Il Presidente Conte all'inaugurazione di Fincantieri Infrastructure

11 Marzo 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto all'inaugurazione dello stabilimento "Fincantieri Infrastructure" a Valeggio sul Mincio (VR), seguita dal taglio della prima lamiera destinata alla costruzione del nuovo Ponte di Genova. In seguito ha tenuto un punto stampa.

 
Punto stampa del Presidente Conte

 

Di seguito il testo dell'intervento del Presidente Conte.

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Buongiorno a tutti, rivolgo un caloroso saluto al mio Ministro, il Ministro Toninelli, a tutte le Autorità civili e religiose presenti, rivolgo anche un saluto ai vertici di Fincantieri, al Presidente Massolo e al dottor Bono, che abbiamo appena ascoltato e un saluto a tutti gli ospiti presenti.

È un motivo di grande orgoglio per me partecipare a questa cerimonia di inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo Fincantieri Infrastructure di Valeggio del Mincio. È un cantiere che, insieme a quello genovese di Sestri Ponente e a quello di Castellammare di Stabia, sarà impegnato, com’è stato anticipato, nella ricostruzione del ponte di Genova.

È bella questa scelta anche di creare una sinergia e di ripartire anche geograficamente la produzione dei materiali e degli strumenti per realizzare di quest’opera. Permettetemi di rimarcare questo aspetto, che non ha solo un valore simbolico ma anche concreto.

Il lavoro sinergico tra tecnici e operai di vari stabilimenti Nord-est, Nord-ovest, Sud – al di fuori di ogni retorica – testimonia questa forte vocazione nazionale e solidale dell’industria italiana e, con la diversificazione delle strutture produttive, dà il segno eloquente di un “sistema Italia” che è disponibile a offrire anche il lavoro in tutte le zone della nostra Penisola, quelle più produttive ma anche quelle meno produttive.

Nella realizzazione del nuovo ponte di Genova, io ravviso però anche un significato più profondo, che trascende l’economia e la politica industriale.

Nel lavoro sinergico e coordinato di questi tre cantieri ravviso anche l’abbraccio di un intero Paese a una città ferita e ai suoi cittadini. E colgo anche il segno più profondo della solidarietà, la solidarietà anche sul piano produttivo e devo ringraziare sentitamente Fincantieri per la disponibilità che ha manifestato, è stato ricordato dal dottor Bono, quando si è offerto all’inizio è stato forse giudicato da molti come un pazzo visionario, come una persona che si era avvantaggiata un po’ troppo con i suoi proponimenti. Ebbene, mettere a disposizione le proprie competenze e il proprio know-how, la disponibilità a rivedere anche i propri programmi di investimento è stato un grande atto di coraggio ma anche di solidarietà. 

Il crollo del Ponte Morandi, il 14 agosto 2018, me lo ricordo bene, dopo qualche ora ero lì con il sindaco Bucci, è una ferita profonda, che ha lasciato dei traumi che certo non si cancellano nei familiari, in Genova e nell’intera comunità nazionale.

E ha rivelato anche, in modo scioccante, la vulnerabilità delle nostre infrastrutture, infrastrutture che risalgono, per buona parte, al secondo Dopoguerra, agli anni Sessanta-Settanta e in quell’immagine del ponte spezzato di Genova c’è in modo indelebile impressa nella nostra memoria la vulnerabilità delle nostre infrastrutture. Sta a noi fare in modo che quell’immagine non rappresenti solo l’iconografia del dolore ma, come ho detto sin da subito, l’iconografia della rinascita del nostro Paese, ed è per questo, caro Sindaco, che ho detto subito “non è un discorso solo genovese, non è un discorso solo ligure”.

