Consiglio dei Ministri n.60

21 Aprile 2015

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, martedì 21 aprile 2015, alle ore 12.20 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti.

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STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA

In apertura del Consiglio dei Ministri, il Ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha aggiornato il Governo sullo stato di attuazione del Programma. Rispetto al Consiglio dei Ministri del 7 aprile, vi sono 13 provvedimenti attuativi in meno da adottare, di cui 12 riferiti al Governo in carica. Lo stock riferito ai due precedenti esecutivi, dal 22 febbraio 2014 è sceso da 889 a 315.

Sul sito dell’Ufficio per il Programma di Governo sono pubblicati gli elenchi degli ultimi provvedimenti adottati.

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FISCO E CONTRIBUENTI – TRE DECRETI ATTUATIVI  DELLA RIFORMA FISCALE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, tre decreti attuativi della riforma fiscale (legge delega n. 23 del 2014) che ora passano alle Camere per il prescritto parere. Si tratta del decreto legislativo sulla trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori elettronici (fatturazione elettronica); del decreto concernente misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese; del decreto recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente.

Decreto legislativo di trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori elettronici (fatturazione elettronica)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato, in via preliminare, il decreto legislativo che introduce misure volte ad incentivare, mediante la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché di adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e le transazioni effettuate, potenziando i relativi sistemi di tracciabilità dei pagamenti, nonché a prevedere specifici strumenti di controllo relativamente alle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici.

La misura si rivolge a tutti i soggetti passivi Iva e introduce incentivi, in termini di riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili, a vantaggio delle imprese che la utilizzano. Il provvedimento è in linea con l’impostazione dell’Ocse, secondo cui il fisco deve trasformarsi da verificatore ex post a soggetto che facilita gli adempimenti fiscali sfruttando le leve della tecnologia.

L’utilizzo della fatturazione elettronica è facoltativo. Il decreto prevede, in via opzionale, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate di tutte le fatture emesse e ricevute. Si potrà quindi disporre di un lasso di tempo congruo per predisporre l’infrastruttura tecnologica.  Per agevolare le imprese nell’uso del nuovo strumento telematico l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile gratuitamente, a decorrere dal 1° luglio 2016, il servizio base per la predisposizione del file contenente i dati della fattura e il suo invio.

Le regole tecniche e i termini per la trasmissione telematica delle fatture secondo principi di semplificazione, economicità e minimo aggravio per i contribuenti sono definite con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Importanti novità riguardano anche le modalità nuove e semplificate per i controlli fiscali (che saranno dettagliate con un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze). I controlli potranno essere effettuati, anche ‘da remoto’,  riducendo così gli adempimenti dei contribuenti ed evitando di ostacolare il normale svolgimento delle attività. Viene poi esclusa la duplicazione nella richiesta di dati.

Per tutti i soggetti che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi (essenzialmente il settore del commercio) è prevista la facoltà di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi, in sostituzione degli obblighi di registrazione. L’opzione ha effetto per cinque anni e si estende di quinquennio in quinquennio. In sostanza si tratta del superamento dello scontrino a fini fiscali. Resta comunque fermo l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente (necessaria ad esempio per attivare una garanzia, o per dimostrare un avvenuto acquisto).

Per i gestori dei distributori automatici la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati è obbligatoria.

Per i soggetti che scelgono di avvalersi della fatturazione elettronica vengono meno gli obblighi di comunicazione relativi al cosiddetto ‘spesometro’ e alle ‘black lists’. Inoltre, beneficiano di rimborsi Iva più veloci.

Decreto legislativo  sull’internazionalizzazione delle imprese

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato, in via preliminare, il decreto legislativo che intende rafforzare il ruolo che il fisco deve svolgere a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese: ridurre i vincoli alle operazioni transfrontaliere e creare un quadro normativo quanto più certo e trasparente per gli investitori.

Gli interventi contenuti nel decreto sono finalizzati a:

  1. creare un contesto di maggiore certezza, anche eliminando alcune lacune dell’ordinamento domestico;
  2. ridurre gli adempimenti per le imprese e i relativi oneri amministrativi;
  3. eliminare alcune distorsioni del sistema vigente.

Tra le principali novità del decreto figura l’introduzione di accordi preventivi per le imprese con attività internazionale. L’obiettivo è quello di conferire maggiore organicità alla disciplina del ruling di standard internazionale (accordi fiscali, di natura preventiva, aventi ad oggetto diverse fattispecie di rilievo transnazionale) e creare un contesto di maggiore certezza per gli operatori.

