Bollire il latte crudo per evitare i rischi di Escherichia Coli
L’Escherichia Coli O157 è un batterio che può essere presente negli animali da latte e trasmettersi all’uomo attraverso il latte non pastorizzato o non bollito. Negli animali il batterio non crea problemi ma nell’uomo causa effetti gravi che, specialmente nei bambini, possono essere devastanti. Tra le patologie correlate all’escherichia coli O157 vi è infatti la Sindrome emolitica uremica (SEU) che può portare anche alla dialisi. La bollitura del latte consente di eliminare l’Escherichia coli, cioè il batterio produttore di tossine responsabili della sindrome emolitico uremica.
Sulla base delle informazioni pervenute dall’Istituto Superiore di Sanità risultano ad oggi 10 casi di bambini colpiti da sindrome emolitico uremica che hanno consumato latte crudo nei giorni precedenti (quindi è probabile una correlazione con l’alimento).
Nel 2007 i casi segnalati sono stati 3 (Rimini, Padova, Mantova) e nel 2008 sono stati 7 (Bolzano, Ancona, Bologna, Cremona, Mantova,Verona e Torino).
La bollitura del latte consente inoltre di di eliminare anche patogeni diversi dall’Escherichia coli quali ad esempio:
- salmonelle e campylobacter che possono dare gravi forme gastroenteriche;
- la listeria, che nei casi più gravi provoca meningite e nelle donne in gravidanza aborto.
- brucellosi e tubercolosi, anche se va ricordato che i piani di risanamento degli allevamenti hanno contribuito a ridurre drasticamente le patologie in medicina umana legate al consumo di latte crudo.
Fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali