Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 64 - Ammortizzatori sociali e pensioni

18 Maggio 2015

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, lunedì 18 maggio 2015, alle ore 12.40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti.

 

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STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA

In apertura del Consiglio dei Ministri, il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha comunicato al Governo che dal Consiglio dei Ministri dell’8 maggio sono stati adottati 10 provvedimenti attuativi, di cui 8 riferiti al Governo in carica, il cui tasso di attuazione è salito al 63,9%.

Sono in totale 767 i decreti, compresi quelli riferiti ai due esecutivi precedenti, ai quali il Governo ha dato attuazione.

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MINUTO DI SILENZIO IN MEMORIA DEI CADUTI DELLA I GUERRA MONDIALE

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato al Consiglio dei Ministri che tutti i cittadini italiani sono invitati ad osservare un minuto di silenzio in memoria dei caduti della prima guerra mondiale domenica 24 maggio 2015 alle ore 15.

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DECRETO LEGGE IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI E PENSIONI

Su proposta del Presidente Renzi e dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni che dà, tra l’altro, attuazione alla recente sentenza della Corte costituzionale in materia di indicizzazione delle pensioni.

Questi i punti salienti del decreto legge:

  • al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza n.70 del 2015 della Corte costituzionale e nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza  pubblica, assicurando al tempo stesso la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni  per garantire i diritti civili e sociali, il provvedimento riconosce, per il 2012-13, ai trattamenti pensionistici superiori a tre volte i trattamenti minimi, una parziale rivalutazione in base all’inflazione, graduata in funzione decrescente per fasce di importi pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo, con decorrenza primo settembre 2015; gli arretrati invece saranno pagati in un’unica soluzione il 1° agosto prossimo, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato, importo che sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte il minimo stesso. L’onere è pari, per il bilancio pubblico, per effetto degli arretrati, a 2 miliardi e 180 milioni di euro per il 2015 e, a regime, a 500 milioni dal 2016 in poi. La platea dei destinatari, con pensioni superiori a tre volte il minimo e non superiori a sei, è di 3,7 milioni di pensionati;

 

  • in materia pensionistica sono anche previsti un intervento che consente all’INPS di anticipare al 1° giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si è verificata negli anni passati.

In materia di ammortizzatori sociali sono poi previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga  per il 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro.

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INFORMAZIONE DEL SETTORE PUBBLICO 

Attuazione di direttiva europea in materia di riutilizzo dell’informazione del settore pubblico  (decreto legislativo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione  Maria Anna Madia,  ha approvato in via definitiva un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/37/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che modifica la direttiva 2003/98/CE.

La direttiva stabilisce un insieme minimo di norme che disciplinano il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e i mezzi pratici per facilitare il riutilizzo dei documenti esistenti detenuti da enti pubblici degli Stati membri. Con l’attuazione della direttiva si stabilisce in modo chiaro l’obbligo per gli Stati membri di rendere riutilizzabili tutti i documenti a meno che l’accesso sia limitato o escluso ai sensi delle disposizioni nazionali sull’accesso agli atti e fatte salve le altre eccezioni stabilite dalla direttiva stessa.  Tra le altre cose il decreto legislativo, che ha acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, prevede:

  • che vengano inclusi nell’ambito di applicazione della direttiva i documenti i cui diritti di proprietà intellettuale siano detenuti da biblioteche, da musei e da archivi, qualora il loro riutilizzo sia autorizzato;
  • che gli Stati membri incoraggino l’uso di licenze aperte disponibili on-line, anche al fine di conferire diritti di riutilizzo più ampi e che si basino sui principi dei dati aperti;
  • che la riutilizzabilità sia gratuita o connessa ai soli costi marginali sostenuti per la riproduzione che saranno determinati dall’Agenzia per l’Italia digitale. Sono disciplinati anche i casi in cui è possibile applicare costi superiori a quelli marginali.

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SICUREZZA DEL MARE

Attuazione di direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e dei Ministri dello sviluppo economico Federica Guidi e dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti,  ha approvato, in esame preliminare al fine di acquisire i pareri prescritti, un provvedimento che attua la direttiva dell’Unione europea n. 2013/30 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi che modifica la direttiva 2004/35/CE. 

Sulla base di principi di azione preventiva e correttiva, nonché sul concetto di “chi inquina paga”, l’Unione europea ha inteso armonizzare le normative  nazionali dei Paesi membri, che in alcuni casi, come per l’Italia, erano già in grado di garantire elevati standard di sicurezza, al fine di prevenire il verificarsi di incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e di limitarne le conseguenze, implementando il sistema di controllo degli impianti per assicurare una sempre più efficiente protezione dell’ambiente marino e delle economie costiere dall’inquinamento da idrocarburi. Le verifiche previste dal decreto si aggiungono al constante monitoraggio delle strutture già attuato dalle competenti autorità nazionali attraverso l’impiego di mezzi navali e strumenti di rilevazione satellitare.

