Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.67 - Enti territoriali

11 Giugno 2015

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, giovedì 11 giugno 2015, alle ore 18.35 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti.

 

ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO

Il Ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha fornito il consueto aggiornamento sullo stato di attuazione del Programma ed ha informato il Governo dell’avvio, lo scorso 29 maggio, di MONITOR, la nuova piattaforma web per il monitoraggio dei decreti attuativi utilizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri.
Dal Consiglio dei Ministri del 18 maggio sono stati adottati 23 decreti, di cui 13 riferiti al Governo in carica Il tasso di attuazione del Governo, alla data del 9 giugno, è pari al 65,3% e lo stock Monti - Letta si è ridotto a 295.
Inoltre, dal 26 aprile scorso, data dell’ultimo Report di monitoraggio pubblicato, il Consiglio dei Ministri ha deliberato 14 provvedimenti legislativi (5 disegni di legge, 7 decreti legislativi e due decreti legge).
Sul sito dell’Ufficio per il programma di Governo, sono pubblicati il Report di monitoraggio aggiornato al 4 giugno, il grafico sul tasso di attuazione, gli elenchi dei provvedimenti adottati e i link a quelli pubblicati.

ENTI TERRITORIALI
Misure urgenti per gli enti territoriali (decreto legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell’economia e finanze Pietro Carlo Padoan e  dell’interno  Angelino Alfano, ha approvato un decreto legge recante misure urgenti in materia di enti territoriali. Nello specifico il testo prevede:
Patto di stabilità interno: sono previste norme che allentano i vincoli consentendo  a Comuni, Province e Città metropolitane margini maggiori per investimenti volti alla cura del territorio e all’erogazione dei servizi. In particolare, vengono rideterminati gli obiettivi del patto di stabilità interno dei Comuni per gli anni 2015-2018 concedendo agli enti un maggiore contributo di 100 milioni di euro (in termini di spazi finanziari) l’anno così suddiviso: 10 milioni per eventi calamitosi e messa in sicurezza del territorio; 40 milioni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per interventi di bonifica dei siti contaminati dall’amianto; 30 milioni per l’esercizio della funzione di ente capofila nel caso di gestione associata di alcune funzioni; 20 milioni per le spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e procedure di esprorio. Le norme non comportano maggiori oneri la finanza pubblica perché resta invariato l’obietto complessivo del patto di stabilità dei Comuni fissato dalla legge di stabilità
A favore dei Comuni viene previsto un ammorbidimento delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno nel 2014. La sanzione, rappresentata dalla riduzione delle risorse spettanti dal Fondo di solidarietà, si applica in misura pari al 20% dello sforamento, anziché pari al 100%. Analogamente, per le Province e le Città metropolitane le risorse che vengono erogate dal fondo sperimentale di riequilibrio vengono ridotte del 20% anziché del 100% dello sforamento con il limite massimo previsto del 3% delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.
Pagamento  debiti commerciali: per l’anno 2015 sono incrementate di 2 miliardi di euro le risorse destinate alle Regioni e alle Province autonome per far fronte al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014. L’importo di 2 miliardi è ulteriormente incrementato dalle eventuali risorse disponibili e non utilizzate per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio Sanitario nazionale. Per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili dei Comuni maturati al 31 dicembre 2014, vengono concessi ulteriori 850 milioni.
Fondo compensazione IMU e TASI: per il 2015 è attribuito ai Comuni un contributo di 530 milioni di euro. Con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze da adottare entro il 10 lugli 2015, viene stabilita , secondo una metodologia adottata dalla Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali, la quota di contributo spettante a ciascun  ente tenendo conto dei gettiti dell’IMU e della TASI del 2014.
Anagrafe Nazionale Popolazione Residente (ANPR) e Carta d’identità elettronica: si tratta di misure finalizzate all’ampliamento dell’ANPR attraverso l’informatizzazione dei registri di stato civile e delle liste di leva. Sono previste altresì disposizioni che consentono il superamento del documento digitale unificato attraverso la definitiva implementazione della nuova carta di identità elettronica.
Misure per l’accelerazione della ricostruzione in Abruzzo: disposizioni per favorire l’accelerazione e la trasparenza degli interventi di ricostruzione degli immobili privati nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. Sono comprese ulteriori misure per assicurare la ricostruzione di edifici pubblici, compresi quelli di interesse storico, artistico e archeologico.
Zone Franche Urbane dell’Emilia Romagna: nei territorio dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 e nei Comuni colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012 viene istituita la zona franca che beneficia di consistenti agevolazioni fiscali. Possono beneficiare di tali agevolazioni le imprese localizzate all’interno della zona franca che rientrano nella definizione di ‘microimprese’ e hanno avuto un reddito lordo 2014 inferiore a 80.000 euro e un numero di addetti non superiore a 5 unità. Le agevolazioni per questi soggetti consistono nell’esenzione dalle imposte sui redditi (fino a 100.000 euro di reddito) e dall’IRAP (fino a 300.000 euro) delle attività prodotte nelle ZFU e dall’IMU per gli immobili siti nella zona franca. Le agevolazioni sono concesse per i periodi di imposta 2015 e 2016.
Sisma Lombardia: vengono stanziati 205 milioni di euro a favore delle popolazione della Lombardia colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La somma viene erogata dal Presidente della Regione nella forma di contributi in conto capitale da destinare alla ricostruzione degli immobili, alle imprese che abbiano subito danni a scorte e beni strumentali, alla delocalizzazione tempora delle attività danneggiate al fine di garantire la continuità produttiva.
Clausola di salvaguardia: nel decreto viene introdotta una norma che evita l’aumento dell’accisa sulla benzina previsto a partire dal 30 giugno 2015 nella legge di stabilità in caso di mancata autorizzazione da parte della Ue del meccanismo del reverse charge dell’Iva nel settore della grande distribuzione. La disposizione contenuta nel decreto posticipa l’aumento al 30 settembre 2015 con l’obiettivo di intervenire prima di quella data per disinnescare definitivamente l’entrata in vigore della clausola di salvaguardia.

