Consiglio dei Ministri n. 52 - Buona Scuola e Crescita digitale

03 Marzo 2015

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, martedì 3 marzo 2015, alle ore 19.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.

Stato di attuazione del programma
In apertura del Consiglio dei Ministri, il Ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha aggiornato il Governo sullo stato di attuazione del Programma.
Rispetto allo scorso Consiglio dei Ministri del 20 febbraio vi sono 15 provvedimenti in meno da adottare, di cui 8 riferiti al Governo in carica. Per quanto riguarda l’attuazione dei provvedimenti di legge varati dai due precedenti esecutivi, lo stock di 889, rilevato al momento dell’insediamento del Governo, è sceso a 342. 

“La Buona Scuola”: il provvedimento
Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha presentato al Consiglio dei Ministri la riforma che prende il nome di “La Buona Scuola”. Il punto di partenza per la composizione del testo - che verrà approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri - sono i risultati raccolti sul rapporto pubblicato sul sito labuonascuola.it  dal 15 settembre 2014 al 15 novembre 2014 grazie agli 1.800.000 partecipanti alla consultazione on-line e off-line, i 2040 dibattiti e il coinvolgimento del 70 per cento delle scuole.
“La Buona Scuola” avrà quindi come obiettivi:

  • Rafforzare le competenze degli studenti con flessibilità nei programmi, inclusione e integrazione;
  • Avere un organico funzionale e potenziare l’offerta formativa;
  • I dirigenti scolastici diventano leader educativi con strumenti e personale adeguati per il miglioramento dell’offerta formativa;
  • Organi collegiali più efficaci e rappresentativi;
  • Valutazione, formazione e carriera degli insegnanti;
  • Un rapporto più stretto e stabile fra scuola e lavoro con alternanza obbligatoria nell’ultimo triennio delle superiori;
  • Per quanto riguarda l’edilizia scolastica si vuole procedere con bandi per la costruzione di scuole altamente innovative, creare un’anagrafe dell’edilizia che sia trasparente sugli immobili della scuola e nuove risorse e procedure semplificate e più rapide per costruire nuove strutture;
  • Una scuola digitale con un nuovo piano nazionale che metta al centro formazione dei docenti e competenze degli studenti;
  • Una scuola che goda di una semplificazione amministrativa.

STRATEGIA ITALIANA PER LA BANDA ULTRALARGA E PER LA CRESCITA DIGITALE
Su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,  il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020. Le due strategie sono state definite dall’Agenzia per l’Italia digitale e dal Ministero dello Sviluppo Economico sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le due strategie mirano  a colmare il ritardo digitale del Paese sul fronte infrastrutturale (Strategia Per La  Banda Larga e Ultralarga) e nei servizi (Strategia per la Crescita  Digitale).
L’Italia nel 2014 risultava ancora il Paese con la minor copertura di reti digitali di nuova generazione (NGA) in Europa, sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali per l’accesso a più di 30 Mbps (Megabyte per secondo), un 20% di copertura, contro il 62% europeo; con la prospettiva di giungere solo nel 2016 al 60% di copertura a 30 Mbps e in assenza di piani di operatori privati per avviare la copertura estensiva a 100 Mbps.
Da qui, la necessità di recuperare il gap e raggiungere l’obiettivo strategico di massimizzare la copertura entro il 2020 da un punto di vista infrastrutturale, raggiungendo come minimo gli obiettivi definiti per il secondo pilastro dell’Agenda Digitale Europea -  cioè  Internet in ultrabroadband ad almeno 100 Mbps per almeno il 50% della popolazione come utente, con un  100% dei cittadini che abbiano la copertura a 30 Mbps - ma dandosi come obiettivo del piano il raggiungimento dei 100 Mbps fino all’85% dei cittadini.
Parallelamente alla creazione delle infrastrutture digitali, attraverso la Strategia per la Crescita Digitale, il Governo intende stimolare la creazione e l’offerta di servizi che ne rendano appetibile l’utilizzo e la sottoscrizione di abbonamenti in ultrabroadband.

