle numerose misure messe in campo negli anni più recenti, come ad esempio la legge sul Femminicidio del 2013 che ha previsto, tra l’altro, finanziamenti annuali, attraverso le Regioni, destinati ai Centri antiviolenza (se ne contano 285 al 31 marzo 2018) e Case rifugio (228).   Quali sono, allora, gli strumenti di contrasto più efficaci? A questa domanda le donne hanno messo al primo posto più leggi e più assistenza legale (46%), seguiti da strumenti di supporto economico in favore delle donne abusate (40%) per garantire loro una indipendenza economica dal partner. A tale proposito, l’83% degli intervistati è per la creazione di un fondo “ad hoc” garantito dallo Stato destinato alle vittime (il 37% si è detto “molto favorevole”). Perché le vittime di violenza non denunciano? Secondo l’opinione delle donne intervistate innanzitutto per paura delle conseguenze da parte del partner (68%), ma anche per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine (43%) o per l’assenza di indipendenza economica (39%).  

La mappatura Istat e Cnr sui Centri antiviolenza

Una seconda indagine, voluta dal Dipartimento per le Pari Opportunità nell’ambito del Piano strategico nazionale antiviolenza 2017-2020, è stata realizzata da ISTAT e CNR su 281 Centri antiviolenza che ricevono finanziamenti dalle Regioni, su altri 123 destinatari di forme alternative di finanziamento e su 59 uomini maltrattanti. Obiettivo dell’indagine è acquisire quanti più elementi utili a una mappatura sul tasso di copertura territoriale dei centri, sui servizi offerti, sul numero di donne prese in carico e, tra l’altro, sulla competenza del personale. Tutte informazioni essenziali per la “squadra” rappresentata da 11 ministeri, Regioni, enti territoriali, e tutti coloro che, grazie anche al contributo di forze dell’ordine, magistratura associazioni, sindacati, stanno lavorando al Piano operativo antiviolenza. Dai primi risultati dell’indagine ISTAT emerge, ad esempio, che su un totale di 49.152 donne che nel 2017 si sono rivolte ai centri finanziati dalle Regioni, 29.227 (ossia il 59,47%) hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Il 29,6% delle donne è straniera e il 73,6% ha figli, che sono minorenni in oltre il 70% dei casi.