Alcuni cenni sulla Pac
La politica agricola comune (PAC) è fondamentale per la vitalità e la competitività dell’agricoltura e di tutto il settore agroalimentare dell’UE, con i suoi 19 milioni di occupati. Questa politica garantisce che agricoltura e tutela dell’ambiente procedano di pari passo, contribuisce allo sviluppo del tessuto socioeconomico delle comunità rurali e svolge un ruolo essenziale nella ricerca di soluzioni a nuove sfide come i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse idriche, le bioenergie e la biodiversità.
La politica agricola dell’UE è in continua evoluzione. Alle sue origini, 50 anni fa, l’accento era posto sulla necessità di produrre cibo sufficiente per un’Europa che usciva da un decennio di carestie dovute alla guerra. I sussidi alla produzione su vasta scala e l’acquisto delle eccedenze nell’interesse della sicurezza alimentare appartengono ormai al passato. L’attuale politica dell’UE è incentrata sull’obiettivo di far sì che i produttori di alimenti di ogni genere (cereali, carne, frutta e verdura o vino) siano in grado di competere in modo autonomo sui mercati dell’UE e su quelli mondiali.
Nonostante le riforme, la politica agricola comune resta la più integrata di tutte le politiche dell’UE. Di conseguenza, assorbe buona parte del bilancio dell’Unione europea. Tuttavia, se negli anni Settanta raggiungeva quasi il 70% del bilancio dell’UE, nel periodo 2007-2013 la quota della spesa agricola è scesa al 34%. Questo andamento è dovuto all’espansione delle altre competenze dell’UE, ai risparmi consentiti dalle riforme ed al trasferimento di parte della spesa agricola allo sviluppo rurale. Nello stesso periodo lo sviluppo rurale assorbirà l’11% del bilancio.
Fonte: sito dell'Unione Europea - Agricoltura