Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 80

10 Settembre 2015

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, giovedì 10 settembre 2015, alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti.

 

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LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2015

Delega al governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea (disegno di legge – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi, ha approvato il disegno di legge  recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive Europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015. Il provvedimento, presentato in Consiglio dei ministri dal Sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, appositamente invitato, contiene deleghe legislative per l’attuazione, in alcuni casi con indicazione di criteri specifici di delega, di otto direttive europee e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei. Si tratta di norme destinate ad integrare l’ordinamento nazionale o a disciplinare ex novo aspetti della vita giuridica, economica, sociale, sanitaria ed anche etica dei cittadini italiani in ambiti estremamente differenziati: dai diritti sulle opere musicali per l'uso online nel mercato interno alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, dalle prescrizioni tecniche sulla codifica di tessuti e cellule umani all'uso di borse di plastica in materiale leggero e ai contratti di credito ai consumatori relativi a immobili residenziali.

Il testo, prima della sua approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei ministri, sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il prescritto parere.

Di seguito le principali direttive per le quali è conferita delega legislativa:

  1. direttiva (UE) 2015/565, per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative alla codifica di tessuti e cellule umani (termine di recepimento 29 ottobre 2016);
  2. direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno (termine di recepimento 10 aprile 2016);
  3. direttiva 2014/92/UE sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull’accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (termine di recepimento 18 settembre 2016);
  4. direttiva (UE) 2015/637, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non rappresentati nei paesi terzi;
  5. direttiva (UE) 2015/652, che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione relativamente alla qualità della benzina e del combustibile diesel (termine di recepimento 21 aprile 2017);
  6. direttiva (UE) 2015/720, relativa all'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (termine di recepimento 27 novembre 2016);
  7. direttiva (UE) 2015/849, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo;
  8. direttiva 2014/17/UE, relativa ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali (termine di recepimento 21 marzo 2016.

Il disegno di legge contiene, inoltre, deleghe al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di 6 regolamenti europei tra i quali il Regolamento (UE) 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e direttiva (UE) 2011/91 sulle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.

Con l’occasione il Sottosegretario Gozi ha fatto il punto sullo stato delle infrazioni, illustrando il piano per ridurne ulteriormente il numero già a partire dalle prossime settimane.

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ENTI CREDITIZI E IMPRESE DI INVESTIMENTO

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare e su proposta del Presidente Matteo Renzi, e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, due decreti legislativi in materia di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento, di recepimento nell’ordinamento nazionale della direttiva 2014/59/UE (c.d. Bank Recovery and Resolution Directive – di seguito anche, per brevità, ‘Direttiva’ o BRRD), che istituisce un quadro armonizzato a livello dell’Unione Europea in tema di risanamento e di risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento. La finalità della direttiva è quella di evitare liquidazioni disordinate, che amplifichino gli effetti e i costi di eventuali crisi, dotando le autorità di risoluzione di strumenti che consentano un intervento precoce e efficace, riducendo al minimo l’impatto del dissesto sull’economia e sul sistema finanziario. È altresì notevolmente limitata la possibilità dii salvataggi pubblici.

1) Decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio

Il decreto legislativo reca la disciplina in materia di predisposizione di piani di risoluzione, avvio e chiusura delle procedure di risoluzione, adozione delle misure di risoluzione, gestione della crisi di gruppi internazionali, poteri e funzioni dell'autorità di risoluzione nazionale e disciplina del fondo di risoluzione nazionale. Le attività connesse con la risoluzione spettano all’autorità di risoluzione le cui funzioni, in attuazione dello specifico criterio di delega, sono state attribuite alla Banca d’Italia. L’applicazione del bail-in, come consentito dalla Direttiva e previsto dalla delega, entrerà in vigore il 1° gennaio 2016.

