Banda ultralarga e crescita digitale: approvati i Piani nazionali

Approvate dal Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2015 la Strategia italiana per la banda ultralarga e la Strategia per la crescita digitale 2014-2020: obiettivo, colmare il ritardo digitale del Paese rispettivamente sul fronte infrastrutturale e nei servizi, in coerenza con l'Agenda Digitale Europea.

Entrambe le strategie sono state definite dall’Agenzia per l’Italia digitale e dal Ministero dello Sviluppo Economico sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri i due piani strategici sono stati illustrati dal Presidente del Consiglio Renzi, dal Sottosegretario Delrio, dal Ministro dello Sviluppo economico Guidi. Predisposte anche delle slide informative.

Il 2 ottobre 2015 la Corte dei Conti ha registrato la delibera n. 65-2015 che approva il programma operativo del  Piano Banda Ultra Larga assegnando 2,2 miliardi di euro a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020, per interventi di immediata attivazione. Ulteriori risorse potranno essere oggetto di successivi provvedimenti normativi, per un volume complessivo di risorse pari a 4,9 miliardi.

In sintesi:

Il nuovo piano nazionale per la Banda Ultralarga si propone un mix virtuoso di investimenti pubblici e privati. Qualora i privati investiranno in misura uguale al pubblico, l’obiettivo che si può raggiungere è superiore a quello minimo europeo. L’obiettivo della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga  è quello di rimediare a questo gap infrastrutturale e di mercato, creando le condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, con azioni quali:

  • agevolazioni tese ad abbassare le barriere di costo di implementazione, semplificando e riducendo gli oneri amministrativi;
  • coordinamento nella gestione del sottosuolo attraverso l’istituzione di un Catasto del sotto e sopra suolo che garantisca il monitoraggio degli interventi e il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti;
  • adeguamento agli altri Paesi europei dei limiti in materia di elettromagnetismo;
  • incentivi fiscali e credito a tassi agevolati nelle aree più redditizie per promuovere il “salto di qualità”;
  • incentivi pubblici per investire nelle aree marginali;
  • realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree a fallimento di mercato.

Le risorse pubbliche a disposizione sono i fondi  europei FESR  e FEASR, il Fondo di Sviluppo e Coesione, per complessivi 6 miliardi, a cui si sommano i fondi collegati del Piano Juncker.

Il piano nazionale per la banda ultralarga è sinergico alla Strategia per la Crescita Digitale. La strategia ha un carattere dinamico, per essere capace di adattarsi progressivamente agli scenari nel periodo di riferimento 2014-2020. E’ una strategia che punta alla crescita digitale di cittadini e imprese, anche utilizzando le leve pubbliche. Integrerà in modo sussidiario quanto realizzato o in fase di realizzazione sia nel settore pubblico, sia nel settore privato e, deve realizzarsi una piena sinergia con altre strategie pubbliche in essere, sia di pertinenza del governo nazionale sia di competenza regionale, per mettere utilmente “a sistema” obiettivi, processi e risultati.

Fonte: comunicato stampa Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2015 / Presidenza del Consiglio - Dipartimento per la programmazione ed il coordinamento della politica economica

Pubblicato il: 06 Marzo 2015
Aggiornato il: 05 Gennaio 2016