Consiglio dei Ministri n. 77

06 Agosto 2015

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, giovedì 6 agosto 2015, alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti.

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ITALICUM – COLLEGI ELETTORALI

Determinazione dei collegi elettorali della Camera dei Deputati (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi e del Ministro dell'interno Angelino Alfano, ha approvato in via definitiva, dopo aver ottenuto il parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari, il decreto legislativo che attua la delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali prevista dalla legge 6 maggio 2015, n. 52, c.d. Italicum.

Con questo atto, che tiene conto di proposte di modifica contenute nei pareri parlamentari,  sono definiti i cento collegi elettorali in cui gli elettori saranno chiamati a scegliere i membri della Camera dei Deputati in base alla nuova legge elettorale. La ridotta dimensione dei collegi, ai quali sono assegnati i seggi in un numero variabile tra tre e nove in base alla relativa ampiezza, consente ad ogni elettore di individuare chiaramente l’offerta politica che gli viene sottoposta nel collegio di appartenenza e di scegliere il proprio candidato.

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SICUREZZA DEL MARE

Attuazione di direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e dei Ministri dello sviluppo economico Federica Guidi e dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti,  ha approvato, in via definitiva dopo aver acquisito i pareri prescritti, un provvedimento che attua la direttiva dell’Unione europea n. 2013/30 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi che modifica la direttiva 2004/35/CE concludendo il percorso iniziato in Italia e in Europa nel 2010 a seguito dell’incidente del Pozzo Macondo nel Golfo del Messico.

La norma, frutto di un intenso e corale lavoro avviato nell’ottobre 2013 dal Ministero dello Sviluppo Economico, in stretta collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, subito dopo l’emanazione della direttiva, ha come obiettivo il rafforzamento ulteriore del livello di sicurezza delle attività in mare in materia di idrocarburi. Attraverso una gestione del rischio sistematica si potranno prevenire gli incidenti gravi, limitare le conseguenze, aumentare la protezione dell’ambiente marino e delle economie costiere dall’inquinamento nonché limitare le possibili interruzioni della produzione energetica interna dell’Unione. Sono state introdotte nuove e maggiori forme di garanzia economica e sistemi di controllo continuo sulla sicurezza delle operazioni.

Inoltre, un Comitato composto da esperti nelle diverse discipline della sicurezza in mare assicurerà il rispetto della nuova norma.

Il Decreto legislativo si inserisce in un quadro normativo già esistente in materia di sicurezza e di protezione del mare dall'inquinamento che ha finora garantito, attraverso una rigorosa applicazione e costanti controlli da parte delle strutture tecniche del Ministero dello sviluppo economico,  in collaborazione con gli altri enti competenti, il raggiungimento dei più alti livelli europei di sicurezza per i lavoratori e l’ambiente, con incidenti e infortuni tendenti allo zero e comunque sei volte inferiori a quelli del complesso industriale produttivo.

Oggi, pertanto, si completa il quadro normativo sulla sicurezza offshore nel settore degli idrocarburi che potrà garantire uno sviluppo sempre più attento alle problematiche sia di sicurezza dei lavoratori che di salvaguardia dell’ambiente.

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DECRETI ATTUATIVI DELLA LEGGE DI RIFORMA FISCALE

Misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese in attuazione della legge di riforma fiscale (legge 11 marzo 2014 n. 23) che delega il governo ad introdurre disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.

Lo schema di decreto legislativo è stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri nella seduta del 21 aprile 2015. Su questo schema le Commissioni parlamentari competenti hanno espresso un giudizio positivo e al tempo stessa avanzato alcune osservazioni. Il Governo ha accolto gran parte di tali osservazioni e approvato in via preliminare lo schema modificato in seconda lettura nella seduta del 17 luglio. Su quest’ultimo testo le Commissioni parlamentari competenti hanno proposto nuove osservazioni, quasi tutte accolte dal Governo.

Si rimanda al comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 74 del 17 luglio 2015 per i contenuti sostanziali del provvedimento approvato in via definitiva.

