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Vertice G8 - Hokkaido (Giappone) 7-9 luglio 2008

Incontro con la stampa del Presidente del Consiglio ad Hokkaido - 8 luglio 2008

“La formula del G8 non si tocca. La prossima riunione della Maddalena si terrà con le stesse modalità del passato”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, incontrando la stampa a margine dei lavori del G8.

Il premier ha ricordato che nel corso della riunione “è stata votata all'unanimità la [ … ] proposta di mantenere la stessa formula per il prossimo G8 che si terrà in Italia, nell'isola de La Maddalena''.

Il programma dell'incontro della Maddalena, nel 2009, prevede che la prima giornata sia dedicata esclusivamente agli Otto, mentre tutto il secondo giorno sarà 'aperto' al gruppo dei 5, ossia le potenze emergenti Cina, India, Messico, Sudafrica e Brasile. Alla mattina del terzo giorno di lavori parteciperanno anche i Paesi africani, mentre i leader del G8 si riuniranno nel pomeriggio per l'adozione della dichiarazione conclusiva.

Nel corso della riunione, che ha sancito un ambizioso accordo sui cambiamenti climatici con un taglio delle emissioni di gas entro il 2050, i rappresentanti degli otto governi hanno affrontato anche altre delicate questioni di politica internazionale. Prima fra tutte la vicenda dello Zimbabwe.

Nella dichiarazione finale, infatti, il G8 dichiarerà ‘illegittima’ la linea del presidente Mugabe e chiederà sanzioni all’Onu. Posizione, questa, inizialmente diversa da quella italiana e russa.

Sono state “le considerazioni degli altri leader - ha spiegato Berlusconi – che mi hanno fatto vedere come sia necessario oggi dichiarare da parte del G8 la illegittimità della posizione di Mugabe, e quindi indicare la necessità e l'urgenza di sanzioni al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Lo faremo nella dichiarazione finale''.

Accanto alla questione africana ha trovato spazio anche un richiamo alla Cina relativamente alle questioni della concorrenza internazionale.

Nel corso del G8, ha spiegato Berlusconi, ''tutti hanno condiviso la necessità di chiamare anche la Cina al rispetto degli accordi internazionali, perché non si può accettare che i nostri Paesi siano sottoposti a regolamenti e che invece la Cina si sottragga''.

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