Tra le principali innovazioni introdotte dallo schema di decreto legislativo rispetto alla normativa nazionale già vigente vi sono: 

  • l’integrazione della normativa italiana in materia di sicurezza per le attività offshore e della relativa salvaguardia ambientale;
  • l’istituzione di una autorità competente che individui le responsabilità dell’operatore per il controllo dei grandi incidenti e attivi procedure per la valutazione approfondita delle relazioni sui grandi rischi e di ogni altra specifica documentazione richiesta agli operatori del settore e provveda a far rispettare le norme della Direttiva stessa anche mediante ispezioni, indagini e azioni di esecuzione;
  • l’introduzione di ulteriori sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla Direttiva nonché tutte le misure necessarie per garantirne l’attuazione.

 

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BILANCI D’ESERCIZIO, CONSOLIDATI E IMPRESE

Attuazione della direttiva europea relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per la società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare, al fine di acquisire i pareri prescritti, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, uno schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d’esercizio ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di impresa, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio, per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per la società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge.

Lo schema di decreto legislativo:

  • introduce la nuova disciplina circa gli obblighi di trasparenza posti a carico delle imprese operanti nel settore estrattivo o in quello dello sfruttamento delle aree forestali;
  • integra e modifica il codice civile e il decreto legislativo 127 del 9 aprile 1991 al fine di allineare le disposizioni in materia di bilancio di esercizio e consolidato alle disposizioni della direttiva e altri provvedimenti legislativi già esistenti
  • apporta modifiche a provvedimenti legislativi per adeguarne il contenuto alle prescrizioni della Direttiva o per esigenze di coordinamento in materia di conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione e di revisione legale dei conti.

 

Attuazione della direttiva europea relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese per la parte relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare, al fine di acquisire i pareri prescritti, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, uno schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d’esercizio ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di impresa, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio, per la parte relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari, nonché in materia di pubblicità dei documenti contabili delle succursali, stabilite in uno Stato membro, di Enti creditizi ed Istituti finanziari con sede sociale fuori di tale Stato membro e che abroga e sostituisce il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87.

 

Nello specifico il presente decreto, pertanto, disciplina:

  • i bilanci degli intermediari finanziari che redigono i bilanci sulla base delle previsioni della Direttiva 86/635/CEE;
  • i casi in cui un intermediario bancario o finanziario vigilato dalla Banca d’Italia è tenuto a redigere il bilancio consolidato sulla base dei principi contabili internazionali emanati dall’organo incaricato di emanare i principi contabili (IASB) e adottati dalla Commissione europea;

 

Lo schema di decreto riconosce inoltre alla Banca d’Italia il potere di emanare disposizioni relativamente alle forme tecniche dei bilanci e delle situazioni dei conti destinate al pubblico nonché alle modalità e ai termini della pubblicazione delle situazioni dei conti, prevedendo opportune forme di coordinamento con la Consob.

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DIRETTIVE EUROPEE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare al fine di acquisire i pareri prescritti uno schema di decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva 2013/33/UE e della direttiva 2013/32/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013. 

 

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ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Regolamento di organizzazione del ministero della Giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – esame definitivo)

 

Su proposta del Ministro della giustizia Andrea Orlando, è stato approvato in esame definitivo a seguito del parere favorevole del Consiglio di Stato, il regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia.  Si tratta di una profonda e incisiva opera di ristrutturazione e semplificazione fondata su un unico principio ispiratore: aumentare l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza dell’azione amministrativa attraverso una riqualificazione delle risorse disponibili anche attraverso l’eliminazione di duplicazioni di funzioni e gestioni. 