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BILANCI D’ESERCIZIO, CONSOLIDATI E IMPRESE

Attuazione della direttiva europea relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per la società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo dopo aver acquisito i pareri prescritti, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di impresa, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio, per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per la società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge.

Lo schema di decreto legislativo:

  • introduce la nuova disciplina circa gli obblighi di trasparenza posti a carico delle imprese operanti nel settore estrattivo o in quello dello sfruttamento delle aree forestali;
  • integra e modifica il codice civile e il decreto legislativo 127 del 9 aprile 1991 al fine di allineare le disposizioni in materia di bilancio di esercizio e consolidato alle disposizioni della direttiva e altri provvedimenti legislativi già esistenti;
  • apporta modifiche a provvedimenti legislativi per adeguarne il contenuto alle prescrizioni della Direttiva o per esigenze di coordinamento in materia di conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione e di revisione legale dei conti.

Attuazione della direttiva europea relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese per la parte relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva dopo aver acquisito i pareri prescritti, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d’esercizio ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di impresa, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio, per la parte relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari, nonché in materia di pubblicità dei documenti contabili delle succursali, stabilite in uno Stato membro, di Enti creditizi ed Istituti finanziari con sede sociale fuori di tale Stato membro e che abroga e sostituisce il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87.

Nello specifico il presente decreto, pertanto, disciplina:

  • i bilanci degli intermediari finanziari che redigono i bilanci sulla base delle previsioni della Direttiva 86/635/CEE;
  • i casi in cui un intermediario bancario o finanziario vigilato dalla Banca d’Italia è tenuto a redigere il bilancio consolidato sulla base dei principi contabili internazionali emanati dall’organo incaricato di emanare i principi contabili (IASB) e adottati dalla Commissione europea.

Lo schema di decreto riconosce inoltre alla Banca d’Italia il potere di emanare disposizioni relativamente alle forme tecniche dei bilanci e delle situazioni dei conti destinate al pubblico nonché alle modalità e ai termini della pubblicazione delle situazioni dei conti, prevedendo opportune forme di coordinamento con la Consob.

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RECIPROCO RICONOSCIMENTO DELLE DECISIONI DI CONFISCA

Applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo dopo aver ottenuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti e su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, un decreto legislativo recante disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2006/783/GAI del 6 ottobre 2006 del Consiglio dell’Unione europea, relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca e che si ispira al principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie in materia penale, uno dei principi-guida per la realizzazione e il consolidamento dello spazio giudiziario europeo di liberà, sicurezza e giustizia.

Con l’approvazione del decreto legislativo la confisca di beni nei Paesi dell’Unione europea sarà sostanzialmente più facile, veloce e certa. Si tratta di un adattamento della legislazione penale interna di particolare importanza perché arricchisce il programma di riforme avviato dal Governo in carica su iniziativa del Ministro della giustizia per un contrasto sempre più efficace alla criminalità organizzata di tipo economico, di spiccata pericolosità sociale per la capacità di realizzazione di ingenti illecite ricchezze.

In presenza di una criminalità transnazionale e di attività di investimento o custodia all’estero dei proventi di reato sono necessarie azioni concertate a livello sovranazionale per il rintracciamento, il sequestro la confisca dei beni e dei denari di provenienza illecita, e la restituzione degli stessi al Paese che ha disposto la confisca.

Molto spesso, invero, è accaduto  che lo Stato richiesto della consegna del bene confiscato dall’Autorità giudiziaria italiana, dopo un primo momento di collaborazione ed assistenza, abbia aperto un proprio ed autonomo procedimento penale, rivendicando il diritto di trattenere una parte del valore dei beni rinvenuti con difficoltà e lungaggini nel recupero degli stessi.

Con l’introduzione dello strumento normativo di reciproco diretto riconoscimento delle decisioni di confisca non ci sarà più quindi la necessità di concludere accordi caso per caso, finalizzati a ripartire con lo Stato straniero il valore dei beni ivi rinvenuti.

