Informazioni sulle conseguenze e sui preparativi all'uscita del Regno Unito dall'Ue

15 Febbraio 2019

Si è svolta oggi a Palazzo Chigi la sesta riunione della task force Brexit, presieduta dall’Amb. Pietro Benassi. Sono proseguiti, in particolare, i lavori sulle misure legislative a tutela dei diritti dei cittadini in caso di recesso senza accordo del Regno Unito dall’Unione Europea. 
È stato discusso anche lo stato dell’arte nel settore dei servizi finanziari, a seguito della preparazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze delle misure legislative necessarie per garantire la piena continuità dei mercati e degli intermediari e la tutela di depositanti, investitori e clientela in generale, in caso di recesso senza accordo. 

Informazioni sulle conseguenze e sui preparativi all’uscita del Regno Unito dall’Ue 

Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l’intenzione di recedere dall’Unione europea a norma dell’articolo 50 del Trattato sull’UE. 
Il Governo italiano ha avviato dal giugno 2018 un coordinamento Brexit a Palazzo Chigi per seguire e coordinare le attività inerenti la Brexit e, in particolare, il negoziato sull’accordo di recesso e sul quadro delle future relazioni tra l’Ue e il Regno Unito e le misure di preparazione e di emergenza per ogni scenario.

Brexit con accordo di recesso

Dopo circa un anno e mezzo di lavoro tra i negoziatori dell’Unione europea e quelli britannici, il 25 novembre 2018, il Consiglio europeo straordinario “art.50” ha dato il via libera all’accordo di recesso per l’uscita del Regno Unito dall’Ue e approvato la dichiarazione politica sul quadro delle future relazioni

Si tratta di un’intesa di fondamentale importanza che consentirebbe di gestire il recesso britannico in modo ordinato e in termini chiari per cittadini e imprese, prevedendo, dopo l’uscita del 29 marzo 2019, anche un periodo transitorio al 31 dicembre 2020. Tra le altre cose, l’intesa garantisce la tutela dei diritti dei cittadini e la protezione delle indicazioni geografiche, il regolamento delle pendenze finanziarie britanniche nei confronti del bilancio Ue e pone le basi per un partenariato economico e di sicurezza profondo e ambizioso tra l’Ue e il Regno Unito dopo la Brexit.

Le procedure per la ratifica da parte dell’Ue dell’accordo di recesso sono in corso con l’obiettivo di essere concluse entro il 29 marzo 2019.

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Brexit senza accordo

Nel contesto di perdurante incertezza sul processo di ratifica dell’accordo di recesso nel Regno Unito e in prossimità della data fissata per la Brexit (29 marzo 2019), devono proseguire paralleli preparativi per ogni scenario, incluso quello, poco desiderabile, di un recesso senza accordo.

La preparazione alla Brexit non coinvolge solo le Amministrazioni pubbliche ma interessa parallelamente il settore privato e i cittadini

Per il caso di recesso senza accordo, la Commissione europea ha avviato da tempo il proprio lavoro sulla base di un piano d’emergenza collettivo, definendo nel novembre 2018 un calendario di lavoro comune tra i ventisette Stati membri dell’UE. 

In tale contesto, è di fondamentale importanza che tutti i soggetti interessati dall’uscita del Regno Unito dall’UE arrivino preparati alla data del recesso, tenendo conto di tutti gli scenari possibili, valutandone integralmente i rischi e pianificando la risposta al fine di attutirli.

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