Pagina pubblicata il 3 ottobre 2008
Presentazione
Il disegno di legge delega sul federalismo fiscale è stato approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri del 3 ottobre 2008.
"Fare il federalismo fiscale, data la costituzione vigente in Italia, è un obbligo" ha dichiarato il ministro dell'economia e delle finanze, Giulio Tremonti, intervenuto in conferenza stampa insieme ai ministri Calderoli, Fitto e Matteoli, al termine della riunione.
"Sarà nel bilancio dei comuni che ognuno potrà leggere come è amministrato": Tremonti ha voluto citare Tocqueville per sottolineare la positività di una riforma che non ha esitato a definire "storica".
L'approvazione del testo sul federalismo è avvenuta dopo che con le regioni, le province e i comuni era stato raggiunto un accordo la sera prima a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Berlusconi. Immediatamente dopo la firma dell'accordo, la conferenza unificata ha dato il proprio assenso con alcune modifiche - recepite poi nel provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri di questa mattina.
Sia il ministro Calderoli, sia il ministro Fitto hanno sottolineato, nel corso della conferenza stampa, il consenso intorno al quale il provvedimento si è sviluppato. “Intendiamo proseguire con questo dialogo che fino ad oggi ha prodotto un ottimo risultato” ha dichiarato il ministro per la semplificazione normativa Calderoli ed è sulla stessa lunghezza d'onda anche il ministro per le regioni Fitto, per il quale “partire su un tema così delicato con dei principi condivisi costituisce un fatto sicuramente storico”.
Il federalismo fiscale approderà - molto probabilmente - la prossima settimana in Parlamento, “questo testo ci consente di andare in parlamento non avendo aprioristicamente forze contrarie ma tutte disponibili al confronto” ha affermato il ministro Matteoli che, tra l'altro, ha dichiarato che "il federalismo fiscale non serve ad una parte dell'Italia ma serve a tutta l'Italia".
Il federalismo fiscale, ricordiamo, era stato approvato in via preliminare dal Governo nella riunione del Consiglio dei ministri dell'11 settembre scorso.
Il disegno di legge contiene una delega per dare attuazione all’articolo 119 della Costituzione, come modificato nel 2001 dalla riforma del Titolo V della parte seconda della
Costituzione, con cui è stata in particolare stabilita l’autonomia di entrata e di spesa
di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, con l’attribuzione a tali enti di
tributi propri e di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro
territorio, oltre ad un fondo perequativo statale, senza vincoli di destinazione, per i
territori con minore capacità fiscale per abitante.
Con l’attuazione dell’articolo 119 sarà superato il sistema di finanza regionale e locale ancora improntato a meccanismi di trasferimento, in cui le risorse finanziarie di Regioni ed enti locali non sono stabilite e raccolte dagli enti che erogano i servizi ma derivano loro, in misura significativa, dallo Stato. Di conseguenza, il sistema di finanza derivata non favorisce la responsabilizzazione degli amministratori, né il controllo dei cittadini. Inoltre, i trasferimenti si sono spesso realizzati sulla base della spesa storica; è quindi mancato qualsiasi meccanismo premiante o qualsiasi incentivo all’efficienza.
L'attuazione del federalismo fiscale punta invece sulla responsabilizzazione dei centri di spesa, la trasparenza dei meccanismi finanziari e il controllo democratico dei cittadini nei confronti degli eletti e dei propri amministratori pubblici nel quadro di un armonico funzionamento del sistema secondo l’articolo 119.
Redazione Internet - Rosella Rega (r.rega@governo.it)