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BONIFICI E ADDEBITI IN EURO

Regolamento che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo, dopo aver ottenuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti, un decreto legislativo recante l’attuazione dell’articolo 11 del Regolamento (UE) 260/2012 che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e disposizioni sanzionatorie per le violazioni del Regolamento (CE) 924/2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità. Il decreto legislativo di attuazione del Regolamento, proposto al Consiglio dei Ministri  dal Presidente Matteo Renzi e dal Ministro della giustizia Andrea Orlando, rende obbligatoria la migrazione del mercato dei servizi di pagamento verso l’area unica dei pagamenti in euro (SEPA) assicurando che i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) e gli Utilizzatori dei Servizi di Pagamento (USP) migrino ai bonifici e agli addebiti diretti paneuropei alle medesime condizioni e in linea con i medesimi requisiti.

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SPESE E FUNZIONAMENTO DEGLI UFFICI GIUDIZIARI

Il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, l’approvazione in via definitiva di un regolamento, da adottarsi con Decreto del Presidente della Repubblica, di attuazione dell’art. 1, comma 530, della legge 190/2014 (legge di Stabilità 2015), che ha disposto che, a partire dal 1° settembre 2015, le spese obbligatorie necessarie per il funzionamento degli uffici giudiziari dovranno essere sostenute dal Ministero della Giustizia e non più dai Comuni. Viene quindi superato il sistema, in vigore dal 1941, che poneva a carico dei Comuni l’onere di anticipare le predette spese, che poi erano rimborsate dal Ministero.

Il regolamento stabilisce – senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e ferme restando le dotazioni organiche del Ministero della Giustizia – le misure organizzative necessarie a dare attuazione a questa radicale innovazione e a svolgere attività sinora espletate dagli enti locali.

A livello centrale, le competenze connesse al funzionamento degli uffici giudiziari sono state attribuite alla Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie. A livello periferico, si è prevista l’istituzione di una commissione permanente, competente per gli uffici giudiziari aventi sede nello stesso circondario e presieduta dal presidente della corte di appello o dal presidente del tribunale, quando il tribunale non è sede di capoluogo di distretto. La conferenza permanente ha il compito di individuare i fabbisogni necessari per il funzionamento degli uffici, quali ad esempio: manutenzione di immobili, riscaldamento, climatizzazione, utenze, pulizia e disinfestazione, raccolta e smaltimento dei rifiuti, giardinaggio, facchinaggio, traslochi, vigilanza, custodia.

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ASSUNZIONI PERSONALE NELLA SCUOLA

Assunzione a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2015/2016, personale docente ed educativo, personale docente, personale ATA e dirigenti scolastici (decreto presidenziale)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante l’autorizzazione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2015/2016, personale docente ed educativo, personale docente, personale ATA e dirigenti scolastici.

Con il presente provvedimento il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nel rispetto della normativa vigente e dell’attuazione della legge 13 luglio 2015, n. 107, è autorizzato, per l’anno scolastico 2015/2016, ad assumere a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, un numero di unità pari a:

  • a)      21.880 per il personale docente, comprensive delle 147 unità di personale interessato alle procedura di mobilità connesse con le statalizzazioni indicate nelle premesse;
  • b)      14.747 per il personale docente da destinare al sostegno degli alunni con disabilità;
  • c)      46 per il personale educativo;
  • d)     24 unità di personale A.T.A. interessato alla procedure di mobilità connesse con le statalizzazioni a valere sulle assunzioni già autorizzate per l’anno scolastico 2015/2016;
  • e)      258 dirigenti scolastici.

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ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE PER ACCESSO AL RUOLO DEI PROFESSORI UNIVERSITARI

Modifiche al decreto presidenziale concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari (decreto del Presidente della Repubblica)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefani Giannini, ha approvato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al DPR 14 settembre 2011, n. 222, concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell’articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240.

