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Contratti pubblici: Relazione dell'Autorità di vigilanza (Anno 2007)

Proposte per il contenzioso

In un momento così importante per il rilancio degli investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, nei trasporti e nei servizi pubblici essenziali, a livello locale e nazionale, è fondamentale garantire agli investitori e al mercato un sistema semplice, snello e tempestivo di “rimedi” proporzionati. Per garantire l'efficienza del mercato occorre dunque trovare soluzioni più rapide per il contenzioso.

In primo luogo, l’arbitrato. La soluzione suggerita per rimuovere anomalie e criticità nel sistema degli arbitrati negli appalti pubblici è di riportare l’istituto sotto il controllo di un organo pubblico valorizzando la presenza delle componenti esponenziali degli interessi coinvolti. Ciò anche al fine di evitare l’anomalia, nel contesto europeo, che l’Italia diventi l’unico Paese privo della possibilità del ricorso al giudizio arbitrale.

Un secondo ordine di rimedi può scaturire dal recepimento della cd direttiva ricorsi (Direttiva CE 2007/66), che tutela situazioni giuridiche lese a seguito della mancata osservanza di determinate regole, in modo da consentire alle imprese illegittimamente escluse di poter essere riammesse al mercato in tempi ancora effettivamente utili.

A tal proposito l’Autorità, in base all’art. 6, comma 7, lett. n) del Codice dei contratti, sta già, per certi aspetti, dando preventiva attuazione a quanto previsto dalla direttiva ricorsi. Infatti, la previsione nella citata direttiva di una clausola sospensiva della conclusione del contratto al fine di consentire all’offerente - che ritenga di essere stato illegittimamente escluso - di poter far valere i suoi diritti senza che si creino situazioni di fatto a lui pregiudizievoli, corrisponde, per buona parte, a quanto viene richiesto dall’Autorità alle stazioni appaltanti nell’ambito del precontenzioso.

Fonte: presentazione del presidente dell'Autorità, Luigi Giampaolino.

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