Con l’inaugurazione odierna quindi io sento di rivolgere un saluto, un saluto affettuoso agli amici genovesi, che, com’è nel loro costume, con compostezza ma, se posso dirlo, con tanto calore – che mi è ancora stato testimoniato venerdì scorso nella visita alla città – mi hanno accolto nei momenti più difficili. Posso dire loro tramite il sindaco Bucci, che – ricordo – è anche il Commissario straordinario, che non mancheremo alle nostre promesse, che ci impegneremo al massimo per completare l’opera nei tempi previsti. Il dottor Bono è sempre coraggioso e ha un animo di grande intraprendenza, ragiona anche di una consegna anticipata, noi ci accontentiamo che sia nei tempi. Lavoreremo tutti insieme affinché la ricostruzione sia rapida, sicura ed efficiente. So di poter contare per perseguire questo ambizioso obiettivo su una società capace, una società competitiva, una vera eccellenza italiana, e a questa società e ai suoi vertici ma a tutti i lavoratori vorrei rinnovare il pieno sostegno, mio personale e del Governo. È stato ricordato, sì, che io sono molto orgoglioso – l’ho dichiarato e lo confermo – quando giro il mondo, buona parte anche dei colloqui tra omologhi, Capi di Stato, di Governo, riguardano anche la nostra industria e Fincantieri è puntualmente menzionata, perché è un’eccellenza produttiva del nostro paese e potete immaginare come io possa essere orgoglioso, come Presidente del Consiglio, di ricevere apprezzamenti da parte di omologhi stranieri sulla capacità innovativa e produttiva del nostro sistema. 

In particolare Fincantieri Infrastructure, è stata costituita circa due anni fa e si è subito dimostrata per la progettazione, la capacità nella progettazione e realizzazione di strutture in acciaio per progetti complessi, ed è stato ricordato che in Romania, da poco, si è aggiudicata un compito veramente importante, molto qualificante: realizzerà un ponte sospeso, sarà il più lungo della Romania – correggetemi se sbaglio – e sarà il terzo in Europa per lunghezza della campata centrale. 

Ecco, questo significa che state lavorando bene, state lavorando benissimo, e vuole essere per me questa occasione anche un momento per lanciare due messaggi, che reputo importanti, al Paese. 
Innanzitutto sviluppo industriale e  lavoro - primo messaggio - devono essere due poli integrati: non può esistere l'uno senza l'altro. E la vostra società io l’apprezzo perché si è dimostrata sempre molto sensibile per il profilo occupazionale. Fincantieri Infrastructure ha rilevato dal settembre scorso anche l'impresa Cordioli e in questo modo ha dimostrato una particolare sensibilità: stiamo parlando di un'impresa che aveva raggiunto punte di eccellenza ma era in difficoltà. Vorrei ricordare che aveva realizzato le paratoie al Mose di Venezia, è un'impresa che aveva realizzato i viadotti per l'Expo 2015 a Milano, la Nuvola Roma. Era un'impresa che si era distinta per manufatti di eccellenza però aveva subito una crisi, quindi questo vostro intervento ha contribuito a fare sistema e di questo ne prendo atto. Ma apprezzo anche molto il fatto che Fincantieri ha siglato protocolli di collaborazione con le varie Regioni (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Campania) e con le varie organizzazioni sindacali per favorire processi di collocazione lavorativa. Questo è molto importante, soprattutto giovanile, perché si contribuisce in questo modo ad arricchire non solo sul piano produttivo ma umano, professionale, i territori, le realtà territoriali. Bisogna mirare a un'occupazione stabile, regolare e qualificata che è il vero fattore di crescita delle comunità territoriali in cui si opera. Fincantieri costituisce anche un moltiplicatore di valore perché, là dove arriva, coinvolge in un complesso produttivo network di imprese medie e piccole, che lavorano e che esprimono lavori altamente specializzati, e per esse Fincantieri rappresenta un veicolo per lo sviluppo dell'innovazione, per l'accesso a nuovi mercati e, anche in questo caso, con ricadute estremamente positive e l'occupazione.

Quindi salvaguardare il lavoro deve costituire una priorità della politica industriale del nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare che il lavoro non è solo un fattore di produzione, non è solo una fonte di reddito, ma anche fonte di dignità della persona. Ce lo ricorda l'articolo 36 della Costituzione, che non contiene solo una declamazione di principio quando afferma che il lavoro e la retribuzione devono consentire al lavoratore la possibilità di un'esistenza libera e dignitosa. Pensate, non solo per se stessi ma anche per la propria famiglia. Lavoro e dignità quindi devono tornare ad essere coniugati. 

Abbiamo vissuto un momento di crisi particolarmente difficile; gli anni della crisi economica hanno favorito accelerato processi di scomposizione e declino delle forme degli istituti che avevano modellato il tessuto sociale in cui ci eravamo riconosciuti per tanti anni; la crisi economica ha prodotto paura, smarrimento, minando uno dei fattori decisivi per la crescita e il progresso sociale: la fiducia.

