Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 56

10 Novembre 2017

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, venerdì 10 novembre 2017, alle ore 11.19 a Palazzo Chigi, sotto la Presidenza del Presidente Paolo Gentiloni. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi.

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STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO

In apertura del Consiglio dei Ministri, la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi ha comunicato i dati aggiornati sullo stato di attuazione del programma.

Dal Consiglio dei Ministri del 28 settembre risultano adottati ulteriori 36 provvedimenti attuativi, di cui 14 dell’attuale Governo e 22 riferiti agli Esecutivi precedenti.

Sul sito dell’Ufficio per il programma di Governo sono pubblicati gli elenchi dei provvedimenti attuativi adottati, il Report di monitoraggio aggiornato al 6 novembre, e la Rassegna delle principali misure varate dal Governo dall’inizio del suo mandato.

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RIFORMA DEL SISTEMA NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE

Attuazione della legge 16 marzo 2017, n. 30, recante delega al governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della legge di riforma del sistema nazionale della protezione civile (legge 16 marzo 2017, n. 30).

L’obiettivo del provvedimento è il rafforzamento complessivo dell’azione del servizio nazionale di protezione civile in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attività operative in emergenza.

A questo scopo, il decreto:

  • chiarisce in modo più netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale;
  • migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenze;
  • definisce le attività di pianificazione volte a individuare a livello territoriale gli ambiti ottimali che garantiscano l’effettività delle funzioni di protezione civile;
  • stabilisce la possibilità di svolgere le funzioni da parte dei comuni in forma aggregata e collegata al fondo regionale di protezione civile;
  • migliora la definizione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell’ambito del servizio di protezione civile, quale componente fondamentale;
  • introduce il provvedimento della “mobilitazione nazionale”, preliminare a quello della dichiarazione dello stato d’emergenza;
  • individua procedure più rapide per la definizione dello stato di emergenza, con un primo stanziamento non collegato come attualmente alla ricognizione del danno;
  • finalizza il fondo regionale di protezione civile al potenziamento territoriale e al concorso alle emergenze di livello regionale;
  • coordina le norme in materia di volontariato di protezione civile, anche in raccordo con le recenti norme introdotte per il Terzo settore e con riferimento alla partecipazione del volontariato alla pianificazione di protezione civile.

Il testo definisce le finalità, le attività e la composizione del Servizio nazionale della Protezione civile, quale sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o dall’attività dell’uomo. Sono comprese tra tali attività quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla pianificazione e gestione delle emergenze e al loro superamento.

Si individuano le autorità di protezione civile che, secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, garantiscono l’unitarietà dell’ordinamento esercitando, in relazione ai rispettivi ambiti di governo, le funzioni di indirizzo politico in materia di protezione civile. Il testo conferma poi l’attuale classificazione degli eventi emergenziali di protezione civile in base alla loro dimensione e gravità.

Per quanto riguarda l’attività per la previsione dei rischi, si stabilisce che il sistema di allertamento, articolato in un livello nazionale e uno regionale, abbia come obiettivo, ove possibile, il preannuncio in termini probabilistici degli eventi, nonché il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale degli stessi e dell’evoluzione degli scenari di rischio, al fine di attivare il servizio nazionale della protezione civile ai differenti livelli territoriali; si prevede inoltre in modo esplicito la partecipazione dei cittadini, in forma singola o associata, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile, in correlazione alle esigenze di diffusione della conoscenza di tali strumenti e della relativa informazione.

Si delinea poi il quadro generale per la gestione delle emergenze di rilievo nazionale, articolato in diverse fasi:

  • la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della protezione civile, che consente un intervento del sistema nazionale anche in fase preventiva, ove possibile;
  • la dichiarazione dello stato di emergenza, con la definizione di un primo stanziamento da destinare all’avvio delle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione. Tale fase si attiva al verificarsi degli eventi di livello nazionale, a seguito di una valutazione speditiva eseguita dal dipartimento della protezione civile, sulla base delle informazioni ricevute in raccordo con i territori, nelle more della ricognizione puntuale del danno (oggi il primo stanziamento avviene dopo la ricognizione del danno con allungamento dei tempi di delibera e di intervento);
  • l’individuazione delle ulteriori risorse necessarie per il prosieguo delle attività, a seguito della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento;

Tra le principali novità riguardanti lo stato di emergenza, si prevede, in particolare, che la dichiarazione non possa superare in termini temporali i 12 mesi più 12, in luogo dei 6 mesi più 6 previsti oggi. Inoltre, le ordinanze di protezione civile sono emanate acquisita l’intesa delle Regioni interessate e possono intervenire, oltre che riguardo all’organizzazione e all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alla gestione dei rifiuti, delle macerie e alle misure volte a garantire la continuità amministrativa, anche riguardo all’attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale dei cittadini e delle attività economiche e produttive direttamente interessate dall’evento per fronteggiare le necessità più urgenti.

