Inno nazionale
FRATELLI DITALIA
di Goffredo Mameli
musicata da Michele Novaro
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Testo integrale
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria? Le porga la chioma
ché schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Noi fummo da secoli calpesti, derisi
perché non siam popolo, perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica bandiera, una speme:
di fonderci insieme già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci; l'unione e l'amore
rivelano ai popoli le vie del Signore.
Giuriamo far libero il suolo natio
uniti, per Dio, chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò
Dall'Alpe a Sicilia dovunque è Legnano;
ognuom di Ferruccio ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla i Vespri suonò.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Son giunchi che piegano le spade vendute;
già laquila dAustria le penne ha perdute.
Il sangue dItalia e il sangue Polacco
bevè col Cosacco, ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.