Lunedì, 16 Luglio 2018

Intervista al Tg1 delle 20.00

di Roberto Chinzari
montaggio Daniele De Propris

Presidente, i migranti di Pozzallo saranno ricollocati, è’ un risultato per l’Italia ma l'Europa dice “soluzioni ad hoc non possono durare”.

Intanto è stato affermato un principio nuovo, per cui i migranti che sono sbarcati in Italia sono sbarcati in Europa. l’Italia da oggi non è più sola. È un successo oserei dire di portata storica. Pensate: 450 migranti, che sono arrivati su un barcone a ridosso delle nostre coste, sono stati messi tutti in salvo sulle nostre navi e poi di lì donne e bambini sono stati fatti sbarcare per garantire loro assistenza sanitaria; tutti i restanti sono stati fatti sbarcare con più calma e verranno i equamente distribuiti tra tutti i Paesi europei. È un successo che nasce dall'impegno profuso nelle ultime settimane, un impegno che poi si è realizzato nel corso del Consiglio europeo dello scorso giugno.

Lei oggi è già stato Sant'Egidio, la preoccupa la distanza tra la Chiesa e le parole forti di alcuni Ministri sui migranti?

Ma, se avete la bontà di rileggere la nostra proposta,  articolata in sei premesse e dieci obiettivi, vedete che muove dal principio della tutela della dignità della persona umana ed alla tutela dei diritti fondamentali della persona.

Lo scontro sulla relazione tecnica del decreto dignità, davvero pensare a un complotto dell’INPS?

Vorrei innanzitutto chiarire che il decreto dignità mira a combattere il precariato, a contrastare l'abuso nella utilizzazione dei contratti a tempo determinato. Quelle premesse, che favoriscono e parlano di una disoccupazione che sarebbe generata dal decreto, mi sembrano destituite di plausibilità. In realtà bisogna anche tener conto di quelli che saranno i meccanismi incentivanti, in modo da convertire contratti a tempo determinato a tempo indeterminato.

L'abolizione dei vitalizi degli ex parlamentari, teme i tanti ricorsi annunciati?

Sui ricorsi non saprei, ma quel che è certo è che trattasi di una misura di equità sociale che mira a eliminare un privilegio che la classe parlamentare si era riservata nel corso del tempo. Da oggi i parlamentari sono uguali a tutti i cittadini per quanto riguarda il trattamento pensionistico.