DECRETI ATTUATIVI SUL JOBS ACT

1. Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro  (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in via definitiva, un decreto legislativo recante misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro, in attuazione dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
Il provvedimento interviene, prevalentemente, sul testo unico a tutela della maternità (n° 151 del 26 marzo 2001), e reca misure volte a sostenere le cure parentali e a tutelare in particolare le madri lavoratrici. Il decreto interviene, innanzitutto, sul congedo obbligatorio di maternità, al fine di rendere più flessibile la possibilità di fruirne in casi particolari come quelli di parto prematuro o di ricovero del neonato.  Il decreto prevede un'estensione massima dell'arco temporale di fruibilità del congedo parentale dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12. Quello parzialmente retribuito (30%) viene portato dai 3 anni di età a 6 anni; per le famiglie meno abbienti tale beneficio può arrivare sino ad 8 anni.  Analoga previsione viene introdotta per i casi di adozione o di affidamento.
In materia di congedi di paternità, viene estesa a tutte le categorie di lavoratori, e quindi non solo per i lavoratori dipendenti come attualmente previsto, la possibilità di usufruire del congedo da parte del padre nei casi in cui la madre sia impossibilitata a fruirne per motivi naturali o contingenti.  Sono inoltre state introdotte norme volte a tutelare la genitorialità in caso di adozioni e affidamenti prevedendo estensioni di tutele già previste per i genitori naturali. Importante l’estensione dell’istituto della automaticità delle prestazioni (ovvero l’erogazione dell’indennità di maternità anche in caso di mancato versamento dei relativi contributi) anche ai lavoratori e alle lavoratrici iscritti alla gestione separata di cui alla legge n. 335/95 non iscritti ad altre forme obbligatorie.
Il decreto contiene due disposizioni innovative in materia di telelavoro e di donne vittime di violenza di genere. La norma sul telelavoro prevede benefici per i datori di lavoro privato che vi facciano ricorso per venire incontro alle esigenze di cure parentali dei loro dipendenti. La seconda norma introduce il congedo per le donne vittime di violenza di genere ed inserite in percorsi di protezione debitamente certificati. Si prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti di datore di lavoro pubblico o privato, con esclusione del lavoro domestico,  nonché per le lavoratrici titolari di rapporti di collaborazione coordinata o continuativa di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi, per motivi legati a tali percorsi, garantendo loro la retribuzione e gli altri istituti connessi.

2. Disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni (decreto legislativo - esame definitivo)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in via definitiva,  un decreto legislativo sulla disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
Per quanto riguarda i contratti di collaborazione a progetto (Co. Co. Pro.), a partire dall’entrata in vigore del decreto, non potranno più esserne attivati (quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza). Comunque, a partire dal 1° gennaio 2016, ai rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed etero-organizzate dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato. Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche relative al trattamento economico e normativo in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore e poche altri tipi di collaborazioni. Con l'intento di espandere le tutele del lavoro subordinato, il decreto legislativo prevede, con effetto dal 1° gennaio 2016, un meccanismo di stabilizzazione dei collaboratori e dei lavoratori autonomi che hanno prestato attività lavorativa a favore dell'impresa. Rientra nel quadro della promozione del lavoro subordinato e del contrasto all’elusione anche l'abrogazione delle disposizioni sul lavoro a progetto e dell'associazione in partecipazione con apporto di lavoro dell’associato persona fisica.
Mansioni – Viene previsto che il lavoratore può essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento, così com'è previsto nel lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione (articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001), purché rientranti nella medesima categoria e non più soltanto a mansioni «equivalenti», a mansioni, cioè, che implicano l'utilizzo della medesima professionalità. In presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi l’impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello, senza modificare il suo trattamento economico (salvo trattamenti accessori legati alla specifica modalità di svolgimento del lavoro). Viene altresì prevista la possibilità di accordi individuali, “in sede protetta”, tra datore di lavoro e lavoratore che possano prevedere la modifica anche del livello di inquadramento e della retribuzione al fine della conservazione dell’occupazione, dell’acquisizione di una diversa professionalità o del miglioramento delle condizioni di vita.
Vengono confermate le seguenti tipologie:

  • Contratto a tempo determinato cui non sono apportate modifiche sostanziali.
  • Contratto di somministrazione - Per il contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) si prevede un’estensione del campo di applicazione, eliminando le causali e fissando al contempo un limite percentuale all’utilizzo calcolato sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa che vi fa ricorso (20%).
  • Contratto a chiamata – Viene confermata anche l’attuale modalità tecnologica, sms, di tracciabilità dell’attivazione del contratto.
  • Lavoro accessorio (voucher) – Viene elevato il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro, restando comunque nei limiti della no-tax area, e verrà introdotta la tracciabilità per evitare, così, un loro uso improprio, prevedendo, da un lato, che il committente imprenditore o professionista possa acquistare il voucher solo in via telematica, dall'altro che debba comunicare preventivamente quale uso farà dei voucher, indicando il codice fiscale del lavoratore e il luogo di svolgimento della prestazione, in un arco temporale di 30 giorni.
  • Apprendistato – Con la revisione della disciplina dell'apprendistato per la qualifica e per il diploma - che ora assume la nuova denominazione di «apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore» - nonché dell'apprendistato di alta formazione e ricerca, si pongono le basi di un «sistema duale», in cui il conseguimento dei titoli, rispettivamente, del livello secondario di istruzione e formazione e del livello terziario, potrà avvenire anche attraverso l'apprendimento presso l'impresa. Si intende, inoltre, rivitalizzare le predette due tipologie di apprendistato, che finora non hanno trovato un adeguato apprezzamento dal sistema delle imprese. Recependo, poi, la volontà espressa dal Governo nel disegno di legge «Scuola» lo schema prevede che possano accedere all’apprendistato, di durata massima quadriennale, anche gli studenti degli istituti scolastici statali per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore.
  • Part-time – Vengono definiti i limiti e le modalità con cui, più in assenza di previsioni al proposito del contratto collettivo, il datore di lavoro può chiedere al lavoratore lo svolgimento di lavoro supplementare seppur in misura non superiore al 25 per cento delle ore di lavoro settimanali concordate, e le parti possono pattuire clausole elastiche (le clausole che consentono lo spostamento della collocazione dell’orario di lavoro) o flessibili (le clausole che consentono la variazione in aumento dell’orario di lavoro nel part- time verticale o misto), con diritto del lavoratore ad una maggiorazione onnicomprensiva della retribuzione pari al 15 per cento per le ore di cui è variata la collocazione o prestate in aumento. Viene inoltre prevista la possibilità, per il lavoratore, di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura connesse a malattie gravi o in alternativa alla fruizione del congedo parentale.

3. Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni per la realizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
Il decreto legislativo prevede, al fine di razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva, l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. L’Ispettorato ha personalità di diritto pubblico, ha autonomia di bilancio e “autonomi poteri per la determinazione delle norme concernenti la propria organizzazione ed il proprio funzionamento.
Gli organi dell’Ispettorato sono:

  • il direttore generale che ne ha la rappresentanza legale;
  • il consiglio di amministrazione;
  • il collegio dei revisori.

La principale funzione dell’Ispettorato nazionale, risiede nel coordinamento, sulla base di direttive emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria. A tal fine, l’Ispettorato definisce tutta la programmazione ispettiva e le specifiche modalità di accertamento e detta le linee di condotta e le direttive di carattere operativo per tutto il personale ispettivo (compreso quello in forza presso INPS e INAIL). 
In supporto alla programmazione dell’attività di vigilanza svolta dall’Ispettorato, si prevede l’obbligo per l’INPS, l’INAIL e l’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione dell’Ispettorato, anche attraverso l’accesso a specifici archivi informatici, dati e informazioni, sia in forma analitica che aggregata.
Al fine di rafforzare l’azione di coordinamento con altri organi preposti alla vigilanza si prevede :

  • la stipula di appositi protocolli,  anche con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale onde  assicurare l’uniformità di comportamento ed una maggiore efficacia degli accertamenti ispettivi, evitando la sovrapposizione degli interventi;
  • l’obbligo per ogni altro organo di vigilanza che svolge accertamenti in materia di lavoro e legislazione sociale di raccordarsi con l’Ispettorato.

