Il Presidente Conte in Calabria e Campania

23 Novembre 2018

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oggi è stato in visita in Calabria e in Campania per una giornata all'insegna della lotta al crimine organizzato e del sostegno alla legalità. 

In mattinata il Presidente si è recato a Reggio Calabria dove, in Prefettura, ha incontrato Istituzioni e autorità locali per fare il punto sulle azioni di contrasto alla ‘ndrangheta. Il Presidente ha quindi firmato il “Registro di cittadinanza consapevole”, istituito a dicembre dell'anno scorso e sul quale i cittadini possono apporre la loro firma a testimonianza del rifiuto di ogni logica e interesse ‘ndranghetistico, in favore dello sviluppo sociale, economico e culturale del territorio.

La visita in Calabria è proseguita a Locri e a Isola di Capo Rizzuto per conoscere alcune realtà che hanno sviluppato attività e creato lavoro a partire da beni confiscati alla criminalità, rispettivamente l’Ostello Locride, realizzato su un immobile confiscato nel 2005 e oggi gestito dal gruppo cooperativo Goel, e la struttura e i terreni agricoli affidati alla Cooperativa sociale Libera Terra.

A Locri il Presidente ha anche reso omaggio, fermandosi presso la sua abitazione dove è posta una targa commemorativa, a Francesco Fortugno, Vice Presidente del Consiglio Regionale della Calabria ucciso il 16 ottobre 2005, e ha incontrato i giornalisti per un breve punto stampa.

Nel pomeriggio il Presidente del Consiglio si è recato a Napoli per far visita al carcere minorile di Nisida e all'Associazione “Annalisa Durante”, un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2005 su iniziativa di cittadini ed enti impegnati per la legalità in risposta all'uccisione della quattordicenne Annalisa Durante avvenuta l'anno precedente proprio nel quartiere Forcella durante uno scontro armato tra esponenti di clan rivali. Al termine ha tenuto un punto stampa.

In serata, a Palazzo Reale, si è tenuto l'incontro pubblico del Presidente Conte con tre giornalisti minacciati dalla criminalità, Sandro Ruotolo, Nello Trocchia e Salvatore Minieri, per informarsi sulle inchieste di cui si sono occupati e, più in generale, discutere con loro di informazione e crimine organizzato.