Di seguito le principali novità sulla procedura per il conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale:

  • Presentazione delle domande È introdotta la procedura “a sportello” nel senso di consentire la presentazione delle domande di partecipazione alla procedura durante tutto l’anno con esclusione del mese di agosto e dei tre mesi precedenti la scadenza della Commissione. L’attuale DPR prevede l’emanazione di un bando e un termine di presentazione delle domande di partecipazione alla procedura.
  • Durata dell’abilitazione Lo schema di regolamento amplia la durata dell’abilitazione scientifica nazionale a sei anni dalla pubblicazione dei risultati (dagli attuali 4 anni dalla data di conseguimento).
  • Settore concorsuale Un decreto ministeriale individuerà i criteri, i parametri e gli indicatori per misurare la produzione scientifica differenziandoli per settore concorsuale, anziché per area disciplinare.
  • Commissione (termini e modalità di formazione) Per la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni dei candidati, sui quali si basa il rilascio dell’abilitazione a tutte le funzioni di professore, si prevede la formazione di un’unica commissione nazionale per ciascun settore concorsuale (oggi è settore scientifico-disciplinare), di durata biennale. Per la formazione della predetta commissione, composta di cinque membri, sono sanciti princıpi che intendono coniugare le esigenze di trasparenza con quelle di rappresentatività della comunità scientifica. Si prevede, in particolare, il sorteggio all’interno di una lista di professori ordinari appartenenti al settore (ovvero settore affine nel caso in cui i candidati afferenti al settore siano inferiori a venticinque), che abbiano presentato apposita candidatura dando conto pubblicamente dell’attività scientifica svolta nell’ultimo quinquennio e che non siano stati oggetto di valutazione negativa.
  • Professori impegnati su più università in virtù di convenzioni A garanzia della trasparenza delle procedure, è posto, tra gli altri, il principio che di ciascuna commissione non faccia parte più di un commissario della stessa università.

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MOBILITÀ DEL PERSONALE DEGLI ENTI DI AREA VASTA

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha reso al Consiglio dei Ministri un’informativa sullo stato di avanzamento delle procedure di mobilità del personale degli enti di area vasta connesse all’attuazione della legge n. 56/2014. Sono, in particolare, stati forniti elementi in merito agli atti di attuazione sinora compiuti, dall’adozione delle linee guida per le amministrazioni interessate, alle cosiddette “tabelle di equiparazione”, nonché in relazione alla messa in funzione del Portale della mobilità, del quale è stato rappresentato il monitoraggio alla data del 31 luglio. Il Ministro ha, quindi, informato il Consiglio dei ministri circa le problematiche connesse al decreto ministeriale, previsto dalla legge di stabilità 2015, finalizzato alla definizione dei criteri di mobilità del personale degli enti di area vasta. Il predetto decreto è già stato sottoposto alle organizzazioni sindacali e successivamente portato all’esame della Conferenza unificata il 16 e il 30 luglio per la prevista intesa, senza che questa sia stata raggiunta a causa della mancata unanimità delle Regioni. Il Consiglio dei ministri ha preso atto del mancato perfezionamento dell’intesa in sede di Conferenza unificata, riservandosi le conseguenti valutazioni.   

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PIANO NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO, LA XENOFOBIA E L’INTOLLERANZA

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti ha illustrato al Consiglio dei ministri il Piano nazionale d’azione contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza, elaborato sulla base di quanto disposto dai decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215 e n. 216. Il Piano è il frutto di un percorso in cui sono stati coinvolti, oltre all’apposito Gruppo Nazionale di Lavoro, di cui fanno parte 85 associazioni, i Ministeri competenti in materia (Lavoro, Interno, Istruzione, università e ricerca, Salute, Affari regionali, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, alimentari e forestali), le Regioni, gli enti locali e le parti sociali.

Il Piano rappresenta il primo esempio, a livello nazionale, di programma pluriennale interdisciplinare di interventi che coinvolgono le competenze di varie Amministrazioni e della società civile, per rendere effettivo il principio di parità di trattamento e non discriminazione fra le persone.