In ragione di un progressivo accentramento di tutte le funzioni ispettive presso l’Ispettorato nazionale del Lavoro, il personale ispettivo di INPS e INAIL è inserito in un ruolo provvisorio ad esaurimento dei predetti Istituti con il mantenimento del trattamento economico e normativo in vigore e non potrà essere sostituito dagli Istituti. Pertanto, il reclutamento del personale ispettivo, dall’entrata in vigore dei decreti attuativi, sarà riservato esclusivamente all’Ispettorato del Lavoro. Ulteriori disposizioni sono finalizzate alla semplificazione normativa in materia di ricorsi amministrativi e giudiziari riguardanti  gli atti degli organi ispettivi.

4. Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise nei seguenti quattro gruppi fondamentali:

  • disposizioni comuni alle integrazioni salariali ordinarie (CIGO) e straordinarie (CIGS);
  • disposizioni in materia di CIGO;
  • disposizioni in materia di CIGS;
  • disposizioni in materia di fondi di solidarietà.

Per effetto del decreto vengono estese le tutele a 1.400.000 lavoratori sinora esclusi.
Le disposizioni del decreto consentono risparmi di spesa, utilizzati per rendere strutturali la NASpI a 24 mesi anche dopo il 2016 e per rendere strutturali i  finanziamenti per importanti interventi di politica sociale in materia di: conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro; assegno di disoccupazione (ASDI); fondo per le politiche attive del lavoro. Il decreto comporta anche, come ripetutamente affermato dal governo, una salvaguardia, per il solo 2015, della durata della NASpI con riferimento ai lavoratori stagionali del settore del turismo

Disposizioni comuni alle integrazioni salariali ordinarie (CIGO) e straordinarie (CIGS)

I principali interventi riguardano:

  • l’estensione dei trattamenti di integrazione salariale agli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, con la conseguente estensione degli obblighi contributivi (precisamente, gli apprendisti diventano destinatari della CIGO e, nel caso in cui siano dipendenti di imprese per le quali trova applicazione solo la CIGS, di quest’ultimo trattamento, limitatamente alla causale di crisi aziendale);
  • la revisione della durata massima complessiva delle integrazioni salariali: viene previsto, infatti, che per ciascuna unità produttiva, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possano superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile. Utilizzando i contratti di solidarietà tale limite può essere portato a 36 mesi nel quinquennio mobile;
  • l’introduzione di meccanismi di condizionalità concernenti le politiche attive del lavoro: nello specifico, i lavoratori beneficiari di integrazioni salariali per i quali è programmata una sospensione o riduzione superiore al 50% dell’orario di lavoro sono convocati dai centri per l’impiego per la stipula di un patto di servizio personalizzato;
  • l’introduzione di un meccanismo di “chi usa di più paga di più” sulle aliquote pagate dalle imprese. Il decreto prevede un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese attraverso le aliquote del contributo d’uso (contributo addizionale). Viene infatti previsto un contributo addizionale del 9% della retribuzione persa per i periodi di cassa (cumulando CIGO, CIGS e contratti di solidarietà) sino a un anno di utilizzo nel quinquennio mobile; del 12% sino a due anni e del 15% sino a tre.

Disposizioni in materia di integrazioni salariali ordinarie (CIGO)

I principali interventi riguardano:

  • una riduzione generalizzata del 10% sul contributo ordinario pagato su ogni lavoratore. L’aliquota del contributo ordinario pagato da tutte le imprese indipendentemente dall’utilizzo della cassa passa quindi dall'1,90% all'1,70% della retribuzione per le imprese fino a 50 dipendenti; dal 2,20% al 2% per quelle sopra i 50; dal 5,20% al 4,70% per l'edilizia;
  • l’introduzione del divieto di autorizzare ore di integrazione salariale ordinaria eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell’unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell’integrazione salariale; e ciò, al fine di favorire la rotazione nella fruizione del trattamento di CIGO, nonché il ricorso alla riduzione dell’orario di lavoro rispetto alla sospensione;
  • la semplificazione della procedura di concessione delle integrazioni salariali ordinarie: nello specifico, viene previsto che il trattamento sia concesso dalla sede INPS territorialmente competente, senza previa deliberazione della Commissione provinciale della Cassa integrazione guadagni.

Disposizioni in materia di integrazioni salariali straordinarie (CIGS)

I principali interventi riguardano:

  • la razionalizzazione della disciplina concernente le causali di concessione del trattamento: nello specifico, viene previsto che l’intervento straordinario di integrazione salariale possa essere concesso per una delle seguenti tre causali:
    • riorganizzazione aziendale (che riassorbe le attuali causali di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale);
    • crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa. Viene previsto, tuttavia, che può essere autorizzata, per un limite massimo di 6 mesi e previo accordo stipulato in sede governativa, entro il limite di spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, una prosecuzione della durata del trattamento di CIGS, qualora all’esito del programma di crisi aziendale l’impresa cessi l’attività produttiva e sussistano concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda e di un conseguente riassorbimento occupazionale);
    • contratto di solidarietà: pertanto, gli attuali contratti di solidarietà di tipo “A”, previsti per le imprese rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS, diventano una causale di quest’ultima;
  • l’introduzione della previsione che per le causali di riorganizzazione aziendale e crisi aziendale possano essere autorizzate sospensioni del lavoro soltanto nel limite dell’80% delle ore lavorabili nell’unità produttiva nell’arco di tempo di cui al programma autorizzato; e ciò, al fine di favorire la rotazione nella fruizione del trattamento di CIGS; questa disposizione non opera per un periodo transitorio di 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto;
  • la revisione della durata massima della CIGS e dei contratti di solidarietà; nello specifico:
    • per la causale di riorganizzazione aziendale viene confermata l’attuale durata massima di 24 mesi per ciascuna unità produttiva, eliminando però la possibilità, attualmente prevista, di concedere le c.d. “proroghe complesse” (ossia due proroghe della durata massima di 12 mesi ciascuna);
    • per la causale di crisi aziendale viene confermata la durata massima di 12 mesi;
    • per la causale di contratto di solidarietà viene confermata, rispetto agli attuali contratti di solidarietà di tipo “A”, la durata massima di 24 mesi. Tale durata può essere estesa a 36 mesi, in quanto viene previsto che la durata dei trattamenti per la causale di contratto di solidarietà, entro il limite di 24 mesi nel quinquennio mobile, sia computata nella misura della metà. Oltre tale limite, la durata di tali trattamenti viene computata per intero.