Strategia Italiana per la Banda Ultralarga
Il nuovo piano nazionale per la Banda Ultralarga si propone un mix virtuoso di investimenti pubblici e privati. Qualora i privati investiranno in misura uguale al pubblico, l’obiettivo che si può raggiungere è superiore a quello minimo europeo. L’obiettivo della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga   è quello di rimediare a questo gap infrastrutturale e di mercato, creando le condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, con azioni quali:
- agevolazioni tese ad abbassare le barriere di costo di implementazione, semplificando e riducendo gli oneri amministrativi;
- coordinamento nella gestione del sottosuolo attraverso l’istituzione di un Catasto del sotto e sopra suolo che garantisca il monitoraggio degli interventi e il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti;
- adeguamento agli altri Paesi europei dei limiti in materia di elettromagnetismo;
- incentivi fiscali e credito a tassi agevolati nelle aree più redditizie per promuovere il “salto di qualità”;
- incentivi pubblici per investire nelle aree marginali;
- realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree a fallimento di mercato.
Le risorse pubbliche a disposizione sono i fondi  europei FESR  e FEASR, il Fondo di Sviluppo e Coesione, per complessivi 6 miliardi, a cui si sommano i fondi collegati del Piano Juncker.
Dall’impegno, più o meno significativo, da parte dei privati dipenderanno in parte i risultati per la copertura nei 4 cluster individuati dal Piano sul territorio italiano, in base a caratteristiche simili ma con costi e complessità di infrastrutturazione crescenti.
Infatti le sole risorse pubbliche non saranno sufficienti per sviluppare una rete estesa di nuova generazione (fino all’85% della popolazione collegato ad almeno 100 Mbps). La soluzione individuata dalla Strategia  è quella di un sistema articolato di nuove regole, che accompagni alla migrazione, progressiva e concordata, verso la nuova rete in fibra ottica.  Una serie di misure ad hoc verranno inserite in un provvedimento specifico:

  • il “servizio digitale universale”;
  • un fondo di garanzia;
  • voucher di accompagnamento alla migrazione verso la fibra ottica;
  • convergenza di prezzo per i collegamenti in fibra ottica realizzati con sovvenzioni statali, al prezzo dei collegamenti in rame.