I principali ambiti di operatività degli accordi preventivi riguardano la disciplina dei prezzi di trasferimento infragruppo, l’attribuzione di utili e perdite alle stabili organizzazioni, la valutazione preventiva dei requisiti che configurano una stabile organizzazione situata nel territorio italiano, l’individuazione, nel caso concreto specifico, delle norme sull’erogazione o la percezione di dividendi, royalties, interessi e altri componenti reddituali a o da soggetti non residenti.

Gli accordi vincolano le parti per il periodo d'imposta nel corso del quale sono stipulati e per i quattro periodi d'imposta successivi. Per il periodo intercorrente tra la data di presentazione dell’istanza e quella di conclusione dell’accordo il contribuente ha comunque la possibilità di presentare dichiarazione integrativa, senza applicazione di sanzioni.

Il decreto introduce anche l’istituto dell’ interpello per le società che effettuano nuovi investimenti, per dare certezza in merito ai profili fiscali del piano di investimenti che si intende attuare. Fondamentale a tal fine è la presentazione da parte dell’investitore di un business plan con la descrizione dell’ammontare dell’intervento, i tempi e le modalità di realizzazione dello stesso, l’incremento occupazionale e i riflessi che esso ha sul sistema fiscale italiano.

Per l’accesso all’istituto è prevista una soglia minima di 30 milioni di euro per l’investimento,  che può consistere anche nella ristrutturazione di imprese in crisi qualora ci siano effetti positivi sull’occupazione.

La risposta scritta e motivata dell’Agenzia delle entrate è resa entro centoventi giorni , prorogabili di ulteriori novanta, nel caso sia necessario acquisire ulteriori informazioni.

Decreto legislativo riguardante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato, in un nuovo esame preliminare, un decreto legislativo contenente disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2 della legge 23 del 2014. Il decreto legislativo ha la finalità di rafforzare la certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente in materia di abuso del diritto ed elusione fiscale, raddoppio dei termini per l’accertamento e tax compliance.

L’abuso del diritto e elusione fiscale si unificano in un unico concetto (inserendo un nuovo articolo nella legge sullo statuto del contribuente) che ha una valenza generale, con riguardo a tutti i tributi (imposte sui redditi e imposte indirette, fatta comunque salva la speciale disciplina vigente in materia doganale).

I presupposti per l’esistenza dell’abuso sono:

  1. l’assenza di sostanza economica delle operazioni effettuate (ossia operazioni che non perseguono obiettivi quali, ad esempio, sviluppo dell’attività o creazione di posti di lavoro, ma solo vantaggi fiscali;
  2. la realizzazione di un vantaggio fiscale indebito;
  3. la circostanza che il vantaggio fiscale costituisca l’effetto essenziale dell’operazione.

Quando Agenzia delle Entrate accerta la condotta abusiva, le operazioni elusive effettuate dal contribuente diventano inefficaci ai fini tributari e, quindi, non sono ottenibili i relativi vantaggi fiscali.

Non si considerano invece abusive le operazioni giustificate da “valide ragioni extrafiscali non marginali” anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale del contribuente.

Nel procedimento di accertamento dell’abuso del diritto l’onere della prova della condotta abusiva grava sull’amministrazione finanziaria, mentre il contribuente è tenuto a dimostrare la sussistenza delle “valide ragioni extrafiscali” che stanno alla base delle operazioni effettuate.

Il decreto introduce alcune novità in tema di termini di accertamento. A tutela del contribuente si prevede che  il raddoppio dei termini in presenza di un reato penale sia possibile a condizione che la denuncia all’autorità giudiziaria da parte dell’Amministrazione finanziaria sia inviata entro i termini ordinari dell’accertamento. Il raddoppio non opera se la denuncia sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini. A normativa vigente, invece, l’amministrazione finanziaria può beneficiare del raddoppio anche se non è stata ancora inoltrata una formale denuncia, ovvero se la stessa è stata presentata oltre i termini ordinari .

Con lo stesso decreto viene istituito un nuovo schema di relazioni tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti (tax compliance) denominato “Regime di adempimento collaborativo”, valevole in via di prima applicazione per le imprese di maggiori dimensioni.

L’accesso al regime, su base volontaria, è subordinato al possesso da parte del contribuente di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, che consenta l’autovalutazione preventiva e il monitoraggio dei rischi. Attraverso l’istaurazione di un regime di scambio continuo di informazioni improntato alla trasparenza, con imposizione di doveri a carico dell’Agenzia delle entrate e del contribuente si realizza anticipatamente un sistema di controllo per prevenire potenziali controversie fiscali.