Disposizioni in materia di fondi di solidarietà bilaterali
I principali interventi riguardano:

  • la previsione dell’obbligo di estendere i fondi di solidarietà bilaterali per tutti i settori che non rientrano nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, in relazione alle imprese che occupano mediamente più di 5 dipendenti (attualmente l’obbligo è previsto in relazione alle imprese che occupano mediamente più di 15 dipendenti);la previsione che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il fondo di solidarietà residuale (ossia il fondo che opera per  tutti i settori i quali, oltre a non rientrare nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, non abbiano costituito fondi di solidarietà bilaterali) assume la denominazione di Fondo di Integrazione Salariale ed è soggetto a una nuova disciplina. Gli aspetti salienti di tale nuova disciplina sono i seguenti:
    • rientrano nell’ambito di applicazione del Fondo di integrazione Salariale i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti (attualmente, invece, rientrano nell’ambito di applicazione del fondo di solidarietà residuale i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti), a fronte del pagamento di un’aliquota dello 0,45% della retribuzione a partire dal 2016 (per le imprese oltre i 15 dipendenti, l’aliquota sarà dello 0,65%).
    • il Fondo di Integrazione Salariale garantisce, a decorrere dal 1° gennaio 2016, l’erogazione di una nuova prestazione, ossia l’assegno di solidarietà. Si tratta di una integrazione salariale corrisposta - per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile - ai dipendenti di datori di lavoro che stipulano con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione dell’orario di lavoro, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale o di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo: tale nuova prestazione sostituisce i contratti di solidarietà di tipo “B”, ossia quelli stipulati dalle imprese non rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS. I datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 e fino a 15 dipendenti possono richiedere l’assegno di solidarietà per gli eventi di sospensione o riduzione di lavoro verificatisi a decorrere dal 1° luglio 2016;
    • nel caso di lavoratori che occupano mediamente più di 15 dipendenti, il Fondo di Integrazione Salariale garantisce l’ulteriore prestazione consistente nell’assegno ordinario, per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie (ad esclusione delle intemperie stagionali) e straordinarie (limitatamente alle causali per riorganizzazione e crisi aziendale);
  • revisione della disciplina dell’assegno ordinario corrisposto dai fondi di solidarietà bilaterali: i fondi (diversi dal fondo di integrazione salariale) stabiliscono la durata massima della prestazione, non inferiore a 13 settimane in un biennio mobile e non superiore, a seconda della casuale invocata, alle durate massime previste per la CIGO e la CIGS (attualmente, invece, l’assegno ordinario, a prescindere dalla causale invocata, non può eccedere la durata massima prevista per la CIGO);
  • introduzione di requisiti di competenza ed assenza di conflitto di interesse per gli esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, quali membri dei comitati amministratori dei fondi di solidarietà bilaterali (ivi compreso il fondo di integrazione salariale);
  • introduzione di requisiti di onorabilità per tutti i membri dei comitati amministratori del Fondo di Integrazione Salariale e dei fondi di solidarietà bilaterali;
  • la previsione che, entro il 31 dicembre 2015, i fondi bilaterali cosiddetti puri, o alternativi al sistema sin qui descritto (quali il fondo bilaterale dell’artigianato) eroghino almeno una prestazione tra l’assegno ordinario per 13 settimane nel biennio o l’assegno di solidarietà per 26 settimane nel biennio, prevedendo un’aliquota di contribuzione al fondo dello 0,45% (diviso tra azienda e lavoratore secondo un accordo lasciato alle parti sociali).

5. Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante diposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Il decreto legislativo istituisce  una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione e da Italia Lavoro e ISFOL. L’istituzione dell’ANPAL avverrà senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Tutte le risorse necessarie al suo funzionamento saranno infatti trasferite dal Ministero del lavoro e dall’ISFOL, dei quali sarà effettuata una conseguente riorganizzazione.
Il Ministero del lavoro fisserà linee di indirizzo triennali ed obiettivi annuali in materia di politiche attive e definirà i livelli minimi che le prestazioni devono avere su tutto il territorio nazionale.
Per garantire i livelli essenziali di prestazioni in materia di servizi e politiche attive del lavoro, Ministero del lavoro, Regioni e Province autonome definiranno, un Piano finalizzato all’erogazione delle politiche attive mediante l’utilizzo coordinato di fondi (nazionali, regionali e del Fondo Sociale Europeo). Allo stesso scopo il Ministero del lavoro stipulerà, con ogni Regione e con le Province autonome, una convenzione per regolare i rapporti e gli obblighi concernenti la gestione dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro.

Il Ministero del lavoro controllerà quindi il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale e monitorerà le politiche occupazionali.

Sarà istituito un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, un Sistema informativo delle politiche del lavoro ed il fascicolo elettronico del lavoratore. All’istituzione dell’Albo provvederà l’ANPAL. L’obiettivo è quello di valorizzare le sinergie tra soggetti pubblici e privati e di rafforzare le capacità di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Sistema informativo e al fascicolo elettronico del lavoratore mirano ad una migliore gestione del mercato del lavoro e del monitoraggio delle prestazioni erogate.  Per semplificare gli adempimenti per i datori di lavoro, si prevede che le comunicazioni di assunzione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro (comprese quelle relative alla gente di mare), dovranno essere effettuate in via telematica. Le informazioni del Sistema informativo rappresenteranno la base per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore, liberamente accessibile da parte degli interessati.  Tutte le informazioni contenute nel Sistema informativo saranno messe a disposizione delle Regioni e delle Province. Ci sarà anche un Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione professionale.

Quanto ai Fondi interprofessionali e bilaterali che faranno anch’essi parte della Rete -  l’ANPAL eserciterà la vigilanza su di essi, riferendo al Ministero del Lavoro. In vista di un più efficace inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro si prevede che Regioni e Province autonome costituiscano uffici territoriali, denominati Centri per l’impiego, per svolgere, nei confronti dei disoccupati, disoccupati parziali e soggetti a rischio di disoccupazione, attività di orientamento, ausilio, avviamento alla formazione e accompagnamento al lavoro.

Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato anche parziale e di lavoratore a rischio di disoccupazione. Gli appartenenti a queste categorie verranno assegnati ad una classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità e saranno convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato. Il Patto dovrà inoltre riportare la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro.

Per rafforzare la condizionalità delle erogazioni, la domanda di ASpI, NASpI o DIS-COLL equivarrà a dichiarazione di immediata disponibilità del lavoratore, e sarà inserita nel Sistema informativo delle politiche attive e dei servizi per l’impiego.
I beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito, che non abbiano riottenuto una occupazione, saranno quindi chiamati  a stipulare il Patto di servizio personalizzato.
La sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato sarà necessaria anche ai fini della concessione dell’Assegno di disoccupazione (ASDI).
I beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito che, senza giustificato motivo, non partecipano alle iniziative finalizzate a conseguirne l’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro saranno soggetti  a sanzioni che vanno dalla decurtazione, alla sospensione o decadenza dalle prestazioni.
 
Si prevede inoltre un Assegno di ricollocazione, a favore dei soggetti disoccupati, la cui disoccupazione ecceda i sei mesi. La somma, graduata in funzione del profilo di occupabilità, sarà spendibile presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro. L’assegno non costituirà reddito imponibile.

