Pagina aggiornata il 2 settembre 2008
Presentazione
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 agosto 2008 il decreto legge n.112 del 25 giugno 2008 recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" che era stato approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati il 5 agosto scorso.
L'approvazione parlamentare del provvedimento è avvenuta tecnicamente in due fasi: la Camera dei deputati ha approvato - con il voto di fiducia richiesto dal governo - il testo approvato (documento .pdf) dal Senato il primo agosto scorso, che consiste in un unico articolo interamente sostitutivo del decreto legge. A favore hanno votato 312 deputati su 551 presenti. I voti contrari sono stati 239. Nella seconda fase, la Camera dei deputati ha approvato con 314 voti a favore e 230 contrari - in via definitiva - il complesso del provvedimento che ora sarà promulgato dal Capo dello Stato e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
La Camera dei deputati si era pronunciata sul provvedimento già il 21 e il 24 luglio scorsi. Dapprima, era stato approvato con voto di fiducia il maxiemendamento (documento .pdf) interamente sostitutivo dell’articolato e, successivamente, il testo completo.
Il 2 luglio scorso è stato inviato alle Camere il disegno di legge "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", varato nel Consiglio dei ministri del 18 giugno scorso. Questo provvedimento completa l'iter di avvio della manovra finanziaria per il 2009, anticipata quest'anno a giugno e varata insieme al Documento di programmazione economico finanziaria per gli anni 2009-2013.
L'anticipo della manovra fa si che a settembre, quando si varerà la legge finanziaria e inizierà la sessione di bilancio in Parlamento, alcune misure già operative da giugno 2008 avranno dispiegato i loro effetti con positive ripercussioni sui conti pubblici.
La manovra 2009, come ha spiegato il ministro dell'Economia e delle finanze, Giulio Tremonti nella conferenza stampa del 18 giugno al termine del Consiglio dei ministri, è composta essenzialmente da tre provvedimenti:
- Decreto legge n.112 del 25 giugno 2008 (GU 25 giugno 2008)
- Disegno di legge (inviato il 2 luglio alle Camere)
- DPEF 2009-2011 (con l'allegato sulle infrastrutture)
Per illustrare la manovra è stata fatta il 19 giugno scorso una conferenza stampa, con i ministri Alfano, Brunetta, Calderoli, Matteoli, Sacconi, Scajola e Tremonti.
"L'azione di politica economica del Governo - ha detto il ministro Tremonti, intervenuto il 17 luglio scorso, durante la discussione generale del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 all'assemblea della Camera dei deputati, è mirata a due obiettivi essenziali: la stabilizzazione triennale del bilancio pubblico e la costruzione di una migliore piattaforma istituzionale e legale per lo sviluppo industriale".
Ed ha aggiunto "più in particolare, la stabilizzazione triennale dei conti pubblici, operata con il decreto-legge, si caratterizza in base a due elementi essenziali: la concentrazione della manovra prima dell'estate e la sua proiezione triennale.
Per noi era ed è essenziale e fondamentale mettere in sicurezza il bilancio pubblico della Repubblica italiana. Credo che questo sia il bene pubblico fondamentale che tali interventi tutelano. Tuttavia, in ogni caso, dovendo ridurre il deficit e non potendo aumentare le tasse, le alternative che ci si aprivano non erano numerose: si trattava di una politica di serio contenimento delle dinamiche incrementali della spesa pubblica".
Inoltre, per quanto riguarda il disegno di legge - in corso di esame alla Camera - il ministro Tremonti ha affermato "consideriamo fondamentale, nella strategia per il Paese, un disegno di riforme istituzionali e di rilancio industriale. Si tratta di un disegno nel quale si trovano tutti gli elementi che a nostro avviso - e non solo a nostro avviso, per quanto ci risulta dalla considerazione in cui da fuori inizia ad essere tenuta l'Italia - rappresentano la nostra agenda per lo sviluppo.
L'altro settore del nostro intervento è quello delle riforme istituzionali, che noi consideriamo strategiche per questo Paese, importanti almeno quanto le riforme che cerchiamo di fare e che facciamo sulla piattaforma istituzionale di questo Paese per lo sviluppo dell'industria.
Le riforme istituzionali sono: la riforma costituzionale sostanziale e il federalismo fiscale".
Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)