Strategia per la Crescita Digitale
Il piano nazionale per la banda ultralarga è sinergico alla Strategia per la Crescita Digitale. La strategia ha un carattere dinamico, per essere capace di adattarsi progressivamente agli scenari nel periodo di riferimento 2014-2020. E’ una strategia che punta alla crescita digitale di cittadini e imprese, anche utilizzando le leve pubbliche. Integrerà in modo sussidiario quanto realizzato o in fase di realizzazione sia nel settore pubblico, sia nel settore privato e, deve realizzarsi una piena sinergia con altre strategie pubbliche in essere, sia di pertinenza del governo nazionale sia di competenza regionale, per mettere utilmente “a sistema” obiettivi, processi e risultati.
Tra gli obiettivi che si pone:
-           obbligo dello switch-off nella Pubblica Amministrazione:  digital First, con il superamento della tipologia tradizionale di fruizione dei servizi al cittadino; percorso di centralizzazione  della programmazione e della spesa, monitoraggio delle modalità e tempistiche;
-           nuovo approccio architetturale basato su logiche aperte, standards, interoperabilità e architetture flessibili, user-centered;
-           trasparenza e condivisione dei dati pubblici (dati.gov.it);
-           nuovi modelli di Partnership Pubblico/Privato;
-           coordinamento di tutti gli interventi di trasformazione digitale;
-           la diffusione di cultura digitale e lo sviluppo di competenze digitali in imprese e cittadini;
-           un approccio architetturale basato su logiche aperte e standard, che garantiscano accessibilità e massima interoperabilità di dati e servizi;
-           soluzioni volte a stimolare la riduzione dei costi e migliorare la qualità dei servizi, contemplando meccanismi di remunerazione anche capaci di stimolare i fornitori a perseguire forme sempre più innovative di erogazione/fruizione dei servizi;
-           progressiva adozione di Modelli Cloud;
-           innalzamento dei livelli di affidabilità e sicurezza.
Tra le azioni infrastrutturali cross, che la Strategia si pone:
-           Servizio Pubblico d’Identità Digitale (SPID) per un accesso sicuro e protetto ai servizi digitali.
-           Digital Security per la PA per tutelare la privacy, l’integrità e la continuità dei servizi della PA.
-           Centralizzazione e programmazione della spesa/ investimenti reingegnerizzazione e virtualizzazione dei servizi in logica cloud con conseguente progressiva razionalizzazione datacenter.
-           Sistema Pubblico di Connettività linee guida, regole tecniche e infrastrutture per garantire la connettività e l’interoperabilità Wifi negli uffici pubblici e nelle scuole/ospedali, in sinergia con il piano nazionale banda ultralarga massimizzando la copertura a 100 mbps e garantendo almeno 30 mbps nelle aree più marginali.
La Piattaforma Italia Log In è destinata ad essere la “casa” del cittadino su Internet. La crea un’unica piattaforma, ove apre i suoi dati e offre e riprogetta i servizi a disposizione delle imprese e dei cittadini. Il sistema è pensato come una struttura aperta dove i vari attori della Pubblica Amministrazione contribuiscono per la propria area di competenza. Ogni cittadino con la propria identità digitale ha tutte le informazioni e servizi che lo riguardano.
La strategia è stata redatta a valle di un processo di consultazione partecipato sia online sia offline, svoltosi dal 20 novembre 2014 al 20 dicembre 2014 e che ha coinvolto tutti gli stakeholders pubblici e privati, nonché numerosi cittadini e associazioni civiche.
Nei 30 giorni in cui il testo del documento è stato esposto a consultazione pubblica online sono stati ricevuti 587 commenti da 83 diversi utenti. Sono, inoltre pervenuti all’Agenzia per Digitale oltre 50 documenti di proposta da soggetti pubblici e privati, tutti tenuti in considerazione per integrazioni e modiche.

Legge Europea 2014
Su proposta del Presidente Matteo Renzi e illustrata dal Sottosegretario con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, appositamente invitato in quanto delegato alla materia, il Consiglio ha definitivamente approvato il disegno di Legge Europea per il 2014, con il quale il Governo compie un ulteriore passo avanti per adeguare la normativa italiana agli obblighi imposti dall’Unione prima della chiusura del semestre di Presidenza europea. Il provvedimento chiude undici procedure d’infrazione e sette casi EU pilot, prevede il recepimento di una direttiva che scade nel 2016 e l’attuazione di due decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio. Il testo recepisce il parere favorevole espresso dalla Conferenza Stato –Regioni.
Con l’approvazione della Legge Europea 2014 il Governo ha voluto rinnovare il suo impegno in direzione dell’abbattimento delle procedure di infrazione con l’Unione europea. Una questione indicata fin da subito come priorità dal Governo e che in questo anno ha già prodotto un risultato estremamente positivo, con la riduzione del 30% delle procedure (da 121 a 91 casi).

Relazione programmatica per il 2015  sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea 
Il Sottosegretario con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, ha inoltre illustrato la Relazione programmatica per il 2015 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, che ogni anno il Governo presenta alle Camere, con l’indicazione degli orientamenti e delle priorità che l’Esecutivo intende perseguire con riferimento agli sviluppi del processo di integrazione europea. La Relazione offre al Parlamento un quadro dei “lavori in corso” e di quelli programmati in sede comunitaria, indicando gli orientamenti e gli ambiti di interesse prioritario.

Statuto della Valle d’Aosta
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che, in attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta, abroga le disposizioni concernenti la Commissione di coordinamento ed il suo Presidente. Il testo è stato redatto dalla Commissione paritetica appositamente istituita e su di esso è già stato acquisito il parere del Consiglio regionale. In relazione al nuovo articolo 127 della Costituzione e all’articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, la norma elimina dall’ordinamento tutte le disposizioni di attuazione dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta che ancora contengono riferimenti a funzioni della Commissione di coordinamento, organo che dall’entrata in vigore della riforma del Titolo V della Costituzione è privo di qualsiasi funzione amministrativa; da quella data il Ministero dell’economia e delle finanze ed il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, infatti, non hanno più  nominato i rispettivi rappresentanti. Ha partecipato alla discussione il Presidente della Regione Augusto Rollandin, appositamente invitato.