Ancora, i lavoratori titolari di strumenti di sostegno del reddito potranno essere chiamati a svolgere attività di servizio nei confronti della collettività nel territorio del Comune di residenza.
L'utilizzo dei lavoratori in tali attività non determinerà l'instaurazione di un rapporto di lavoro.
A questi lavoratori spetterà un importo mensile, pari all’assegno sociale, erogato dall’INPS.  Si riordina infine la normativa in materia di incentivi all’occupazione con la previsione della istituzione, presso l’ANPAL, di un Repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione. Vengono definiti i principi generali di fruizione degli incentivi al fine di garantire un’omogenea applicazione; si provvede alla razionalizzazione di quelli relativi ai contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale e di alta formazione e ricerca.

6. Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante diposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise in tre gruppi fondamentali. Il primo concerne la semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese; il secondo i rapporti di lavoro; il terzo le pari opportunità.
Semplificazioni procedure e adempimenti
a) Razionalizzazione e semplificazione dell’inserimento mirato delle persone con disabilità.
Le linee caratterizzanti l’intervento riguardano:

  • la possibilità per i datori di lavoro privati di assumere i lavoratori con disabilità mediante la richiesta nominativa, la stipula di convenzioni e l’assunzione diretta. Viene altresì introdotta la possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa di una certa entità anche se non assunti tramite le procedure del collocamento mirato;
  • l’integrale revisione della procedura di concessione dell’incentivo per le assunzioni dei disabili, prevedendo la corresponsione diretta e immediata dell’incentivo al datore di lavoro da parte dell’INPS mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili.

b) Razionalizzazione e semplificazione in materia di costituzione e gestione del rapporto di lavoro.
I principali interventi riguardano:

  • la tenuta, a decorrere dal 1° gennaio 2017, del libro unico del lavoro in modalità telematica presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
  • la previsione che tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato, tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo, siano effettuate esclusivamente in via telematica mediante modelli semplificati;
  • il potenziamento della Banca dati politiche attive e passive;
  • l’abolizione dell’autorizzazione al lavoro all’estero e la semplificazione del collocamento della gente di mare.

c) Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Le principali modifiche riguardano:

  • la revisione della composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di semplificare e snellire le procedure di designazione dei membri;
  • la riduzione dei componenti della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, l’introduzione di una nuova procedura di ricostituzione della Commissione e un aggiornamento delle funzioni ad essa istituzionalmente attribuite;
  • la messa a disposizione al datore di lavoro, da parte dell’Inail, anche in collaborazione con le aziende sanitarie locali per il tramite del Coordinamento Tecnico delle Regioni, di strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio;
  • lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori;
  • il miglioramento del processo di acquisizione delle informazioni necessarie per il calcolo del premio assicurativo attraverso la realizzazione di un apposito servizio sul portale dell’INAIL;
  • la trasmissione all’INAIL del certificato di infortunio e di malattia professionale esclusivamente per via telematica, con conseguente esonero per il datore di lavoro;
  • la trasmissione all’autorità di pubblica sicurezza delle informazioni relative alle denunce di infortunio mortali o con prognosi superiore a trenta giorni a carico dell’INAIL, esonerando il datore di lavoro;
  • l’abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni, anticipando la soppressione dell’obbligo, connessa, nelle intenzioni del legislatore, alla emanazione del decreto interministeriale istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

d) Revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale.
          I principali interventi riguardano:

  • la modifica alla c.d. maxisanzione per il lavoro “nero” con l’introduzione degli importi sanzionatori “per fasce”, anziché legati alla singola giornata di lavoro irregolare e la reintroduzione della procedura di diffida, che consente la regolarizzazione delle violazioni accertate. La regolarizzazione è subordinata al mantenimento al lavoro del personale “in nero” per un determinato periodo di tempo;
  • la modifica al c.d. provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, favorendo una “immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, valorizzando gli istituti di tipo premiale”;
  • si chiariscono le nozioni di omessa registrazione e infedele registrazione sul libro unico del lavoro e si modifica il regime delle sanzioni;
  • si modificano le sanzioni in materia di consegna del prospetto paga;
  • si elimina l’obbligo, nell’ambito dei cantieri edili, di munire “il personale occupato di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro”.

Disposizioni in materia di rapporto di lavoro

I principali interventi riguardano:

  • la revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore;
  • la possibilità per i lavoratori di cedere, a titolo gratuito, ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, che svolgono mansioni di pari livello e categoria, i riposi e le ferie maturati, con esclusione dei giorni di riposo e di ferie minimi garantiti dalla legge, al fine di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, hanno bisogno di assistenza e cure costanti da parte dei genitori;
  • l’introduzione con decreto ministeriale, per i lavoratori del settore privato, di ipotesi di esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità in caso di malattia, così come avviene per i lavoratori del settore pubblico;
  • l’introduzione di modalità semplificate per effettuare le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito istituzionale.

Disposizioni in materia di pari opportunità

I principali interventi riguardano:

  • la revisione dell’ ambito territoriale di riferimento delle consigliere di parità provinciali in vista della soppressione delle province;
  • la modifica della composizione e delle competenze del Comitato nazionale di parità;
  • la modifica delle competenze e della procedura di designazione e nomina delle consigliere, semplificando l’iter di nomina e superando le incertezze dovute alla precedente formulazione;
  • l’introduzione del principio secondo cui per le consigliere di parità non trova applicazione lo spoil system di cui all’art. 6, comma 1, della legge n. 145/2002;
  • la ridistribuzione fra gli enti interessati degli oneri per il sostegno alle attività delle consigliere;
  • l’introduzione della Conferenza nazionale delle consigliere di parità, per rafforzare e accrescere l'efficacia della loro azione, e consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buone prassi. La Conferenza sostituisce la Rete delle consigliere e opera senza oneri per la finanza pubblica.

SPAZIO UNICO EUROPEO PER IL TRASPORTO FERROVIARIO
Recepimento della direttiva del parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno spazio unico europeo per il trasporto ferroviario (decreto legislativo - rifusione – esame definitivo).
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame definitivo dopo aver acquisito il parere della Conferenza Stato – Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico abrogando, contestualmente,  il  decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, che recava l’attuazione della direttiva 2001/12/CE, della direttiva 2001/13/CE e della direttiva 2001/14/CE in materia ferroviaria.
In linea con l’obiettivo comunitario di agevolare il trasporto ferroviario tra gli Stati membri dell’Unione europea, promuovendo lo sviluppo della competizione e la libera circolazione di persone e merci, il decreto declina i principi di:

  • autonomia e indipendenza gestionale, amministrativa e contabile delle imprese ferroviarie;
  • indipendenza delle funzioni essenziali del gestore dell’infrastruttura relative alla determinazione e riscossione dei canoni e all’assegnazione di capacità dell’infrastruttura;
  • libertà di accesso al mercato dei trasporti di merci e di passeggeri per ferrovia da parte delle imprese ferroviarie a condizioni eque, non discriminatorie e trasparenti e tali da garantire lo sviluppo della concorrenza nel settore ferroviario, ponendo particolare riguardo alla tutela degli investimenti pubblici ed alla necessità di garantire una maggiore partecipazione degli stakeholders circa l’uso, la disponibilità e lo sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria.