Per dare il giusto risalto alla partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile, si regolamentano le attività di volontariato organizzato, definendo in maniera chiara i gruppi comunali di protezione civile e introducendo la responsabilità del cittadino rispetto alle indicazioni date dalle autorità di protezione civile ai diversi livelli.

Per quanto riguarda, infine, le misure e gli strumenti organizzativi e finanziari per la realizzazione delle attività di protezione civile, il testo prevede una ripartizione delle risorse in tre fondi:

  • fondo nazionale di protezione civile per le attività di previsione e prevenzione (risorse per lo svolgimento delle attività di previsione e prevenzione dei rischi assicurate dal dipartimento della protezione civile già iscritte al bilancio);
  • fondo per le emergenze nazionali (per gli eventi emergenziali nazionali);
  • fondo regionale di protezione civile (fondo che contribuisce al potenziamento del sistema di protezione civile regionale e concorre agli interventi di carattere regionale).

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TUTELA DEL CONSUMATORE

Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui alla direttiva 94/11/CE, concernente l’etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore, e al regolamento (UE) n. 1007/2011, relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della “legge di delegazione europea 2014” (legge 9 luglio 2015, n. 114), introduce nell’ordinamento nazionale una nuova disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui alla direttiva 94/11/CE, concernente l’etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore, e al regolamento (UE) n. 1007/2011, relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili.

Il decreto procede al riordino dell’apparato sanzionatorio nel settore tessile per dare certezza della sanzione sia agli operatori che ai controllori, prevedendo anche disposizioni relative alle sanzioni amministrative nel settore delle calzature.

In particolare, vengono previste sanzioni che vanno dai 200 euro, nel caso di informazione non corretta al consumatore finale sui simboli adottati in etichetta per le calzature, fino, nei casi più gravi come la non corretta etichettatura delle calzature e dei prodotti tessili, a 20.000 euro e al ritiro dal commercio dei prodotti già in vendita.

Il testo ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e tiene conto, inoltre, dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.

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GESTIONE E SICUREZZA DEL TRAFFICO AEREO

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi che, in attuazione di normative comunitarie, disciplinano le sanzioni relative alla violazione delle disposizioni sulla gestione dei flussi del traffico aereo e sull’aviazione civile.

Successivamente all’approvazione in via preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, entrambi i testi sono stati trasmessi alle competenti Commissioni parlamentari, che hanno espresso il proprio parere favorevole.

Di seguito le principali innovazioni previste.

1. Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 255/2010 della Commissione del 25 marzo 2010 recante norme comuni per la gestione dei flussi del traffico aereo

Il decreto, in attuazione del regolamento (UE) n. 255/2010, introduce nell’ordinamento nazionale un meccanismo sanzionatorio in caso di violazione delle norme sulla gestione dei flussi di traffico aereo (ATFM – Air Traffic Flow Management) previste dal regolamento stesso al fine di ottimizzare la capacità disponibile della rete europea di gestione e di migliorarne le procedure.

L’ATFM assicura e mantiene una gestione dei volumi di traffico aereo sempre ottimale, limitando i ritardi, migliorando la puntualità e l’efficienza dei vettori aerei, mantenendo la gestione degli aeroporti e dei settori di spazio aereo sempre entro i limiti della capacità dichiarata.

Nello specifico, il decreto individua l’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) quale Autorità nazionale competente per l’applicazione del regolamento nonché per l’accertamento delle violazioni e per l’irrogazione delle relative sanzioni amministrative. Queste, graduate in modo da essere effettive, proporzionate e dissuasive, varieranno tra un minimo di 2.000 euro e un massimo di 100.000 euro in funzione della gravità e dell’ambito dell’infrazione. In caso di infrazioni reiterate, si prevede altresì un aumento delle sanzioni fino al triplo dell’importo minimo previsto. Entro il 30 settembre di ogni anno, l’ENAC è tenuto a trasmettere al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una relazione sull’applicazione del decreto nonché sulle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate.

