Presentazione
La necessità di armonizzare ed allineare le decisioni di bilancio alle nuove regole, decise in sede europea per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche e rilanciare lo sviluppo, ha portato a riscrivere le norme nazionali in materia di programmazione economico-finanziaria.
Con la legge n. 39/2011 sono state introdotte una serie di modifiche alla legge di contabilita e finanza pubblica (legge n. 196/2009), riguardanti il ciclo della programmazione economico finanziaria nazionale e volte ad assicurare la coerenza della programmazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche con le procedure ed i criteri stabiliti dall'Unione europea.
Alla luce delle modifiche effettuate, il ciclo della programmazione di bilancio risulta attualmente il seguente:
- Documento di economia e finanza (DEF, in sostituzione della Decisione di Finanza Pubblica che già aveva sostituito il DPEF)
Viene presentato annualmente dal Governo alle Camere entro il 10 aprile, contiene il quadro della programmazione economico finanziaria su base triennale, ed è composto dal Programma nazionale di stabilità e dal Programma Nazionale di riforma, e da una terza sezione contenente analisi e tendenze della finanza pubblica e la relativa nota metodologica. Il DEF va presentato alle Istituzioni comunitarie entro il 30 aprile;
- Nota di aggiornamento al DEF
Viene presentata annualmente alle Camere entro il 20 settembre;
- Legge di stabilità (ex legge finanziaria),
Il disegno di legge viene presentato annualmente alle Camere entro il 15 ottobre;
- Legge di bilancio di previsione dello Stato,
Il disegno di legge viene presentato annualmente alle Camere entro il 15 ottobre, illustra le entrate e le spese dello Stato relative al triennio della manovra finanziaria.
Il ciclo della programmazione economica ieri e oggi
(Fonte: RGS)
| L. 468/1978 |
L. 196/2009 |
L. 39/2011 |
Relazione Unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica
(28 febbraio) |
Relazione sull'Economia e la Finanza
Pubblica
(15 aprile) |
Soppressa |
| Non previste |
Linee Guida DFP
(15 luglio) |
Soppresse |
Documento di programmazione economica e finanziaria
(30 giugno) |
Decisione di finanza pubblica
(15 settembre) |
Documento di economia e finanza *
(10 aprile) |
| Non previsto |
Aggiornamento del programma di
stabilità
(calendario europeo) |
Aggiornamento del programma di
stabilità
(30 aprile) |
Rendiconto generale dello Stato**
(30 giugno) |
Rendiconto generale dello Stato**
(30 giugno) |
Rendiconto generale dello Stato **
(30 giugno) |
Disegno di legge di Assestamento**
(30 giugno) |
Disegno di legge di Assestamento**
(30 giugno) |
Disegno di legge di Assestamento**
(30 giugno) |
| Non previste |
Non previste |
Linee Guida articolazione obiettivi DEF
(eventuali - 10 settembre) |
Nota di Aggiornamento al DPEF
(eventuale - 30 settembre) |
Nota di Aggiornamento della
Decisione di finanza pubblica
(eventuale) |
Nota di Aggiornamento del
Documento di economia e finanza
(20 settembre) |
Relazione previsionale e programmatica
(30 settembre) |
Soppressa |
Soppressa |
Disegno di legge finanziaria Disegno di
legge di bilancio
(30 settembre) |
Disegno di legge di stabilità Disegno di
legge di bilancio
(15 ottobre) |
Disegno di legge di stabilità Disegno di
legge di bilancio
(15 ottobre) |
Disegni di legge collegati alla manovra
di finanza pubblica
(15 novembre) |
Disegni di legge collegati alla manovra
di finanza pubblica
(28 febbraio) |
Disegni di legge collegati alla manovra
di finanza pubblica
(entro il mese di gennaio) |
| Non previsto |
Specifici documenti di
programmazione delle AP diverse
dallo Stato |
Specifici documenti di
programmazione delle AP diverse
dallo Stato |
* La prima sezione del Documento di economia e finanza reca lo schema del Programma di stabilità.
** Tali documenti non costituiscono strumenti della programmazione secondo la definizione dell'articolo 7, ma fanno comunque parte del ciclo di bilancio.
Il ciclo di programmazione nel contesto del semestre europeo (Fonte: RGS)
Le politiche europee per rafforzare la governance economica
Le istituzioni europee hanno avviato nel corso del 2010 una sostanziale revisione del sistema di governance economica dell’Unione in risposta alla crisi economica e finanziaria e nella prospettiva di attuazione della Strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione.
Gli interventi proposti dal Consiglio Europeo e dalla Commissione mirano a rafforzare l’efficacia del Patto di stabilità e crescita e il coordinamento delle politiche economiche nazionali attraverso una condivisione preventiva. In tale contesto il Consiglio Europeo ha introdotto il cosiddetto “semestre europeo” che prevede la trasmissione alla Commissione degli obiettivi programmatici di finanza pubblica e delle politiche economiche e di bilancio di ciascun Paese, in una fase antecedente la loro attuazione a livello nazionale, per una valutazione condivisa.
Il Semestre europeo e il Patto euro plus
Il Consiglio ECOFIN del 7 settembre 2010 ha introdotto il cosiddetto “semestre europeo”. Allo scopo di assicurare la coerenza finanziaria tra le politiche strutturali e gli obiettivi di finanza pubblica di ciascun Paese, la nuova procedura prevede che gli obiettivi programmatici di finanza pubblica e le politiche economiche e di bilancio di ciascun Paese siano trasmesse per la relativa valutazione, alla Commissione in una fase antecedente la loro attuazione a livello di singolo Stato.
Per questa ragione, il Programma di Stabilità (PS) e il Programma Nazionale di Riforma (PNR) devono essere inviati contestualmente alle autorità europee entro la fine del mese di aprile.
Il nuovo documento deve indicare la ripartizione per livelli di governo degli obiettivi di finanza pubblica, un‘articolazione per i principali aggregati di entrate ed uscite del bilancio pubblico e il dettaglio della manovra necessaria a conseguire gli obiettivi in ciascun anno del periodo di previsione.
Il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011 ha approvato il “Patto euro plus” che indica gli obiettivi prioritari che dovranno essere perseguiti da ciascuno Stato membro aderente al Patto: stimolare la competitività, stimolare l’occupazione, rafforzare la stabilità finanziaria e assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. In riferimento a quest’ultimo obiettivo il Patto impegna gli Stati al recepimento nell’ordinamento nazionale delle regole di bilancio definite nel Patto di Stabilità e Crescita.
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