L’obiettivo principale del piano consiste nell’individuazione delle aree prioritarie su cui focalizzare l’attenzione per promuovere, nel prossimo triennio, azioni specifiche per prevenire e/o rimuovere le discriminazioni. Avvalendosi in primo luogo dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), si vuole offrire un supporto alle politiche nazionali e locali in materia di prevenzione e contrasto al razzismo, alla xenofobia e all’intolleranza, nel rispetto degli obblighi assunti a livello internazionale ed europeo, secondo i principali obiettivi dell’Asse “Lavoro e occupazione”:

  • Raccogliere dati per il monitoraggio delle discriminazioni in ambito lavorativo;
  • Incentivare l’adozione di politiche di diversity management e di contrasto alle discriminazioni da parte delle aziende pubbliche e private.
  • Promuovere l’eliminazione delle barriere nell’accesso all’occupazione per le persone a rischio di discriminazioni, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
  • Promuovere la conoscenza dei meccanismi di conciliazione e migliorare l’accesso alla giustizia per le vittime di discriminazioni.
  • Effettuare indagini statistiche sull’accesso al lavoro e sulle condizioni di lavoro delle persone a rischio di discriminazione.
  • Promuovere i principi dell’uguaglianza sul lavoro.
  • Favorire la formazione professionale delle persone a rischio di discriminazione per favorire il loro inserimento o reinserimento lavorativo.
  • Favorire la costituzione di aziende start-up, incluse le società cooperative, da parte di persone a rischio di discriminazione.
  • Promuovere il ruolo attivo dei Centri per l’impiego nella lotta alle discriminazioni.
  • Promuovere l’utilizzazione dei fondi paritetici interprofessionali.
  • Monitorare gli effetti del Jobs Act in materia di discriminazione.
  • Favorire il ruolo del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni.

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PIANO STRATEGICO NAZIONALE DELLA PORTUALITÀ E DELLA LOGISTICA

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL), da adottarsi con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Piano è stato redatto in attuazione dell’articolo 29 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.164, Sblocca Italia.

La finalità è di “di migliorare la competitività del sistema portuale e logistico, di agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone e la promozione dell'intermodalità nel traffico merci, anche in relazione alla razionalizzazione, al riassetto e all'accorpamento delle Autorità Portuali esistenti”.

Il Piano disegna una strategia per  il rilancio del settore portuale e logistico da perseguire attraverso la massimizzazione del valore aggiunto che il “Sistema Mare” può garantire in termini quantitativi di aumento dei traffici, ed individua azioni di policy a carattere nazionale - sia settoriali che trasversali ai diversi ambiti produttivi, logistici, amministrativi ed infrastrutturali coinvolti -  che contribuiranno a far recuperare competitività all’economia del sistema mare in termini di produttività ed efficienza.

 Il “sistema mare”  viene presentato dal Piano come strumento attivo di politica economico commerciale euro-mediterranea, e come fattore di sviluppo e coesione del Mezzogiorno nonché come fattore di sostenibilità, innovazione, sostegno al sistema produttivo del Paese.

 Nella prima parte di analisi si prendono in considerazione i profili che condizionano le performance della portualità italiana dei porti quali porte di scambio dei sistemi territoriali economico – produttivi e dei consumi. Si analizzano poi gli aspetti legati agli accordi Euro-Mediterranei, gli scenari geo-economici globali di riferimento, l’andamento della domanda dei traffici nei diversi segmenti, l’attuale offerta infrastrutturale e dei servizi. Molto spazio è dedicato poi alla disamina delle vigenti procedure amministrative dei controlli e dello  sdoganamento delle merci: una delle principali cause della scarsa competitività internazionale del sistema portuale nazionale. Si evidenzia quindi una normativa eccessivamente complessa e disomogenea, con stratificazione multilivello di iter procedurali, istituzionali ed amministrativi. 

Infine vengono esposti gli scenari tendenziali di domanda sulla base di analisi macroeconomiche, geopolitiche e sociali, nonché di posizionamento di mercato degli attori di settore e della struttura delle reti distributive,  allo scopo di rivedere i possibili  cambiamenti dell’organizzazione delle filiere logistiche e trasportistiche.

 Sulla scorta delle analisi condotte il Piano individua una strategia integrata, con azioni da compiere sia nei porti sia sulla loro accessibilità – da mare e da terra – al fine di potenziare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e negli scambi internazionali. La strategia è articolata per dieci Obiettivi strategici, declinati  al loro interno in specifiche e dettagliate azioni: Semplificazione e snellimento; concorrenza, trasparenza e upgrading dei servizi; miglioramento accessibilità dei collegamenti marittimi; integrazione del sistema logistico; miglioramento delle prestazioni infrastrutturale; innovazione; sostenibilità; certezza e programmabilità delle risorse finanziarie; coordinamento nazionale e confronto partenariale; attualizzazione della governance del sistema.

