Storia del G7/G8

Nel 1975 le sei maggiori democrazie industrializzate (Francia; Germania; Giappone; Italia; Regno Unito; Stati Uniti) costituirono un Gruppo (G6) in risposta all’esigenza di un dialogo informale tra i Capi di Stato e di Governo. L’obiettivo iniziale fu di affrontare le crisi economiche della metà degli anni ’70.

Il primo Vertice fu convocato su iniziativa del Governo francese a Rambouillet, nei pressi di Parigi, con l’obiettivo di discutere di temi economici e finanziari globali nel quadro di quello che venne definito un “Summit economico”. L’allargamento del formato ha avuto luogo con l’ingresso del Canada nel 1976 e con la partecipazione della Comunità Economica Europea (poi diventata Unione Europea) nel 1977, il cui ruolo era inizialmente circoscritto agli ambiti di sua competenza esclusiva.

A partire dal Summit di Ottawa del 1981 l’Unione Europea ha partecipato a tutte le discussioni dei Vertici e, anche se non presiede il G7/G8, è rappresentato dal Presidente della Commissione Europea e dal Presidente del Consiglio Europeo. L’ Unione Sovietica venne invitata per la prima volta ai tavoli di discussione paralleli al Vertice G7 di Londra del 1991. Successivamente la nuova Federazione Russa venne gradualmente coinvolta nel processo G7 per arrivare alla prima partecipazione, al Vertice di Napoli del 1994, del Presidente russo Yeltsin. A partire dal Vertice di Denver del 1997 la Russia entra a pieno titolo nel G8. Il primo Vertice sotto Presidenza russa si è tenuto nel luglio 2006 a San Pietroburgo mentre il secondo, programmato nel 2014 a Sochi, è stato sospeso a causa della crisi ucraina e sostituito da un Vertice G7 senza la Russia, organizzato eccezionalmente a Bruxelles.

Caratteristiche principali del G7 sono il carattere intergovernativo del processo preparatorio e la sua informalità, in quanto non dispone di un quartiere generale o di un Segretariato, né di un budget o di staff permanente. La Presidenza viene assunta ogni anno a rotazione da uno dei Paesi membri e il Paese che detiene la Presidenza in un determinato anno ha la responsabilità di organizzare il Vertice e di coprire i costi ad esso associati, nonché di proporre l’agenda di lavoro. 

Anche le Dichiarazioni dei Capi di Stato e di Governo in occasione dei Vertici annuali hanno assunto una maggiore articolazione, non hanno carattere vincolante, ma sono importanti perché i Capi di Stato e di Governo vi assumono impegni politici al più alto livello, indicando l’indirizzo che intendono seguire insieme su temi cruciali quali la finanza, lo sviluppo, l’ambiente o la sicurezza.

A partire dagli anni Novanta, la liberalizzazione dei mercati dei capitali, insieme alla complessità delle nuove sfide globali come la lotta alla povertà e la nuova dimensione economica globale, hanno spinto il G7/G8 a promuovere il dialogo con i Paesi in Via di Sviluppo, in particolare con l’Africa. Con la crisi economico-finanziaria del 2008 e con il progressivo affacciarsi di nuovi importanti attori sulla scena economica internazionale si è assistito, negli ultimi anni, ad un allargamento dei fori di governance globale.  Accanto al G7/G8 è quindi emerso il G20 con una più ampia partecipazione, in particolare della Cina e delle economie emergenti.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri

Pubblicato il: 22 Maggio 2017