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Rete rurale nazionale, da Treviso a Cipro

Presentazione

Da Treviso a Cipro, la Rete rurale europea si confronta in vista della ormai imminente riforma della PAC, la politica agricola europea, i cui negoziati dovrebbero essere chiusi entro novembre 2008.

A Treviso, la scorsa settimana si è svolta la prima conferenza internazionale organizzata dalla Rete rurale italiana. A Limassol (Cipro) il 16 e il 17 ottobre prossimi s’incontrano le reti nazionali che fanno parte della Elard, la rete europea dello sviluppo rurale. Il meeting è organizzato dalla Commissione europea.

Competitività del sistema agroalimentare italiano e qualità dei suoi prodotti; conservazione delle risorse ambientali e del paesaggio; nuove opportunità per giovani e donne che desiderano investire in agricoltura tra i temi discussi al convegno internazionale di Treviso, al quale hanno partecipato, oltre alle autorità locali e ai rappresentanti di Regioni e Province, i delegati di 13 Paesi: Austria, Polonia, Lituania, Serbia, Romania, Repubblica Ceca, Grecia, Estonia, Cipro, Slovenia, Francia, Spagna e Germania.

Molto ricco il piatto delle proposte da parte italiana, sintetizzate dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, nel suo intervento il 7 ottobre scorso al convegno di Treviso.

"L'Italia  ha fatto richieste precise: un milione di tonnellate in più di latte, ossia un aumento, rispetto all'attuale quota di 10 mln e 800 mila tonnellate, pari a circa il 10%, e un fondo straordinario di gestione del "soft lending", cioè di quell'atterraggio morbido che, dopo la fine del regime delle quote, riteniamo sia necessario per poterci misurare ad armi pari su un mercato che metterà a confronto i prezzi dei nostri prodotti con quelli, ad esempio, della Romania. Per intenderci il prezzo del nostro latte, oggi fissato a 38-40 centesimi al litro, con quello rumeno che costa 23 centesimi al litro". "Chiediamo ancora - ha aggiunto Zaia - una modulazione più contenuta, cioè un passaggio più contenuto di risorse dal primo pilastro (il mercato) al secondo (lo sviluppo rurale) della PAC. Non condividiamo infatti il 23% di risorse trasferite proposte dal Commissario Europeo, ma puntiamo ad ottenere una percentuale variabile dal 5 all'8% al massimo". "Chiediamo inoltre - ha precisato il Ministro - la proroga al 2013 del regime di disaccoppiamento parziale per il tabacco, proposta cha valuteremo il 4 novembre a Verona, dove si terrà un summit con altri otto ministri di Paesi a vocazione tabacchicola. Chiediamo infine maggiore flessibilità per l'art. 69, cioè per gli interventi straordinari nel comparto agricolo, che cambierà presto nome in art. 68".

Le politiche di sviluppo delle aree agricole hanno il fine di migliorare la qualità della vita e favorire scambi di esperienze e conoscenze tra gli operatori del settore e le istituzioni. Fino al 2013, tutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali sono inquadrate in un ampio progetto europeo. La gestione delle attività è affidata a tre specifiche strutture: l'Unac, organismo centrale interno al Mipaaf, le Postazioni regionali della rete (Prr) e la Cabina di regia con funzioni di indirizzo e coordinamento. All’attuazione del piano nazionale è stata assegnata una dotazione finanziaria di 41.459.883 € (quota comunitaria) a cui si aggiungono altrettante risorse di parte nazionale. 

Fonte: Mipaaf

Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)

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