 L’attuale assetto della governance portuale è plasmato dalla legge n.84 del 1994, ed ha evidenziato, nel corso degli anni, limiti e distorsioni evidenti. Il Piano individua nella dimensione “mono-scalo” degli organi di governo dei porti uno dei fattori principali su cui intervenire, avendo tale assetto  prodotto nel tempo una non efficiente allocazione delle risorse e degli investimenti, anche per l’assenza di una stringente strategia nazionale volta a  sviluppare il sistema portuale italiano nel suo complesso.

È quindi proposto un nuovo modello di governance, da realizzarsi attraverso atti legislativi successivi, in ossequio al disposto dell’art. 29 decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, cd. “Sblocca Italia”, che pone tra gli strumenti serventi alla realizzazione degli obiettivi del Piano la razionalizzazione, il riassetto e l’accorpamento delle Autorità portuali esistenti.

In particolare il piano definisce una strategia di intervento ipotizzando l’istituzione di  Autorità di Sistema Portuale (AdSP).

In prospettiva, il Piano costituirà uno dei piani di settore che andranno a confluire in un documento programmatico più ampio, plurisettoriale e plurimodale, e, segnatamente, nel Documento di Programmazione Pluriennale che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  intende redigere ed approvare entro la fine del corrente anno 2015, secondo il disposto del decreto legislativo n. 228/2011, e nella cornice del Piano Strategico Nazionale dei Trasporti e della Logistica.

La IX Commissione della Camera e l’8a Commissione del Senato hanno espresso parere favorevole al Piano con osservazioni che sono state recepite o considerati attinenti a  principi e criteri e obiettivi già contenuti nel piano.

In particolare sono state espressamente recepite nel piano le osservazioni in ordine alla richiesta di attuare le modifiche concernenti la governance mediante un provvedimento organico. Sono state altresì espressamente recepite  le osservazioni concernenti il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali nella fase attuativa del piano e alla necessità che si mantenga il vincolo del bilancio in utile.

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DIRETTIVA EUROPEA

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo, dopo aver  acquisito i pareri delle competenti commissioni parlamentari, il decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva 2013/33/UE e della direttiva 2013/32/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013. 

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GOLDEN POWER

Il Consiglio dei ministri ha deciso di non esercitare i poteri speciali previsti dall’articolo 2 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21 e dell’articolo 4 del DPR n.86 del 25.3.2014, con riferimento alla notifica effettuata da Italgas Storage e Sandstone Holding BV di aumento di capitale e acquisto da parte di un soggetto estraneo all’Unione europea di Società che detiene attivi individuati come strategici nel settore dell’energia.

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STATI DI EMERGENZA DI MOLISE, LOMBARDIA E VENETO

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che nei giorni 5 e 6 marzo  2015 hanno colpito il territorio della Regione Molise ed è  stato prorogato lo stato di emergenza in conseguenza delle gravi avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio della Regione Lombardia nei giorni dall'11 al 22 novembre 2014. Per fare fronte ai danni causati dagli eventi atmosferici che hanno colpito alcuni comuni del Veneto nei giorni scorsi (San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Vodo di Cadore e Auronzo) è stato esteso lo stato d’emergenza già dichiarato il 17 luglio scorso, sempre per il Veneto.

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VIA LIBERA AI PROGETTI NEI COMUNI DI  MONTE ROBERTO (AN), MARINO (RM), CASTELLUCCIO VALMAGGIORE (FG)

Con le procedure previste dall’articolo 14 quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, il Consiglio ha preso atto  del superamento del dissenso espresso in conferenza di servizi in merito a due progetti che verranno realizzati nel Comune di Monte Roberto (Ancona) nel rispetto di alcune prescrizioni impartite dagli enti interessati: si tratta del  rimodellamento morfologico dei  settori nord e sud di una scarpata di cava inattiva; il Consiglio ha altresì preso atto dei pareri favorevoli espressi nelle conferenze di servizi che hanno avuto luogo nel corso dell’istruttoria per l’esame di altri due progetti: la realizzazione di un interscambio modale di bus turistici e servizi di pertinenza,  nel Comune di Marino (RM) e la costruzione e l’esercizio di un  impianto di  produzione  di energia elettrica di tipo eolico, composto da quattro aerogeneratori della potenza elettrica di 8 MW, nel Comune di Castelluccio Valmaggiore (FG). Entrambi i progetti potranno pertanto essere realizzati.