2) Decreto legislativo recante modifiche del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario – TUB) e del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 (Testo unico della finanza – TUF) in attuazione della Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la Direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le Direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio

Il decreto modifica il Testo unico bancario per introdurre la disciplina dei piani di risanamento, del sostegno finanziario infragruppo, delle misure di intervento precoce, mentre l'amministrazione straordinaria delle banche viene allineata alla disciplina europea. Viene inoltre modificata la disciplina della liquidazione coatta amministrativa per adeguarla al nuovo quadro normativo previsto dalla Direttiva e apportare alcune innovazioni alla luce della prassi applicativa.

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COMMERCIALIZZAZIONE E CARATTERISTICHE DELL’OLIO D’OLIVA

Disposizioni sanzionatorie per la violazione del Regolamento UE sulle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva e del regolamento CEE  sulle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni sanzionatorie per la violazione del regolamento (UE) n. 29/2012 della Commissione, del 13 gennaio 2012, relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva e del Regolamento (CEE) n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva, nonché ai metodi ad essi attinenti.

Nello specifico con l’intervento, che si affianca a quello già realizzato con la legge 9 del 14 gennaio 2013, sono state inserite le sanzioni riguardanti l’indicazione obbligatoria  dell’origine, nonché quelle relative alla leggibilità delle informazioni in etichetta (origine e denominazione di vendita). Tali informazioni, infatti, devono comparire nell’imballaggio in modo tale che siano facilmente visibili, comprensibili ed apposte in uno stesso campo visivo.

Inoltre sono state previste sanzioni per la mancata istituzione ed irregolare tenuta del registro di carico e scarico degli oli, obbligatorio per tutti coloro che detengono o commercializzano oli ai fini commerciali. La competenza all’irrogazione delle sanzioni previste nel decreto è affidata al Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con le procedure previste dalla legge n. 689 del 1981.

Restano ferme le competenze spettanti, ai sensi della normativa vigente, agli organi preposti all’accertamento delle violazioni.

Con questo decreto si completa il dispositivo normativo che dà attuazione alla tracciabilità dell’olio, sistema indispensabile per il contrasto alle frodi nel settore oleario.

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PROGRAMMA STATISTICO NAZIONALE  E AGGIORNAMENTO

Su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione  Maria Anna Madia, sono stati approvati il Programma statistico nazionale per il triennio 2014-2016, con l’elenco delle rilevazioni per cui sussiste l’obbligo di risposta, nonché l’Aggiornamento al Piano medesimo che contiene, anch’esso, l’analogo elenco.  Il Programma statistico nazionale per il triennio 2014-2016 ed il relativo all’Aggiornamento 2015-2016 sono stati predisposti dall’Istat e deliberati, su proposta del suo Presidente, dal Comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica, come previsto dall’articolo 3, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 166 del 2010.

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PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA PER CALABRIA E EMILIA ROMAGNA

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza degli eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito il territorio delle Province di Cosenza, Catanzaro e Crotone nei giorni dal 29 gennaio al 2 febbraio 2015 ed il territorio dei Comuni di Petilia Policastro (KR), Scala Coeli e Oriolo Calabro (CS), Canolo e Antonimina (RC) nei giorni dal 22 febbraio al 26 marzo 2015. Per consentire il completamento degli interventi di protezione civile già in atto, è stato anche prorogato lo stato di emergenza già dichiarato in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio della Regione Emilia-Romagna nei giorni dal 4 al 7 febbraio 2015.

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FINANZIAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO IN CINQUE REGIONI

Come previsto dal decreto legge n. 154 del 2008 e ferma restando la facoltà di recupero delle somme, il Consiglio ha autorizzato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanza Pietro Carlo Padoan, l’erogazione a cinque Regioni di anticipazioni sulle somme a loro spettanti per il finanziamento del Servizio sanitario. Il Governo esercita questa possibilità quando le verifiche compiute dai Tavoli e dai Comitati permanenti sui Piani di rientro dai disavanzi dei Servizi sanitari regionali rilevano che sussistono le condizioni di emergenza finanziaria  e di avvenuta adozione di provvedimenti di correzione strutturale  per procedere in tal senso. Le Regioni che ne usufruiscono sono Calabria, Abruzzo, Sicilia, Lazio e Campania.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei ministri ha esaminato venti leggi delle Regioni e delle Province Autonome.