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2. Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell’aviazione civile e che istituisce un’Agenzia europea per la sicurezza aerea e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE

Il decreto, in attuazione all’articolo 68 del regolamento (CE) n. 216/2008 sulle regole comuni nel settore dell’aviazione civile, nonché della legge di delegazione europea 2014 (legge 9 luglio 2015, n. 114), stabilisce le sanzioni per la violazione del regolamento stesso, a tutela della sicurezza dei passeggeri, delle operazioni, del trasporto e degli aeroporti e della salvaguardia dell’ambiente.

Le sanzioni riguardano il mancato rispetto dei requisiti di sicurezza in materia di aeronavigabilità, regole dell’aria e protezione ambientale, nonché dei requisiti che devono avere piloti, assistenti di volo e allievi e i relativi centri di addestramento, gli esaminatori e i centri aeromedici, le operazioni di volo, gli aeroporti, i fornitori di servizi di gestione del traffico aereo e di servizi di navigazione aerea e il relativo personale, i controllori del traffico aereo e le relative organizzazioni di addestramento. Sono inoltre introdotte sanzioni differenziate, nei minimi e nei massimi edittali, a seconda che la violazione sia commessa da una persona fisica o da una organizzazione.

Il testo individua l’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) quale organismo responsabile dell’accertamento delle violazioni e dell’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste, da comminare in base alla gravità e agli effetti sulla sicurezza. 

È infine introdotto uno specifico meccanismo per il caso di violazioni di lieve entità. Si prevede in particolare che, in tal caso, l’ENAC diffidi il trasgressore a regolarizzare le violazioni entro un termine stabilito, nonché ad adoperarsi per eliminare le eventuali conseguenza dannose o pericolose dell’illecito. Solo in caso di inottemperanza alla diffida la stessa Autorità procede ad applicare la sanzione amministrativa prevista.

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LIMITAZIONE DELLE EMISSIONI ATMOSFERICHE INQUINANTI

Attuazione della direttiva (UE) 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015, relativa alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi nonché per il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera, ai sensi dell’articolo 17 della legge 12 agosto 2016, n. 170 (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ai sensi della legge di delegazione europea 2015 (legge 12 agosto 2016, n. 170), ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015, relativa alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, nonché per il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera.

Il provvedimento riguarda in particolare gli impianti con potenza termica nominale compresa tra 1 e 50 MW, indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato, e in via principale detta norme unificate per il controllo delle emissioni di particolari tipi di inquinanti (biossido di zolfo, ossidi di azoto e polveri), attraverso l’aggiornamento dei valori limite di emissione. Inoltre, come prescritto dalla direttiva, sempre al fine di controllare le emissioni, il testo:

  • razionalizza e semplifica le procedure autorizzative, estendendo la possibilità di ricorrere alle autorizzazioni generali in luogo di quelle ordinarie;
  • assicura la certezza e l’efficacia del sistema dei controlli;
  • aggiorna il sistema delle sanzioni, in modo da assicurarne l’efficacia e la proporzionalità.

Il decreto è stato elaborato sulla base di una istruttoria svolta tra il 2016 e il 2017. Il tavolo tecnico istituzionale di coordinamento ha consentito un confronto tra autorità statali, regionali e locali competenti sulle emissioni in atmosfera. Si è inoltre proceduto ad acquisire i pareri delle competenti Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata e al recepimento di alcune  osservazioni e condizioni formulate.

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ASSISTENZA SANITARIA DEI TRANSFRONTALIERI

Disciplina delle modalità applicative dei commi da 82 a 84 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013) e relative procedure contabili, ai sensi dell’articolo 1, comma 86, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro della salute Beatrice Lorenzin, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, al fine di delineare le competenze tra Stato e Regioni per quanto riguarda, in particolare, la regolamentazione finanziaria dei flussi debitori e creditori generati dalla mobilità sanitaria internazionale.

