Sui capitoli del Libro Bianco
Al Libro Bianco seguiranno i Piani di azione del Governo nei vari ambiti, vale a dire la traduzione delle linee tracciate per il nuovo welfare nei fatti organizzati dalle norme.
Nell'immediato, due aspetti vanno considerati per capire meglio tempi e modi di avvio del futuro del modello sociale: la crisi finanziaria e i vincoli di bilancio.
I vincoli di bilancio non permettono una spesa maggiore per lo Stato sociale, ma una più efficiente organizzazione del welfare già finanziato è però possibile. Con la consapevolezza che la rimessa in moto dell’economia e della produzione non possa più essere svincolata da sguardi di più ampio respiro - in termini di partecipazione alla distribuzione della ricchezza, ma anche in termini di qualità della produzione della stessa (vedi: ambiente) - i capitoli del Libro bianco sono così organizzati:
- Lo scenario attuale e le grandi tendenze.
- I limiti e le potenzialità del modello sociale italiano.
- I valori: persona, famiglia, comunità.
- La visione: il nuovo modello delle opportunità e delle responsabilità.
- Meriti e bisogni.
- La sostenibilità del modello sociale.
- Conclusioni.
Tra le misure da adottare con urgenza, il “reddito di ultima istanza” viene pensato per chi proprio non ce la fa. Coloro che sono in uno stato di povertà assoluta, non dunque povertà relativa, che abbiano bisogno del sostegno per “il soddisfacimento dei bisogni vitali”. Perché, sostiene il Libro Bianco, “l’organizzazione di concrete soluzioni ai bisogni degli ultimi è il primo obiettivo di una società coesa”.
Se, inoltre, non è attualmente possibile spendere di più, è necessario spendere meglio. Questo si deve tradurre in una distribuzione della spesa più equa ed efficace tra i diversi gruppi sociali e i diversi bisogni lungo tutto l’arco della vita.
La soluzione viene individuata nell’universalismo selettivo, un principio che riconsidera come utopico l’universalismo assoluto, “che non fa i conti con la scarsità delle risorse e con la sostenibilità”.
“L’universalismo selettivo sancisce il principio della parità dei cittadini nell’accesso alle risorse e, allo stesso tempo, pone i presupposti per la sostenibilità finanziaria e il controllo della qualità dei servizi. È un modello che valorizza la responsabilità degli individui e la capacità dell’attore pubblico di stabilire ordini di priorità e dosare le risorse…” e “richiede il coordinamento e una leale collaborazione tra Stato, Regioni ed enti locali, per coniugare coesione e responsabilità”.
La riorganizzazione dello Stato sociale propone dunque un forte impegno di redistribuzione di risorse e di metodo. Ma intende anche mantere il filo del dialogo sociale, già instaurato con il Libro verde, "con lo scopo di promuovere la condivisione – tra le istituzioni e gli attori sociali – degli obiettivi di stabilità e crescita ed insieme di equa distribuzione dei risultati che saranno conseguiti".
"Solo in un quadro di stabilità della finanza pubblica e di ripresa di produzione della ricchezza - conclude il Libro Bianco - sarà peraltro possibile realizzare gli obiettivi qui descritti per una vita buona nella società attiva".