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ACCORDO EUROPA-GEORGIA SU ENERGIA ATOMICA

Ratifica ed esecuzione di accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea e gli stati membri sull’energia atomica con la Georgia (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e il loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall’altra.
L’accordo di Associazione prevede l’approfondimento delle relazioni politiche ed economiche fra Ue e Georgia, in vista di una graduale integrazione del Paese nel mercato interno dell’Unione. L’Accordo rappresenta quindi un modo concreto per attivare il potenziale delle relazioni bilaterali attraverso il sostegno delle riforme interne, al risanamento economico, alla crescita, alla governance ed alla cooperazione settoriale in molteplici ambiti, quali energia, trasporti, ambiente, sanità, educazione, tutela dei consumatori, cultura. Esso fa parte dei cosiddetti Accordi di nuova generazione che l’Ue sta stipulando con alcuni partener del Partenariato Orientale e che pongono le basi per relazioni a lungo termine, senza peraltro escludere ulteriori futuri sviluppi delle stesse, in linea con il Trattato di Lisbona.

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LAVORO MARITTIMO – CONTROLLO DELLO STATO DI APPRODO

Attuazione di direttiva europea sul controllo dello stato di approdo (decreto legislativo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio,  ha approvato in via definitiva  lo schema di decreto legislativo relativo al controllo dello Stato di approdo.

Lo schema di decreto legislativo è emanato ai sensi della delega conferita con l’art. 1, allegato B, della legge 7 ottobre 2014, n. 154 (legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre), al fine di dare attuazione alla direttiva 2013/38/UE relativa al controllo delle unità navali mercantili da parte dello stato di approdo.

Con lo schema di provvedimento legislativo si intende, in particolare, adeguare la normativa vigente in materia di controlli a bordo delle unità mercantili che effettuano scalo, ossia arrivano e partono dai nostri porti, alle innovazioni introdotte a livello internazionale a seguito dell’entrata in vigore e della ratifica della Convenzione internazionale sul lavoro marittimo (ILO) n. 186 del 2006.

Si prevede infatti che le ispezioni condotte dal personale specializzato appartenente al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, dovranno tener conto, tra l’altro, della disciplina internazionale inerente le condizioni di vita e di lavoro a bordo della nave. In caso di difformità alle prescrizioni previste, ad esempio, l’ispettore PSC (Port State Control) segnalerà immediatamente le carenze al comandante della nave stabilendo termini per la correzione delle stesse.

È previsto, inoltre, il fermo della nave in porto, nel caso di condizioni di vita e di lavoro a bordo che rappresentino un evidente pericolo per l’incolumità, la salute o la sicurezza dei marittimi.

Il provvedimento è stato esaminato in via preliminare dal Consiglio dei ministri nella riunione del 20 gennaio 2015. Sul testo sono stati acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato, entrambi favorevoli senza condizioni o osservazioni.

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ATTUAZIONE DI DIRETTIVE E REGOLAMENTI

Esame preliminare di direttive e regolamenti europei (decreti legislativi)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti legislativi recanti l’attuazione:

  • della direttiva 2013/29/UE concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici. Il decreto legislativo di attuazione della direttiva, proposto al Consiglio dal Presidente, Matteo Renzi, e dai Ministri delle Interno, Angelino Alfano, della Difesa, Roberta Pinotti, e dello Sviluppo economico, Federica Guidi, definisce la disciplina volta ad attuare la libera circolazione degli articoli pirotecnici nel mercato interno, assicurando, nel contempo, le esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e di tutela della pubblica incolumità, la tutela dei consumatori e la protezione ambientale. Il presente decreto individua, inoltre, i requisiti essenziali di sicurezza che gli articoli pirotecnici devono possedere per poter essere messi a disposizione sul mercato.
  • dell’articolo 11 del Regolamento (UE) 260/2012 che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento (CE) 924/2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità. Il decreto legislativo di attuazione del Regolamento, proposto al Consiglio dei Ministri  dal Presidente, Matteo Renzi, e dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, rende obbligatoria la migrazione del mercato dei servizi di pagamento verso l’area unica dei pagamenti in euro (SEPA) assicurando che i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) e gli Utilizzatori dei Servizi di Pagamento (USP) migrino ai bonifici e agli addebiti diretti paneuropei alle medesime condizioni e in linea con i medesimi requisiti.

