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Referendum: dichiarazione del Presidente del Consiglio Romano Prodi

26 Giugno 2006

Non ho mai pensato che questo referendum fosse un test sul nostro governo, come invece hanno tentato di fare credere i leader dell’opposizione.

Tuttavia vorrei che chi ha tentato di dare questa valenza al referendum riflettesse sulla maturità del Paese che ha espresso un giudizio inappellabile su una legge che da sempre avevamo denunciato come sbagliata e pericolosa per la stabilità delle istituzioni repubblicane.

Come maggioranza di governo, è ora nostro dovere aprire il dialogo con tutte le forze politiche per discutere insieme gli aggiornamenti da apportare alla costituzione.

Ho avuto già modo di ricordare che anche nel programma del centrosinistra sono previsti cambiamenti significativi del testo della Costituzione al fine di apportare quei miglioramenti che l’evoluzione della nostra società ha reso necessari. Tra questi anche la diminuzione del numero dei parlamentari è sicuramente uno degli elementi di forte cambiamento che a nostro avviso dovrà essere introdotto.

Ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, le riforme della Costituzione si devono fare con l’accordo più ampio possibile e non a colpi di maggioranza.

Ho chiesto quindi al Ministro per i rapporti con il Parlamento di avviare immediatamente i contatti con le forze politiche per impostare il dialogo sulla riforma della costituzione e della legge elettorale.

Credo che tutti, maggioranza e opposizione, dobbiamo rispondere agli Italiani dimostrando loro di possedere la stessa maturità e serietà che, con questo referendum, essi ci hanno appena dimostrato.

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