Per la seguente legge regionale si è deliberata l’impugnativa:

  1. Legge Regione Sicilia n. 14 del 10/07/2015, “Modifiche all’articolo 19 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12”. Il Consiglio dei ministri, pur prendendo atto della lettera del presidente della Regione Siciliana con la quale si impegna a portare alcune modifiche alla legge, ha deciso di impugnarla in quanto, sul piano strettamente tecnico, la disposizione è in contrasto con l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione che riserva esclusivamente alla competenza  legislativa dello Stato la materia della tutela della concorrenza. Contemporaneamente si è deciso di aprire un tavolo di confronto istituzionale con la Regione Siciliana per procedere all’individuazione di possibili soluzioni concordate in merito alla questione.

Per le seguenti leggi regionali si è deliberata la non impugnativa:

  1. Legge Provincia Bolzano n. 8 del 14/07/2015 “Modifiche di leggi provinciali nei settori artigianato, industria, commercio, servizi, urbanistica ed altre disposizioni”.
  2. Legge Regione Abruzzo n. 20 del 16/07/2015 “Disposizioni riguardanti Abruzzo Engineering S.C.p.A”.
  3. Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 18 del 17/07/2015 “La disciplina della finanza locale del Friuli Venezia Giulia, nonché modifiche a disposizioni delle leggi regionali 19/2013, 9/2009 e 26/2014 concernenti gli enti locali”.
  4. Legge Regione Veneto n. 13 del 22/07/2015 “Variazione al bilancio di previsione 2015 per il finanziamento degli interventi per fronteggiare l'emergenza causata dagli eccezionali eventi atmosferici del giorno 8 luglio 2015 che hanno colpito i territori di cui al Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 106 del 9 luglio 2015”.
  5. Legge Provincia Trento n. 13 del 22/07/2015 “Interventi per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco”.
  6. Legge Provincia Trento n. 14 del 22/07/2015 “Modificazione dell'articolo 44 della legge provinciale 27 dicembre 2012, n. 25, relativamente ad assunzioni di personale del comparto scuola”.
  7. Legge Regione Emilia Romagna n. 12 del 29/07/2015 “Rendiconto generale della regione emilia-romagna per l’esercizio finanziario 2014”.
  8. Legge Regione Emilia Romagna n. 13 del 30/07/2015 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su città metropolitana di bologna, province, comuni e loro Unioni”.
  9. Legge Regione Emilia Romagna n. 14 del 30/07/2015 “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari Regione Emilia Romagna”.
  10. Legge Regione Emilia Romagna n. 15 del 30/07/2015 “Norme di semplificazione della disciplina regionale in materia di commercio. Modifiche alle leggi regionali n. 17 del 2014, n. 12 del 1999, n. 1 del 2011, n. 14 del 1999 e n. 14 del 2003”.
  11. Legge Regione Sardegna n. 19 del 24/07/2015 “Disposizioni in materia di apicoltura”.
  12. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 6 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Altavalle mediante la fusione dei Comuni di Faver, Grauno, Grumes e Valda”.
  13. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 7 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Altopiano della Vigolana mediante la fusione dei Comuni di Bosentino, Centa San Nicolò, Vattaro e VigoloVattaro”.
  14. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 8 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Amblar-Don mediante la fusione dei Comuni di Amblar e Don”.
  15. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 9 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Borgo Chiese mediante la fusione dei Comuni di Brione, Cimego e Condino”.
  16. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 10 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Borgo Lares mediante la fusione dei Comuni di Bolbeno e Zuclo”.
  17. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 11 del 20/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Castel Ivano mediante la fusione dei Comuni di     Spera, Strigno e Villa Agnedo”.
  18. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 12 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Cembra Lisignago  mediante la fusione dei Comuni di Cembra e Lisignago”.
  19. Legge Regione Trentino Alto Adige n. 13 del 24/07/2015 “Istituzione del nuovo Comune di Contà mediante la fusione dei Comuni di Cunevo, Flavon e Terres”.

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Il Consiglio dei ministri è terminato alle 20.00

Provvedimenti