Trattato di estradizione e assistenza giudiziaria in materia penale con il Kosovo
Su proposta del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, e del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando,  il Consiglio dei Ministri ha nuovamente approvato, con perfezionamenti di natura finanziaria, un  disegno di legge già approvato il 19 settembre scorso, per la ratifica e l’esecuzione del Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica del Kosovo, fatto a Pristina il 19 giugno 2013 . Il Trattato tra l’Italia ed il Kosovo promuove la collaborazione tra i due Paesi in materia di cooperazione giudiziaria penale e disciplina la materia dell’estradizione dei cittadini e del transito degli stessi sul territorio, in relazione alle ipotesi in cui un cittadino consegnato da uno Stato terzo ad uno dei due Stati contraenti debba transitare nei due Paesi. Scopo principale del Trattato è promuovere un’efficace cooperazione tra i due Paesi, con l’obiettivo di reprimere la criminalità sulla base del reciproco rispetto della sovranità, dell’uguaglianza e del mutuo vantaggio.
Inoltre il Trattato sull’assistenza giudiziaria in materia penale è finalizzato a promuovere la collaborazione tra i due Paesi in materia di cooperazione giudiziaria penale. In particolare, si prevede che le Parti si impegnino a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, disciplinando, tra l’altro:

  • La notificazione degli atti giudiziari;
  • L’assunzione di testimonianze o di dichiarazioni;
  • L’invio di documenti, atti ed elementi di prova;
  • La ricerca ed identificazione di persone;
  • l’esecuzione di ispezioni giudiziarie, di indagini, perquisizioni, sequestri e confische;
  • la trasmissione di sentenze penali e di informazioni estratte da archivi giudiziari.

Accordo con l’Uruguay in materia di lavoro
Su proposta del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, è stato inoltre approvato il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell’Accordo fra l’Italia e l’Uruguay in materia di svolgimento dell’attività lavorativa, finalizzato a consentire, nel rispetto della normativa vigente nei due Paesi, lo svolgimento di un’attività lavorativa autonoma o subordinata da parte dei familiari dei membri delle Rappresentanze uruguayane in Italia e presso la Santa Sede e di quelle italiane in Uruguay (si tratta di funzionari diplomatici, funzionari consolari di carriera, membri del personale tecnico e amministrativo, ad esclusione degli impiegati locali). I familiari delle suddette categorie di personale sono tutelati dalle Convenzioni di Vienna sulle Relazioni diplomatiche e consolari, rispettivamente del 1961 e del 1963, dal diritto internazionale consuetudinario e pattizio, che estendono loro privilegi e immunità previste per i membri delle Rappresentanze straniere accreditate.

Nuovi francobolli
Su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, il Consiglio dei Ministri ha autorizzato una emissione integrativa di carte valori postali celebrative per l’anno 2015, che riguarda la celebrazione del centenario della fondazione dell’Istituto Pia Società Figlie di San Paolo.

Poteri speciali
Su proposta del Presidente, Matteo Renzi, il Consiglio dei Ministri ha deliberato di non esercitare i poteri speciali ed ha consentito al decorso dei termini temporali, come previsto dall’ordinamento, in relazione alle seguenti operazioni:

  • fusione per incorporazione nel settore trasporti della società AdF Aeroporto di Firenze S.p.A. nella SAT – Società Aeroporto Toscano S.p.A.;
  • conferimento di ramo d’azienda e la cessione di partecipazione di quote societarie nel settore telecomunicazioni della Wind telecomunicazioni S.p.A;
  • operazione di cessione di know-how aziendale per la realizzazione di materiale nel settore della difesa di B-Max s.r.l.