Complessivamente, la riorganizzazione del ministero della Giustizia passa sostanzialmente attraverso quattro obiettivi:

  • rendere la struttura del Ministero compatibile con le prescrizioni in materia di riduzione della spesa pubblica succedutesi dal 2006 ad oggi;
  • innovare e completare il decentramento delle funzioni amministrative di competenza del Ministero;
  • avviare un processo di unificazione e razionalizzazione della gestione dei beni e dei servizi serventi tutte le articolazioni ministeriali, in un’ottica di maggiore efficienza complessiva e di complessivo risparmio per l’Amministrazione;
  • rendere la struttura del Ministero più efficace e con maggiori livelli di specializzazione e competenza, favorendo nel contempo l’integrazione operativa tra le diverse articolazioni, sia a livello centrale che periferico;

A questo scopo, oltre all’istituzione di una Conferenza dei capi dipartimento, con compiti di coordinamento delle attività del Ministero e alla creazione di un unico centro competente in materia di acquisti e spese, si segnala l’ampliamento delle competenze del Dipartimento per la giustizia minorile a cui sarà assegnata anche l’esecuzione di tutte le misure alternative e le sanzioni sostitutive della detenzione in carcere, così creandosi una moderna struttura di controllo della cosiddetta probation secondo i più avanzati modelli europei.  

In particolare, la ristrutturazione del ministero prevede un robusto dimagrimento dei dirigenti generali che passano da 61 a 36 e dei dirigenti che passano da 1006 a 712. Il risparmio totale dell’opera di ristrutturazione è calcolato in circa 65 milioni di euro.

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STATO DI EMERGENZA IN SICILIA

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la dichiarazione di stato d’emergenza per fare fronte ai danni connessi agli eventi meteorologici che si sono verificati dal 16 febbraio al 10 aprile 2015 nel territorio delle Province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani, compresi gli interventi emergenziali da realizzare in conseguenza del cedimento dei piloni del viadotto Himera 1 dell’autostrada A 19 Catania-Palermo.

 

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SERVIZIO SANITARIO DI LAZIO, CAMPANIA, ABRUZZO, SICILIA e MOLISE

Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha autorizzato l’erogazione di anticipazioni sdel finanziamento del Servizio sanitario in favore delle regioni Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo e Sicilia, nell’ambito dei Piani di rientro dai disavanzi del settore. Gli anticipi vengono concessi quando le verifiche consentano di constatare la sussistenza delle condizioni previste dalla legge e vengono erogati facendo salva la facoltà di recupero.

Inoltre, tenuto conto delle perduranti inadempienze nella riorganizzazione del servizio sanitario regionale molisano rispetto agli obiettivi del programma di riqualificazione e ai successivi programmi operativi in prosecuzione, dovute soprattutto alla carenza del quadro programmatorio e di governance regionale secondo quanto è emerso dalle riunioni di verifica, su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze ed al fine di dare immediato impulso alle procedure di attuazione del Piano di rientro come previsto dalla normativa in vigore (decreti-legge n. 159/2007 e n. 66/2014), è stato rimodulato il mandato attribuito al Commissario ad acta; contestualmente è stato revocato l’attuale incarico di sub commissario e conferito il medesimo a Gerardo DI MARTINO. Ha partecipato alla riunione il Presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura.

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NOMINE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la nomina a Presidente di Sezione della Corte dei conti di Josef Hermann ROSSLER

 

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LEGGI REGIONALI

 

Il Consiglio dei Ministri ha esaminato venti leggi delle Regioni e delle Province Autonome.

 

Per le seguenti regionali si è deliberata l’impugnativa:

 

1) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 4 del 13/03/2015, “Istituzione del registro regionale per le libere dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT) e disposizioni per favorire la raccolta delle volontà di donazione degli organi e dei tessuti”, in quanto la legge in oggetto invade la competenza esclusiva dello Stato sia in materia di ordinamento civile di cui all’art. 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione, sia in materia di tutela della salute, i cui principi fondamentali sono riservati alla legislazione statale, ai sensi dell’art. 117, terzo comma, Cost

 

2) Legge Regione Veneto n. 4 del 16/03/2015, “Modifiche di leggi regionali e disposizioni in materia di governo del territorio e di aree naturali protette regionali”, in quanto una disposizione, riguardante la deroga alle distanze tra le costruzioni, viola la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di “ordinamento civile” di cui all’art. 117, secondo comma lettera l) della Costituzione,

 

3) Legge Regione Molise n. 3 del 26/03/2015 “Disposizioni straordinarie per la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza”, in quanto alcune disposizioni riguardanti la  proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato del personale del servizio sanitario regionale contrastano con il conseguimento degli obiettivi di risparmio connessi al Piano di rientro dal deficit sanitario, in violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica e di tutela della salute di cui all'art. 117, terzo comma, della Costituzione, e interferiscono con le funzioni del Commissario ad acta, in violazione dell’art. 120 della Costituzione.