EFFICIENZA ENERGETICA
Attuazione della direttiva europea in materia di efficienza energetica (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente e dei Ministri dello sviluppo economico Federica Guidi e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, un decreto legislativo finalizzato a sanare tutti rilievi  evidenziati dalla Commissione europea nella procedura di infrazione n. 2014/2284 in materia di efficienza energetica, concernenti prescrizioni non già previste nell’ordinamento giuridico nazionale vigente. Quasi tutte le norme introdotte dal provvedimento sono meramente ordinamentali, come l’introduzione di alcune definizioni, o procedurali.

VALLE D’AOSTA: TRASFERIMENTO DI FUNZIONI SU INCENTIVI ALLE IMPRESE
Norma di attuazione dello statuto speciale della regione autonoma Valle D’Aosta/Vallée in materie di incentivi alle imprese (decreto legislativo)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato una norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Valle D’Aosta/Vallée, predisposta dalla apposita Commissione paritetica, che trasferisce alla Regione tutte le funzioni amministrative in materia di incentivi, agevolazioni e servizi reali alle imprese esercitate sia da organi centrali e periferici dello Stato sia da enti ed istituti pubblici a carattere nazionale ed interregionale. Ha partecipato alla discussione di questo punto dell’ordine del giorno il Presidente della Regione, Augusto Rollandin.

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DI COMITATI
Illustrati dal Sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, appositamente invitato a partecipare alla discussione, sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri, dopo aver ricevuto i pareri favorevoli della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato, due regolamenti:

  • il primo per il funzionamento del Comitato interministeriale per gli affari europei - CIAE, istituito presso la Presidenza del Consiglio, ne migliora la funzionalità adeguandolo anche al nuovo assetto del Governo rispetto al previgente regolamento (DPCM del 6 gennaio 2009), al fine di renderlo operativo per lo svolgimento dei compito di concordare le linee politiche del Governo nel processo di formazione della posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti dell'Unione europea;
  • il secondo disciplina il funzionamento del Comitato tecnico di valutazione degli atti dell’Unione europea istituito presso il Dipartimento per le politiche europee  con il compito di assicurare il necessario supporto tecnico al CIAE.

STATI DI EMERGERGENZA
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza nella Regione Marche per  fare fronte ai danni causati da eventi atmosferici eccezionali che hanno colpito il territorio nei giorni dal 4 al 6 marzo 2015.
Per completare gli interventi di protezione civile in atto sono stati prorogati gli stati d’emergenza già dichiarati in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio delle Province di Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa nei giorni dall’11 al 14 ottobre 2014 ed il territorio delle Province di Lucca e Massa Carrara nei giorni dal 5 al 7 novembre 2014.
Un’ulteriore proroga per i medesimi motivi è stata deliberata per il territorio delle Province di Torino, Alessandria, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli nei giorni dal 12 al 14 ottobre, il 4 e 5, l’11 e 12 ed il 14 e 15 novembre 2014.

ISTANZE PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI
Il Consiglio dei Ministri ha esaminato alcune istanze per la realizzazione di progetti, a norma dell’articolo 14 quater della legge 241 del 1990 nell’ambito di complesse istruttorie che hanno impegnato la Presidenza del Consiglio a dirimere gli interessi coinvolti in più conferenze di servizi prive di esito. È stato deciso di condividere i parerei favorevoli espressi in conferenza di servizi e dare il via libera ,quindi, alla realizzazione dei seguenti progetti:

  • messa in sicurezza e bonifica dell’Area Merse (GR), nel rispetto delle prescrizioni impartite anche in materia di conservazione degli aspetti culturali coinvolti;
  • realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica della potenza elettrica di 0,90 MW (n. 1 aerogeneratore), sito nel Comune di Ascoli Satriano, in località Forcone (FG);
  • potenziamento dell’impianto depurativo sito nel Comune di Monte Sant’Angelo (FG);
  • riattivazione ed esercizio di un impianto di energia elettrica alimentato  a biomassa vegetale prodotta in via diretta della potenza di 35 mWe netti, nel Comune di Laino Borgo (CS), nel rispetto delle prescrizioni impartite.

È stato invece condiviso l’avviso contrario di natura sanitaria in merito al Programma integrato di intervento n. 9 per la realizzazione di una RSA (residenza sanitaria assistenziale - casa di riposo) nel Comune di Concesio (BS). Il progetto non sarà quindi realizzato.

RIPARTIZIONE DI DISTACCHI E PERMESSI ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
Il Consiglio ha autorizzato il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale quadro di modifica del contratto collettivo nazionale quadro del 3 novembre 2011 in materia di ripartizione di distacchi e permessi alle organizzazioni sindacali rappresentative nei comparti sottoscritto dall’ARAN il 22 gennaio scorso. L’accordo si è reso necessario a seguito della riduzione del 50% dei permessi e dei distacchi sindacali previsti dall’entrata in vigore del decreto legge 90 del 2014. In particolare l’accordo prevede: il recupero effettivo dei permessi concessi in eccesso a talune sigle sindacali e la rimodulazione dei piani di recupero dei permessi di cui al precedente accordo del 2011 a seguito dell’ulteriore rimodulazione effettuata con il predetto dl 90 del 2014.
L’autorizzazione all’Aran alla sottoscrizione dell’Accordo è subordinata alla firma di una dichiarazione congiunta tra le parti (aran-sindacati) con la quale si chiarisce che il 30 per cento della quota residua dei permessi assegnati in acconto nell’anno 2015 e di cui all’art.4 dell’Accordo sono recuperati nel piano di compensazione previsto dall’art. 3 dello stesso Accordo.

PROROGA DELLO SCIOGLIMENTO DI RICADI (VV) E DI ALTAVILLA MILICIA (PA)
Su proposta del Ministro dell’interno Angelino Alfano, il Consiglio dei Ministri ha deciso di prorogare la durata dello scioglimento del Consiglio comunale di Ricadi (VV) e di Altavilla Milicia (Palermo), al fine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state da tempo accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata.

CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA A STEFANIE HORN
Su proposta del Ministro dell’interno Angelino  Alfano e a seguito della richiesta del Presidente del Comitato olimpico nazionale Giovanni Malagò, il Consiglio dei Ministri ha deciso di proporre al Presidente della Repubblica il conferimento a Stefanie HORN, campionessa di canoa, la cittadinanza italiana per meriti speciali. La Horn ha conseguito risultati sportivi prestigiosi rappresentando l’Italia in numerose competizioni ed ha manifestato l’aspirazione ad acquisire la cittadinanza italiana in previsione delle qualificazioni per i prossimi Giochi Olimpici di Rio de Janerio 2016.

