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Istituzione delle zone franche urbane

Cosa sono

Le Zone franche urbane (ZFU) sono aree individuate in quartieri o circoscrizioni con particolari situazioni di disagio sociale ed occupazionale e con un particolare bisogno di strategie per lo sviluppo e l'occupazione; l'unità di riferimento per la loro individuazione può essere il quartiere, la circoscrizione, o anche unità urbane diverse.

I Comuni nel cui territorio ricadono le ZFU devono avere come requisiti minimi un numero di abitanti non superiore a 30.000 e non inferiore a 25.000 (in base ai dati ISTAT del 2006); un tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nell'anno 2005.

Le ZFU devono avere una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, una popolazione residente inferiore al 30% del totale della popolazione residente del comune, un tasso di disoccupazione superiore alla media comunale.

Gli interventi sono finalizzati alla riqualificazione di queste aree, tramite l'incentivazione, il rafforzamento e la regolarizzazione delle attività imprenditoriali localizzate alo loro intermo.

Gli indicatori di disagio socio-economico che il Ministero dello Sviluppo economico valuta, al fine di misurarne il livello di esclusione sociale, sono essenzialmente di quattro tipi: tasso di disoccupazione, tasso di occupazione, tasso di concentrazione giovanile, tasso di scolarizzazione (delibera CIPE 5/2008).

La legge, dopo aver stabilito i parametri socio-economici a cui devono rispondere le aree, attribuisce al CIPE, su proposta del Ministero, la competenza ad stabilire criteri più particolareggiati per la individuazione delle zone franche urbane e la distribuzione delle risorse; ciò è stato fatto con la delibera n.5/2008.

Ad integrazione di ciò, il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato gli aspetti tecnici e procedurali cui hanno dovuto attenersi i comuni, titolari dei compiti di elaborazione delle proposte, e le regioni, che hanno raccolto e valutato le proposte, per poi trasmetterle al MSE.

Sono state 11 le regioni a candidare i propri territori, 3 del Centro-nord e 8 del Mezzogiorno.

Il 1 ottobre 2008 il ministero ha comunicato quali sono state le aree selezionate; la procedura di ammissione al finanziamento, dopo tale selezione, ha previsto la valutazione del CIPE e l'autorizzazione della Commissione europea.

 

 

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