L’intervento regolamentare si rende necessario tenuto conto che l’assistenza sanitaria da e per l’estero genera partite debitorie e creditorie che vengono, da un lato, trattate e regolate tra gli Stati coinvolti in base alle disposizioni comunitarie ed internazionali, dall’altro, implica una necessaria collaborazione amministrativo-contabile tra il Ministero della salute, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Tale collaborazione si concretizza in procedure amministrative nell’ambito delle quali i predetti enti territoriali si occupano, per mezzo delle ASL, della materiale erogazione delle prestazioni assistenziali agli assistiti di altro Stato e della conseguente fatturazione che comunicano al Ministero della salute. Quest’ultimo provvede a esigere il pagamento dei crediti dovuti e al rimborso dei debiti maturati nei confronti degli Stati esteri, mediante risorse stanziate su uno specifico capitolo di spesa del proprio bilancio.

Il testo è stato modificato tenendo conto delle richieste delle Regioni e delle Province autonome ed è quindi stata acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Inoltre, sono stati acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato, che hanno portato a ulteriori modifiche e integrazioni.

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PROVVEDIMENTI DI PROTEZIONE CIVILE

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato:

  • la proroga dello stato di emergenza già dichiarato nel territorio delle Province di Bergamo e Sondrio in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche che si sono verificate nei giorni dall’8 al 30 giugno 2016;
  • la proroga dello stato di emergenza già dichiarato nel territorio delle Province di Crotone e Reggio Calabria in conseguenza degli eccezionali eventi metereologici che si sono verificati nei giorni dal 24 al 26 novembre 2016, e nel territorio delle provincie di Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e nei comuni di Longobucco, Oriolo e Trebisacce in provincia di Cosenza e di Vazzano in provincia di Vibo Valentia nei giorni dal 22 al 25 gennaio 2017.

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MODENA, AUTORIZZATO IL PROLUNGAMENTO DELLA TANGENZIALE

Autorizzazione alla realizzazione del prolungamento della corsia sud della Tangenziale di Modena, nel tratto compreso fra lo svincolo sulla statale SS12 presso il Cantone di Mugnano ed il casello autostradale di Modena Sud (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame definitivo, un decreto del Presidente della Repubblica che autorizza, a norma dell’articolo 81 del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, la realizzazione del prolungamento della corsia sud della Tangenziale di Modena, nel tratto compreso fra lo svincolo sulla statale SS12 presso il Cantone di Mugnano e il casello autostradale di Modena Sud.

Sull’autorizzazione è stato acquisito, ai sensi dello stesso decreto, il parere favorevole della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha esaminato nove leggi regionali e ha deliberato:

  • di impugnare la legge della Regione Abruzzo n. 51 del 04/09/2017, “Impresa Abruzzo competitività-sviluppo-territorio”, in quanto varie norme in materia di semplificazione amministrativa, anche per le imprese, e riguardanti le procedure di verifica ambientale e paesaggistica invadono la competenza riservata allo Stato in materia di livelli essenziali delle prestazioni e di tutela della concorrenza, dell’ambiente e del paesaggio, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettere m), e) ed s) della Costituzione;
  • e di non impugnare:
  1. la legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 15 del 19/09/2017, recante “Ordinamento delle organizzazioni turistiche”;
  2. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 10 del 22/09/2017, recante “Riduzione degli sprechi, recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari e dei prodotti farmaceutici e modifiche di leggi provinciali connesse”;
  3. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 11 del 22/09/2017, recante “Interventi per valorizzare la memoria del popolo trentino durante la Prima Guerra mondiale”;
  4. la legge della Provincia autonoma di Trento n. 12 del 22/09/2017, recante “Promozione e tutela dell’attività di panificazione”;
  5. la legge della Regione Veneto n. 31 del 25/09/2017, recante “Istituzione del Consiglio delle autonomie locali”;
  6. la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 32 del 22/09/2017, recante “Disposizioni di riordino e di razionalizzazione delle funzioni in materia di viabilità, nonché ulteriori disposizioni finanziarie e contabili”;
  7. la legge della Regione Umbria n. 14 del 19/09/2017, recante “Modificazioni alla legge regionale 22 dicembre 2008, n. 22 (Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali)”;
  8. la legge della Regione Sardegna n. 22 del 27/09/2017, recante “Disposizioni finanziarie e seconda variazione al bilancio 2017/2019”.

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 11.40.