Politiche orientate da una pura logica economica in Italia, in Europa e nel mondo ci hanno restituito un orizzonte di precarietà e di incertezza che dal mondo del lavoro si è diffuso in tutti i contesti di vita. Questa incertezza è diventata una categoria esistenziale delle nostre società. 

Ecco noi dobbiamo lavorare tutti insieme per invertire questo processo che rischia di introdurre elementi autodistruttivi, non solo per quanto riguarda la pace sociale, ma anche l'esistenza stessa delle nostre Istituzioni democratiche. Ecco perché questo Governo è ambizioso, è molto ambizioso, svolge tante iniziative concrete, cerca risolvere tanti problemi anche quotidiani, ma non perde mai di vista un orizzonte più ampio. Vuole restituire all'uomo ciò che gli spetta, vuole ridare al lavoratore la sua dignità, vuole offrire, contribuire nel suo piccolo ma con grande determinazione, a restituire alle società del XXI secolo le ragioni per un nuovo umanesimo che muova proprio dal riconoscimento della dignità del lavoratore. 

Il lavoro che si svolge nei cantieri - cantieri come questo - richiede anche una continua formazione e questa formazione e attenzione non è solo fine a se stessa, essa stessa contribuisce all'incremento della produttività ma anche alla crescita professionale e umana e alla valorizzazione della persona, di tutte le persone che lavorano in questo cantiere. Da questo punto di vista apprezzo molto che Fincantieri investa tanto nella formazione. Ho visto anche le statistiche: 650 mila ore di formazione nel 2018. Avete attivato tantissime forme di collaborazione, di partenariato con istituti tecnici, istituti universitari, centri di ricerca, business school. È questa la strada, la strada per attirare talenti, giovani talenti; è questa la strada per integrare efficacemente il mondo della formazione e il mondo produttivo. Partecipate anche ai distretti tecnologici nelle zone in cui avete cantieri e quindi dimostrate, direi nei fatti più che con declamazioni astratte, cosa significa responsabilità sociale. Un'impresa socialmente responsabile è un'impresa che certo coltiva la finalità di lucro che è fondamentale per l'approvazione. Ci mancherebbe. Gestire con economicità le proprie iniziative è fondamentale per stare sul mercato. Quindi incrementare la produttività, incrementare e perseguire il lucro ma nella consapevolezza che queste finalità si raggiungono più efficacemente avendo cura anche all'impatto delle proprie iniziative per quanto riguarda i lavoratori, alla soddisfazione alla formazione dei lavoratori, all'impatto anche ambientale delle proprie iniziative.

Il 2019 è l'anno degli investimenti. Lo ha detto il Ministro Toninelli: noi siamo qui per far ripartire il Paese, vogliamo creare occupazione e sprigionare energie positive. E allora dobbiamo completare le opere ferme da anni e dobbiamo anche contestualmente avviare opere nuove. Ma attenzione: opere nuove che servano realmente al Paese, che ne accrescano la competitività e che rispondono ai veri interessi dei cittadini.  Nei prossimi giorni col Ministro Toninelli gireremo i cantieri: non saremo in visita per photo opportunity ma perché abbiamo completato un attenta mappatura del territorio nazionale per vedere e esaminare concretamente e contribuire a risolvere le criticità. Abbiamo già una task force InvestItalia che non opererà solo dal centro ma si sposterà continuamente nelle periferie, muovendosi su tutto il territorio nazionale anche per monitorare i lavori e assicurare che ogni opera possa concludersi nei tempi previsti.
Abbiamo – il Ministro Toninelli sta lavorando - pressoché completato il decreto-legge che porteremo a un prossimo Consiglio dei Ministri; è un decreto-legge che consentirà di sbloccare molte opere che sono rimaste ferme negli anni per intralci, diciamo così, burocratici o per eccesso di previsioni normative.

Siamo al lavoro per sbloccare i cantieri, siamo al lavoro per completare il più ambizioso programma che sia stato concepito di riforme e di investimenti negli ultimi anni, per rilanciare il Paese e per accrescere la fiducia, che è un sentimento - avevo detto - che purtroppo è rimasto offuscato negli ultimi anni.
Il Governo farà la sua parte e sono certo - l'inaugurazione di oggi lo conferma - che anche il mondo industriale non verrà meno al suo ruolo, alla sua più genuina e autentica vocazione.

Grazie