FRANCOBOLLI COMMEMORATIVI E CELEBRATIVI
Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato, su proposta del Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, un’emissione integrativa di carte valori postali commemorative e celebrative per l’anno 2015, che comprende:

  • francobolli commemorativi del dott. Gaetano Perusini, nel centenario della scomparsa (il dott. Perusini svolse un ruolo di rilievo nella definizione degli aspetti clinici dell’Alzheimer);
  • francobolli celebrativi dell’Associazione bancaria italiana nel settantesimo anniversario della ricostituzione (12 settembre 1945);
  • francobolli celebrativi del Giubileo straordinario della misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016);
  • francobolli celebrativi dell’Ospedale San Giovanni Battista in Roma (emissione congiunta con il Sovrano Militare Ordine di Malta).

Sono state inoltre approvate:

  • una modifica, predisposta con delibera del Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Tevere, delle Norme tecniche di attuazione del Piano di bacino in materia di aree a rischio e fasce di pericolosità contemplate dal Piano di assetto idrogeologico – PAI;
  • la “Variante al Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico – Rischio di frana relativamente ai comuni di Cervinara (AV), Sant’Angelo a Cupolo (BN), Torrioni (AV) e Vitulano (BN)” adottata dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno nella seduta del 3 luglio 2014.

ISTITUZIONE DI GIORNATE IN TEMA DI SALUTE
Il Consiglio dei Ministri ha condiviso l’iniziativa del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, su proposta del Ministro della salute  Beatrice Lorenzin, di emanare due direttive:

  • la prima per istituire per il 22 aprile di ogni anno la giornata nazionale per la salute della donna, in linea con le attuali politiche di prevenzione e promozione della salute promosse dal Ministro e inserite fra i temi di politica sanitaria dell’Agenda del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea. Il giorno prescelto coincide con la data di nascita della professoressa Rita Levi Montalcini (22 aprile 1909), che è stata membro del Comitato d’onore della Fondazione ATENA Onlus.
  • La seconda direttiva  indice per il 20 giugno di ogni anno la giornata nazionale dedicata alla distrofia facio-scapolo-omerale, per sensibilizzare l’opinione pubblica, incrementare la piena consapevolezza tra pazienti, operatori sanitari e sociali, favorire la ricerca diagnostica e la prevenzione della patologia nei portatori sani.

NOMINE
Sono state approvate poi le seguenti nomine:

  • su proposta del Ministro dell’interno Angelino Alfano, il prefetto Santi GIUFFRÈ è stato confermato nell’incarico di Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura e sono stati inoltre nominati dirigenti generali di Pubblica sicurezza, con contestuale collocamento in disponibilità, i dirigenti superiori della Polizia di Stato Antonio APRUZZESE, Sergio BRACCO e Armando FORGIONE;
  • tenuto conto dei pareri favorevoli espressi dalle Commissioni parlamentari, su proposta del ministro della difesa Roberta Pinotti, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato la nomina del  generale di corpo d’armata Massimiliano DEL CASALE  a Presidente della Cassa di previdenza delle Forze Armate. Ancora su proposta del Ministro Pinotti il tenente generale r.n. del Corpo di commissariato dell’Esercito in ausiliaria Giuseppe FABBRI è stato confermato nell’incarico di Direttore dell’Ufficio centrale del bilancio e degli affari finanziari  fino al 20 gennaio 2016;
  • su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, è stata avviata la procedura per la conferma di Paolo CARRÀ a Presidente dell’Ente nazionale risi;
  • su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini, è stato conferito a Rosa DE PASQUALE l’incarico di Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero;
  • su proposta del Ministro degli affari esteri Paolo Gentiloni il collocamento fuori ruolo del Ministro plenipotenziario Emanuela D’ALESSANDRO, presso la Presidenza della Repubblica, quale Consigliere diplomatico del Presidente della Repubblica e il collocamento fuori ruolo del Ministro plenipotenziario Bruno Antonio PASQUINO, presso EXPO Milano 2015, quale Commissario generale di EXPO Milano 2015.

MOVIMENTO PREFETTI

VARRATTA dott. Luigi

-

da Firenze, è destinato a svolgere le funzioni di Capo del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie

GIUFFRIDA dott. Alessio

-

da Cagliari, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Firenze

PERROTTA dott.ssa Giuliana

-

da Lecce, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Cagliari

PALOMBA dott. Claudio                                                                              

-

da Rimini, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Lecce

STRANO dott.ssa Giuseppa

-

da Pavia, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Rimini

CESARI dott.ssa Erminia Rosa

-

da Forlì-Cesena, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Pavia

ROCCO de MARINIS dott. Fulvio

-

da Chieti, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Forlì-Cesena

CORONA dott. Antonio

-

da Lodi, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Chieti

PALMISANI dott.ssa Patrizia

-

da Direttore dell'Ufficio Centrale ispettivo presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Lodi

PAGANO                                                                   dott.ssa Carmela                                   

-

da Caserta, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Bari

DE FELICE dott. Arturo

-

è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Caserta, cessando dalla disposizione ai sensi della legge n. 410/91, con incarico di Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso

CARPINO dott. Riccardo Paolo Carmelo Antonio

-

è collocato a disposizione ai sensi della legge n. 410/91 ai fini del conferimento dell'incarico di Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, cessando dalla disponibilità ai sensi dell'art. 12, comma 2-bis del decreto legislativo n. 139/2000

SCOLAMIERO dott. Antonella 

-

da Viterbo, è destinata a svolgere le funzioni di  Prefetto di Salerno

PIERMATTI dott.ssa Rita             

-

è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Viterbo, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con incarico di Presidente della Commissione di coordinamento per la Regione Valle d'Aosta

MULAS dott. Salvatore Mario

-

da Sassari, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Verona

GIARDINA dott. Pietro

-

da Macerata, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Sassari

PREZIOTTI dott.ssa Roberta

-

da Direttore Centrale per gli affari generali presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Macerata

BASILICATA dott.ssa Gerardina 

-

da Savona, è destinata a svolgere le funzioni di Direttore Centrale per gli affari generali presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile

VALENTI dott. Valerio

-

da Direttore Centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Brescia

ZAPPALORTO dott. Vittorio

-

da Gorizia, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Udine

ALBERTI dott.ssa Isabella

-

da Ispettore Generale di Amministrazione, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Gorizia

BACCARI dott.ssa Liliana

-

da Ispettore Generale di Amministrazione, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Lecco

GUIDI dott.ssa Alessandra

-

da Ispettore Generale di Amministrazione con incarico di Coordinatore del Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Arezzo

ORDINE dott. Saverio

-

da Arezzo, è collocato a disposizione ai sensi della legge n. 410/91 con incarico di Coordinatore del Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere

LAGANA' dott.ssa Maria Rosaria

-

è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Pordenone, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso l'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei Ministri ha esaminato trentadue leggi delle Regioni e delle Province Autonome.

Per le seguenti regionali si è deliberata l’impugnativa:

1) Legge Regione Marche n. 16 del 13/04/2015, “Disposizioni di aggiornamento della legislazione regionale. Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 36 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015/2017 della Regione. Legge finanziaria 2015” e alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 37 “Bilancio di previsione per l’anno 2015 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017”, in quanto una norma in materia di edilizia viola sia l’articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione, che riserva alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia dell’ordinamento civile, sia l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, contrastando con i principi fondamentali in materia di governo del territorio.