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PROROGA DELLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI BATTIPAGLIA (SA)

Per consentire il proseguimento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state  riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata il Consiglio ha deliberato la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Battipaglia (SA), su proposta del Ministro Alfano.

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PIANO DI GESTIONE DEI BACINI IDROGRAFICI IN SICILIA

Su proposta del Ministro Galletti è stato approvato il decreto del Presidente del Consiglio per l’approvazione del piano di gestione dei bacini idrografici del Distretto idrografico della Sicilia, adottato con deliberazione della Giunta regionale di Governo  della Regione Siciliana  del 18 marzo 2010.

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NOMINE

Il Consiglio ha deliberato le seguenti nomine:

  • su proposta del Ministro della giustizia Andrea Orlando, il conferimento al Francesco CASCINI dell’incarico di Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità;
  • su proposta del Ministro della difesa Roberta Pinotti, la promozione a generale di squadra aerea dell’Arma aeronautica del generale di divisione aerea Roberto NORDIO, la promozione a tenente generale del Corpo degli ingegneri dell’Esercito del maggiore generale Francesco CASTRATARO e, infine, il generale di corpo d’armata dell’Esercito Enzo STEFANINI è stato prorogato fino al 30 settembre 2015 nell’incarico di Segretario generale della difesa e Direttore nazionale degli armamenti;
  • su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, la conferma di Paolo CARRÀ a presidente dell’Ente nazionale risi, a seguito dell’acquisizione dei pareri favorevoli delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  • su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini, l’avvio della procedura per la nomina di Daniele CHECCHI, Paolo MICCOLI, Raffaella RUMIATI e Susanna TERRACINI a componenti del Consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – ANVUR.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri ha esaminato undici leggi delle Regioni e delle Province Autonome.

Per le seguenti leggi delle Regioni e delle Province Autonome si è deliberata la rinuncia parziale all’impugnativa:

A) Legge Regione Trentino Alto Adige n. 11 del 09/12/2014 , recante “Disposizioni in materia di enti locali”.

Per le seguenti leggi delle Regioni e delle Province Autonome si è deliberata la non impugnativa:

1) Legge Regione Abruzzo n. 19 del 04/07/2015 “Interventi in favore della Società Abruzzese Gestione Aeroporto (SAGA Spa)”.

2) Legge Regione Lombardia n. 19 del 08/07/2015 “Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specificità dei territori montani in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)”.

3) Legge Regione Lombardia n. 20 del 08/07/2015 “Legge di semplificazione 2015 – Ambiti istituzionale ed economico”.

4) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 15 del 10/07/2015 “Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito”.

5) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 17 del 10/07/2015 “Disposizioni in materia di diritto allo studio universitario, modifica alla legge regionale 21/2014, nonché iniziative progettuali relative alle attività culturali”.

6) Legge Regione Emilia Romagna n. 9 del 16/07/2015 “Legge comunitaria regionale per il 2015”.

7) Legge Regione Emilia Romagna n. 10 del 16/07/2015 “Collegato alla legge comunitaria regionale 2015 - Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali”.

8) Legge Regione Lazio n. 9 del 15/07/2015 “Soppressione dell'Agenzia regionale per i trapianti e le patologie connesse e internalizzazione delle relative funzioni”.

9) Legge Regione Piemonte n. 16 del 13/07/2015 “Istituzione del Comune di Borgomezzavalle mediante fusione dei Comuni di Seppiana e Viganella”.

10) Legge Regione Piemonte n. 17 del 13/07/2015 “Istituzione del Comune di Lessona mediante fusione dei Comuni di Crosa e Lessona”.

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle 18.50

Provvedimenti