 

4) Legge Regione Puglia n. 12 del 23/03/2015, “Promozione della cultura della legalità, della memoria e dell’impegno”, in quanto alcune disposizioni in materia di personale regionale invadono le materie dell’ordinamento civile e della previdenza sociale riservate alla legislazione statale l’art. 117, secondo comma, lettere l) e o), della Costituzione, e violano altresì i principi di uguaglianza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione di cui gli articoli 3 e 97 della Costituzione. Il Governo ha impugnato questa legge in quanto la materia trattata è riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Tuttavia il Governo dà grande importanza a questa materia e ha infatti presentato un disegno di legge apposito.

 

Per le seguenti leggi regionali si è deliberata la rinuncia all’impugnativa:

 

A) Legge Regione Lazio n. 12 del 6 agosto 2012, recante «Modifiche alle leggi regionali 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali), 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e 11 agosto 2009, n. 21 (Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale), come da ultimo modificate dalla legge regionale 13 agosto 2011, n. 10 e modifiche alle leggi regionali 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico-edilizia e snellimento delle procedure), 9 marzo 1990, n. 27 (Contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi per gli edifici destinati al culto. Interventi regionali per il recupero degli edifici di culto aventi importanza storica, artistica od archeologica), 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica), 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio), 19 luglio 2007, n. 11 (Misure urgenti per l'edilizia residenziale pubblica) e 16 aprile 2009, n. 13 (Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti) e successive modifiche».

 

B) Legge Regione Lazio n. 10 del 13 agosto 2011, recante «Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2009, n. 21 (Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale) e alle leggi regionali 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico-edilizia e snellimento delle procedure), 26 giugno 1997, n. 22 (Norme in materia di programmi di intervento per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale del territorio della Regione), 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali), 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesaggistico), 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio), 6 agosto 2007, n. 13 (Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 "Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo" e successive modifiche), 27 maggio 2008, n. 6 (Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia), 11 agosto 2008, n. 15 (Vigilanza sull'attività urbanistica-edilizia) e 16 aprile 2009, n. 13 (Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti)».

 

Per le seguenti leggi regionali è deliberata la non impugnativa:

 

1) Legge Regione Molise n. 5 del 26/03/2015 “Manifestazioni storico-culturali e tutela del benessere animale”.

 

2) Legge Regione Puglia n. 13 del 23/03/2015 “Disciplina del pescaturismo e dell’ittiturismo”.

 

3) Legge Regione Sicilia n. 5 del 20/03/2015 “Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima                                             guerra mondiale ed interventi per la promozione delle celebrazioni del centenario dell’inizio del conflitto”.

 

4) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 6 del 27/03/2015 “Istituzione della “Fieste de Patrie dal Friûl” - Istituzion de “Fieste de Patrie dal Friûl”.

 

5) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 7 del 27/03/2015 “Norme urgenti in materia di cultura, volontariato, sport, istruzione e protezione sociale”.

 

6) Legge Regione Toscana n. 32 del 20/03/2015 “Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)”.

 

7) Legge Regione Toscana n. 33 del 24/03/2015 “Nuove disposizioni relative alle strutture per minori. Modifiche alla l.r. 41/2005”.

 

8) Legge Regione Toscana n. 34 del 25/03/2015 “Disposizioni sui componenti del Collegio di garanzia statutaria. Modifiche alla l.r. 34/2008”.

 

9) Legge Regione Toscana . 36 del 26/03/2015 “Disposizioni in materia di integrazione socio-sanitaria. Modifiche alla l.r. 40/2005”.

 

10) Legge Regione Toscana n. 37 del 27/03/2015 “Disposizioni di carattere finanziario. Modifiche alle leggi regionali                                             42/1998, 6/2000, 40/2005, 38/2007, 66/2008, 73/2008, 59/2009, 77/2012, 45/2013, 77/2013, 86/2014, 1/2015”.

 

11) Legge Regione Trentino Alto Adige n. 4 del 23/03/2015 “Modifiche alla legge regionale 9 agosto 1982, n. 7 (Ordinamento delle             Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e di Bolzano)”.

 

12) Legge Regione Umbria n. 6 del 30/03/2015 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2015 e del pluriennale 2015-2017 – Legge finanziaria regionale 2015”.

 

13) Legge Regione Umbria n. 7 del 30/03/2015 “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale 2015-2017”.

 

14) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 8 del 27/03/2015 “Riorganizzazione di enti del sistema turistico regionale”.

 

15) Legge Regione Liguria n. 9 del 31/03/2015 “Modifiche alla legge regionale 19 dicembre 2014, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria (Legge finanziaria 2015)) e alla legge regionale 4 luglio 2007, n. 25 (Testo unico in materia di trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea)”.

 

16) Legge Regione Liguria n. 10 del 31/03/2015 “Variazioni al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2015- 2017 (1° provvedimento)”.

 

 

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 14.05.

Provvedimenti