I Paesi "Outreach"
Il termine "outreach countries" deriva dal gergo diplomatico e indica i paesi coinvolti nei lavori del G8 in veste di interlocutori, partner o beneficiari delle sue iniziative.
Già con il G7 era stato avviato un dialogo strutturato con alcuni paesi chiave, i cui rappresentanti venivano invitati al vertice o addirittura associati a determinate sessioni di lavoro. E' stato il presidente francese François Mitterrand ad inaugurare, nel 1989, la prassi degli inviti. Ma solo al vertice canadese di Kananaskis (2002) si è realizzato un effettivo coinvolgimento di questi paesi.
Il primo gruppo di paesi esterni a partecipare in maniera strutturata al G8 è stato quello dei paesi africani, rappresentati da Sudafrica, Nigeria, Algeria e Senegal, a cui si è successivamente affiancato anche il rappresentante del paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione africana (Ua).
Gli ultimi vertici sono stati caratterizzati da un’ulteriore apertura ai paesi la cui partecipazione risultava importante per affrontare i temi centrali del vertice, per esempio la Cina per le questioni macroeconomiche.
Al pari dei leader dei principali paesi, anche i rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali multilaterali (Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Organizzazione mondiale del commercio, Agenzia internazionale per l’energia atomica) e regionali (Ue, Ua) sono stati coinvolti attivamente nei lavori del vertice.
Una cooperazione estremamente articolata e strutturata ha peraltro preso forma nella dimensione economica e finanziaria. Accanto al G8 è infatti operativo il Gruppo dei Venti (G20), al quale partecipano i ministri delle finanze nonché i governatori delle banche centrali dei paesi del G8 e degli altri paesi maggiormente rilevanti per le scelte di politica economica e finanziaria, affiancati dai direttori dell’Fmi e della Banca mondiale.
Fonte: Servizio studi Senato della Repubblica