Conte alla 42^ sessione del Consiglio dei Governatori dell'IFAD

14 Febbraio 2019

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto alla cerimonia di apertura della 42^ sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), sede FAO.

 

Di seguito il testo dell'intervento.

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Santità, Signor Capo di Stato, Signora Ministro del Rwanda, Signor Presidente della 42esima sessione del Consiglio dei Governatori, Signor Presidente dell’IFAD, Signor Direttore Generale della FAO , Signor Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, Onorevoli Ministri e Governatori, Signore e Signori delegati

È per me un grande piacere partecipare a questo importante appuntamento annuale del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. 

Ringrazio il Presidente Houngbo per il suo invito e il Direttore Generale Graziano per la sua ospitalità, che mi ha consentito di visitare e devo dire per la prima volta la splendida sede della FAO. 

Desidero soprattutto ringraziare il Santo Padre, a nome del Governo italiano, per aver voluto ancora una volta testimoniare, con la sua presenza, la sua calorosa vicinanza al lavoro delle Agenzie Romane e al loro quotidiano impegno nell’attuazione dell’Agenda 2030 per il raggiungimento dell’obiettivo della “Fame Zero”. 

Colgo  questa occasione per trasmettere a IFAD, FAO e PAM e alle migliaia di donne e di uomini di ogni nazionalità che con dedizione vi prestano servizio in tutto il mondo, spesso in condizioni disagevoli e rischiose, il sostegno e la riconoscenza di tutti gli italiani. 

L’Italia è orgogliosa di ospitare a Roma le sedi centrali di questi tre grandi organismi delle Nazioni Unite: con la loro azione coordinata essi costituiscono ormai il principale punto di riferimento globale per la lotta alla fame e la promozione di uno sviluppo agricolo sostenibile. 

Una persona su nove nel mondo, ancora oggi, è malnutrita, con una tendenza tragicamente in aumento: è una realtà che fa appello alle nostre coscienze, che ci vede tutti responsabili e che rende sempre più urgente un’azione concreta e concertata della comunità internazionale per sconfiggere definitivamente fame e povertà estrema.

Negare il cibo vuol dire negare l’umanità, prima ancora che la giustizia, l’uguaglianza, la libertà.

Per questa ragione dobbiamo restituire dignità alle aree rurali del mondo, dove si concentra particolarmente la povertà, e integrare gli esclusi in processi di sviluppo che siano equi e sostenibili. Condizioni abitative adeguate, lavoro degno e accesso alle risorse naturali - techo, trabajo y tierra, sono tre T Santità che sono a Lei molto care, e spesso da Lei sono state evocate. Ecco, sono condizioni essenziali per realizzare questa missione. 

L’azione che svolgono le Agenzie del polo onusiano di Roma è in questo senso assolutamente fondamentale. 

E l’IFAD, in tale contesto, compie una missione particolarmente rilevante, legata alla sua duplice natura di istituzione finanziaria e di Agenzia di sviluppo. Lo strumento finanziario al servizio dei più poveri tra i poveri è davvero la sintesi di un lavoro congiunto nel quale una molteplicità di attori è chiamata a dare il suo contributo.

Ho accolto con molta soddisfazione il tema scelto per questo Consiglio dei Governatori, ovvero l’attenzione per l’innovazione che in maniera partecipativa, nel rispetto delle culture e delle tradizioni, aiuti a valorizzare e potenziare i sistemi produttivi locali e l’economia rurale nel suo complesso.

Fornire risposte credibili e innovative alle sfide della sicurezza alimentare è infatti ciò che anima anche le attività di cooperazione e partenariato dell’Italia per e con i Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa, verso la quale il nostro Governo sta profondendo un impegno speciale. 

Sollecitare e contribuire alla creazione di una imprenditorialità africana matura e sostenibile deve essere il nostro obiettivo comune, sostenendo i giovani e le donne, queste ultime, in particolare, da sempre fulcro delle economie rurali, custodi della terra e prime preposte alla cura delle nuove generazioni.  

La schiavitù della fame e della povertà può e deve essere sconfitta, rimettendo l’essere umano al centro dei processi di sviluppo: è un dovere morale, un imperativo morale,  prima ancora che politico, che coinvolge i leader ma anche i singoli cittadini. L’Italia, anche nella veste di Paese ospite del Polo per la sicurezza alimentare e lo sviluppo agricolo sostenibile dell’ONU, continuerà a fare la sua parte, vi assicuro con sempre maggiore impegno e determinazione.

Auguro a voi tutti un lavoro fruttuoso in questo importante Consiglio dei Governatori.