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Intervento del Presidente Monti in Conferenza stampa al termine del Vertice italo-tedesco

4 Luglio 2012

Buonasera, è stato un piacere accogliere a Villa Madama anche oggi la Cancelliera Merkel che pochi giorni fa era qui all’incontro quadrilaterale che abbiamo avuto con il Presidente Hollande e con il Presidente Rajoy. Nel frattempo abbiamo avuto molte conversazioni, decisioni anche sul piano europeo, nel Consiglio Europeo e nell’Euro Summit la settimana scorsa. Come sapete questo incontro è bilaterale e include diversi membri dei rispettivi governi, quindi è un’occasione molto utile per intensificare lo stato delle già ottime relazioni economiche e politiche bilaterali fra la Repubblica Federale tedesca e l’Italia, oltre a tutta la grande quantità di lavoro comune che i nostri due paesi e i nostri due governi svolgono nel contesto dell’Unione Europea, ma anche di altri fori internazionali. Recentemente ci siamo trovati con la Cancelliera per il G8 a Camp David, per il G20 a Los Cabos, per il vertice Nato a Chicago e quindi è un piacere sempre più frequente quello per me di incontrare Angela Merkel.

Ho confermato alla Cancelliera la determinazione, che già conosce e credo apprezzi, con cui il governo italiano intende proseguire sulla strada del contenimento di bilancio, della disciplina fiscale, delle riforme strutturali. E in prospettiva della crescita ponendo oggi le premesse per una crescita in un domani speriamo non troppo lontano.

Dopo la riforma del mercato del lavoro, approvata definitivamente dal Parlamento la settimana scorsa, stiamo ora procedendo - ho avuto modo di riferire alla Cancelliera - in un esercizio impegnativo ma molto importante di revisione e riduzione della spesa pubblica. Questo sia per evitare sprechi sia per ridisegnare in modo più funzionale molti aspetti del settore pubblico, sia per evitare un aumento di 2 punti del Imposta sul Valore Aggiunto che altrimenti sarebbe necessario introdurre dal primo ottobre. La qualità della spesa pubblica è un fattore essenziale per una crescita sostenibile a livello nazionale, così come lo è nell’ambito del bilancio dell’Unione Europea dove la priorità è orientare gli interventi verso la crescita e migliorare l’efficacia e l’efficienza della spesa. Vorrei ricordare che l’Italia come la Germania, a proposito di bilancio dell’Unione Europea, è un contribuente netto al bilancio comunitario.

Ci riuniremo tra poco in sessione plenaria con tutti i ministri coinvolti nei lavori che sono attualmente in corso sulle diverse tematiche e sono gli Affari Europei, le Politiche Sociali, le Economie e le Finanze, lo Sviluppo Economico, Infrastrutture, Trasporti per fare il punto sui risultati raggiunti. Seguirà poi un pranzo di lavoro allargato anche a un gruppo di esponenti dei settori industriale e finanziario dei nostri due paesi, due paesi che hanno in comune la caratteristica di essere grandi paesi manifatturieri e quindi di non essere sensibili soltanto a quella tendenza che ci è stata negli anni scorsi a valorizzare i servizi trascurando un po’ l’industria manifatturiera. No, infatti tra Italia e Germania c’è una collaborazione industriale e economico-commerciale profondamente radicata. Ciò è fondamentale per entrambi i nostri sistemi produttivi. La Germania è il nostro principale partner economico per l’import e l’export: l’interscambio tra i due paesi ammonta a più di 100 miliardi di euro. La collaborazione industriale non riguarda solo i settori tradizionali, ma anche quelli innovativi e fortemente avanzati e avviene in entrambi i paesi a livello di grandi, grandissime aziende, ma anche a livello di quel fittissimo reticolo di piccole e medie imprese di entrambi i nostri paesi.

Sono convinto che questo sia uno dei terreni importanti di collaborazione tra Germania e Italia, così come veramente infiniti sono i campi in cui possiamo collaborare per il nostro reciproco interesse e per dare un contributo all’Unione Europea in una fase in particolare nella quale ha bisogno di ulteriore impulso. Credo che i nostri due paesi siano tra quelli più disposti ad andare verso una condivisione di sovranità a livello comunitario. Un’ulteriore condivisione di sovranità se questo può voler dire strumenti di politica e di politica economica più efficace per portare l’intera Europa, fermo restando che “ognuno deve fare i compiti a casa propria” come si suole dire, ma politiche europee che possano portare l’intera Unione Europea ad un livello di competitività - nel quale la Germania è un esempio illustre - e a un livello di presenza sull’economia globale che torni a dare sicurezza ai cittadini europei e ci aiuti tutti a superare quegli stereotipi, quei pregiudizi che sono sempre latenti nelle nostri opinioni pubbliche e che possono costituire il fattore dirompente più negativo e maggiore ostacolo a un ulteriore progresso dell’integrazione europea.

Angela grazie per questa ulteriore visita a Roma, sono sicuro che avremo presto altre numerose occasioni di incontro.

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