Rapporto sui servizi idrici (luglio 2009)
Secondo il Rapporto curato dal Comitato per la vigilanza delle risorse idriche:
- la popolazione alla quale non è stato ancora applicato il servizio idrico integrato e che permane nel cosiddetto regime transitorio CIPE, paga tariffe più basse, che si riflettono su una minore disponibilità finanziaria per manutenzioni e investimenti, oltre a configurare una situazione di rilevante sperequazione territoriale;
- il ricorso alla modalità di affidamento in-house rimane prevalente e ben oltre il 50% del totale, nonostante che ad essa le norme vigenti attribuiscano carattere di deroga e non di regola;
- la percentuale media di realizzazione degli investimenti programmati rimane bassa e pari al 56%, con i valori più bassi conseguiti per gli investimenti da realizzare con contributi a fondo perduto (36%);
- le revisioni della pianificazione ridimensionano progressivamente il volume degli investimenti;
- il trend di crescita del livello delle tariffe negli ultimi tre anni si attesta intorno al 5% annuo;
- la situazione delle perdite delle reti appare generalmente fuori controllo, salvo pochi isolati casi, sia sotto il profilo della conoscenza che sotto quello degli interventi di contenimento.
Fonte: Rapporto 2009 Coviri