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DISCIPLINA IN MATERIA DI MATERIALI DI ARMAMENTO

Regolamento di disciplina delle attività del Ministero della Difesa per i materiali di armamento prodotti dell’industria nazionale (decreto presidenziale)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, un regolamento per la disciplina delle attività del Ministero della Difesa in materia di cooperazione con altri Stati per i materiali d’armamento prodotti dall’industria nazionale, a norma dell’articolo 537-ter del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Tale norma autorizza il Ministero della Difesa a svolgere, nei confronti di Stati esteri con i quali sussistono accordi di cooperazione o di reciproca assistenza tecnico-militare, attività di supporto tecnico-amministrativo per l’acquisizione di materiali, al fine di recuperare  competitività per l’industria nazionale di settore, in linea con gli obiettivi del Governo. Sul testo sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.

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RATIFICA ED ESECUZIONE DI ATTI INTERNAZIONALI

Tre disegni di legge recanti ratifiche ed esecuzione di atti internazionali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale i seguenti tre disegni di legge che riguardano:

  • Accordo fra l’Italia e il Montenegro in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 14 settembre 2011 (co-proponente il Ministro della difesa), che definisce la cornice giuridica all’interno della quale sarà possibile  sviluppare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, consolidare le rispettive capacità difensive e migliorare la comprensione reciproca in materia di sicurezza. La sottoscrizione dell’Accordo, che mira anche ad indurre  effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi, ha una funzione di stabilizzazione in un’area di particolare valore strategico e di alta valenza politica, considerati gli interessi nazionali e gli impegni internazionali assunti dall’Italia nella regione dei Balcani;
  • Memorandum d’intesa fra l’Italia e la Bosnia Erzegovina sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 30 gennaio 2013 (co-proponente il Ministro della difesa), che risponde all’esigenza di instaurare, sviluppare e disciplinare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, per consolidare le rispettive capacità difensive e  rafforzare la pace e la stabilità mondiale. La piena esecuzione del Memorandum contribuirà al rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi ed all’accrescimento e al consolidamento della pace e della sicurezza internazionale;
  • Accordo quadro fra l’Italia e gli Stati Uniti d’America per la cooperazione nell’esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra atmosferico per scopi pacifici, fatto a Washington il 19 marzo 2013, che fornisce ai due Paesi l’opportunità di proseguire la lunga e consolidata collaborazione in campo spaziale con un ulteriore strumento capace di offrire nuove opportunità alle industrie nazionali, consolidando lo scambio scientifico e tecnologico tra i due Paesi. L’Accordo  soddisfa un’esigenza principalmente italiana in quanto, mentre la NASA può assumere impegni in nome del Governo statunitense, l’ASI può perfezionarli solo nell’ambito di un accordo intergovernativo.

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IMPIANTO DI PRODUZIONE ELETTRICA DA FONTE EOLICA IN PUGLIA

A seguito di un’istruttoria compiuta dalla Presidenza del Consiglio che ne ha valutato implicazioni ed interessi coinvolti, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla realizzazione dell’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica della potenza di 27,20 MW (n. 8 aerogeneratori) nel Comune di Orta Nova - località La Ficora (FG); l’impianto  non sarà  collocato in siti  soggetti a vincoli paesaggistici o ambientali  ma in aree limitrofe a quelle tutelate, ne sono state positivamente valutate, pertanto, la valenza economica e l’opportunità di incrementare l’approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile.

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PROROGA DI DICHIARAZIONE STATO DI EMERGENZA

Per consentire il completamento delle operazioni di protezione civile in contrasto ai danni causati da eventi atmosferici eccezionali, il Consiglio dei Ministri ha prorogato le dichiarazioni di stato d’emergenza già deliberate  in favore delle province di Foggia (1-6 settembre 2014),  di Genova e comuni di Borghetto di Vara, Ricco’ del Golfo di La Spezia, Varese Ligure, Maissana, Pignone e Sesta Godano nella Val di Vara (La Spezia- 9-13 ottobre 2014), nonché di Parma e Piacenza (13 e 14 ottobre 2014).

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SCIOGLIMENTO DI AZIENDA OSPEDALIERA A CASERTA

Su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, è stato deliberato lo scioglimento dell’Azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, dove sono state riscontrate forme di condizionamento da parte delle locali organizzazioni criminali.

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COMMISSARIO PER ASSE FERROVIARIO TORINO LIONE

Il Consiglio ha nominato Commissario straordinario del Governo per l’asse ferroviario Torino Lione  l’architetto Paolo FOIETTA, già Vice Presidente, con funzione vicaria, dell’Osservatorio per la realizzazione dell’asse ferroviario Torino- Lione.

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LEGGI REGIONALI

In considerazione degli ampi margini tecnico-giuridici di incertezza il Consiglio dei Ministri ha deciso di non impugnare la Legge Regione Marche n. 5 del 20/02/2015 “Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27. Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale”.

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 13.30.

Provvedimenti