2) Legge Regione Liguria n.12 del 07/04/2015, “Disposizioni di adeguamento della normativa regionale”, in quanto una disposizione riguardante i corpi idrici, contrasta con le disposizioni contenute nel codice dell’ambiente, violando in tal modo la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente di cui all’art. 117, secondo comma, lett. s). Altre disposizioni si pongono in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio, in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione.

3) Legge Regione Puglia n. 17 del 10/04/2015 “Disciplina della tutela e dell’uso della costa”, in quanto alcune disposizioni relative alle concessioni demaniali presentano profili di incostituzionalità sia in relazione all’art. 117, primo comma, della Costituzione, che impone il rispetto dei vincoli comunitari nell’esercizio del potere legislativo  delle Regioni,  sia in relazione all’art.117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva allo Sato la competenza in materia di tutela della concorrenza.

4) Legge Regione Umbria n. 11 del 09/04/2015, “Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali”, in quanto varie disposizioni in materia sanitaria contrastano  con i principi fondamentali della legislazione statale sia in materia di tutela della salute sia in materia di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, e ledono inoltre il principio di buon andamento della P.A, in violazione dell’art. 97 della Costituzione.

5) Legge Regione Umbria n. 12 del 09/04/2015, “Testo unico in materia di agricoltura”, in quanto numerose norme riguardanti il settore agricolo violano l’art. 117, primo comma, della Costituzione, che impone alle Regioni il rispetto dei vincoli comunitari. Esse ledono inoltre i principi di tutela della concorrenza, in contrasto con l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione che attribuisce alla competenza statale tale materia.

6) Legge Regione Molise n. 7 del 14/04/2015, “Disposizioni modificative della legge regionale 11 dicembre 2009, n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l’utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l’edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l’edilizia scolastica)”, in quanto una norma in materia di pianificazione paesaggistica viola la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Altre norme, in materia di edilizia, invadono la potestà legislativa esclusiva statale in materia di “ordinamento civile”, violando l’art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. e contrastano con i principi fondamentali della materia “governo del territorio”, violando l’art. 117, terzo comma , della Costituzione.

Per la seguente legge regionale si è deliberata la rinuncia all’impugnativa:

A) legge della Regione Abruzzo n. 41 del 21 novembre 2014, recante "Riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise "G. Caporale".

Per le seguenti leggi regionali si è deliberata la non impugnativa:

1) Legge Regione Valle d’Aosta n. 6 del 30/03/2015 “Revisione della disciplina regionale concernente la concessione di contributi in materia di sistemazioni idraulico-forestali e difesa del suolo e di agriturismo. Modificazioni alle leggi regionali 1° dicembre 1992, n. 67 (Interventi in materia di sistemazioni idraulico-forestali e difesa del suolo), e 4 dicembre 2006, n. 29 (Nuova disciplina dell’agriturismo. Abrogazione della legge regionale 24 luglio 1995, n. 27, e del regolamento regionale 14 aprile 1998, n. 1)”.

2) Legge Regione Valle d’Aosta n. 7 del 30/03/2015 “Modificazioni alla legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi)”.

3) Legge Regione Liguria n. 13 del 07/04/2015 “Attuazione dell’articolo 118, quarto comma, della Costituzione: norme per la promozione della cittadinanza umanitaria attiva”.

4) Legge Regione Liguria n. 14 del 07/04/2015 “Azioni regionali a sostegno delle cooperative di comunità”.

5) Legge regione Liguria n. 15 del 10/04/2015 “Disposizioni di riordino delle funzioni conferite alle province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)”.

6) Legge Regione Puglia n. 15 del 10/04/2015 “Disposizioni urgenti in materia di politiche agricole”.

7) Legge Regione Puglia n. 16 del 10/04/2015 “Misure per l’applicazione nell’anno 2015 dell’articolo 7 della legge regionale 30 dicembre 2011, n. 38”.

8) Legge Regione Puglia n. 18 del 10/04/2015 “Interventi per favorire la pari opportunità, mediante facilitazioni all’utilizzo da parte dei cittadini con disabilita, del sistema self-service presso i distributori di carburante”.

9) Legge Regione Puglia n. 19 del 10/04/2015 “Modifiche alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione paesaggistica)”.

10) Legge Regione Puglia n. 20 del 10/04/2015 “Norme in materia di composizione dei collegi sindacali delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale”.

11) Legge Regione Puglia n. 21 del 10/04/2015 “Riconoscimento  della legittimità  del debito  fuori  bilancio  derivante dalla Sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 24164/2014”.

12) Legge Regione Puglia  n. 22 del 10/04/2015 “Integrazione alla legge regionale 10 luglio 2006, n. 19 (Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia)”.

13) Legge Regione Toscana n. 46 del 09/04/2015 “Disciplina delle iniziative istituzionali del Consiglio regionale per la valorizzazione delle finalità statutarie. Abrogazione della l.r. 26/2001”.

14) Legge Regione Umbria n. 13 del 09/04/2015 “Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 2 febbraio 2010, n. 6 (Disciplina della promozione della qualità nella progettazione architettonica)”.

15) Legge Regione Umbria n. 14 del 09/04/2015 “Ulteriori modificazioni della legge regionale 19 luglio 1988, n. 23 (Disciplina della navigazione sul lago Trasimeno)”.

16) Legge Regione Marche n. 13 del 03/04/2015 “Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province”.

17) Legge Regione Molise n. 6 del 03/04/2015 “Modifiche alla legge regionale 6 dicembre 2005, n.48 (Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali)”.

18) Legge Regione Piemonte n. 6 del 13/04/2015 “Autorecupero degli alloggi carenti di manutenzione da parte degli assegnatari. Modifiche alla legge regionale 17 febbraio 2010, n. 3 (Norme in   materia di edilizia sociale)”.

19) Legge Regione Piemonte n. 7 del 13/04/2015 “Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte”.

20) Legge Regione Sicilia n. 8 del 10/04/2015 “Norma transitoria in materia di proroga della gestione commissariale delle ex     province regionali”.

21) Legge Regione Toscana n. 47 del 13/04/2015 “Disposizioni sul sistema sanitario di emergenza urgenza. Modifiche alla l.r. 40/2005”.

22) Legge Regione Campania n. 8 del 17/04/2015 “Variazione al Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2015-2017 della Regione Campania”.

23) Legge Regione Piemonte n. 8 del 20/04/2015 “Riconoscimento della specificità della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola”.

24) Legge Regione Basilicata n. 16 del 17/04/2015 “Modifica della legge regionale 12 dicembre 2014, n. 37 promozione e sviluppo dello spettacolo”.

25) Legge Regione Puglia n. 25 del 16/04/2015 “Misure di prevenzione, solidarietà e incentivazione finalizzate al contrasto e all’emersione della criminalità organizzata e comune nelle forme dell’usura e dell’estorsione”.

26) Legge Regione Toscana n. 48 del 13/04/2015 “Istituzione del sistema informativo del catasto delle infrastrutture di rete”.

Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 20.10.

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