NOMINE
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato:

  • su proposta del Presidente, Matteo Renzi,  il conferimento dell’incarico di Avvocato generale dello Stato a Massimo MASSELLA DUCCI TERI;

Inoltre, su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, è stato approvato il collocamento in disponibilità, del dirigente generale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco Renato RIGGIO, per collaborare con il Capo del Corpo dei Vigili del fuoco per quanto connesso all’Accordo di collaborazione sottoscritto il 13 gennaio u.s. tra il Dipartimento dei Vigili del fuoco e la Marina militare.

LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei Ministri ha esaminato quindici leggi delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano:

Per la seguente legge regionale si è deliberata l’impugnativa:

1) Legge Regione Toscana n. 1 del 7/01/2015, “Disposizioni in materia di programmazione economica e finanziaria regionale e relative procedure contabili. Modifiche alla l.r. 20/2008”, in quanto varie disposizioni apportano deroghe ai principi e alle norme contenute nel d. lgs. n. 118/2011, che disciplina l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni. Esse pertanto eccedono dalla competenza regionale e invadono la competenza esclusiva statale in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva alla legislazione statale la competenza legislativa riguardante il “sistema contabile dello Stato”.

 

Per le seguenti leggi regionali si è deliberata la non impugnativa:

1) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 27 del 30/12/2014 “Disposizioni per la formazione del bilancio pluriennale e annuale (Legge finanziaria 2015)”.

2) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 28 del 30/12/2014 “Bilancio di previsione per gli anni 2015-2017 e per l’anno 2015 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia”.

3) Legge Regione Campania n. 1 del 05/01/2015 “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2015-2017 della Regione Campania”.

4) Legge Regione Campania n. 2 del 05/01/2015 “Disposizioni per le manifestazioni di accoglienza in occasione della visita di Sua Santità Papa Francesco nella città di Napoli”.

5) Legge Regione Basilicata n. 1 del 08/01/2015 “Rendiconto per l'esercizio finanziario 2013 del parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del materano”.

6) Legge Regione Basilicata n. 2 del 08/01/2015 “Modifica del comma 2 dell'art. 11 della legge regionale 2 febbraio 1998, n. 8 "nuova disciplina delle strutture di assistenza agli organi di direzione politica ed ai gruppi consiliari della regione Basilicata”.

7) Legge Regione Basilicata n. 3 del 08/01/2015 “Modifiche alla l.r. 9/1999- "istituzione di un fondo di solidarietà a favore di donne e minori vittime di reati di violenza sessuale" e alla l.r. 26/2007 "istituzione osservatorio regionale sulla violenza di genere e sui minori”.

8) Legge Regione Liguria BUR n. 4 del 11/02/2015 “Modifiche e integrazioni alla legge statutaria 3 maggio 2005, n. 1 (Statuto della Regione Liguria)”.

9) Legge Regione Toscana n. 2 del 07/01/2015 “Adeguamento della legislazione regionale in materia di programmazione di settore”.

10) Legge Regione Sardegna n. 1 del 09/01/2015 “Soppressione dell'Agenzia governativa regionale Sardegna Promozione”.

11) Legge Regione Sardegna n. 2 del 09/01/2015 “Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2015”.

12) Legge Regione Sardegna n. 3 del 12/01/2015 “Interventi urgenti a favore delle emittenti televisive locali. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3 luglio 1998, n. 22”.

13) Legge Regione Calabria n. 2 del 13/01/2015 “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione della                                    regione Calabria per l’anno finanziario 2015 (art. 16 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 – art. 43 del decreto legislativo 118/2011)”.

14) Legge Regione Calabria n. 4 del 13/01/2015 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 agosto 2010 n. 21 “misure straordinarie a sostegno dell’attivita’ edilizia finalizzata al miglioramento della qualita’ del patrimonio edilizio residenziale (modificata ed integrata con  le ll.rr. Nn. 25/2010, 7/2012 e 23/2013) – modifiche al comma 12 dell’articolo 6”.

 

 

 

Il Consiglio è terminato alle ore 20.45

Provvedimenti