Martedì, 26 Marzo 2019

Intervista al Corriere del Mezzogiorno

Conte: «Il riscatto del Sud adesso è una priorità: lavoro per questo»

di Paola Moscardino

Giuseppe Conte è un uomo che misura le parole. Gesti sobri e un’estetica da accademico che fornisce pochi indizi. Quando però gli si domanda del Sud, della Puglia, di Volturara Appula, dove è nato 54 anni fa, degli amici e qualche aneddoto d’infanzia, allora le parole sfuggono a quell’eccesso di controllo solito. «La Puglia – dice – per me è il ricordo di un’infanzia felice, dei nonni paterni che andavo a trovare, della nonna materna con cui sono cresciuto, del divertimento affidato ai giochi per strada». Sono giorni difficili. I rapporti tra Di Maio e Salvini sono sempre tesi, mentre la sua popolarità, dicono i sondaggi, è in ascesa. Forse per quella capacità di mediare sempre.

Presidente, anche tra Nord e Sud dovrebbe esserci un rapporto più equilibrato, non pensa?

La diseguaglianza tra Nord e Sud ha rappresentato una costante e al tempo stesso una profonda ferita del nostro Paese, e proprio per questo il riscatto del Meridione è oggi una priorità a vocazione nazionale.

In cosa si sente pugliese?

Avverto ancora adesso un forte legame con la mia terra di origine e con quella in cui ho vissuto la mia adolescenza, prima di partire in direzione di Roma per gli studi universitari.

Esiste una pugliesità?

La sensibilità e l’umiltà nei rapporti umani, lo spirito di sacrificio e la determinazione a superare gli ostacoli, credo siano qualità che mi derivano dall’ambiente sano in cui sono cresciuto, familiare e sociale. La pugliesità è sorridere alla vita e conservarsi umili.

A forza di luoghi comuni e pregiudizi, il Sud è diventato poco leggibile. Lei quali parole usa per descriverlo?

Bellezza e semplicità. La bellezza dei paesaggi, delle tradizioni, del mare e delle colline, le distese bionde di grano, le schiere infinite di ulivi contorti. La semplicità dei piccoli gesti, delle piccole sfumature, del camminare avendo i piedi ben piantati per terra, senza farsi girare la testa per l’ambizione e il successo.

Quanto conosce la Puglia? E cosa le piace?

L’ho girata molto ed è bellissima per il mare, le coste, le distese di sabbia, le colline, i parchi naturali, le cattedrali, gli itinerari religiosi, i borghi antichi, le masserie. Oggi esprime una vocazione non solo agricola ma anche industriale, con imprese che si caratterizzano per la loro capacità di innovazione tecnologica e risultano competitive anche nei mercati esteri.

Qual è il tesoro che il Sud non sa di avere?

Dobbiamo fare ancora molto per valorizzare il turismo, gli itinerari religiosi e enogastronomici; c’è una disomogeneità tra le varie aree, alcune delle quali andrebbero rilanciate o comunque adeguatamente valorizzate. Ma la verità è che la ricchezza del Sud sono e devono essere i giovani, con le loro idee e le loro energie.

Qual è la malattia endemica di questa parte d’Italia che bisogna combattere?

Non voglio negare che questa terra abbia pagato caro in questi anni il prezzo di alcune malattie endemiche, come ad esempio la presenza della criminalità organizzata che stiamo contrastando in tutti i modi. Bisogna contrastare il rischio di reazioni di sfiducia. La sfiducia porta con sé immobilismo e deresponsabilizzazione. Invece occorre concentrare e sprigionare le energie umane e le ricchezze materiali e immateriali di cui il Sud è ricco. È il momento della riscossa.

La nuova Via della Seta finirà per acuire il divario tra Nord e Sud?

La Via della Seta è un progetto di connettività euroasiatica che coinvolge le imprese di tutto il territorio nazionale, incluse quelle del Sud, e le proietterà in un futuro di crescita e sviluppo.

C’è bisogno di infrastrutture nel Mezzogiorno: questa è una terra bella, ma lontana.

Stiamo lavorando senza sosta per connettere il Paese da Nord a Sud. Troppo il tempo perso e le occasioni non colte per creare infrastrutture capaci di unire tutte le regioni della penisola.

Matera è Capitale europea della cultura, ma è isolata.

C’è tanto da fare per le infrastrutture del territorio lucano e più in generale del Sud. Abbiamo pronto un progetto ambizioso di riammodernamento dell’intero sistema infrastrutturale e questo piano non può non coinvolgere la Basilicata, che ancora non possiede un sistema stradale degno di un Paese civile. Tra le opere appena completate, mi lasci però ricordare la stazione ferroviaria, costruita su un progetto donato alla città da Stefano Boeri.

Se il Sud è un esempio di contraddizioni e guasti, dunque specchio dell’Italia, si può ancora intervenire?

Il mio obiettivo è decostruire l’immagine di un Paese a due velocità. Questo è l’imperativo che guida le nostre scelte: garantire un futuro di benessere e coesione sociale all’intero territorio nazionale. Se riparte il Sud, riparte l’Italia.